Lavorare in classe per la Giornata dell’Alimentazione (16 ottobre)

Cibarsi è un bisogno primario: ogni essere umano ha il diritto di alimentarsi in modo sufficiente per poter vivere. E’ quindi importante che la distribuzione del cibo avvenga in modo giusto ed equilibrato, perchè tutti abbiano la possibilità di accedere a questa risorsa fondamentale.

Leggi il post sull’obiettivo 2 dell’Agenda 2030, poi insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne approfondisci la tua conoscenza sull’argomento attraverso varie attività.

1 Ho capito il testo
Per essere sicuro e sicura di aver capito bene i temi fondamentali di questo obiettivo, prova a rispondere alle domande:

  • Quali problemi crea un’alimentazione insufficiente?
    ………………………………………………………………………………………
  • Quali sono le cause di una produzione agricola insufficiente?
    …………………………………………………………………………………………………..
  • Che cosa significa malnutrizione?
    …………………………………………………………………………………………………..

2 Che cosa possiamo fare noi contro lo spreco alimentare?

Leggi questi consigli e completa le frasi con le parole:

ambiente • trasporto • vitamine

In famiglia acquistate se possibile:
– prodotti a chilometro zero, cioè coltivati vicino: sono più freschi e si consuma meno
energia per il ……………………………………………………………………..;
– prodotti di stagione: sono più ricchi di ……………………………………………………………… e, siccome non necessitano di essere conservati o prodotti in serra, permettono di risparmiare energia;
– prodotti biologici: sono più sani e meno inquinanti per l’……………………………………. .

3 A ogni stagione il suo prodotto

Conosci la stagione di ognuno di questi prodotti? Scrivila.

Zucca: ……………………………………………………………………..
Fragole: ……………………………………………………………………..
Agrumi: ……………………………………………………………………..
Uva: ……………………………………………………………………..

Zucchine: ……………………………………………………………………..
Piselli: ……………………………………………………………………..
Anguria: ……………………………………………………………………..
Kiwi: ……………………………………………………………………..

4 Abitudini alimentari

Una buona conservazione del cibo aiuta a ridurre lo spreco alimentare.
Indica con una crocetta le azioni più giuste nell’elenco.

  • Fai la spesa tutte le settimane senza controllare che cosa c’è nel frigorifero.
  • Utilizza gli avanzi per la preparazione di altre ricette.
  • Conserva la frutta e la verdura nel frigorifero su un qualunque ripiano.
  • Tieni controllato frigorifero e dispensa per consumare prima i cibi vicini alla scadenza.
  • Surgela il pane avanzato.
  • Non conservare nel frigorifero il latte aperto.
  • Cerca e raccogli tante ricette: ne avrai sempre una pronta per utilizzare meglio i tuoi cibi e scoprire nuovi sapori.

5 Il problema del cibo sprecato

Prendete 23 milioni di camion, caricateli di 40 tonnellate di cibo e metteteli intorno all’Equatore. La fila è talmente lunga da riuscire a fare il giro del mondo 7 volte.
È lo sforzo d’immaginazione richiesto dagli esperti dell’UNEnvironment Programme (UNEP) per visualizzare la quantità di cibo che viene sprecato ogni anno nel mondo.
Sapresti calcolare quanti milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate?

Osserva i dati e prova a rispondere alla domanda. Ricorda: 1 tonnellata = 1 000 chili

Scrivi le tue osservazioni, poi rifletti.

……………………………………………………………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………………………………………………………………….

Quanto contribuite a questo spreco? ………………………………………………………………………..
Provate a osservare quanto cibo avanza ogni giorno in mensa.
Oltre alla raccolta differenziata si potrebbe pensare a un altro modo per non buttarlo via? …………………………………………………………………………………………………………………

6 L’importanza delle mense scolastiche

Nel mondo ci sono bambini che, ogni giorno, vanno a scuola a stomaco vuoto; in queste condizioni, è difficile concentrarsi sulle lezioni. Quindi, per loro ricevere un pasto scuola fa una grande differenza:  non soltanto per la loro salute, ma anche per ottenere migliori risultati scolastici.

Regno Unito

Nel Regno Unito non mancano mai il pesce con le patatine fritte (fish and chips), poi carote e fagiolini, frutta, wafer con il cioccolato.

Turchia

Il cibo di solito viene portato da casa: pane di segale, noci, uva, mele, melograno e il kefir, una bevanda a base di latte. Un tipo di alimentazione che aiuta a mantenere la concentrazione a scuola.

