L’Agenda 2030 spiegata ai bambini: Obiettivo 17 – favorire la collaborazione tra i Paesi.

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l’Obiettivo 17 è quello conclusivo, perché invita a sviluppare tutti i mezzi necessari per realizzare gli altri Obiettivi dell’Agenda 2030 e a rafforzare la collaborazione fra Paesi e con le organizzazioni internazionali.

Nessun Paese, infatti, può raggiungere lo sviluppo sostenibile da solo. Ogni Paese è collegato ad altri: per il commercio di prodotti agricoli e industriali, per le scoperte della scienza e della tecnologia, per il turismo, per gli spostamenti di persone in cerca di lavoro.

In particolare, per ridurre le disuguaglianze tra Nord e Sud del mondo è indispensabile aiutare i Paesi meno avanzati a raggiungere tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030, in modo da unire lo sviluppo economico alla salvaguardia dell’ambiente.

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Come si può migliorare la collaborazione tra i Paesi del mondo?

Il commercio internazionale è uno degli strumenti più importanti per equilibrare i rapporti tra le varie parti del mondo. Ci sono infatti Paesi che hanno risorse naturali che non sono disponibili in altre zone del pianeta e vengono quindi esportate in altri Paesi.  Ma perché tutti possano trarre vantaggi da questo commercio è indispensabile che siano fissate delle regole giuste, che non favoriscano soltanto i Paesi più ricchi (e quindi più forti nelle contrattazioni). Per aiutare i Paesi poveri, per esempio, è importante che si faciliti il commercio dei loro prodotti non facendo pagare delle tasse aggiuntive (chiamate dazi doganali).

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Un’altra strada per ridurre le disuguaglianze tra Paesi è la condivisione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche più avanzate e sostenibili, cioè compatibili con l’ambiente. In questo modo saranno possibili grandi miglioramenti nella vita e nel lavoro delle persone, per esempio nel campo del consumo di energia o in quello della comunicazione.

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Che cosa devono fare i Paesi ricchi?

Per raggiungere gli obiettivi e così migliorare le condizioni di vita soprattutto degli abitanti dei Paesi più poveri sono necessari investimenti di denaro. Molti Paesi ricchi già da tempo contribuiscono con una parte del proprio reddito nazionale (PIL, cioè Prodotto Interno Lordo). Questi finanziamenti sono chiamati aiuti allo sviluppo.

Grazie all’Agenda, questi Paesi si sono impegnati ad aumentare progressivamente queste somme, per arrivare, nel 2030, a donare lo 0,7% del proprio PIL. Oggi solo pochi Paesi hanno già raggiunto questa percentuale: la Svezia, prima di tutti, che dona l’1,4% del suo PIL, seguita da Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi e Lussemburgo. Sono però molto importanti anche i contributi delle organizzazioni internazionali e delle singole persone o aziende.

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I traguardi dell’Obiettivo 17

I Paesi che partecipano all’Agenda 2030 hanno perciò deciso di:

  • stendere propri piani nazionali per raggiungere gli Obiettivi Globali entro il 2030; ogni Paese deve scegliere quali sono i problemi più urgenti da risolvere per la propria società.
  • garantire che ogni Paese impegni le proprie risorse e che i Paesi sviluppati sostengano quelli meno sviluppati.
  • creare leggi coerenti: per esempio, non si possono creare delle regole per la protezione delle risorse naturali e, al tempo stesso, permetterne lo sfruttamento.
  • condividere le scoperte scientifiche e diffondere le innovazioni, a condizioni favorevoli (cioè a basso costo) per i Paesi più poveri.
  • favorire il commercio
  • aiutare i Paesi più poveri a raccogliere dati statistici sulla loro economia e la loro società.

 

Se vuoi saperne di più sull’Agenda 2030 vai a questo post. Se vuoi saperne di più sugli altri Obiettivi leggi questi post:

 

 

L’Agenda 2030 spiegata ai bambini: Obiettivo 13 – fermare il riscaldamento globale

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come ci accorgiamo del cambiamento climatico?

 L’atmosfera che circonda la Terra sta aumentando la sua temperatura. Questo provoca nelle varie parti del pianeta fenomeni meteorologici che, pur essendo opposti, fanno parte di un unico grande cambiamento climatico.

