Laboratorio sulla scrittura: dal cuneiforme agli ideogrammi di oggi.

La parola Preistoria deriva dal greco e significa “prima della storia”, perché le popolazioni antiche non hanno lasciato memoria di sé attraverso documenti scritti.

I primi graffiti incisi sulle rocce  risalgono a più di 35.000 anni fa. Erano opere artistiche, ma non erano un testo composto da parole:  quindi, non erano una forma di scrittura.

Durante il Paleolitico gli esseri umani annotavano il passare dei giorni e delle stagioni con piccoli tratti sulle pareti delle caverne. Inoltre,  dipingevano scene di caccia e la strada per arrivare ai branchi di animali.

Durante il periodo del Neolitico gli esseri umani diventarono sedentari: vivevano in gruppi sempre più numerosi e si stabilirono in villaggi circondati da campi coltivati e recinti per il bestiame. Dipinti e graffiti rupestri documentano la loro vita di agricoltori e allevatori. Alcuni villaggi iniziarono a ingrandirsi e si trasformarono in città. L’aumento della produzione e degli scambi commerciali rese necessario registrare le attività di lavoro: nacque così la scrittura, un’invenzione che segnò il passaggio dalla preistoria alla storia, perché le tracce scritte permettono di datare con maggior precisione gli avvenimenti.
I Sumeri furono il primo popolo che usò  la scrittura.

L’evoluzione della scrittura

Il passaggio dal disegno alle parole avvenne attraverso tre fasi fondamentali:

I pittogrammi

Le prime forme di scrittura furono piccoli disegni che raffiguravano degli oggetti: per esempio una casa indicava un’abitazione. Questi segni sono chiamati pittogrammi.

Osserva la tavoletta. Riesci a indivuduare alcuni degli oggetti rappresentati con i pittogrammi?
Scrivi i loro nomi
…………………………………………………….
……………………………………………………..

Gli ideogrammi

In seguito i segni furono tracciati in modo più semplice ed erano usati anche per esprimere idee: per esempio una casa poteva significare “abitare”. Così sono nati gli ideogrammi.

I fonogrammi

Col passare del tempo la scrittura venne semplificata, sulle tavolette erano incisi piccoli segni, che non indicavano più un oggetto o un’idea, ma un suono. L’associazione tra segno e suono avvenne nella scrittura cuneiforme e nei geroglifici dell’Egitto, anche se suoni, pittogrammi e ideogrammi compariranno ancora insieme per diverso tempo.

Scrittura cuneiforme

L’alfabeto

Il passaggio più importante per lo sviluppo della scrittura è rappresentato dall’invenzione dell’alfabeto. I primi a diffonderlo furono i Fenici.
E’ curioso notare che, inizialmente, l’alfabeto non comprendeva tutti i suoni. L’alfabeto fenicio, infatti, non aveva vocali. La conseguenza? Era impossibile leggere ad alta voce uno scritto fenicio senza conoscere la lingua, sapendo quindi quali vocali inserire tra le consonanti del testo.
Per quanto possa sembrare scontato al giorno d’oggi, l’introduzione delle vocali nell’alfabeto fu una fantastica intuizione.

Alfabeto fenicio

Dall’alfabeto fenicio derivò quello greco che possedeva anche le vocali. I Fenici scrivevano da destra a sinistra come fanno ancora oggi gli Arabi, ma quando i Greci cominciarono a usare le lettere fenicie, le girarono al contrario perché scrivevano da sinistra a destra come noi. Anche la parola alfabeto è di origine greca e deriva dal nome delle prime due lettere, alfa e beta, cioè A e B.

Alfabeto greco

L’alfabeto latino deriva da quello greco delle colonie del sud della penisola. A causa dell’espansione romana si arrivò presto all’unificazione linguistica dei popoli conquistati. L’alfabeto latino è ancora oggi il più diffuso al mondo.

Ideogrammi moderni

Oggi, la maggior parte dei popoli del mondo usa la scrittura alfabetica, ma sono diventati di uso comune anche altri tipi di ‘segno’. 

Gli emoticon (le ‘faccine’), sono espressioni che permettono di comunicare molto rapidamente.

Conosci altri ideogrammi?

