Il Mar Mediterraneo, ieri e oggi

Il percorso che proponiamo ha come argomento il Mar Mediterraneo. L’ importanza di questo mare da un punto di vista storico viene affrontata in classe quarta, ma poiché offre uno spunto per aprire l’analisi dell’argomento anche al presente, può essere proposta in classe quinta come ripasso della storia passata come punto di partenza per la sua conoscenza in epoca contemporanea.

Il percorso è diviso in tre parti:

  1. L’introduzione per i docenti, con riferimenti agli Indicatori Nazionali;
  2. La programmazione in cui si mettono in evidenza competenze, traguardi, abilità sia da un punto di vista storico, sia da un punto di vista geografico;
  3. Il lavoro da svolgere in classe.

Introduzione per i docenti

Terminato lo studio delle civiltà dei fiumi arriva il momento di scoprire le civiltà del Mediterraneo, ossia di concentrarsi sulla nascita e lo sviluppo di fiorenti popolazioni che hanno fatto della navigazione il loro punto di forza.

Sapere come nell’antichità il Mediterraneo ha condizionato il rapporto tra l’uomo e il territorio può essere un ottimo spunto per aprire l’analisi dell’argomento anche al presente, dato che oggi il Mediterraneo è un mare tra i più vivibili del mondo, dal clima piacevole, su cui si affacciano tante culture, ma è anche un mare sovraffollato, inquinato e con un’infinità di problemi.

Si dà così la possibilità agli alunni di effettuare collegamenti geo-storici poiché “Le conoscenze del passato offrono metodi e saperi utili per comprendere e interpretare il presente” e la geografia È disciplina di cerniera per eccellenza poiché consente di mettere in relazione temi economici, giuridici, antropologici, scientifici e ambientali di rilevante importanza per ciascuno di noi”. (Indicazioni Nazionali)

La programmazione

STORIA

tabella

GEOGRAFIA

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Il lavoro in classe

Il Mar Mediterraneo tanto tempo fa

Leggi il brano con attenzione.

Le più antiche civiltà del mare si svilupparono lungo le coste del Mediterraneo, un mare ampio e racchiuso tra terre (il nome stesso significa “in mezzo alle terre”): le sue acque bagnano l’Africa a sud, l’Asia a est e l’Europa a nord.

I popoli che si smed02tabilirono sulle coste del Mar Mediterraneo si dedicarono al commercio: costruivano imbarcazioni grandi e resistenti e navigavano in cerca delle migliori materie prime.
Dai porti partivano e arrivavano le grandi navi dei mercanti che barattavano i prodotti artigianali con le materie prime. Non venivano scambiate solo le merci, ma anche racconti, conoscenze e idee. Il Mediterraneo era un’importante via di comunicazione.

Il clima mite delle terre affacciate sul Mar Mediterraneo favoriva l’agricoltura e lo sviluppo delle foreste. Il legno era una materia prima preziosa, con cui costruire abitazioni, oggetti d’arredo, strumenti e mezzi di trasporto per med01viaggiare su strada e acqua. Alcuni popoli navigavano verso ovest in cerca di metalli: rame, stagno, oro, argento. Nei punti di sbarco e di scambio con le popolazioni locali, fondarono dei veri e propri centri commerciali, gli empori, per raccogliere e distribuire le merci. Le coste ricche di promontori, golfi e insenature offrivano dei punti di sbarco naturali e protetti dalla corrente marina. Qui i popoli costruirono i porti per il commercio marittimo, chiamati perciò anche scali commerciali. Con il trascorrere del tempo diventarono colonie, cioè nuove città.

  1. Segna con una X le parole che riguardano il mare.

esercizio

     2. Prova a scrivere con le tue parole il significato dei seguenti termini

Commercio: …………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………
Materie prime:…………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………
Via di comunicazione: …………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………
Punti di sbarco: …………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………

     3. Scegli i motivi per cui il Mar Mediterraneo fu importante per lo sviluppo delle civiltà.

  • Il Mediterraneo era una comoda via di comunicazione, mentre i territori costieri erano aridi e montuosi.
  • Con l’acqua del mare riuscivano a bagnare i campi
  • Le sue coste, ricche di insenature, offrivano porti naturali per le navi.
  • I popoli antichi amavano vivere sulle spiagge e fare il bagno nell’acqua fresca.
  • Il mare rendeva bello il paesaggio.
  • Nei punti di sbarco si trovavano molti empori
  • Il fiume era la principale fonte di cibo per la popolazione.