Per esempio, in molte zone stanno aumentando la desertificazione, cioè l’avanzata del deserto, e i lunghi periodi di siccità; allo stesso tempo, in altre zone stanno verificandosi sempre più spesso piogge violentissime, alluvioni, uragani.

E’ proprio l’eccessivo riscaldamento dell’acqua superficiale degli oceani a dare forza agli uragani, chiamati anche cicloni tropicali perché fino ad ora si sono formati quasi soltanto nella zona tra i due Tropici. Ma oggi, per il riscaldamento del clima, stanno avvenendo anche in mari della zona temperata, come il Mar Mediterraneo.

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Quali sono i pericoli dell’aumento di temperatura?

L’aumento della temperatura, aggravato dal diboscamento e dallo sfruttamento eccessivo dei terreni e delle riserve d’acqua, rappresenta una grave minaccia per l’agricoltura.

Oggi circa mezzo miliardo di persone vive in zone che si stanno desertificando; in altre zone sono le inondazioni a rendere i terreni non più coltivabili.  Tutto ciò ha gravi conseguenze sulla quantità di risorse alimentari del pianeta, soprattutto nei Paesi che sono tra i più poveri del mondo; anche i prezzi dei cibi aumenteranno.

Un’altra conseguenza della diminuzione di prodotti agricoli è l’aumento del numero di migranti, che si spostano verso zone più ricche: dal centro e sud America verso il nord America e dall’Africa verso l’Europa.

Un grave pericolo è anche l’innalzamento del livello dei mari a causa dello scioglimento dei ghiacciai al Polo Nord e al Polo Sud.

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Cosa fare per fermare l’aumento della temperatura?

Non c’è una sola soluzione: ci sono molte cose che si possono fare, ma vanno fatte presto e tutte insieme.

Piantare nuove foreste è una di queste, ma è importante anche agire sui nostri comportamenti alimentari.

Nei paesi ricchi il consumo di carne è altissimo e in continua crescita. Sappiamo però che i grandi allevamenti producono emissioni di metano, uno dei principali gas che va a creare l’effetto serra* sul nostro pianeta. Inoltre, l’abbattimento delle foreste per lasciare spazio a terreni dove coltivare il cibo per i bovini produce un aumento della quantità di anidride carbonica nell’atmosfera.  Se quei terreni venissero coltivati a cereali e verdure si potrebbero nutrire più persone sul pianeta. Quindi, una strategia consigliata è quella di mangiare meno carne e diventare un po’ più vegetariani.

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I traguardi dell’Obiettivo 13

Per combattere il cambiamento climatico e limitarne le conseguenze l’Obiettivo 13 propone ai governi e alla comunità internazionale di

  • mettere in atto tutte le misure possibili per fermare l’aumento delle temperature, nel campo dell’alimentazione, dei trasporti, del consumo di energia, della conservazione degli spazi verdi.
  • rafforzare la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali.
  • migliorare l’istruzione, le conoscenze e la capacità di persone e istituzioni sull’argomento del cambiamento climatico.
  • aiutare finanziariamente i Paesi più poveri a trovare soluzioni e affrontare le conseguenze del cambiamento climatico.

 

Se vuoi saperne di più sull’Agenda 2030 vai a questo post. Se vuoi saperne di più sugli altri Obiettivi leggi questi post:

 

 

 

La carta geografica del regno

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sedetevi comodi e ascoltate questa storia.

C’era una volta un re. Abitava in un grande castello ed era innamorato delle carte geografiche.

Altri re volevano che i loro regni venissero ricordati nei libri; egli invece desiderava che tutto il suo paese fosse rappresentato su una carta.

Chiamò allora i suoi più abili cartografi che prepararono una carta bellissima, dove erano disegnati i mari e i confini, le montagne e le vallate, i fiumi e le città. La carta era così grande che occupava tutta una sala del palazzo reale.

Il re non era però soddisfatto: voleva un carta più grande, per farci stare proprio ogni cosa che incontrava quando girava per il regno a cavallo. Chiamò allora i cartografi più famosi dei paesi vicini.

Questi, tutti insieme, disegnarono torrenti e sentieri, casolari sperduti e piccoli stagni costieri, i boschetti e le radure. La carta risultò bella come un dipinto e tanto grande che dovettero stenderla sui prati di un’intera collina.

