Il filo della storia

Per i nostri ragazzi e le nostre ragazze comprendere il significato di durata, di successione e di contemporaneità vuol dire avvicinarsi ai concetti temporali su cui si fonda lo studio della storia.
In classe si lavora su questi obiettivi già dalla prima e si approfondiscono in seconda. In entrambe le classi, però, le attività proposte si riferiscono necessariamente all’esperienza concreta.

A partire dalla terza, invece, il focus si sposta indietro nel tempo, e di molto.

Il Big Bang è un fenomeno che cattura l’interesse di tutti e di tutte. Ma di quanto dobbiamo andare indietro nel tempo? Milioni di anni…

In terza si inzia quindi a parlare di preistoria e della sua durata, poi del periodo successivo, ossia la storia. Ma quale di questi due spazi temporali è il più lungo?

E’ importante che non ci si confonda, misurando il tempo in base al numero delle pagine dedicate agli argomenti, o in base agli anni in cui si studiano questi due periodi: preistoria solo in classe terza, storia dalla quarta in avanti. Spesso, infatti, ragazzi e ragazze tendono a misurare la durata, la successione e la contemporaneità proprio in base alla presentazione degli argomenti sui testi di studio.

L’attività che proponiamo serve a dare una prima idea più corretta dei concetti temporali. Può essere organizzata all’inizio della classe terza, come presentazione e osservazione del problema, e ripresa verso la fine dell’anno, per fare il punto sugli eventi che si sono succeduti in questo lunghissimo arco temporale.

Prendete un rocchetto di spago lungo 100 metri, mettetelo sulla cattedra e sistemate vicino un filo di spago (o di lana) di un altro colore, lungo 50 centimetri. E’ molto importante che tra i due esita una notevole differenza in lunghezza.
Si prende il rocchetto di spago e, srotolandolo, ci si fa un’idea di quanto è durata la preistoria: si esce dalla classe, si attraversa il corridoio, a volte si può arrivare fino in giardino.

Srotolato tutto, lo si lascia per terra. Si ritorna quindi in classe e si pone attenzione allo spago più corto. Si invitano i ragazzi e le ragazze a osservare quanta differenza di lunghezza esiste tra i due.
Tutti noteranno, senza dubbi, che è notevole.
Per concludere si possono unire i due fili, dando così l’idea di quanto sia lunga la storia del nostro pianeta e dei suoi abitanti, inserendo il concetto di successione.

In classe quarta, quando si affronterà lo studio delle prime civiltà, la misura del tempo potrà cominciare a essere più precisa.


Qui è possibile leggere un’altra attività sui concetti di contemporaneità e successione.




Cambiamondo, un sussidiario per cittadin* di domani

Riscaldamento globale, inquinamento, desertificazione, aumento della povertà di milioni di suoi abitanti: sono solo alcuni tra i tanti segnali che il nostro pianeta ci sta dando per manifestare il suo malessere. Le soluzioni ci sono, ma è importante che non si fermino al presente, ma che garantiscano un futuro alle prossime generazioni.

Ecco perchè Cambiamondo.
E’ un sussidiario pensato per formare i futuri cittadini del nostro pianeta.
Nella sua progettazione siamo partite dalla considerazione che per intervenire a cambiare il mondo sia importante conoscere la sua storia e le sue caratteristiche geografiche, scientifiche, anche economiche, per comprendere la vita degli uomini e delle donne nel passato e progettarne il futuro.

Filo conduttore del progetto è quindi l’Educazione civica e ambientale, con approfondimenti sulla Costituzione e sugli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, protagonisti poi del volume MISSION 2030, per formare cittadini consapevoli e responsabili.

Una scelta didattica

Il processo di insegnamento/apprendimento passa attraverso l’integrazione di diverse modalità di comunicazione e di espressione. Riflettendo su questa consapevolezza, ci siamo chieste come fosse possibile inserire questo sempre più diffuso impulso verso la multimodalità in un libro di testo. E’ certo una linea di tendenza che ormai molti sussidiari hanno: le idee circolano, il bisogno di rinnovarsi e di rispondere al meglio alle esigenze dei docenti è ben presente a tutte le case editrici, i libri sono sempre più vari, accoglienti, operativi.