     4. Sfoglia le pagine del tuo Sussidiario e osserva le carte geo-storiche delle civiltà che si svilupparono sul Mediterraneo, poi prova a colorare il loro territorio sulla carta.

carta_muta

Il Mar Mediterraneo oggi

     5. Osserva la carta

Oltre all’Italia, conosci altri Stati bagnati dal Mediterraneo?……

Quali? ……………………………………………………………………………………………

Confronta le due carte del Mediterraneo, sai riconoscere a quali territori odierni corrispondono quelli in cui vivevano le antiche civiltà?

carta_politica

Carta d’identità del Mar Mediterraneo:

identita

        6. Leggi questo testo e poi rispondi alle domande.

Un mare in pericolo

Il Mar Mediterraneo è un mare quasi chiuso e poco profondo quindi le sue acque hanno poco ricambio. Per questa ragione ogni tipo di inquinamento fa fatica a disperdersi.

I danni maggiori provengono dai fiumi, che portano con sé gli scarichi delle fabbriche, i concimi e i rifiuti organici sia delle città sia degli allevamenti. Ci sono poi tonnellate di petrolio che ogni anno vengono persi dalle navi-cisterna durante i lavori di trasbordo e di lavaggio. Un altro grosso problema è costituito anche dai rifiuti galleggianti (soprattutto oggetti di plastica) portati dai fiumi, lasciati sulle spiagge o abbandonati direttamente in mare dalle navi.

Per tutti questi motivi è importante che i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, accordandosi tra loro, propongano leggi severe contro i vari tipi di inquinamento.

Un altro grosso pericolo è il riscaldamento del clima della Terra. L’inquinamento dell’atmosfera, infatti trattiene il calore del Sole vicino alla superficie del pianeta, facendo salire la temperatura terrestre e quella del mare.
Negli ultimi anni, nel Mediterraneo ci sono stati cambiamenti nella flora e nella fauna marine. Molte specie che un tempo abitavano lungo le calde coste africane, si sono spostate nelle zone settentrionali. Dall’Atlantico e dal Mar Rosso sono anche arrivati molti pesci tropicali, che in alcune zone del Mediterraneo hanno completamente sostituito la fauna originaria. Queste specie, abituate a mari più caldi, sopravvivono bene, perchè negli ultimi anni la temperatura del Mediterraneo è aumentata.

  • Quali sono i principali problemi che ha l’ambiente del Mediterraneo? ………………………………………………………………………………………………………..
  • Pensi che il riscaldamento delle acque sia un fenomeno che esisteva già in tempi lontani?………………………………………………………………………………………….
  • Quali differenze noti tra il Mediterraneo di oggi e quello di tanto tempo fa? ………………………………………………………………………………………………………..
    ……………………………………………………………………………………………
  • Che cosa possiamo fare noi, popoli e governi dei Paesi bagnati dal Mediterraneo?……………………………………………………………………………….
    ……………………………………………………………………………………………………….

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.

Costruire un planisfero in classe

Questo compito di realtà ha come obiettivo principale la valutazione delle competenze geografiche attraverso un percorso operativo finalizzato alla realizzazione di un planisfero. Questa attività, tuttavia, coinvolge diverse competenze trasversali, come, ad esempio, competenze digitali, abilità di ricerca e di approfondimento, capacità di espressione culturale e artistica, competenze sul rispetto delle regole, ecc. Come tutti i compiti di realtà che proponiamo è infatti multidisciplinare (Geografia, Italiano, Arte) e multimodale.

Prima fase

La strutturazione del compito prevede un momento iniziale per la presentazione del progetto e per un primo confronto tra gli alunni. In questa prima fase si chiede inoltre di organizzare e approntare materiali, strumenti e tecniche per arrivare alla realizzazione del planisfero.

Seconda fase

Si passa quindi al disegno vero e proprio della carta e dei confini tra gli Stati; si suggerisce di attaccare un foglio di carta da pacco bianca sulla  superficie di una LIM, oppure su una parete della classe, controllando che sia liscia per evitare di tracciare contorni poco precisi. Accendere il videoproiettore e proiettare l’immagine del planisfero da ricalcare con una matita. In seguito si procede alla colorazione e alla scrittura dei toponimi principali. Se si è scelto di creare un unico planisfero per tutta la classe, è necessario fare attenzione a che tutti contribuiscano a una parte, se pur piccola, del lavoro.

Terza fase

La classe viene divisa in piccoli gruppi. Nella loro formazione l’insegnante deve preoccuparsi di creare una composizione equilibrata degli stessi, tenendo conto delle esigenze degli alunni BES, per i quali si dovranno attuare le strategie più adatte a favorire il coinvolgimento nelle attività. L’insegnante deve anche illustrare ogni fase del compito, prima che i gruppi si accingano ad affrontarle in modo autonomo.