Ma il re non era ancora soddisfatto. “E i fiori?”, chiedeva, “Gli uccelli che mi svegliano al mattino? Gli scogli dove vado a fare il bagno? Le spighe dei miei campi di grano? Le ciliegie mature che mi piacciono tanto?”

Il re mandò allora a chiamare un vecchio cartografo di cui tutti parlavano: era certamente il più bravo, ma abitava dall’altra parte del mondo, in Cina.

Dopo alcuni mesi di viaggio, il cartografo arrivò e chiese al re di raccontargli quali erano i suoi desideri. Ascoltata la spiegazione, il cartografo, che era anche un vecchio saggio, disse: “Maestà, risparmia il tuo denaro: mi pagheresti per un lavoro inutile. Una carta grande come il regno non servirebbe proprio a niente.”

 

Secondo te, aveva ragione il vecchio cartografo?

Perché?

Il Mar Mediterraneo, ieri e oggi

Il percorso che proponiamo ha come argomento il Mar Mediterraneo. L’ importanza di questo mare da un punto di vista storico viene affrontata in classe quarta, ma poiché offre uno spunto per aprire l’analisi dell’argomento anche al presente, può essere proposta in classe quinta come ripasso della storia passata come punto di partenza per la sua conoscenza in epoca contemporanea.

Il percorso è diviso in tre parti:

  1. L’introduzione per i docenti, con riferimenti agli Indicatori Nazionali;
  2. La programmazione in cui si mettono in evidenza competenze, traguardi, abilità sia da un punto di vista storico, sia da un punto di vista geografico;
  3. Il lavoro da svolgere in classe.

Introduzione per i docenti

Terminato lo studio delle civiltà dei fiumi arriva il momento di scoprire le civiltà del Mediterraneo, ossia di concentrarsi sulla nascita e lo sviluppo di fiorenti popolazioni che hanno fatto della navigazione il loro punto di forza.

Sapere come nell’antichità il Mediterraneo ha condizionato il rapporto tra l’uomo e il territorio può essere un ottimo spunto per aprire l’analisi dell’argomento anche al presente, dato che oggi il Mediterraneo è un mare tra i più vivibili del mondo, dal clima piacevole, su cui si affacciano tante culture, ma è anche un mare sovraffollato, inquinato e con un’infinità di problemi.

Si dà così la possibilità agli alunni di effettuare collegamenti geo-storici poiché “Le conoscenze del passato offrono metodi e saperi utili per comprendere e interpretare il presente” e la geografia È disciplina di cerniera per eccellenza poiché consente di mettere in relazione temi economici, giuridici, antropologici, scientifici e ambientali di rilevante importanza per ciascuno di noi”. (Indicazioni Nazionali)

La programmazione

STORIA

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GEOGRAFIA

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Il lavoro in classe

Il Mar Mediterraneo tanto tempo fa

Leggi il brano con attenzione.

Le più antiche civiltà del mare si svilupparono lungo le coste del Mediterraneo, un mare ampio e racchiuso tra terre (il nome stesso significa “in mezzo alle terre”): le sue acque bagnano l’Africa a sud, l’Asia a est e l’Europa a nord.

I popoli che si smed02tabilirono sulle coste del Mar Mediterraneo si dedicarono al commercio: costruivano imbarcazioni grandi e resistenti e navigavano in cerca delle migliori materie prime.
Dai porti partivano e arrivavano le grandi navi dei mercanti che barattavano i prodotti artigianali con le materie prime. Non venivano scambiate solo le merci, ma anche racconti, conoscenze e idee. Il Mediterraneo era un’importante via di comunicazione.

Il clima mite delle terre affacciate sul Mar Mediterraneo favoriva l’agricoltura e lo sviluppo delle foreste. Il legno era una materia prima preziosa, con cui costruire abitazioni, oggetti d’arredo, strumenti e mezzi di trasporto per med01viaggiare su strada e acqua. Alcuni popoli navigavano verso ovest in cerca di metalli: rame, stagno, oro, argento. Nei punti di sbarco e di scambio con le popolazioni locali, fondarono dei veri e propri centri commerciali, gli empori, per raccogliere e distribuire le merci. Le coste ricche di promontori, golfi e insenature offrivano dei punti di sbarco naturali e protetti dalla corrente marina. Qui i popoli costruirono i porti per il commercio marittimo, chiamati perciò anche scali commerciali. Con il trascorrere del tempo diventarono colonie, cioè nuove città.