Come gli antichi mercanti

Immagina di essere  un antico funzionario che deve registrare  il cibo proveniente dalle campagne (7 sacchi di grano, 5 sacchi di lenticchie…)
Quali simboli potresti usare per  i numeri ? Quali per i prodotti? Quali simboli sono più facili da ripetere?

Disegna

Prova tu

Procurati un pezzo di argilla, modella una piccola tavoletta e prova a incidere i tuoi pittogrammi

27 gennaio: Giorno della Memoria. Come lavorare in classe.

Il ricordo ci porta alla mente qualcosa che è stato. Ma quando parliamo di memoria vogliamo far tornare alla mente un evento che rappresenta un messaggio: la memoria è la base su cui si costruisce il futuro.

Leggi il post sul Giorno della Memoria, poi insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne rifletti sull’importanza dell’argomento attraverso varie attività.

  1. Parole e significati importanti

Secondo te, perché questa giornata è stata chiamata “Giorno della Memoria?” Scegli le risposte giuste (può essere più di una):

  • Per imparare parole nuove
  • Per non ripetere gli stessi errori fatti in passato
  • Per non dimenticare dei fatti storici che sono successi
  • Per esercitare la memoria
  • Per ricordare qualche cosa di bello

    2. Le parole della libertà

a. Spiega con le tue parole il significato delle seguenti espressioni:

Libertà di parola……………………………………..

Libertà di stampa ……………………………………

Libertà di pensiero …………………………………

b. Collega ogni parola al suo contrario.

3. Sciogli il filo del rispetto

Risolvi gli anagrammi delle parole della tolleranza e del rispetto degli altri.
Se vuoi divertirti prepara un filo di spago con tanti nodi quanti sono gli anagrammi.
Ogni volta che ne risolvi uno sciogli il nodo e al suo posto attacca un cartellino con la parola trovata. Ripeti l’operazione per ogni nodo e alla fine avrai sciolto e composto il “filo del rispetto”.

4. Ricordare per vivere insieme

Colora di rosso solo gli spazi in cui trovi le parole del vivere insieme senza pregiudizi e prevaricazioni,

Che cosa hai ottenuto?………………………..

5. Che cosa possiamo fare noi?

E’ sempre molto importante riflettere sui nostri comportamenti quotidiani.
Ad esempio: che cosa fai se un tuo compagno o una tua compagna viene allontanato/a dal gruppo?
E se qualcuno si comporta da prepotente con qualcun altro?

Insieme alla tua classe scrivi le risposte su un foglietto in forma anonima. Raccoglietele in un contenitore con quelle dei tuoi compagni e delle tue compagne, poi tutti insieme leggetele e confrontatevi tra di voi. Infine, prova a scrivere la tua definizione della parola “inclusione”.


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Per l’insegnante:

L’Educazione Civica, come tutte le altre discipline, necessita di “allenamento”.
Un ottimo esercizio è rappresentato dal lavoro di gruppo e dal confronto di idee. Le attività proposte in questo post possono essere svolte individualmente, ma l’ideale sarebbe suddividere la classe in piccoli gruppi, in modo da ottenere molte più riflessioni su cui i bambini e le bambine potranno confrontarsi prima nel proprio gruppo, e quindi aprire un dibattito tutti insieme.

  • Scarica qui la scheda in formato Word, per modificare in base alle esigenze della classe.
  • Scarica qui la scheda in formato .PDF pronta per la stampa.

Queste operative sono tratte da “Un calendario per l’Educazione civica“, volumi allegati al sussidiario delle discipline Mondo 2030, della Cetem.

In questo post si parla del libro “Questo è un giorno speciale”, che racconta 20 giornate importanti da ricordare, tra le quali la Giornata Mondiale della Memoria.

20 novembre: Giornata Mondiale dell’Infanzia. Come lavorare in classe.

Anche a voi, ragazze e ragazzi, è stata dedicata una Giornata Mondiale, lo sapevate? Le nuove generazioni rappresentano infatti il futuro del mondo ed è quindi molto importante che i giovani vivano la loro infanzia e la loro adolescenza nel rispetto dei loro diritti.