Naturalmente, alla base della nostra riflessione c’è stata la scelta costante di conciliare in modo proficuo gli elementi di innovazione didattica con l’esperienza personale acquisita nel tempo da ogni insegnante. Siamo infatti consapevoli del fatto che è proprio dall’esperienza maturata da ciascun docente nel lavoro quotidiano di classe che nasce la capacità di gestire al meglio le nuove metodologie di insegnamento.

Nel pensare al progetto per un nuovo sussidiario si è posta in primo piano la correlazione docente-alunno, partendo dal presupposto che il bambino (o la bambina) è protagonista attivo del proprio sapere, ma il docente (o la docente) è la sua guida esperta, con un ruolo di regista, di facilitatore, di risorsa aggiunta.

Il nostro punto fermo di riferimento è stato quindi una scuola dell’inclusione, con proposte in grado di rimuovere la maggior parte degli ostacoli che possono frapporsi all’apprendimento e alla promozione della persona e con elementi di facilitazione che aiutino a superare difficoltà e situazioni problematiche.

Continua a leggere Cambiamondo, un sussidiario per cittadin* di domani

Giulio Cesare

In questa scheda si propongono due attività: la lettura di una fonte scritta e una ricostruzione cronologica delle fasi più importanti della vita politca di Giulio Cesare.
Entrambe aiutano i ragzzi e le ragazze e ricavare e rielaborare informazioni da vari tipi di testo, ma soprattutto ad approfondire la conoscenza della vita di uno dei personaggi più significativi della storia antica.

1 . Leggi il teso di Svetonio, un biografo romano dell’età imperiale.

Narrano che Cesare fosse gentile e umano, ma anche severo verso i suoi soldati. Non si vergognava di chiamare i suoi soldati “compagni d’armi”; spesso avanzava con loro nel viaggio a piedi e in prima fila combatteva come soldato tra le armi dei nemici. Così si conquistò il rispetto dei suoi soldati. Tuttavia, si mostrava anche severo e infieriva molto pesantemente su coloro che erano pigri nella battaglia o non obbedivano subito agli ordini.
Era solito nascondere le sue decisioni ai soldati e talvolta usava dare a notte fonda l’ordine di battaglia o trasferiva l’accampamento, affinché i suoi fossero preparati a ogni cosa. Anche contro i nemici che si arrendevano, spesso usava clemenza; si mostrava umano verso i vinti e gli inermi, ma molto severo verso coloro che, dopo la resa, si mostravano perfidi e non mantenevano la parola data.

Svetonio

2 . Rileggi il brano, poi completa le frasi. Otterrai così una breve descrizione del carattere di Cesare.

Cesare era coraggioso perché …………………………………………………………………………

Era severo quando …………………………………………………………………………………………..
e quando…………… ……………………………………………………………………………………………,
ma anche umano, perché ……………………………………………………………………………….
Era un comandante astuto perché …………………………………………………………………..

3. Colora in ogni coppia di riquadri, l’episodio della vita di Cesare che è accaduto prima.

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda.

A tutto Egitto

L’antico Egitto è una vera passione per studenti e insegnanti. La vita di questo popolo, la cultura, le tradizioni, sono aspetti così affascinanti che spesso spingono i bambini a immaginare di essere archeologi per potersi immergere in scoperte di straordinaria risonanza, o addirittura a immedesimarsi in un faraone, o in una bellissima ragazza con capelli neri e dritti e con gioielli ricercati.

In questo post raccogliamo alcune proposte operative da sviluppare in classe, per approfondire la conoscenza di questo popolo.
Al loro interno si trovano: video, schede operative, letture con linguaggio semplificato, verifiche, spunti per dibattiti, confonto di idee e scambio di conoscenze.
Buon divertimento!

Una flippled classroom sull’imbalsamazione;

Una lettura di approfondimento sul cibo degli Egizi;

Un’attività sulla lettura di una fonte iconografica;

Un approfondimento sulle piramidi;

Una scheda di verifica;

27 gennaio: il Giorno della Memoria spiegato ai bambini e alle bambine

Cari ragazzi e care ragazze,

come sapete, ogni tanto nel calendario dell’anno ci sono delle giornate speciali, decise dal nostro Stato o dalle organizzazioni internazionali. Sono giornate che ci invitano a festeggiare qualcosa di bello che è successo in passato oppure qualche importante tappa della storia dell’umanità. Altre ancora ci fanno riflettere sull’importanza dei nostri affetti e delle relazioni con le altre persone.