  1. Segna con una X le parole che riguardano il mare.

esercizio

     2. Prova a scrivere con le tue parole il significato dei seguenti termini

Commercio: …………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………
Materie prime:…………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………
Via di comunicazione: …………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………
Punti di sbarco: …………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………

     3. Scegli i motivi per cui il Mar Mediterraneo fu importante per lo sviluppo delle civiltà.

  • Il Mediterraneo era una comoda via di comunicazione, mentre i territori costieri erano aridi e montuosi.
  • Con l’acqua del mare riuscivano a bagnare i campi
  • Le sue coste, ricche di insenature, offrivano porti naturali per le navi.
  • I popoli antichi amavano vivere sulle spiagge e fare il bagno nell’acqua fresca.
  • Il mare rendeva bello il paesaggio.
  • Nei punti di sbarco si trovavano molti empori
  • Il fiume era la principale fonte di cibo per la popolazione.

     4. Sfoglia le pagine del tuo Sussidiario e osserva le carte geo-storiche delle civiltà che si svilupparono sul Mediterraneo, poi prova a colorare il loro territorio sulla carta.

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Il Mar Mediterraneo oggi

     5. Osserva la carta

Oltre all’Italia, conosci altri Stati bagnati dal Mediterraneo?……

Quali? ……………………………………………………………………………………………

Confronta le due carte del Mediterraneo, sai riconoscere a quali territori odierni corrispondono quelli in cui vivevano le antiche civiltà?

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Carta d’identità del Mar Mediterraneo:

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        6. Leggi questo testo e poi rispondi alle domande.

Un mare in pericolo

Il Mar Mediterraneo è un mare quasi chiuso e poco profondo quindi le sue acque hanno poco ricambio. Per questa ragione ogni tipo di inquinamento fa fatica a disperdersi.

I danni maggiori provengono dai fiumi, che portano con sé gli scarichi delle fabbriche, i concimi e i rifiuti organici sia delle città sia degli allevamenti. Ci sono poi tonnellate di petrolio che ogni anno vengono persi dalle navi-cisterna durante i lavori di trasbordo e di lavaggio. Un altro grosso problema è costituito anche dai rifiuti galleggianti (soprattutto oggetti di plastica) portati dai fiumi, lasciati sulle spiagge o abbandonati direttamente in mare dalle navi.

Per tutti questi motivi è importante che i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, accordandosi tra loro, propongano leggi severe contro i vari tipi di inquinamento.

Un altro grosso pericolo è il riscaldamento del clima della Terra. L’inquinamento dell’atmosfera, infatti trattiene il calore del Sole vicino alla superficie del pianeta, facendo salire la temperatura terrestre e quella del mare.
Negli ultimi anni, nel Mediterraneo ci sono stati cambiamenti nella flora e nella fauna marine. Molte specie che un tempo abitavano lungo le calde coste africane, si sono spostate nelle zone settentrionali. Dall’Atlantico e dal Mar Rosso sono anche arrivati molti pesci tropicali, che in alcune zone del Mediterraneo hanno completamente sostituito la fauna originaria. Queste specie, abituate a mari più caldi, sopravvivono bene, perchè negli ultimi anni la temperatura del Mediterraneo è aumentata.

  • Quali sono i principali problemi che ha l’ambiente del Mediterraneo? ………………………………………………………………………………………………………..
  • Pensi che il riscaldamento delle acque sia un fenomeno che esisteva già in tempi lontani?………………………………………………………………………………………….
  • Quali differenze noti tra il Mediterraneo di oggi e quello di tanto tempo fa? ………………………………………………………………………………………………………..
    ……………………………………………………………………………………………
  • Che cosa possiamo fare noi, popoli e governi dei Paesi bagnati dal Mediterraneo?……………………………………………………………………………….
    ……………………………………………………………………………………………………….

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.

L’Agenda 2030 spiegata ai bambini: Obiettivo 12 – consumare in modo responsabile

sulla Terra ci stiamo avvicinando agli 8 miliardi di persone e si calcola che entro il 2050 saremo 10 miliardi.