Francia

Il pranzo inizia con le verdure crude, poi c’è il piatto principale composto da carne o pesce oppure uova con verdure, accompagnati da riso o pasta. Alla fine un pezzetto di formaggio.

Paesi Bassi

Come in tutto il nord Europa, il pranzo olandese è a base di panini, con salumi, formaggio e qualche verdura. In questi Paesi sono più importanti la colazione e la cena.

Corea del Sud

Nelle mense c’è sempre una grande varietà. I piatti più popolari sono: foglie di sesamo ripiene di riso e ricoperte di salsa al miele, zuppa di patate e zucca, polpo, e insalata di carote e cetrioli,  kimchi, che sono delle verdure fermentate.

Cina

Ci sono sempre riso, zuppe calde e una pietanza che abbia come ingrediente un uovo, considerato importantissimo per la crescita. Anche a mensa si abituano i bambini ad apprezzare i cinque sapori: salato, amaro, dolce, piccante e acido.

Iran

Il pasto portato da casa è riso, pomodori e kebab di agnello, a cui la scuola aggiunge una tazza di latte, pistacchi, frutta fresca e biscotti.

Quale di questi pasti ti sembra più adatto a una giornata scolastica?
………………………………………………………………………………………………………………………………………….
………………………………………………………………………………………………………………………………………….

7 I nostri gusti alimentari

Pensa alle tue abitudini alimentari e scrivi un elenco degli alimenti che non gradisci molto. Confrontati con i compagni e le compagne e create una classifica dei cibi
che non mangiate volentieri. Quali altri alimenti “sani” potreste consumare in alternativa? ………………………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………………………………………..

Per gli e le insegnanti:

Scarica qui la scheda in formato Word, con i testi da modificare in base alle esigenze della classe.

Scarica qui la scheda in formato PDF, pronta per la stampa.

I disegni del post sono tratti da Calendario per l’Educazione Civica, Cetem, allegato al sussidiario Mondo 2030.

La foto di copertina di Paolo Sacchi.

Primo Maggio: come lavorare in classe

Leggi il post sulla Festa dei lavoratori, poi insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne approfondisci la tua conoscenza sull’argomento attraverso varie attività.

  1. Debate
    Secondo voi, è giusta la proposta delle otto ore, oppure cambiereste qualcosa?  Provate ad aprire un dibattito sull’argomento.
    Dividetevi in due gruppi: il primo pensa che  potrebbe essere giusto lavorare di meno e avere più tempo libero, anche guadagnando un po’ di meno. Il secondo, invece, crede sia giusto  lavorare di più per avere degli stipendi più alti e potersi permettere più esperienze.
    Avete individuato quale gruppo ha ragione?

2. Lavorare in sicurezza
Come avrete capito leggendo il post, in passato non si faceva molta attenzione alla sicurezza del lavoratore.
Trovate una relazione tra le condizioni dei lavoratori del passato con le possibili conseguenze sulla loro salute.

Oggi la situazione è diversa, soprattutto nei Paesi più avanzati: in ogni ambiente di lavoro devono essere rispettate delle precise norme di sicurezza.
a. Osservate con attenzione i dispositivi di sicurezza sul lavoro: sapete spiegare a che cosa serve ognuno di loro?

b. Purtroppo però, ancora oggi, sono molti i casi in cui le norme non vengono seguite. Trovate in rete degli esempi di incidenti sul lavoro avvenuti nell’ultimo periodo e parlatene in classe.

3. I mestieri del passato

Osserva questa illustrazione eindica quali mestieri conoscevi già, quali hai potuto osservare di persona e di quali invece hai scoperto solo adesso l’esistenza.

4. Lavorare in rete
Quando sarete grandi, è possibile che per svolgere il vostro lavoro  non abbiate bisogno di muoverti da casa perché ci sono nuovi modi di lavorare. Avete sentito parlare di smart working, telelavoro, lavoro da remoto?
Sicuramente sì, perché è probabile che qualcuno che conoscete (per esempio in famiglia) abbia lavorato in questo modo a causa della pandemia da Covid 19. In queste forme di lavoro, infatti, si può lavorare a distanza grazie a computer o tablet e ai loro accessori, come stampante, mouse o webcam.
Anche se utilizzano strumenti simili, però, tra i tre modi di lavorare ci sono delle differenze. Osservate la tabella:

5. Tanti mestieri
Conoscete chi fa questi mestieri? Mettetevi alla prova risolvendo il cruciverba.

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Per gli insegnanti:

Scarica qui la scheda in formato Word, con i testi da modificare in base alle esigenze della classe.

