A tutto Egitto

L’antico Egitto è una vera passione per studenti e insegnanti. La vita di questo popolo, la cultura, le tradizioni, sono aspetti così affascinanti che spesso spingono i bambini a immaginare di essere archeologi per potersi immergere in scoperte di straordinaria risonanza, o addirittura a immedesimarsi in un faraone, o in una bellissima ragazza con capelli neri e dritti e con gioielli ricercati.

In questo post raccogliamo alcune proposte operative da sviluppare in classe, per approfondire la conoscenza di questo popolo.
Al loro interno si trovano: video, schede operative, letture con linguaggio semplificato, verifiche, spunti per dibattiti, confonto di idee e scambio di conoscenze.
Buon divertimento!

Una flippled classroom sull’imbalsamazione;

Una lettura di approfondimento sul cibo degli Egizi;

Un’attività sulla lettura di una fonte iconografica;

Un approfondimento sulle piramidi;

Una scheda di verifica;

27 gennaio: il Giorno della Memoria spiegato ai bambini

Cari ragazzi e care ragazze,

come sapete, ogni tanto nel calendario dell’anno ci sono delle giornate speciali, decise dal nostro Stato o dalle organizzazioni internazionali. Sono giornate che ci invitano a festeggiare qualcosa di bello che è successo in passato oppure qualche importante tappa della storia dell’umanità. Altre ancora ci fanno riflettere sull’importanza dei nostri affetti e delle relazioni con le altre persone.

Ci sono però anche giornate che ci invitano a ricordare degli eventi che invece piacerebbe a tutti dimenticare o, meglio, si vorrebbe che, nella Storia, non fossero mai successi.

E’ questo il caso del Giorno della Memoria, che da alcuni anni viene celebrato in tutto il mondo ogni 27 gennaio.

Questa data è stata scelta perché proprio il 27 gennaio del 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, venne liberato il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Da quel giorno tutto il mondo seppe davvero quali terribili azioni aveva fatto in molti Paesi d’Europa il governo nazista, guidato da Adolf Hitler.

Olocausto e Shoah

Oggi, questa ricorrenza aiuta tutti a ricordare i molti milioni di persone che vennero rinchiuse e uccise nei campi di concentramento nazisti. Questo sterminio è in tutto il mondo definito Olocausto (una parola che vuol dire ‘estremo sacrificio’).  

Sei milioni di queste vittime innocenti erano ebrei: il loro sterminio viene chiamato Shoah (cioè ‘distruzione’ in ebraico). Gli ebrei vivevano come normali cittadini in tutti i Paesi che furono conquistati dall’esercito nazista: oltre che in Germania, in Austria, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Polonia, Italia e altri Stati europei. Via via, nel corso della seconda guerra mondiale (1939-1945) vennero catturati (uomini, donne e anche bambini), derubati della loro casa e di ogni loro avere e portati nei campi di concentramento. Moltissimi morirono per le terribili condizioni di vita nei campi, ma la maggior parte venne uccisa; alcuni riuscirono a sopravvivere e tornarono a casa dopo la fine della guerra.

Le leggi razziali

In Italia moltissimi ebrei vennero catturati a Roma, in una sola giornata dell’ottobre del 1943. Ma la persecuzione degli ebrei nel nostro Paese cominciò già nel 1938, quando il governo fascista emanò le leggi razziali. Secondo queste leggi gli ebrei vennero discriminati e separati dal resto della popolazione: per esempio, i bambini ebrei non poterono più frequentare la scuola pubblica e molti adulti furono costretti a lasciare il loro lavoro.

Le altre vittime

Oltre agli ebrei, vennero rinchiusi nei campi di concentramento molti gruppi sociali che venivano considerati inferiori: i rom (il loro Olocausto è chiamato Porrajmos, cioè ‘devastazione’), gli omosessuali, gli oppositori politici (che non accettavano e combattevano il nazismo), le persone con disabilità, i Testimoni di Geova, molte popolazioni dell’Europa dell’est.

Perché è importante ricordare?

Vi verrà da pensare: ma se cose tanto brutte sono successe in un passato ormai lontano, se tanto tempo fa alcune persone hanno fatto cattiverie così terribili ad altre persone, perché dobbiamo continuare a ricordare?