Ci sono però anche giornate che ci invitano a ricordare degli eventi che invece piacerebbe a tutti dimenticare o, meglio, si vorrebbe che, nella Storia, non fossero mai successi.

E’ questo il caso del Giorno della Memoria, che da alcuni anni viene celebrato in tutto il mondo ogni 27 gennaio.

Questa data è stata scelta perché proprio il 27 gennaio del 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, venne liberato il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Da quel giorno tutto il mondo seppe davvero quali terribili azioni aveva fatto in molti Paesi d’Europa il governo nazista, guidato da Adolf Hitler.

Olocausto e Shoah

Oggi, questa ricorrenza aiuta tutti a ricordare i molti milioni di persone che vennero rinchiuse e uccise nei campi di concentramento nazisti. Questo sterminio è in tutto il mondo definito Olocausto (una parola che vuol dire ‘estremo sacrificio’).  

Sei milioni di queste vittime innocenti erano ebrei: il loro sterminio viene chiamato Shoah (cioè ‘distruzione’ in ebraico). Gli ebrei vivevano come normali cittadini in tutti i Paesi che furono conquistati dall’esercito nazista: oltre che in Germania, in Austria, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Polonia, Italia e altri Stati europei. Via via, nel corso della seconda guerra mondiale (1939-1945) vennero catturati (uomini, donne e anche bambini), derubati della loro casa e di ogni loro avere e portati nei campi di concentramento. Moltissimi morirono per le terribili condizioni di vita nei campi, ma la maggior parte venne uccisa; alcuni riuscirono a sopravvivere e tornarono a casa dopo la fine della guerra.

Le leggi razziali

In Italia moltissimi ebrei vennero catturati a Roma, in una sola giornata dell’ottobre del 1943. Ma la persecuzione degli ebrei nel nostro Paese cominciò già nel 1938, quando il governo fascista emanò le leggi razziali. Secondo queste leggi gli ebrei vennero discriminati e separati dal resto della popolazione: per esempio, i bambini ebrei non poterono più frequentare la scuola pubblica e molti adulti furono costretti a lasciare il loro lavoro.

Le altre vittime

Oltre agli ebrei, vennero rinchiusi nei campi di concentramento molti gruppi sociali che venivano considerati inferiori: i rom (il loro Olocausto è chiamato Porrajmos, cioè ‘devastazione’), gli omosessuali, gli oppositori politici (che non accettavano e combattevano il nazismo), le persone con disabilità, i Testimoni di Geova, molte popolazioni dell’Europa dell’est.

Perché è importante ricordare?

Vi verrà da pensare: ma se cose tanto brutte sono successe in un passato ormai lontano, se tanto tempo fa alcune persone hanno fatto cattiverie così terribili ad altre persone, perché dobbiamo continuare a ricordare?

La risposta è: ricordare è importante perché aiuta a non ripetere gli errori del passato.

Voi dite giustamente: ma noi non siamo così cattivi… Questo è certamente vero, ma il Giorno della Memoria ci ricorda anche un’altra cosa. Ci ricorda che la responsabilità di quanto è avvenuto durante il nazismo non è soltanto di chi ha ucciso o fatto azioni violente contro altre persone.

E’ da considerare responsabile dell’Olocausto anche

  • chi ha visto delle ingiustizie, ma ha preferito guardare da un’altra parte.
  • chi ha fatto la spia, magari indicando dove abitava una famiglia ebrea.
  • chi è stato contento di guadagnare dalle disgrazie degli altri.

Quindi, in certe situazioni, anche persone che si considerano ‘normalmente buone’ possono agire in modo sbagliato, o razzista, o non solidale o anche soltanto molto egoista.

Il Giorno della Memoria ci invita a riflettere su tutto questo.

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Per l’insegnante:

Per affrontare questo delicato argomento molti siti suggeriscono bibliografie e filmografie, che sono quindi facili da trovare. E’ però importante che ogni insegnante, che conosce bene la propria classe, valuti attentamente quali materiali possono essere adeguatamente presentati. Parlando sia di libri sia di film, a volte può essere consigliabile proporne solo alcuni brani, meno ‘forti’ di altri. In ogni caso i bambini e le bambine non devono essere lasciati da soli nella lettura o nella visione, che consigliamo vengano proposte esclusivamente in classe.

Per fare qualche esempio, in questo sito alcuni suggerimenti di libri per bambini sull’argomento. Anche qui la recensione del libro di Liliana Segre diretto ai ragazzi (forse un po’ più grandi).