Scarica qui la scheda in formato PDF, pronta per la stampa.

I disegni del post sono tratti da Calendario per l’Educazione Civica, Cetem, allegato al sussidiario Mondo 2030, e da Questo è un giorno speciale, Mondadori.

La Giornata Mondiale della Terra spiegata ai bambini e alle bambine

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ogni anno il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra (in inglese Earth Day).

I movimenti ambientalisti del secolo scorso

Questa giornata venne istituita nel 1970. In quegli anni stavano nascendo molti movimenti ambientalisti: mai prima di allora c’erano state tante persone (soprattutto giovani) che si preoccupavano del futuro del nostro pianeta, sempre più popolato, sempre più sfruttato e sempre più inquinato.

Molti di essi, già più di mezzo secolo fa dicevano le cose di cui parlano i movimenti ambientalisti di oggi, come il movimento Fridays for Future (i Venerdì per il Futuro), creato dalla ragazzina svedese Greta Thunberg.  Glià allora si parlava di cambiamenti climatici, di crisi idrica (cioè dell’acqua), di deforestazione, di troppa plastica, ecc.

Per esempio, negli anni Sessanta del secolo scorso erano nati negli Stati Uniti d’America molti gruppi di giovani che si definivano Figli dei Fiori e che valutavano molto importante occuparsi dell’ambiente e tornare a uno stile di vita più vicino alla natura.

Anche molti scienziati cominciavano a mettere in guardia l’umanità sul suo futuro ambientale e a far conoscere alla gente i pericoli dell’inquinamento, dovuto soprattutto a uno sviluppo industriale che sfruttava le risorse del pianeta (acqua, aria, minerali, foreste, suolo, ec.) senza preoccuparsi degli effetti negativi che ne sarebbero seguiti.

Oggi ben conosciamo questi pericoli, ma ancora moltissimi problemi non sono stati risolti. Ma negli anni che seguirono la seconda guerra mondiale la maggior parte delle persone non credeva che il mondo potesse peggiorare: erano certi che le risorse non si sarebbero mai esaurite, che il futuro sarebbe stato sempre più industrializzato e luminoso, che la scienza avrebbe risolto ogni possibile problema.

Nel 1969, le coste della California, lo Stato americano affacciato sull’Oceano Pacifico, furono invase dal petrolio uscito per un incidente dai pozzi petroliferi in alto mare (chiamati in inglese pozzi off shore). Questo aveva mobilitato l’opinione pubblica, cioè il pensiero di molta gente, che prima non si era mai occupata di questi problemi.

Così, nel 1970 milioni di persone si riunirono attorno a un senatore del Parlamento americano chiedendo più attenzione al nostro pianeta. Il movimento si allargò poi anche ad altri Paesi e l’ONU (l’Organizzazione delle Nazioni Unite, che raggruppa praticamente tutti gli Stati del mondo) decise perciò di creare la Giornata Mondiale della Terra.

Come possiamo oggi aiutare la Terra?

Oggi siamo tutti più consapevoli del fatto che il futuro è anche nelle nostre mani e sappiamo che dobbiamo agire per aver cura del nostro pianeta e dei suoi abitanti, animali e piante compresi.

Anche voi potete fare la differenza. Per esempio dovete:

  • riciclare, facendo la raccolta differenziata,
  • non sprecare l’acqua,
  • usare meno oggetti di plastica (come i giocattoli), preferendo quelli di legno o di altri materiali naturali,
  • mangiare il più possibile alimenti a km 0, cioè prodotti vicino a te, evitando così di inquinare con i trasporti,
  • utilizzare la bici e i mezzi pubblici invece dell’automobile,
  • usare prodotti ecologici per la pulizia della casa e della vostra persona,
  • parlare di questi argomenti in famiglia e con gli amici.

L’importanza delle api

Tra le tante cose che possiamo fare, c’è comìnsumare mile e aiutare così gli apicoltori a prendersi cura delle api. Questi piccoli insetti, infatti,  contribuiscono a mantenere in vita due terzi delle colture del pianeta e, grazie al loro lavoro di impollinazione, garantiscono un terzo della produzione mondiale di cibo.

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In questo articolo puoi leggere l’impegno dell’ONU per il pianeta attraverso gli Obiettivi dell’Agenda 2030.

In questo post, in particolare, si parla dell’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030: proteggere la vita dellaTerra e la biodiversità.

Questo il post che parla di ‘Possiamo cambiare il mondo’, un libro per raccontare l’Agenda 2030.

Qui invece un calendario per le Giornate Mondiali.