La risposta è: ricordare è importante perché aiuta a non ripetere gli errori del passato.

Voi dite giustamente: ma noi non siamo così cattivi… Questo è certamente vero, ma il Giorno della Memoria ci ricorda anche un’altra cosa. Ci ricorda che la responsabilità di quanto è avvenuto durante il nazismo non è soltanto di chi ha ucciso o fatto azioni violente contro altre persone.

E’ da considerare responsabile dell’Olocausto anche

  • chi ha visto delle ingiustizie, ma ha preferito guardare da un’altra parte.
  • chi ha fatto la spia, magari indicando dove abitava una famiglia ebrea.
  • chi è stato contento di guadagnare dalle disgrazie degli altri.

Quindi, in certe situazioni, anche persone che si considerano ‘normalmente buone’ possono agire in modo sbagliato, o razzista, o non solidale o anche soltanto molto egoista.

Il Giorno della Memoria ci invita a riflettere su tutto questo.

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Per l’insegnante:

Per affrontare questo delicato argomento molti siti suggeriscono bibliografie e filmografie, che sono quindi facili da trovare. E’ però importante che ogni insegnante, che conosce bene la propria classe, valuti attentamente quali materiali possono essere adeguatamente presentati. Parlando sia di libri sia di film, a volte può essere consigliabile proporne solo alcuni brani, meno ‘forti’ di altri. In ogni caso i bambini e le bambine non devono essere lasciati da soli nella lettura o nella visione, che consigliamo vengano proposte esclusivamente in classe.

Per fare qualche esempio, in questo sito alcuni suggerimenti di libri per bambini sull’argomento. Anche qui la recensione del libro di Liliana Segre diretto ai ragazzi (forse un po’ più grandi).

L’immagine di copertina è tratta dal film di Steven Spielberg ‘Schindler’s List’.

I Macedoni e l’Ellenismo

Ecco una scheda sui Macedoni e l’Ellenismo. Può essere proposta in classe come attività di ripasso, oppure come verifica.
Le competenze messe in atto da questa attività sono le seguenti:

  1. Traccia i confini dei regni ellenistici, poi colora secondo la legenda

2. Indica sulla linea del tempo l’inizio e la fine dei regni ellenistici (301-31 a.C.).

3. Segna con una X le affermazioni corrette.

  • Con l’Ellenismo le poleis greche persero la loro libertà.
  • Le città-stato non esistevano più.
  • I cittadini si dedicavano ancora alla politica.
  • La società era divisa in tre classi principali.
  • Diminuirono i commerci tra i regni vicini e lontani.
  • Nei regni ellenistici si parlava il greco.
  • Sorsero molti centri culturali.
  • La biblioteca di Alessandria fu costruita vicino ad Atene.

4. Collega ogni fatto alla sua conseguenza.

5. Osserva l’immagine: che cosa rappresenta?

……………………………………………………………………………….

Racconta.

………………………………………………………………………………

………………………………………………………………………………

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda.

Alessandro Magno

La vita di Alessandro Magno è stata piena di avvenimenti e di grandi conquiste e non per tutti è facile ricordarne le tappe più significative.
La scheda che proponiamo aiuta i ragazzi e le ragazze non solo a ricordarle, ma anche a posizionarle in un contesto temporale corretto.
Può essere proposta in classe per una riflessione collettiva, o come lavoro individuale per focalizzare le informazioni e riorganizzarle in ordine cronologico.

Vita di Alessandro

  1. Leggi il testo.

Alessandro nacque a Pella, un’antica città della Grecia, nel 356 a. C.: era figlio del re Filippo di Macedonia. All’età di appena vent’anni, dopo la morte del padre, il potere passò nelle sue mani.
Alessandro aveva avuto come maestro Aristotele, uno dei più famosi filosofi greci. Fin dalle prime battaglie dimostrò di possedere uno straordinario genio militare e venne chiamato “Magno”, cioè “il grande”.
Il suo obiettivo era quello di estendere le sue conquiste e il suo dominio. Attaccò e sconfisse l’Impero Persiano, conquistò l’Egitto e arrivò fino in India, dando origine così al più vasto impero della storia.
Nel 332 a.C. fondò la città di Alessandria che divenne il più importante centro culturale del Mediterraneo.
Nel 323 a.C. a soli trentatrè anni Alessandro morì a causa di un’improvvisa malattia. Dopo la sua morte i generali si spartirono l’impero che egli aveva creato.