Si passa ora alla fase successiva, che riguarda la ricerca, anche attraverso la rete web, delle informazioni relative agli elementi simbolo delle aree specifiche prese in considerazione. Ogni immagine deve essere stampata (o ritagliata, se derivata da materiale cartaceo) e applicata al planisfero  attraverso la pratica di attività manuali.

Quarta fase

Il lavoro di ricerca di ogni gruppo prosegue per giungere a una sintetica esposizione scritta (descrizione, significato, storia) delle immagini simbolo scelte e alla condivisione  con gli altri gruppi.

Quinta fase

Tutta la classe deve quindi eseguire il controllo finale del cartellone per poi appenderlo in classe e utilizzarlo nell’attività didattica. Si propone di predisporre anche un planisfero in una versione ridotta, utilizzabile durante lo studio o l’esposizione orale individuale.

Sesta fase

L’ultima fase del lavoro non è meno importante, perché rappresenta un momento sociale di scambio con altri compagni della scuola.  A fine anno scolastico, infatti, l’attività prevede il dono del planisfero a una classe quarta.  Il regalo del planisfero di classe rappresenta una sorta di passaggio di testimone e di buon augurio per il futuro anno scolastico.


Per proporre il lavoro sul planisfero puoi anche scaricare la scheda da stampare (dal sussidiario Pista! A ruota libera tra le discipline,  edizioni Cetem).
Al termine di questo compito di realtà è presente una rubrica di autovalutazione finale, che aiuta riflettere lo studente sul lavoro fatto. Si tratta di un esempio di autobiografia cognitiva che può essere utilizzato per cogliere e valutare diversi aspetti importanti: il senso attribuito dall’alunno al proprio lavoro, le intenzioni che lo hanno guidato nello svolgere le attività, le emozioni o gli stati affettivi provati.

Qui invece puoi scaricare e stampare una tabella delle competenze e delle abilità coinvolte durante questo lavoro.

Puoi trovare altri compiti di realtà di Progetto Ipazia qui, qui, qui e qui.

 

 

Una flipped classroom sull’Obiettivo 14 – Agenda 2030

La scheda sull’obiettivo 14 dell’Agenda 2030, da presentare direttamente alla classe, rappresenta un ottimo punto di partenza per approfondire l’argomento in modalità “flipped”, cioè di classe capovolta.

L’attività che proponiamo è rivolta a una classe quinta. Prevede alcune fasi di lavoro e richiede circa 5 ore di tempo per essere svolta interamente.

1a fase: leggere e analizzare la scheda (1 ora)

Proprio perchè pensata per i ragazzi e le ragazze e scritta con un linguaggio accessibile a tutti, la scheda può essere letta in totale autonomia, a casa o a scuola, in gruppo o da soli, senza il bisogno della mediazione dell’insegnante.

Successivamente, in classe, si propone un confronto tra gli alunni per fissare in uno schema le informazioni più importanti della problematica proposta. Lo schema va  sviluppato insieme alla lavagna, alla LIM o con qualunque altra modalità scelta dal docente in base alle carattistiche della sua classe e delle risorse che ha a disposizione.

2a fase: il lavoro di gruppo (2 ore)

Dopo aver suddiviso la classe in gruppi, ogni gruppo riporta su un cartellone lo schema costruito collettivamente.

Si propone quindi a tutta la classe la visione di questo breve video. Alla fine, ogni gruppo deve sintetizzare le informazioni fornite dal filmato aggiungendole sul cartellone.

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Costruire un lapbook – Vi presento il mio luogo del cuore

Questo compito di realtà vuole mettere in campo le competenze acquisite dai ragazzi e dalle ragazze nel corso dell’anno attraverso un percorso di conoscenza del proprio territorio finalizzato alla progettazione di un lapbook.

Il compito coinvolge non solo competenze di geografia, ma anche diverse competenze trasversali, per esempio sociali, civiche, digitali, oltre che di conoscenze culturali e di espressione artistica.

Prima fase

Se non sono stati mai realizzati prima dei lapbook, nella prima fase del lavoro è importante presentare a tutta la classe questo valido strumento di approfondimento e di comunicazione.

Si spiega che un lapbook è un libro-oggetto fatto a mano, che permette di presentare all’esterno le informazioni raccolte su un argomento: può riguardare un popolo, un periodo storico, un luogo, un soggetto di qualsiasi tipo, basta che sia interessante e ricco di elementi che lo caratterizzano. Le informazioni possono essere veicolate da testi, disegni, immagini fotografiche, carte, dati, anche piccoli oggetti da allegare.

Per costruirlo si possono usare diversi materiali, come cartoncino colorato, carte da ritagliare in varie forme, fili, stickers e tutto quello che può servire per creare una grafica bella, tridimensionale e anche divertente. Per assemblare i materiali sono necessari vari strumenti, come colle, nastri adesivi, forbici, righelli, matite e pennarelli, ecc.