Nel 1989 l’Assemblea generale dell’ONU ha approvato la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.
Questo accordo è formato da 54 articoli che riguardano tutte le possibili situazioni in cui a ciascun bambino o bambina, ragazzo o ragazza sotto i diciotto anni devono
essere garantiti dei diritti.
Questa Convenzione è diventata legge dello Stato italiano nel 1991: anche il nostro governo, perciò, deve assicurare i diritti scritti nella Convenzione.
Per ricordare questi diritti, il 20 novembre di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Che cos’è un diritto?

I diritti sono esigenze a cui non si può rinunciare. Il loro rispetto permette di crescere sani e sicuri, istruiti, ascoltati, accolti e dà la possibilità di diventare dei cittadini responsabili e liberi.
Ogni diritto stabilisce che cosa deve fare chi si occupa di te. Ma fai molta attenzione a non trasformare un tuo diritto in una pretesa: anche tu hai delle responsabilità nei confronti degli altri bambini e della società.
Insieme ai diritti esistono, infatti, anche i doveri, cioè le regole che ognuno di noi deve rispettare per poter vivere e crescere in armonia.

1. Ho capito il testo

Scrivi accanto a ogni data l’evento legato alla Giornata Mondiale dell’Infanzia.
1989 …………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………………………
1991 ………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………
20 novembre di ogni anno ………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………….

I diritti fondamentali

Ecco un elenco di alcuni dei diritti più importanti. Leggendoli ti sembreranno naturali, ma non è sempre così in ogni parte del mondo.

  • Diritto di essere un bambino. Ogni bambino e bambina deve essere
    rispettato/a per quello che è. Deve vivere in base all’età che ha, non si deve pretendere che faccia cose “da grandi”. Ha diritto di sbagliare, di avere paura senza vergognarsi, di giocare, fantasticare, di essere libero/a di piangere, di ridere, di esprimere le proprie emozioni.
  • Diritto a un nome. Al momento della nascita a ogni bambino e a ogni bambina deve essere attribuito un nome e deve essere registrato insieme ai suoi genitori. Serve a essere riconosciuti come persona unica e irripetibile con le proprie caratteristiche e capacità personali.
  • Diritto ad avere una famiglia. Ogni bambino e bambina, per il pieno sviluppo della personalità, ha bisogno di amore e comprensione. Deve crescere sotto la responsabilità dei genitori e in un’atmosfera di affetto e sicurezza.
  • Diritto di ricevere una buona educazione. Ogni bambino e bambina ha il diritto di andare a scuola e di ricevere un’istruzione. L’istruzione e l’educazione sono indispensabili per garantire una vita migliore.
  • Diritto alla protezione. Ogni bambino e bambina deve essere protetto da ogni forma di sfruttamento. Non deve essere permesso di lavorare prima di un’età minima appropriata.

2. Spiega brevemente con le tue parole i seguenti diritti:

Diritto a una casa ………………………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………………….

Diritto a una sana alimentazione ………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………..

Diritto alla salute ……………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………..

Diritto al gioco ………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………

Educare con la fantasia

Forse ti sarà capitato di leggere qualche storia, qualche filastrocca o addirittura un libro di Gianni Rodari. Sai chi era e perché è famoso? Sicuramente i tuoi insegnanti saprebbero darti una risposta, perché era, come loro, un maestro di scuola.
È stato un maestro speciale che ha sempre messo al centro della sua attenzione i bambini e le bambine. Ha scritto per loro tanti racconti che li aiutano a imparare senza fatica e divertendosi.
L’idea di Rodari non era solo quella di avvicinare i bambini e le bambine alla lettura: voleva anche educarli, spingerli con la gentilezza, la fantasia e la semplicità a diventare dei bravi cittadini che avessero a cuore gli altri e tutto il mondo.

3. Leggi questo pensiero di Gianni Rodari:


“Quanto pesa una lacrima? Dipende: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la Terra”.

Che cosa ne pensi?
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…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………

A quali diritti collegheresti questa frase?
…………………………………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………………………

I diritti dei bambini nel mondo

Sul nostro pianeta sono ancora molti i bambini e le bambine che vivono in condizioni non accettabili. Pensa ai Paesi più poveri del mondo o a quelli in guerra: quali diritti che riguardano l’infanzia non sono rispettati?
In queste situazioni, spesso i bambini e le bambine vivono in condizioni disagiate, in case non adeguate, magari senza acqua potabile, a volte in zone dove non c’è un medico e nemmeno la farmacia.
I bambini e le bambine spesso sono costretti a lavorare e a rinunciare così alla scuola e al gioco. Inoltre, in alcuni Paesi la vita delle bambine è molto più dura
di quella dei loro fratelli maschi.