2. Completa i principali eventi della vita di Alessandro Magno, poi riordinali cronologicamente, numerandoli da 1 a 6.

3. Osserva la linea del tempo e collega le date. Attenzione a non confonderti.

La città di Alessandria è stata fondata nel 332 a.C. Alessandro è morto nel 323 a.C.
Quale delle due date viene prima e quale viene dopo?

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda.

Qui un esempio di attività sulla linea del tempo. La proposta è riferita alla casse quarta, ma può essere adattata anche alla classe quinta.

Roma: l’Impero

Nella scheda che presentiamo si possono trovare alcuni spunti per predisporre una verifica sull’Impero romano. Le attività proposte sono di diverso tipo e possono essere adattate alle esigenze della classe e ai materiali disponibili sul libro di testo in adozione.

Accanto a ogni consegna è indicata in verde la competenza messa in atto nella risoluzione dell’esercizio.

  1. Osserva la carta poi completa la legenda.
    Operare su carte geo-storichecartalegenda
    Rispondi alla domanda.
    Oltre a Roma è indicata anche un’altra città: perchè?
    ……………………………………………………………………………………..
    ……………………………………………………………………………………..
  2. Indica sulla linea del tempo la data di inizio dell’Impero romano (27 a. C. ) e la data della caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d. C.). Colora tutto il periodo, poi rispondi alle domande.
    Lavorare sulla Linea del tempo
    linea
    Quanti anni durò l’Impero romano?………………………………………..
    L’Impero fu più breve o più lungo della Repubblica?…………….
  3. Metti in ordine cronologico i seguenti fatti, numerandoli da 1 a 6.
    …. Divisione dell’Impero
    …. Pax Augustea
    …. Odoacre si proclama re d’Italia
    …. Uccisione di Giulio Cesare
    …. Crisi dell’Impero
    …. Fine dell’Impero Romano d’Occidente
  4. Scrivi il termine che corrisponde alla definizione, scegliendo tra questi due:
    Pontefice massimo – Augusto.
    Comprendere e utilizzare il lessico di disciplina
    Accresce la ricchezza e porta il benessere: …………………………
    E’ a capo di tutti i sacerdoti: …………………………………………………
    A chi furono attribuiti entrambi i titoli?……………………………….
  5. Collega ogni luogo alla sua definizione.
    Comprendere gli aspetti delle civiltà del passatocollega
  6. Osserva l’immagine e scrivi una didascalia.
    Ricavare informazioni da fonti iconografichedomus…………………………………………………………………………………………………………………
    …………………………………………………………………………………………………………………
    …………………………………………………………………………………………………………………

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda che può essere completata, salvata e inviata al docente.

La crisi dell’Impero

La relazione tra causa ed effetto è uno degli obiettivi che accompagna tutto il percorso di storia a partire già dalle prime classi.

In fase iniziale ci si basa sulle esperienze dirette, ma a poco a poco diventa sempre più importante trasferire questa abilità in relazione a situazioni del passato o del presente che hanno condizionato o potrebbero condizionare la storia dell’uomo.

Uno degli esempi più classici, ma non del tutto semplici da comprendere, riguarda la crisi dell’Impero romano. Chi e che cosa sono stati responsabili della sua fine?

La scheda che proponiamo guida i ragazzi e le ragazze a individuare in modo schematico e immediato la relazione causa-effetto legata alla caduta dell’Impero romano.
Poichè la sua esecuzione richede una rielaborazione di informazioni e concetti può essere proposta come ripasso dell’argomento, per fare il punto con maggiore chiarezza, oppure come verifica.