L’immagine di copertina è tratta dal film di Steven Spielberg ‘Schindler’s List’.

I Macedoni e l’Ellenismo

Ecco una scheda sui Macedoni e l’Ellenismo. Può essere proposta in classe come attività di ripasso, oppure come verifica.
Le competenze messe in atto da questa attività sono le seguenti:

  1. Traccia i confini dei regni ellenistici, poi colora secondo la legenda

2. Indica sulla linea del tempo l’inizio e la fine dei regni ellenistici (301-31 a.C.).

3. Segna con una X le affermazioni corrette.

  • Con l’Ellenismo le poleis greche persero la loro libertà.
  • Le città-stato non esistevano più.
  • I cittadini si dedicavano ancora alla politica.
  • La società era divisa in tre classi principali.
  • Diminuirono i commerci tra i regni vicini e lontani.
  • Nei regni ellenistici si parlava il greco.
  • Sorsero molti centri culturali.
  • La biblioteca di Alessandria fu costruita vicino ad Atene.

4. Collega ogni fatto alla sua conseguenza.

5. Osserva l’immagine: che cosa rappresenta?

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Racconta.

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Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda.

Alessandro Magno

La vita di Alessandro Magno è stata piena di avvenimenti e di grandi conquiste e non per tutti è facile ricordarne le tappe più significative.
La scheda che proponiamo aiuta i ragazzi e le ragazze non solo a ricordarle, ma anche a posizionarle in un contesto temporale corretto.
Può essere proposta in classe per una riflessione collettiva, o come lavoro individuale per focalizzare le informazioni e riorganizzarle in ordine cronologico.

Vita di Alessandro

  1. Leggi il testo.

Alessandro nacque a Pella, un’antica città della Grecia, nel 356 a. C.: era figlio del re Filippo di Macedonia. All’età di appena vent’anni, dopo la morte del padre, il potere passò nelle sue mani.
Alessandro aveva avuto come maestro Aristotele, uno dei più famosi filosofi greci. Fin dalle prime battaglie dimostrò di possedere uno straordinario genio militare e venne chiamato “Magno”, cioè “il grande”.
Il suo obiettivo era quello di estendere le sue conquiste e il suo dominio. Attaccò e sconfisse l’Impero Persiano, conquistò l’Egitto e arrivò fino in India, dando origine così al più vasto impero della storia.
Nel 332 a.C. fondò la città di Alessandria che divenne il più importante centro culturale del Mediterraneo.
Nel 323 a.C. a soli trentatrè anni Alessandro morì a causa di un’improvvisa malattia. Dopo la sua morte i generali si spartirono l’impero che egli aveva creato.

2. Completa i principali eventi della vita di Alessandro Magno, poi riordinali cronologicamente, numerandoli da 1 a 6.

3. Osserva la linea del tempo e collega le date. Attenzione a non confonderti.

La città di Alessandria è stata fondata nel 332 a.C. Alessandro è morto nel 323 a.C.
Quale delle due date viene prima e quale viene dopo?

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda.

Qui un esempio di attività sulla linea del tempo. La proposta è riferita alla casse quarta, ma può essere adattata anche alla classe quinta.

Roma: l’Impero

Nella scheda che presentiamo si possono trovare alcuni spunti per predisporre una verifica sull’Impero romano. Le attività proposte sono di diverso tipo e possono essere adattate alle esigenze della classe e ai materiali disponibili sul libro di testo in adozione.

Accanto a ogni consegna è indicata in verde la competenza messa in atto nella risoluzione dell’esercizio.