In questo post, invece, si parla del libro “Questo è un giorno speciale”, che racconta 20 giornate importanti da ricordare, tra le quali la Giornata Mondiale della Terra.

Lavorare in classe per la Giornata Mondiale della Terra (22 Aprile)

Leggi il post sulla Giornata Mondiale delle Terra, poi mettiti alla prova per vedere se hai capito il testo e, in particolare, i rischi che corre il nostro meraviglioso pianeta.

1 . Facciamo il punto

Quali sono i problemi del nostro pianeta? Elencali insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne sotto forma di brainstorming.

2. I movimenti ambientalisti

Che cos’è un movimento ambientalista? Scegli la risposta giusta.

  • Un insieme di persone che cammina nei boschi.
  • Un insieme di persone attente alla conservazione della Terra.
  • Un insieme di persone che sfrutta le risorse del pianeta.

Quali sono i temi principali di cui si occupano i movimenti ambientalisti?
Elencali.
………………………………………………………………………………

………………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………..

Qual è stato l’avvenimento che nel 1969 ha dato luogo alle prime proteste ambientaliste?
………………………………………………………………………………………………………………………….

………………………………………………………………………………………………………………………….

3. Cosa possiamo fare noi

Rileggi nel post l’elenco delle azioni che ognuno di noi potrebbe fare per aiutare la Terra, poi rifletti e rispondi.

Quali tra le azioni elencate compi quotidianamente?

………………………………………………………….

…………………………………………………………

Quali una volta alla settimana?

……………………………………………………….

Quali non hai mai messo in pratica, ma ti impegnerai a farlo prossimamente?

…………………………………………………………………………….

4. Difendiamo il Pianeta

a. Osserva questa fotografia.

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Che cosa rappresenta?

………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………………………

Pensi che le conseguenze dell’azione dell’uomo su flora e fauna riguardino solo una determinata zona o coinvolgano tutto il mondo? Discutine in classe con i tuoi compagni e le tue compagne.

b. Uno scienziato americano, Boris Worm, ha detto:

Leggi il brano con attenzione e individua la frase che spiega che cosa significa.

  • La natura ha sempre qualcosa da insegnarci
  • Molte specie si estingueranno prima che noi possiamo conoscerle
  • Ormai sappiamo tutto sul mondo naturale

c. Completa la catena di parole scrivendo al posto giusto, negli spazi vuoti, le seguenti parole:
tutela – 22 aprile, – salvaguardare

d. Questi sono alcuni versi di una famosa canzone scritta tanti anni fa.

Prova ad ascoltarla
https://video.link/w/ABPmd

Poi prova a leggere e a tradurre il testo con l’aiuto dei tuoi insegnanti. I disegni accanto ad alcune parole potranno facilitare il compito.

Ora rifletti.

Pensi che questa sia una canzone ancora attuale?

No
Potrebbe andare bene per celebrare la Giornata della Terra?

No
Perché? ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
Pensi anche tu che per creare un mondo meraviglioso sia importante che le persone
vadano d’accordo? ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

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Per gli insegnanti:

  • Scarica qui la scheda in formato Word, per modificare in base alle esigenze della classe.
  • Scarica qui la scheda in formato .PDF pronta per la stampa.

Queste operative sono tratte da “Un calendario per l’Educazione civica“, volumi allegati al sussidiario delle discipline Mondo 2030, della Cetem.

In questo post si parla del libro “Questo è un giorno speciale”, che racconta 20 giornate importanti da ricordare, tra le quali la Giornata Mondiale della Terra.

Lavorare in classe per la Giornata Mondiale delle Foreste (21 marzo)

Leggi il post sulla Giornata Mondiale delle Foreste, poi mettiti alla prova per vedere se hai capito il testo e, in particolare, i rischi che corrono questi importantissimi ambienti del pianeta.

1- Utilizza il vocabolario

Trova il significato di queste parole-chiave legate alle foreste:
combustibile ……………….
ecosistema …………………
inquinamento ………………..
desertificazione ……………..

2- Rifletti
Per capire se hai capito l’argomento, prima rifletti sulle domande e poi rispondi.

Quali sono le importanti funzioni delle foreste?

…………………………………………………………………………………..

…………………………………………………………………………………..

Che cosa mette in pericolo la biodiversità?

…………………………………………………………………………………

………………………………………………………………………………….

3- Approfondisci le tue conoscenze
Il testo parla anche di un grande progetto dell’associazione Plant-for-the-Planet.