Scheda sulla crisi dell’Impero romano

  1. Dai un titolo a ogni paragrafo del testo. Scegli tra i seguenti: Crisi economica Crisi militare Crisi politica Crisi religiosa

rettangolo
La diffusione del Cristianesimo creò un conflitto religioso, perché, mentre le comunità cristiane diventavano sempre più numerose, diminuiva l’importanza della religione romana, su cui si basavano i valori dello Stato.rettangoloL’Impero aveva bisogno di un esercito numeroso per difendere i confini: così vennero arruolati soldati mercenari interessati più al denaro che al mantenimento del potere a Roma.rettangoloMantenere un esercito numeroso costava molto, così vennero aumentate le tasse.
La popolazione si impoverì e il malessere sociale si diffuse sempre più.rettangoloAmministrare un territorio tanto esteso era molto difficile. Venne così diviso in due parti, mentre il comando fu affidato a quattro persone. Roma, ormai, non era più il centro dell’Impero.

2. Completa la tabella inserendo correttamente le conseguenze relative alle cause.
tabella

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda che può essere completata, salvata e inviata al docente.

Le epidemie spiegate ai bambini

Le epidemie, cioè le malattie che si diffondono per contagio da una persona all’altra, esistono da millenni, da quando gli uomini hanno iniziato a organizzarsi in comunità.

Possiamo anche dire che fanno parte della Storia perché spesso hanno modificato, per breve o lungo tempo, il modo di vivere delle società.

Nel periodo che stiamo vivendo, il Covid-19, portato dal coronavirus, si è concentrato all’inizio in alcune zone della Terra, ma si è poi via via diffuso in tutti i continenti. Per questo viene definito pandemia, cioè una malattia infettiva che coinvolge tutto il pianeta.

Le epidemie del passato

La prima epidemia di cui si ha una conoscenza storica è la peste bizantina, che ebbe inizio dopo la fine dell’Impero Romano. E’ definita così perché cominciò nell’attuale Turchia, nella città di Istanbul, che allora si chiamava Bisanzio.

Una vera e propria pandemia fu quella della peste nera, che dall’Asia arrivò in Europa nel XIV secolo. Allora le cause erano sconosciute, ma molto dopo si scoprì che la peste veniva diffusa dalle pulci dei topi. Sui mezzi di trasporto (carri e navi) i roditori si spostavano attraverso terre e mari, raggiungendo anche località lontane. Si è calcolato che in sei anni, a causa di questa malattia di cui allora non si conoscevano cure, l’Europa perse quasi metà della popolazione.

Il vaiolo è stato una malattia presente tra la popolazione mondiale per millenni. Era molto contagioso e spesso anche mortale. Ma il vaiolo fu anche la prima malattia per cui si trovò un vaccino, grazie al medico inglese Edward Jenner; dopo averlo sperimentato, dimostrò che le persone vaccinate non potevano più ammalarsi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il vaiolo ufficialmente scomparso.

Un’altra grande pandemia fu quella dell’influenza spagnola, che in realtà ebbe origine negli Stati Uniti un secolo fa. Questa influenza molto pericolosa e contagiosa si diffuse velocemente in tutto il mondo.

Le epidemie dei tempi recenti

Come sappiamo, anche in questi ultimi decenni ci sono state varie epidemie. Questa è una cosa normale, perché noi viviamo tutti in comunità piccole o grandi: abbiamo contatti in famiglia, a scuola o al lavoro e questo favorisce la diffusione di malattie. Molte di queste epidemie sono di tipo influenzale: alcune più difficili da trasmettere, altre più contagiose; alcune con sintomi molto lievi, altre più lunghe e difficili da guarire.

Il lavoro degli scienziati è perciò molto importante, perché cercano di capire le cause e trovare le cure efficaci. Nei loro laboratori ricercano, sperimentano, fanno ipotesi e verificano le loro idee. Alcuni di loro si occupano di trovare i vaccini che permettono di rendere immuni a determinate malattie.

Per fare questo lavoro non è sufficiente l’intelligenza dei ricercatori (anche se è indispensabile), ma ci vogliono tempo e molti investimenti in denaro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli Stati, le università e anche aziende private in campo farmaceutico devono perciò collaborare per finanziare e favorire la ricerca. 

Anche i cittadini hanno i loro compiti per facilitare l’impegno degli scienziati. Prima di tutto devono informarsi e aiutare come possono il lavoro della ricerca, con contributi o anche solo sostenendo la sua importanza. Inoltre, possono combattere il diffondersi delle epidemie seguendo le regole che vengono via via indicate.