4. Riordina le parole delle frasi e scrivi a quale diritto si riferiscono.


5. Per ogni diritto scrivi un dovere.

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Per le/gli insegnanti

Scarica qui la scheda in formato Word, con i testi da modificare in base alle esigenze della classe.

Scarica qui la scheda in formato PDF, pronta per la stampa.

I disegni del post sono tratti da Calendario per l’Educazione Civica, Cetem, allegato al sussidiario Mondo 2030, e da Questo è un giorno speciale, Mondadori.

13 novembre: Giornata della Gentilezza. Come lavorare in classe.

C’è bisogno di una giornata mondiale per ricordarsi di essere gentili? Forse no, ma può essere un’occasione utile per riflettere sui comportamenti tra le persone. Bisogna però essere gentili solo verso le persone? Proprio no, i comportamenti gentili devono essere messi in atto anche nei confronti degli animali e di tutta la natura.

Questa insolita ricorrenza è stata istituita nel 1998 dal World Kindness Movement (Movimento Mondiale della Gentilezza), un’organizzazione che si propone appunto di promuovere gentilezza e gesti di generosità.
La sua storia ha origine nel marzo 1963 dal discorso di addio fatto da Seiji Kaya, preside di un’università giapponese, agli studenti il giorno della laurea.

“Voglio che tutti voi siate coraggiosi nel praticare la ‘piccola gentilezza’, creando così un’ondata di gentilezza che un giorno investirà tutta la società giapponese”.

Che cosa significano queste parole? Significano che se ognuno di noi mettesse in atto ogni giorno anche un solo piccolo gesto gentile il mondo sarebbe decisamente migliore.

Il Decalogo della gentilezza

Ecco un decalogo (dieci regole) scritto dal Movimento della Gentilezza.

  • Vivi bene insieme agli altri.
  • Sii aperto/a verso tutti: saluta, ringrazia e sorridi.
  • Lascia scivolare le sgarberie e abbandona l’aggressività.
  • Rispetta e valorizza le diversità, grande fonte di ricchezza.
  • Non essere geloso/a di ciò che sai: comunica, trasmetti e condividi.
  • Il pianeta è uno solo: non inquinare e non sporcare.
  • Riduci gli sprechi: ricicla, riutilizza e ripara.
  • Segui le stagionalità e scegli i prodotti locali.
  • Proteggi gli animali: non sfruttarli, non maltrattarli, non abbandonarli.
  • Alleva gli animali in modo etico, non infliggere loro sofferenze inutili.

Ho capito il testo

Rileggendo le parole del preside dell’università giapponese, saresti d’accordo nell’affermare che una gentilezza può provocare un effetto a catena?

  • No

Prova a spiegare con le tue parole perché.

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Il decalogo della gentilezza ti sembra completo?

Che cosa aggiungeresti?

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La gentilezza in rete

Hanno taggato Biancaneve

“La stanza era rischiarata dalla luce tremolante di dodici candele, che spuntavano dritte e delicate da un enorme candelabro di cristallo, appoggiato su un piccolo tavolo di legno. Con le gambe incrociate, adagiata su un grande cuscino verde che occupava tutta la sedia, Biancaneve stava chattando con la sua amica Cindy. Ogni volta che schiacciava il tasto invio, il candelabro tremava un poco.

Snowy97: Cioè, hai capito che sbattimento? Non ne posso più di quella strega!

Cindy: Eddai, Bianca è pur sempre tua madre!

Snowy97: No, non lo è! La mia vera madre è … è …non c’è più e mio padre, cavolo, proprio di questa strega doveva innamorarsi? (…)

Cindy: Ehi Bianca, ho un’idea grandiosa! Perché settimana prossima non vieni a stare un po’ da me? Dai, i miei stanno per organizzare una festa per il compleanno di mia madre, sarà divertente!

Snowy97: Ma ci saranno un sacco di vecchi!

Cindy: Sì, ma i vecchi portano i loro figli e sono sicura che fra loro ci sarà qualcuno di simpatico!