Leggi il brano “L’idea di Felix” tratto dal libro “Possiamo cambiare il mondo”, Mondadori, poi rispondi alle domande.

Clicca sull’immagine per ingrandirla
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Sicuramente quella di Felix è stata una bella idea, ma pensi che sia stato facile realizzarla?………………………………………………………………..

Prova, confrontandoti con i tuoi compagni e le tue compagne, a ipotizzare quali difficoltà potrebbe avere incontrato.
………………………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………..

Pensi che potresti proporla anche alla tua scuola? Se sì, dove pianteresti il primo albero?

………………………………………………………………………………………………………………..

4- Divertiti un po’

Prova a risolvere il cruciverba: ricorda che puoi sempre trovare le parole giuste rileggendo il post sulla Giornata delle Foreste.

Scarica qui la scheda in formato Word, con i testi da modificare in base alle esigenze della classe.

Giornata Mondiale delle balene: lavoriamo in classe

Come rendere operativa da un punto di vista didattico questa giornata?

  1. Come inizio, si può introdurre l’argomento attraverso alcune semplici domande, in modalità brainstorming, per iniziare a capire cosa i ragazzi e le ragazze conoscono su questi cetacei. Ad esempio:
  • Dove vive una balena?
  • Che cosa mangia?
  • In che modo si occupa dell’allevamento dei cuccioli?
  • Quanti chilometri percorre nella sua vita?

Se nessuno fosse a conoscenza di queste informazioni si potrebbe proporre una ricerca da fare in classe o come compito a casa.

Nel caso ci siano già delle risposte, si può fissarle in sintesi in un quadro sinottico per avviare un confronto. 

2. Al termine di questo lavoro di presentazione si può proporre la lettura del post, che permette di mettere a fuoco le problematiche che riguardano la vita delle balene nel passato e nel presente. Per verificare la comprensione del testo si possono porre delle domande come le seguenti:

  • Quali sono le cause che minacciano la sopravvivenza delle balene?

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

  • Che cos’è il fitoplancton? …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
  • Qual è il Paese che ha il maggior numero di Santuari dei Cetacei del mondo? ………………………………………………………………………………………………………………………………….
  • Perché il Giappone si oppone alla creazione di Santuari dei Cetacei? ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

3. Al termine di questo lavoro di conoscenza si possono proporre delle attività più “ludiche” che i ragazzi e le ragazze possono svolgere da soli oppure in gruppo.


A. In passato, alcune parti del corpo della balena si usavano per la vita di tutti i giorni.

Disegna le parti le parti del corpo e mettile in relazione con gli oggetti che si ricavavano.

B. Rispondi alle domande.

Ti piacerebbe essere un eco-pirata? …………………………………..

Quale motto adotteresti? ………………………………………………

Come sarebbe la tua bandiera? Prova a disegnarla

C. Se pensi agli obiettivi dell’Agenda 2030, La Giornata Mondiale delle Balene fa riferimento a questi obiettivi:

Secondo te questi tre obiettivi, cosa hanno a che fare con la caccia alle balene?

……………………………………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………………………………….

Scarica qui la scheda in formato Word, per modificare in base alle esigenze della classe.
Scarica qui la scheda in formato .PDF pronta per la stampa.

Come utilizzare il nostro blog

Sono finite le vacanze e anche quest’anno ci troviamo di fronte a una situtazione di grande incertezza: DAD, DDI, attività in presenza… Quali modalità dovremo mettere in atto nei prossimi mesi?

La finalità del nostro blog è quella di “dare una mano” ai docenti proprio in questo momento in cui la programmazione delle giornate sta diventando sempre più complessa.

Con questo post vogliamo quindi dare qualche indicazione pratica su come sono organizzati i nostri materiali, in modo da facilitare il loro utilizzo nella nostra pratica didattica, in presenza o a distanza.

Prima di tutti il nostro blog parla di storia, geografia ed educazione civica, con un ampio spazio dedicato all’Agenda 2030. Si rivolge principalmente alle classi quarte e quinte della primaria, ma diversi materiali possono essere utilizzati anche in terza o all’inizio della secondaria.

Nel menù laterale a sinistra trovate gli argomenti organizzati per disciplina. Se aprite il menù di storia e geografia trovate dei sottomenù:

  • Le proposte didattiche: raccolgono attività di lettura, dialogo, discussione sui vari argomenti, da sviluppare con con la classe. Tutte le nostre proposte sono pensate per essere svolte anche in autonomia dai ragazzi e dalle ragazze, quindi scritte con un linguaggio semplice.
  • Le letture di approfondimento: toccano temi sensibili soprattutto in relazione all’educazione civica, anche in questo caso possono essere spunto di dialogo, di approfondimento, di riflessione e sono scritte sempre con un linguaggio adatto per esere fruito direttamente dagli alunni e dalle alunne.
  • I materiali operativi: sono schede di lavoro su vari argomenti di storia e geografia. Sono presenti nella versione PDF, per la stampa, oppure in word per un eventuale adattamento da parte del docente, oppure per essere completate tramite l’uso del pc dalla classe.