Le cause ambientali delle epidemie

Gli scienziati ci dicono anche che le epidemie sono strettamente collegate agli interventi dell’uomo sull’ambiente.

L’aumento della popolazione, la distruzione di molti habitat e la perdita di biodiversità (cioè della varietà di piante e animali sul pianeta) sono tutti elementi che, modificando l’ambiente, facilitano la diffusione di alcune malattie.

  • Nelle zone più densamente abitate si crea un maggior rischio di contagio per ogni epidemia.
  • I trasporti sempre più frequenti e veloci favoriscono la diffusione delle malattie a livello internazionale.
  • Gli scienziati hanno trovato collegamenti tra la diffusione dei virus e l’inquinamento atmosferico.
  • La diminuzione in molte parti del pianeta delle aree forestali ha portato a una forte perdita di biodiversità, che riguarda sia le specie animali, sia quelle vegetali. La  riduzione di predatori ha fatto aumentare il numero degli ‘animali serbatoio’, cioè di quegli animali che trasportano virus e batteri.
  • L’abbattimento delle foreste avviene anche per creare spazio per gli allevamenti  (suini, bovini, polli), distruggendo invece gli habitat della fauna selvatica. Questo ha favorito la trasmissione dei virus da una specie all’altra, da animali selvatici a quelli domestici e poi, in alcuni casi, anche all’uomo. 
  • Dove non arriva l’elettricità, ed è perciò difficile conservare la carne nei frigoriferi, in molti mercati si vendono animali vivi; questo è considerato molto pericoloso per la trasmissione di malattie. Un rischio viene anche dalla caccia di animali selvatici a scopo alimentare.
  • Il riscaldamento climatico, cioè l’aumento globale di temperatura, favorisce la riproduzione di zanzare anche di tipo pericoloso, per esempio quella che trasmette la malaria.

L’attenzione all’ambiente e all’equilibrio degli ecosistemi è quindi molto importante anche per la questione sanitaria.

 

Ecco alcuni Obiettivi dell’Agenda 2030 collegati alla questione delle epidemie:

Obiettivo 2 – fame e produzione agricola

Obiettivo 3 – sanità e igiene pubblica

Obiettivo 11 – centri urbani

Obiettivo 13 – cambiamenti climatici

Obiettivo 15 – vita sulla Terra e biodiversità

 

Ricordi di scuola: una lezione di storia

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come vi immaginate la scuola di tanti anni fa? Per esempio qualla dei vostri nonni o dei vostri bisnonni… Pensate sia simile alla vostra o molto diversa?

Qui di seguito potete leggere il racconto di una nonna che abitava in un paesino sul Lago Maggiore, dove la maggior parte delle persone viveva ancora di agricoltura.

Dopo aver letto il brano provate a rispondere alle domande.

Ricordi di scuola

La scuola elementare di Lesa 60 anni fa: scale, lunghi corridoi, aule dal soffitto alto, ampi spazi pensati per classi moto numerose. L’edificio ci appariva imponente e incuteva rispetto e severità. Il silenzio e l’ordine davano la sensazione di trovarsi in un posto importante.

Al piano terra, oltre alle aule, c’era un salone che raccoglieva tutti gli alunni. Qui si imparavano i canti che la maestra Giavina ci insegnava. Erano ‘La leggenda del Piave’, ‘Montegrappa’, ‘La Montanara’ e tanti altri, sempre canti di guerra o di montagna.

In fondo al corridoio abitava la bidella Maria con il marito Domenico e la figlia Rita. Era una signora gentile e accogliente e, quando non stavamo bene andavamo da lei a bere una camomilla.

Nei corridoi c’erano file di attaccapanni con tanti cappotti ‘rivoltati’, cioè ricuciti mettendo l’interno all’esterno per farli durare di più, oltre a sciarpe e cappelli fatti dalle mamme. Ai piedi avevamo scarpe risuolate più volte; dentro, calze di lana di pecora che pizzicavano. Sopra ai vestiti portavamo un grembiule nero con una specie di fiocco al colletto bianco.