  1. Osserva la carta poi completa la legenda.
    Operare su carte geo-storichecartalegenda
    Rispondi alla domanda.
    Oltre a Roma è indicata anche un’altra città: perchè?
    ……………………………………………………………………………………..
    ……………………………………………………………………………………..
  2. Indica sulla linea del tempo la data di inizio dell’Impero romano (27 a. C. ) e la data della caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d. C.). Colora tutto il periodo, poi rispondi alle domande.
    Lavorare sulla Linea del tempo
    linea
    Quanti anni durò l’Impero romano?………………………………………..
    L’Impero fu più breve o più lungo della Repubblica?…………….
  3. Metti in ordine cronologico i seguenti fatti, numerandoli da 1 a 6.
    …. Divisione dell’Impero
    …. Pax Augustea
    …. Odoacre si proclama re d’Italia
    …. Uccisione di Giulio Cesare
    …. Crisi dell’Impero
    …. Fine dell’Impero Romano d’Occidente
  4. Scrivi il termine che corrisponde alla definizione, scegliendo tra questi due:
    Pontefice massimo – Augusto.
    Comprendere e utilizzare il lessico di disciplina
    Accresce la ricchezza e porta il benessere: …………………………
    E’ a capo di tutti i sacerdoti: …………………………………………………
    A chi furono attribuiti entrambi i titoli?……………………………….
  5. Collega ogni luogo alla sua definizione.
    Comprendere gli aspetti delle civiltà del passatocollega
  6. Osserva l’immagine e scrivi una didascalia.
    Ricavare informazioni da fonti iconografichedomus…………………………………………………………………………………………………………………
    …………………………………………………………………………………………………………………
    …………………………………………………………………………………………………………………

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda che può essere completata, salvata e inviata al docente.

La crisi dell’Impero

La relazione tra causa ed effetto è uno degli obiettivi che accompagna tutto il percorso di storia a partire già dalle prime classi.

In fase iniziale ci si basa sulle esperienze dirette, ma a poco a poco diventa sempre più importante trasferire questa abilità in relazione a situazioni del passato o del presente che hanno condizionato o potrebbero condizionare la storia dell’uomo.

Uno degli esempi più classici, ma non del tutto semplici da comprendere, riguarda la crisi dell’Impero romano. Chi e che cosa sono stati responsabili della sua fine?

La scheda che proponiamo guida i ragazzi e le ragazze a individuare in modo schematico e immediato la relazione causa-effetto legata alla caduta dell’Impero romano.
Poichè la sua esecuzione richede una rielaborazione di informazioni e concetti può essere proposta come ripasso dell’argomento, per fare il punto con maggiore chiarezza, oppure come verifica.

Scheda sulla crisi dell’Impero romano

  1. Dai un titolo a ogni paragrafo del testo. Scegli tra i seguenti: Crisi economica Crisi militare Crisi politica Crisi religiosa

rettangolo
La diffusione del Cristianesimo creò un conflitto religioso, perché, mentre le comunità cristiane diventavano sempre più numerose, diminuiva l’importanza della religione romana, su cui si basavano i valori dello Stato.rettangoloL’Impero aveva bisogno di un esercito numeroso per difendere i confini: così vennero arruolati soldati mercenari interessati più al denaro che al mantenimento del potere a Roma.rettangoloMantenere un esercito numeroso costava molto, così vennero aumentate le tasse.
La popolazione si impoverì e il malessere sociale si diffuse sempre più.rettangoloAmministrare un territorio tanto esteso era molto difficile. Venne così diviso in due parti, mentre il comando fu affidato a quattro persone. Roma, ormai, non era più il centro dell’Impero.

2. Completa la tabella inserendo correttamente le conseguenze relative alle cause.
tabella

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda che può essere completata, salvata e inviata al docente.

Le epidemie spiegate ai bambini e alle bambine

Le epidemie, cioè le malattie che si diffondono per contagio da una persona all’altra, esistono da millenni, da quando gli uomini hanno iniziato a organizzarsi in comunità.

Possiamo anche dire che fanno parte della Storia perché spesso hanno modificato, per breve o lungo tempo, il modo di vivere delle società.

Nel periodo che stiamo vivendo, il Covid-19, portato dal coronavirus, si è concentrato all’inizio in alcune zone della Terra, ma si è poi via via diffuso in tutti i continenti. Per questo viene definito pandemia, cioè una malattia infettiva che coinvolge tutto il pianeta.

Le epidemie del passato

La prima epidemia di cui si ha una conoscenza storica è la peste bizantina, che ebbe inizio dopo la fine dell’Impero Romano. E’ definita così perché cominciò nell’attuale Turchia, nella città di Istanbul, che allora si chiamava Bisanzio.

Una vera e propria pandemia fu quella della peste nera, che dall’Asia arrivò in Europa nel XIV secolo. Allora le cause erano sconosciute, ma molto dopo si scoprì che la peste veniva diffusa dalle pulci dei topi. Sui mezzi di trasporto (carri e navi) i roditori si spostavano attraverso terre e mari, raggiungendo anche località lontane. Si è calcolato che in sei anni, a causa di questa malattia di cui allora non si conoscevano cure, l’Europa perse quasi metà della popolazione.