Si trovano infine anche proposte di classe capovolta o compiti di realtà per rendere più partecipi i nostri alunni e le nostre alunne nella costruzione degli apprendimenti.

Buon rientro e buon lavoro a tutte e a tutti.

Possiamo cambiare il mondo! L’Agenda 2030 spiegata ai bambini e alle bambine

In questo post parliamo del libro “Possiamo cambiare il mondo“, di Rossella Köhler, edito da Mondadori ragazzi.

Vediamo di che cosa si tratta. Partiamo dai due sottotitoli, che già spiegano molto:

L’educazione civica raccontata ai bambini

e

Per scoprire l’Agenda 2030

Anche se non è un libro di testo, infatti, questo libro è senz’altro molto utile per lavorare in classe sull’educazione civica (o, come preferiamo indicare con una precedente definizione, educazione alla cittadinanza globale), inserita di recente dal Ministero come disciplina trasversale e verticale, con nuova enfasi e nuove modalità.

E soprattutto è utile se si vuole conoscere, approfondire, maneggiare con sicurezza l’Agenda 2030 e i suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Ogni obiettivo viene spiegato in modo discorsivo, ma in una narrazione che riconduce ai suoi punti essenziali. I titoli dei paragrafi aiutano a schematizzare e ad evidenziare le priorità. Il linguaggio è scorrevole e volutamente semplice, senza però rinunciare a introdurre talvolta termini nuovi che possono incrementare le capacità lessicali di ragazze e ragazzi.

Sono poi proposti i traguardi dell’obiettivo. Tra i numerosi traguardi individuati dall’Agenda sono scelti i fondamentali e anche quelli più facilmente comprensibili, tenendo conto del livello di conoscenze dei ragazzi.

Una pagina (“Cosa puoi fare per questo Obiettivo?”) propone delle buone pratiche, delle azioni che ognuno di noi, in famiglia, a scuola, con gli amici o individualmente, può compiere per aiutare a raggiungere l’Obiettivo in questione.

Una doppia pagina (“Approfondiamo un po’”) presenta l’approfondimento di una tematica relativa all’Obiettivo. E’ una doppia pagina illustrata, molto d’impatto, che invita a leggere le figure e le didascalie per saperne un po’ di più sull’argomento.

C’è quindi la parte forse più divertente, in cui si raccontano storie di bambini e bambine in varie parti del mondo, sempre in relazione ai diversi Obiettivi.

Spesso sono storie vere, che sono state necessariamente romanzate, ma che nascono da un progetto per migliorare il pianeta e/o la vita dei suoi abitanti. Altre volte i personaggi e il racconto sono inventati, ma comunque in relazione al progetto reale presentato al termine della storia.

Alla fine del libro un piccolo dizionario spiega i termini più complessi e difficili, mentre all’inizio i progetti sono localizzati geograficamente in un grande planisfero.

Come sempre, la pubblicazione di un libro non è mai un lavoro individuale e diverse sono le professionalità che hanno contribuito ottimamente a realizzarlo: redazione, grafica, art direction, ecc., ma soprattutto Ilaria Zanellato che lo ha animato con le sue dolci e bellissime illustrazioni.

Le epidemie spiegate ai bambini e alle bambine

Le epidemie, cioè le malattie che si diffondono per contagio da una persona all’altra, esistono da millenni, da quando gli uomini hanno iniziato a organizzarsi in comunità.

Possiamo anche dire che fanno parte della Storia perché spesso hanno modificato, per breve o lungo tempo, il modo di vivere delle società.

Nel periodo che stiamo vivendo, il Covid-19, portato dal coronavirus, si è concentrato all’inizio in alcune zone della Terra, ma si è poi via via diffuso in tutti i continenti. Per questo viene definito pandemia, cioè una malattia infettiva che coinvolge tutto il pianeta.

Le epidemie del passato

La prima epidemia di cui si ha una conoscenza storica è la peste bizantina, che ebbe inizio dopo la fine dell’Impero Romano. E’ definita così perché cominciò nell’attuale Turchia, nella città di Istanbul, che allora si chiamava Bisanzio.