La giornata iniziava con una preghiera e poi proseguiva con il dettato o il tema o l’aritmetica. In classe c’era silenzio; si alzava una mano per poter parlare e si diceva: ‘Signora Maestra…

Sul banco di legno c’era un buco con un contenitore per l’inchiostro dove intingevamo le nostre penne con pennino per scrivere. Ma, nonostante i nostri nettapenne di stoffa cuciti dalle mamme, nessuno riusciva a evitare le maledette macchie nere, che erano un incubo per tutti. Cercavamo di cancellare gli errori con le gomme, che però facevano un altro grave danno, il buco nella pagina, e questo era un vero dramma. Male minore, ma comunque nota negativa per il quaderno, era fare le orecchie alle pagine.

Nelle cartelle, quasi tutte di cartone, c’erano il Sussidiario (che conteneva tutta il sapere a nostra disposizione) e il Libro di lettura, oltre a un astuccio di legno con la penna, la matita, le gomme dure e i pastelli di legno per i disegni.

I quaderni, uno a righe e uno a quadretti, erano piccoli: avevano la copertina nera e un’etichetta per scrivere il nome; avevamo anche un album da disegno.

In classe c’era la stufa a legna, rossa di terracotta. C’era la ‘radio per le scuole’ che ci facevano ascoltare con l’altoparlante e noi eravamo molto contenti e interessati.

Non portavamo merende. A mezzogiorno andavamo a casa e tornavamo alle due; il giovedì era vacanza. Tutti andavano a casa a piedi, da soli o in gruppetti, anche quelli che non erano vicini alla scuola.

Ricordo che a primavera le mamme coglievano i fiori da portare alla maestra, una sola maestra per ogni classe.

C’era il Patronato Scolastico, un essere misterioso che regalava quaderni ad alcuni bambini.

C’era il Direttore Didattico: si chiamava Grisoni e veniva da Stresa; era grande, grosso e grasso, ma sorridente e ci faceva domande a cui noi, intimoriti, rispondevamo a fatica.

Una volta all’anno si faceva la gita scolastica, di solito a piedi nei dintorni.

C ‘era il medico scolastico che veniva a fare le vaccinazioni contro il vaiolo. Purtroppo non c’era ancora la vaccinazione antipolio e un bambino della scuola si ammalò e morì in quegli anni.

Io ebbi come insegnante la maestra Giovanna Bertolè in prima e poi la maestra Lucia Gallo. La maestra Bertolè era molto severa. Adoperava la bacchetta sulle mani dei più vivaci, i quali dovevano poi rispondere: ‘Grazie, maestra, che mi correggi’. La ricordo con la faccia triste. Ricordo invece la maestra Gallo come gentile e brava.

In fondo all’aula c’erano i ripetenti, quelli che chiamavano gli asini. Allora non si sapeva che in realtà erano dislessici, o avevano altri problemi di apprendimento: oggi sono fortunatamente aiutati dalle nuove tecnologie.

Mi ricordo anche i castighi: per esempio, ci facevano restare dietro la lavagna, oppure scrivere per 100 volte una frase. Invece, non ricordo nessun premio.

 

E ora provate a rispondere.

  • In che cosa è differente il vostro edificio scolastico da quello che è descritto?
  • Quali erano gli strumenti per scrivere? Quali sono invece i vostri?
  • Quali altri strumenti ci sono nella vostra classe che allora non esistevano?
  • Allora c’era una sola maestra per classe. E oggi?
  • Come vi rivolgete alla vostra maestra quando la chiamate?
  • Nella vostra classe si danno castighi? E premi?
  • Nell’ora di musica suonate uno strumento? E quali canzoni cantate?
  • Secondo voi, le famiglie dei bambini di cui si parla nel brano erano povere o ricche?

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Il testo è tratto dal libro “Le valorose ragazze di Lesa. Storie di donne del Novecento”, Interlinea edizioni, Novara.

Le colonie dei Fenici

Ecco una scheda operativa  di storia per la classe quarta. Può essere utile per fare il punto sull’espansione della civiltà fenicia. Le abilità richieste riguardano la lettura di una carta geostorica e l‘organizzazione delle informazioni che si ricavano. Per la sua immediatezza può essere svolta in autonomia dai ragazzi e dalle ragazze, anche in un’ottica di didattica a distanza.