Il vaiolo è stato una malattia presente tra la popolazione mondiale per millenni. Era molto contagioso e spesso anche mortale. Ma il vaiolo fu anche la prima malattia per cui si trovò un vaccino, grazie al medico inglese Edward Jenner; dopo averlo sperimentato, dimostrò che le persone vaccinate non potevano più ammalarsi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il vaiolo ufficialmente scomparso.

Un’altra grande pandemia fu quella dell’influenza spagnola, che in realtà ebbe origine negli Stati Uniti un secolo fa. Questa influenza molto pericolosa e contagiosa si diffuse velocemente in tutto il mondo.

Le epidemie dei tempi recenti

Come sappiamo, anche in questi ultimi decenni ci sono state varie epidemie. Questa è una cosa normale, perché noi viviamo tutti in comunità piccole o grandi: abbiamo contatti in famiglia, a scuola o al lavoro e questo favorisce la diffusione di malattie. Molte di queste epidemie sono di tipo influenzale: alcune più difficili da trasmettere, altre più contagiose; alcune con sintomi molto lievi, altre più lunghe e difficili da guarire.

Il lavoro degli scienziati è perciò molto importante, perché cercano di capire le cause e trovare le cure efficaci. Nei loro laboratori ricercano, sperimentano, fanno ipotesi e verificano le loro idee. Alcuni di loro si occupano di trovare i vaccini che permettono di rendere immuni a determinate malattie.

Per fare questo lavoro non è sufficiente l’intelligenza dei ricercatori (anche se è indispensabile), ma ci vogliono tempo e molti investimenti in denaro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli Stati, le università e anche aziende private in campo farmaceutico devono perciò collaborare per finanziare e favorire la ricerca. 

Anche i cittadini hanno i loro compiti per facilitare l’impegno degli scienziati. Prima di tutto devono informarsi e aiutare come possono il lavoro della ricerca, con contributi o anche solo sostenendo la sua importanza. Inoltre, possono combattere il diffondersi delle epidemie seguendo le regole che vengono via via indicate.

Le cause ambientali delle epidemie

Gli scienziati ci dicono anche che le epidemie sono strettamente collegate agli interventi dell’uomo sull’ambiente.

L’aumento della popolazione, la distruzione di molti habitat e la perdita di biodiversità (cioè della varietà di piante e animali sul pianeta) sono tutti elementi che, modificando l’ambiente, facilitano la diffusione di alcune malattie.

  • Nelle zone più densamente abitate si crea un maggior rischio di contagio per ogni epidemia.
  • I trasporti sempre più frequenti e veloci favoriscono la diffusione delle malattie a livello internazionale.
  • Gli scienziati hanno trovato collegamenti tra la diffusione dei virus e l’inquinamento atmosferico.
  • La diminuzione in molte parti del pianeta delle aree forestali ha portato a una forte perdita di biodiversità, che riguarda sia le specie animali, sia quelle vegetali. La  riduzione di predatori ha fatto aumentare il numero degli ‘animali serbatoio’, cioè di quegli animali che trasportano virus e batteri.
  • L’abbattimento delle foreste avviene anche per creare spazio per gli allevamenti  (suini, bovini, polli), distruggendo invece gli habitat della fauna selvatica. Questo ha favorito la trasmissione dei virus da una specie all’altra, da animali selvatici a quelli domestici e poi, in alcuni casi, anche all’uomo. 
  • Dove non arriva l’elettricità, ed è perciò difficile conservare la carne nei frigoriferi, in molti mercati si vendono animali vivi; questo è considerato molto pericoloso per la trasmissione di malattie. Un rischio viene anche dalla caccia di animali selvatici a scopo alimentare.
  • Il riscaldamento climatico, cioè l’aumento globale di temperatura, favorisce la riproduzione di zanzare anche di tipo pericoloso, per esempio quella che trasmette la malaria.

L’attenzione all’ambiente e all’equilibrio degli ecosistemi è quindi molto importante anche per la questione sanitaria.

 

Ecco alcuni Obiettivi dell’Agenda 2030 collegati alla questione delle epidemie:

Obiettivo 2 – fame e produzione agricola

Obiettivo 3 – sanità e igiene pubblica

Obiettivo 11 – centri urbani

Obiettivo 13 – cambiamenti climatici

Obiettivo 15 – vita sulla Terra e biodiversità