Una vera e propria pandemia fu quella della peste nera, che dall’Asia arrivò in Europa nel XIV secolo. Allora le cause erano sconosciute, ma molto dopo si scoprì che la peste veniva diffusa dalle pulci dei topi. Sui mezzi di trasporto (carri e navi) i roditori si spostavano attraverso terre e mari, raggiungendo anche località lontane. Si è calcolato che in sei anni, a causa di questa malattia di cui allora non si conoscevano cure, l’Europa perse quasi metà della popolazione.

Il vaiolo è stato una malattia presente tra la popolazione mondiale per millenni. Era molto contagioso e spesso anche mortale. Ma il vaiolo fu anche la prima malattia per cui si trovò un vaccino, grazie al medico inglese Edward Jenner; dopo averlo sperimentato, dimostrò che le persone vaccinate non potevano più ammalarsi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il vaiolo ufficialmente scomparso.

Un’altra grande pandemia fu quella dell’influenza spagnola, che in realtà ebbe origine negli Stati Uniti un secolo fa. Questa influenza molto pericolosa e contagiosa si diffuse velocemente in tutto il mondo.

Le epidemie dei tempi recenti

Come sappiamo, anche in questi ultimi decenni ci sono state varie epidemie. Questa è una cosa normale, perché noi viviamo tutti in comunità piccole o grandi: abbiamo contatti in famiglia, a scuola o al lavoro e questo favorisce la diffusione di malattie. Molte di queste epidemie sono di tipo influenzale: alcune più difficili da trasmettere, altre più contagiose; alcune con sintomi molto lievi, altre più lunghe e difficili da guarire.

Il lavoro degli scienziati è perciò molto importante, perché cercano di capire le cause e trovare le cure efficaci. Nei loro laboratori ricercano, sperimentano, fanno ipotesi e verificano le loro idee. Alcuni di loro si occupano di trovare i vaccini che permettono di rendere immuni a determinate malattie.

Per fare questo lavoro non è sufficiente l’intelligenza dei ricercatori (anche se è indispensabile), ma ci vogliono tempo e molti investimenti in denaro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli Stati, le università e anche aziende private in campo farmaceutico devono perciò collaborare per finanziare e favorire la ricerca. 

Anche i cittadini hanno i loro compiti per facilitare l’impegno degli scienziati. Prima di tutto devono informarsi e aiutare come possono il lavoro della ricerca, con contributi o anche solo sostenendo la sua importanza. Inoltre, possono combattere il diffondersi delle epidemie seguendo le regole che vengono via via indicate.

Le cause ambientali delle epidemie

Gli scienziati ci dicono anche che le epidemie sono strettamente collegate agli interventi dell’uomo sull’ambiente.

L’aumento della popolazione, la distruzione di molti habitat e la perdita di biodiversità (cioè della varietà di piante e animali sul pianeta) sono tutti elementi che, modificando l’ambiente, facilitano la diffusione di alcune malattie.

  • Nelle zone più densamente abitate si crea un maggior rischio di contagio per ogni epidemia.
  • I trasporti sempre più frequenti e veloci favoriscono la diffusione delle malattie a livello internazionale.
  • Gli scienziati hanno trovato collegamenti tra la diffusione dei virus e l’inquinamento atmosferico.
  • La diminuzione in molte parti del pianeta delle aree forestali ha portato a una forte perdita di biodiversità, che riguarda sia le specie animali, sia quelle vegetali. La  riduzione di predatori ha fatto aumentare il numero degli ‘animali serbatoio’, cioè di quegli animali che trasportano virus e batteri.
  • L’abbattimento delle foreste avviene anche per creare spazio per gli allevamenti  (suini, bovini, polli), distruggendo invece gli habitat della fauna selvatica. Questo ha favorito la trasmissione dei virus da una specie all’altra, da animali selvatici a quelli domestici e poi, in alcuni casi, anche all’uomo. 
  • Dove non arriva l’elettricità, ed è perciò difficile conservare la carne nei frigoriferi, in molti mercati si vendono animali vivi; questo è considerato molto pericoloso per la trasmissione di malattie. Un rischio viene anche dalla caccia di animali selvatici a scopo alimentare.
  • Il riscaldamento climatico, cioè l’aumento globale di temperatura, favorisce la riproduzione di zanzare anche di tipo pericoloso, per esempio quella che trasmette la malaria.

L’attenzione all’ambiente e all’equilibrio degli ecosistemi è quindi molto importante anche per la questione sanitaria.