1. Leggi il testo e sottolinea l’alternativa corretta.

I Fenici furono abili marinai e mercanti. Nei loro lunghi/brevi viaggi avevano bisogno di luoghi sicuri/pericolosi in cui approdare e rifornirsi di viveri. Nel tempo questi punti di appoggio diventarono vere e proprie città: vennero così fondate le colonie.
Le colonie erano indipendenti/dipendenti dalla Fenicia, ma mantenevano deboli/forti legami con la madrepatria.

2. Osserva la carta e completa la tabella con i nomi delle colonie.

carta2

tabella

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda che può essere completata, salvata e inviata al docente.

 

 

 

I popoli del Mediterraneo

La scheda che presentiamo costituisce un esempio di verifica sui popoli del Mediterraneo. Le attività  proposte sono di diverso tipo:  possono essere adattate alle esigenze della classe e al modo in cui è stato impostato l’argomento sul vostro libro testo.

Accanto a ogni consegna è indicata in verde la competenza messa in atto nella risoluzione dell’esercizio.

Le civiltà dei Cretesi e degli Achei

Osserva la carta e rispondi
Operare su carte geostoriche
imm01
Quale civiltà si sviluppò su un’isola?…………….
Cercala sulla carta scrivi il suo nome e colorala –
Come si chiama la penisola su cui si sviluppò la civiltà degli Achei?……………….
Cercala sulla carta scrivi il suo nome e colorala

A quale Stato appartengono oggi?

  • Turchia
  • Italia
  • Grecia

Colora il Mar Mediterraneo. Segna con una X i motivi per cui fu importante per lo sviluppo due delle civiltà.

  • Il mare rendeva bello il paesaggio.
  • Il Mediterraneo era una comoda via commerciale
  • Le sue coste ricche di insenature, offrivano porti naturali
  • L’acqua del mare veniva usata per irrigare i campi

Osserva la linea del  tempo, poi calcola
Lavorare sulla linea del tempo

imm02

 

 

 

Quanti anni durò la civiltà dei Cretesi? ………………………………………………..
Quanti anni durò la civiltà degli Achei? ……………………………………………….
Quanti anni le due civiltà furono contemporanee? …………………………….

Metti a confronto le due civiltà e completa la tabella
Organizzare le informazioni

imm03

Quali caratteristiche avevano le città dei Cretesi e degli Achei? Prova a descriverle indicando: dove erano costruite – da che cosa erano protette – com’erano i palazzi reali.
Confrontare aspetti di civiltà contemporanee

Città dei Cretesi ……………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………..

Città degli Achei ………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………..

Scrivi una didascalia per ognuna delle seguenti immagini
Ricavare e rielaborare informazioni da fonti iconografiche

imm05

………………………………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………………………………..

imm04

……………………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………………..

Le civiltà dei Fenici e degli Ebrei

Osserva la carta e poi osserva le seguenti attività
Operare su carte geostoriche

imm06

  • Colora di verde il territorio dei Fenici e di rosso quello degli Ebrei.
  • Scrivi sulla carta il nome dei due territori. A quali stati di oggi corrispondono?

………………………………………………………………………………………………

  • Scrivi al posto giusto il nome delle città più importanti: Tito, Cartagine, Gerusalemme.
    In quale continente si trovava Cartagine?………………………………
  • Indica con le frecce con quali altri popoli ebbero contatti.

Colora sulla linea del tempo il periodo in cui si svilupparono le civiltà dei Fenici e degli Ebrei.
Lavorare sulla linea del tempo

imm07

Indica con una X l’affermazione esatta

  • Le civiltà furono per un periodo contemporanee.
  • Vissero prima una e poi l’altra.
  • La civiltà dei Fenici fu la più lunga.
  • La civiltà degli Ebrei fu la più lunga.
  • La civiltà degli Ebrei terminò prima dell’anno zero.
  • La civiltà degli Ebrei terminò dopo l’anno zero.

La storia dei Fenici e degli Ebrei è caratterizzata da grandi spostamenti, completa gli schemi.
Organizzare le informazioni
imm08

Osserva le immagini e rispondi
Confrontare aspetti di civiltà contemporanee

imm09imm10imm11

 

 

 

 


Quale di queste immagini rappresenta la scrittura fenicia? Indicala con una X.
Che tipo di scrittura era?………………………………………………………………….
Perchè era diversa dalle altre?………………………………………………………..

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.