Seconda fase

Il passo successivo prevede un momento iniziale per la presentazione del contesto e per un primo confronto tra gli alunni e le alunne. Il compito di realtà proposto qui riguarda infatti la costruzione di alcuni lapbook che abbiano come argomento centrale i luoghi particolari (i luoghi del cuore, appunto) scelti dagli alunni.

Nel corso della chiacchierata introduttiva, l’insegnante aiuta a individuare questi luoghi, cercando di indirizzare i ragazzi e le ragazze verso località (o spazi, o monumenti, ecc.) vicine alla loro sede di residenza, più facili per il reperimento delle informazioni.

Chiede quindi loro di mettere a fuoco tutti gli elementi che caratterizzano il luogo scelto. Può essere utile invitarli a costruire una mappa concettuale essenziale, di cui può mostrare un esempio alla lavagna.

In questa fase, inoltre, si decidono collettivamente i criteri di analisi validi per tutti i luoghi scelti e quali elementi deve contenere il lapbook per offrirne una presentazione sufficientemente completa.

Terza fase

La terza fase prevede la ricerca delle informazioni relative agli elementi individuati. La ricerca può avvenire direttamente (passeggiata, visita guidata, ufficio del Comune, parrocchia, intervista a un abitante informato, ecc.) o indirettamente (biblioteca, depliant di agenzia turistica, rete Internet, ecc.).

I ragazzi devono quindi scegliere e organizzare le informazioni raccolte, suddividendole in base ai criteri condivisi in precedenza, e predisporre tutti i materiali utili alla costruzione del lapbook.

Quarta fase

Si procede quindi alla costruzione del lapbook vero e proprio.
L’insegnante deve quindi illustrare ogni fase del compito, prima che i ragazzi si accingano ad affrontarle in modo autonomo.

L’attività può essere svolta individualmente o, meglio ancora, attraverso un’attività di gruppo. Nella fase di formazione dei gruppi l’insegnante deve preoccuparsi di comporli con un criterio di equilibrio, tenendo conto delle esigenze degli alunni BES, per i quali si dovranno attuare le strategie più adatte a favorire il loro massimo coinvolgimento.


Per proporre il lavoro sui lapbook puoi anche scaricare la scheda da stampare (dal sussidiario Pista! A ruota libera tra le discipline,  edizioni Cetem).
Al termine di questo compito di realtà è presente una rubrica di autovalutazione finale, che aiuta lo studente a riflettere sul lavoro fatto. Si tratta di un esempio di autobiografia cognitiva che può essere utilizzato per cogliere e valutare diversi aspetti importanti: il senso attribuito dall’alunno al proprio lavoro, le intenzioni che lo hanno guidato nello svolgere le attività, le emozioni o gli stati affettivi provati.

Qui invece puoi scaricare e stampare una scheda di valutazione dell’insegnante per il lavoro di ogni singolo alunno.

Potete trovare altri compiti di realtà di Progetto Ipazia qui, qui, qui e qui.

Fare geografia, dalla terza alla quinta

Uffa, maestra, ma ancora l’Italia?

Sarà che gli orizzonti si sono allargati, sarà che il mondo globale è entrato nelle nostre aule, sarà che i nostri alunni provengono dai quattro angoli del pianeta, sarà, sarà… ma tre anni sull’Italia sono forse un po’ troppi anche nella primaria.

In terza, è vero, si pongono le basi della geografia. Mari, monti, fiumi, laghi e pianure. Si spiegano in generale, terminologia geografica, disegni, foto, l’orientamento le prime carte. Ma per fare gli esempi su quello di cui si parla si prendono i paesaggi italiani, che in questo modo vengono introdotti e spiegati per la prima volta.

In quarta, ecco a voi: l’Italia! Fisica, certo: mari, monti, fiumi, laghi e pianure, con i relativi ambienti. Di nuovo gli strumenti, l’orientamento, le carte. Poi si parla anche delle città e, finalmente, degli italiani, la loro vita e le loro caratteristiche.

In quinta si fa un giro nelle regioni italiane. Ancora mari, monti, fiumi, laghi e pianure, ma circoscritti regione per regione, così come le città, la popolazione, l’economia. Certo in quinta il discorso si può allargare anche all’Europa e al mondo, ma sul sussidiario, con tutte le pagine prese dalle venti regioni italiane, a questo punto di spazio (e anche di tempo in classe) ne resta ben poco.

Quando si trattano tutte le regioni, una dietro l’altra, presentando territorio ed economia, in genere la maggior parte dei ragazzi ha difficoltà a cogliere le caratteristiche che le differenziano; quello che resta è una conoscenza vaga e poco radicata.

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