Consumi per tutto il pianeta

Oggi ci sono molte diversità negli stili di vita nelle varie parti del pianeta. Alcuni popoli, come il nostro, possono concedersi comodità, servizi avanzati, ogni tipo di generi di consumo (cibo, vestiario, automobili, elettrodomestici, prodotti elettronici, ecc.). Altri sono legati alla pura sopravvivenza.

Per poter mantenere il nostro stile di vita ed estenderlo a tutta l’umanità, sarebbero necessari tre pianeti delle dimensioni della Terra.
In realtà, il problema non è la mancanza di risorse, ma il loro spreco.

Cibo sprecato

Si spreca acqua, si spreca energia e si spreca anche cibo. Ogni anno si spreca quasi un miliardo e mezzo di tonnellate di cibo (circa un terzo del cibo prodotto). Tutto questo cibo finisce nella spazzatura dei consumatori, dei ristoranti e dei commercianti, oppure va a male durante il trasporto e nei magazzini.

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Ma anche per produrre gli alimenti che non si consumano è stato necessario utilizzare acqua, energia, fertilizzanti. Quindi si spreca cibo, ma si sprecano anche queste altre importanti risorse.

Come si può immaginare, sono soprattutto i Paesi più ricchi a sprecare: si è calcolato che gettano nella spazzatura il 28% del loro cibo, mentre i Paesi meno ricchi ne sprecano solo il 7%.

L’importanza di riciclare

Ma non c’è solo il cibo. Molti oggetti (vestiti, scarpe, libri, mobili, oggetti elettronici, ecc.) che noi utilizziamo vengono spesso buttati nella spazzatura prima della loro fine naturale. E’ importante perciò allungare la loro vita il più possibile.

Bisogna perciò fare la strategia delle 3R:

RIDURRE: per diminuire la quantità di materiali consumati è necessario scegliere, al momento dell’acquisto, i prodotti più durevoli e facilmente
riparabili; anche gli imballaggi, cioè le scatole e le plastiche che li contengono, devono essere ridotti al minimo;
RACCOGLIERE: gli oggetti che non servono più possono essere rivenduti, scambiati, regalati o trasformati; in ogni caso, devono essere suddivisi per materiali e consegnati alla raccolta differenziata del proprio Comune;
RICICLARE: grazie alle tecniche più avanzate, si può arrivare a riciclare oltre il 75% dei materiali di scarto. L’industria farà poi nuovi oggetti utilizzando questi materiali, non consumando così nuove materie prime.

L’Obiettivo 12 dell’Agenda 2030

L’Obiettivo 12 si occupa di tutto questo. Il consumo sostenibile e responsabile vuole ridurre gli sprechi e si occupa di utilizzare al meglio ogni tipo di risorsa.

L’Obiettivo 12 si propone infatti, entro l’anno 2030, di:

  • diminuire lo spreco alimentare del pianeta della metà;
  • ridurre la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclo e il riutilizzo;
  • incoraggiare le aziende a utilizzare metodi sostenibili di produrre;
  • aiutare tutti i Paesi a migliorarsi dal punto di vista scientifico e tecnologico, per rendere più sostenibili i consumi e le produzioni.

E tu, che cosa puoi fare?

Prova a raccontare che cosa potresti fare tu, insieme alla tua famiglia, per rispondere all’Obiettivo 12.

 

Se vuoi saperne di più sull’Agenda 2030 vai a questo post. Se vuoi saperne di più sugli altri obiettivi leggi questi post:

 

foto di copertina di Paolo Sacchi.

 

L’Agenda 2030 spiegata ai bambini: Obiettivo 7 – energia pulita, per tutti e con attenzione ai consumi

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l’energia è vita: ogni attività umana ha bisogno di energia. E se è pulita può aiutare a conservare il pianeta.

Ma che cosa vuol dire ‘energia pulita’?