 

Ecco alcuni Obiettivi dell’Agenda 2030 collegati alla questione delle epidemie:

Obiettivo 2 – fame e produzione agricola

Obiettivo 3 – sanità e igiene pubblica

Obiettivo 11 – centri urbani

Obiettivo 13 – cambiamenti climatici

Obiettivo 15 – vita sulla Terra e biodiversità

 

Obiettivo 17: favorire la collaborazione tra i Paesi – l’Agenda 2030 spiegata ai bambini

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l’Obiettivo 17 è quello conclusivo, perché invita a sviluppare tutti i mezzi necessari per realizzare gli altri Obiettivi dell’Agenda 2030 e a rafforzare la collaborazione fra Paesi, sia politica sia economica, e con le organizzazioni internazionali.

Nessun Paese, infatti, può raggiungere lo sviluppo sostenibile da solo. Ogni Paese è collegato ad altri: per il commercio di prodotti agricoli e industriali, per le scoperte della scienza e della tecnologia, per il turismo, per gli spostamenti di persone in cerca di lavoro.

In particolare, per ridurre le disuguaglianze tra Nord e Sud del mondo è indispensabile aiutare i Paesi meno avanzati a raggiungere tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030, in modo da unire lo sviluppo economico alla salvaguardia dell’ambiente.

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Come si può migliorare la collaborazione tra i Paesi del mondo?

Il commercio internazionale è uno degli strumenti più importanti per equilibrare i rapporti tra le varie parti del mondo. Ci sono infatti Paesi che hanno risorse naturali che non sono disponibili in altre zone del pianeta e vengono quindi esportate in altri Paesi.  Ma perché tutti possano trarre vantaggi da questo commercio è indispensabile che siano fissate delle regole giuste, che non favoriscano soltanto i Paesi più ricchi (e quindi più forti nelle contrattazioni). Per aiutare i Paesi poveri, per esempio, è importante che si faciliti il commercio dei loro prodotti non facendo pagare delle tasse aggiuntive (chiamate dazi doganali).

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Un’altra strada per ridurre le disuguaglianze tra Paesi è la condivisione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche più avanzate e sostenibili, cioè compatibili con l’ambiente. In questo modo saranno possibili grandi miglioramenti nella vita e nel lavoro delle persone, per esempio nel campo del consumo di energia o in quello della comunicazione.

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Che cosa devono fare i Paesi ricchi?

Per raggiungere gli obiettivi e così migliorare le condizioni di vita soprattutto degli abitanti dei Paesi più poveri sono necessari investimenti di denaro. Molti Paesi ricchi già da tempo contribuiscono con una parte del proprio reddito nazionale (PIL, cioè Prodotto Interno Lordo). Questi finanziamenti sono chiamati aiuti allo sviluppo.

Grazie all’Agenda, questi Paesi si sono impegnati ad aumentare progressivamente queste somme, per arrivare, nel 2030, a donare lo 0,7% del proprio PIL. Oggi solo pochi Paesi hanno già raggiunto questa percentuale: la Svezia, prima di tutti, che dona l’1,4% del suo PIL, seguita da Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi e Lussemburgo. Sono però molto importanti anche i contributi delle organizzazioni internazionali e delle singole persone o aziende.

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I traguardi dell’Obiettivo 17

I Paesi che partecipano all’Agenda 2030 hanno perciò deciso di:

  • stendere propri piani nazionali per raggiungere gli Obiettivi Globali entro il 2030; ogni Paese deve scegliere quali sono i problemi più urgenti da risolvere per la propria società.
  • garantire che ogni Paese impegni le proprie risorse e che i Paesi sviluppati sostengano quelli meno sviluppati.
  • creare leggi coerenti: per esempio, non si possono creare delle regole per la protezione delle risorse naturali e, al tempo stesso, permetterne lo sfruttamento.
  • condividere le scoperte scientifiche e diffondere le innovazioni, a condizioni favorevoli (cioè a basso costo) per i Paesi più poveri.
  • aiutare i Paesi più poveri a raccogliere dati statistici sulla loro economia e la loro società.
  • favorire il commercio.

Qui trovi il post su un’importante via commerciale internazionale, la Via della Seta.

Se vuoi saperne di più sull’Agenda 2030 vai a questo post. Se vuoi saperne di più sugli altri Obiettivi leggi questi post:

In questo post  puoi leggere della Giornata Mondiale dei Diritti Umani. In questo post si parla invece di Possiamo cambiare il mondo, Mondadori, un libro che racconta ai bambini e alle bambine, in modo semplice e coinvolgente i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.