Pulita, cioè rinnovabile:  non deve esaurirsi, ma continuamente riformarsi. Per esempio, noi sappiamo che l’acqua del pianeta appartiene a un ciclo continuo: perciò, l’energia prodotta dall’acqua (l’energia idroelettrica o anche l’energia delle maree) è rinnovabile, perché non esaurisce una fonte energetica che ha una fine. Anche l’energia eolica, cioè prodotta dal vento, sarà sempre disponibile. Il carbone e il petrolio, invece, sono disponibili sulla Terra in quantità limitata, perché per riformarsi richiederebbero milioni di anni.
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Pulita, cioè efficiente: il suo utilizzo deve essere basato sul risparmio energetico, senza sprechi e inefficienze nella distribuzione. Per esempio, se una città ha la rete elettrica in cattivo stato e che funziona male provoca una perdita di energia e quindi un consumo maggiore. Allo stesso modo, nelle nostre case dobbiamo controllare gli impianti e usare lampadine moderne a basso consumo.

città illuminata

Pulita, cioè sostenibile: una fonte energetica non deve produrre inquinamento nell’aria, nell’acqua o nel suolo. Oggi, infatti, la produzione di energia è la principale causa del riscaldamento del pianeta perché le fonti energetiche più usate, come il carbone e il petrolio, emettono i gas serra, cioè quei gas che trattengono il calore sulla superficie terrestre. Anche i mari sono spesso inquinati dagli scarichi delle petroliere oppure a causa di incidenti  nei pozzi petroliferi o lungo le linee di distribuzione. Un’energia pulita, perciò deve avere come primo obiettivo la protezione dell’ambiente.

Che cosa dice l’Obiettivo 7?

L’Obiettivo 7 dell’Agenda 2030 ha stabilito diversi traguardi da raggiungere entro quella data.

Da un lato, vuole dare a tutta la popolazione mondiale la possibilità di ottenere energia in modo comodo, sicuro e conveniente. Un abitante su cinque del pianeta, infatti, non ha ancora accesso a una rete elettrica.

capanna e pannello solare

Dall’altro vuole che gli Stati del mondo e le organizzazioni internazionali si impegnino per aumentare l’uso di energia pulita, investendo nella ricerca, nelle nuove tecnologie e nel miglioramento delle reti e degli impianti.

lampadina pianeta

E ora una domanda

– Quali attività dell’uomo conosci che consumano energia?

Ecco qua dove puoi trovare le schede degli altri Obiettivi dell’Agenda 2030:

Giochiamo con il Palio di Siena

Ragazzi, ragazze, avete letto il post sulla città di Siena?
Avete capito che cos’è il Palio?
Bene! Allora siete pronti per giocare!
Seguite le indicazioni e divertitevi.

Prima di tutto dividetevi in piccoli gruppi (3-4 componenti al massimo).
Se i vostri banchi non sono già disposti a isole, spostateli e formatene una per ogni gruppo.
Procuratevi carta/cartoncino, colori, computer portatile o tablet.

1. Si comincia!

Questa fase vale 3 punti.

Avete letto i nomi delle contrade?

  • Quali corrispondono a un animale immaginario?
  • Quali non corrispondono a nessun animale?

Per rispondere a queste domande avete 3 minuti di tempo.
Si aggiudicano i 3 punti le squadre che avranno finito in tempo e avranno risposto correttamente a tutte le domande.

2. Si ricerca!

Anche questa fase vale 3 punti.

Sapete a quali animali si riferiscono questi nomi?

  • Tartuca
  • Nicchio
  • Valdimontone

Fate delle ipotesi, poi per verificare le vostre risposte fate una ricerca in Internet. In questo caso avete a disposizione 5 minuti di tempo. Per aggiudicarsi i 3 punti è necessario finire in tempo e rispondere correttamente a tutte le domande.

3. Si lavora!

Questa fase vale 1 punto per la velocità + i punti che vi assegneranno gli altri gruppi.

Immaginate che a Siena sia nato un nuovo quartiere: anche i suoi abitanti (che siete voi) vogliono partecipare al Palio.

  • scegliete il nome della nuova contrada
  • scegliete dei colori che vi piacciono
  • disegnate uno stemma-simbolo
  • scrivete il suo motto.

Decidete tutti insieme quanto tempo è necessario per completare questa fase.
Al termine assegnate 1 punto a chi ha finito in tempo, aspettate chi non ha terminato.
Poi ogni gruppo presenta agli altri il proprio progetto. I gruppi che ascoltano assegneranno un punteggio da 1 a 5 per esprimere il gradimento.

Qual è la proposta più bella o più divertente?
Contate i punti e trovate chi ha vinto.