Snowy97: Non è una cattiva idea. Tanto il mio tutore ha finito di rompermi le scatole con il francese, l’insegnante di musica è malato e quell’assurda donna che sta tentando di insegnarmi a ricamare è partita e chissà quando tornerà. Spero se la mangi un drago. Insomma direi no prob.”

tratto da Monica Marelli, Hanno taggato Biancaneve, Giunti Editore

Questa chat tra Biancaneve e Cindy ci ha fatto capire che è facile parlare male degli altri quando non partecipano alla conversazione.
È quindi importante che esistano regole della gentilezza anche quando si chiacchiera sul Web e suoi social: infatti esiste anche un regolamento della buona educazione online. E’ la netiquette, una parola nuova formata da net (cioè rete, in inglese) ed étiquette (cioè regole delle buone maniere, in francese).  Consiste in una serie di regole che le persone devono conoscere quando navigano e comunicano con altri in rete. Per esempio, lo sapevi che per la netiquette il maiuscolo può risultare offensivo, come se una persona si rivolgesse a te urlando?

Quando le persone scrivono “nascoste” da un computer o da uno smartphone devono fare attenzione perché può risultare più semplice rivolgerci agli altri con parole offensive che possono ferire e può sembrare più facile raccontare delle bugie. Sono comportamenti molto pericolosi perché possono causare negli altri e dare un’idea sbagliata di chi scrive.

Il Progetto Parole Ostili, è nato per far riflettere sull’uso delle parole, poiché esse hanno un enorme potere: possono arrivare al cuore e riempirlo di gioia, oppure riempirlo di tristezza.

Un documento molto importante è il Manifesto della comunicazione non ostile, le cui regole invitano ad assumere comportamenti educati e rispettosi anche in rete.

Le parole della gentilezza

Collega la parola “grazie” scritta nelle varie lingue alla bandiera corretta.

Trova nello schema le parole della gentilezza. Sono otto!

Adesso prova tu: che cosa significa per te essere gentile? Segui l’esempio.

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Per gli insegnanti

Qui un altro spunto per lavorare in classe sulla Giornata della Gentilezza.

Scarica qui la scheda in formato Word, con i testi da modificare in base alle esigenze della classe.

Scarica qui la scheda in formato PDF, pronta per la stampa.

I disegni del post sono tratti da Calendario per l’Educazione Civica, Cetem, allegato al sussidiario Mondo 2030, e da Questo è un giorno speciale, Mondadori.

Lavorare in classe per la Giornata dell’Alimentazione (16 ottobre)

Cibarsi è un bisogno primario: ogni essere umano ha il diritto di alimentarsi in modo sufficiente per poter vivere. E’ quindi importante che la distribuzione del cibo avvenga in modo giusto ed equilibrato, perchè tutti abbiano la possibilità di accedere a questa risorsa fondamentale.

Leggi il post sull’obiettivo 2 dell’Agenda 2030, poi insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne approfondisci la tua conoscenza sull’argomento attraverso varie attività.

1 Ho capito il testo
Per essere sicuro e sicura di aver capito bene i temi fondamentali di questo obiettivo, prova a rispondere alle domande:

  • Quali problemi crea un’alimentazione insufficiente?
    ………………………………………………………………………………………
  • Quali sono le cause di una produzione agricola insufficiente?
    …………………………………………………………………………………………………..
  • Che cosa significa malnutrizione?
    …………………………………………………………………………………………………..

2 Che cosa possiamo fare noi contro lo spreco alimentare?

Leggi questi consigli e completa le frasi con le parole:

ambiente • trasporto • vitamine

In famiglia acquistate se possibile:
– prodotti a chilometro zero, cioè coltivati vicino: sono più freschi e si consuma meno
energia per il ……………………………………………………………………..;
– prodotti di stagione: sono più ricchi di ……………………………………………………………… e, siccome non necessitano di essere conservati o prodotti in serra, permettono di risparmiare energia;
– prodotti biologici: sono più sani e meno inquinanti per l’……………………………………. .

3 A ogni stagione il suo prodotto

Conosci la stagione di ognuno di questi prodotti? Scrivila.

Zucca: ……………………………………………………………………..
Fragole: ……………………………………………………………………..
Agrumi: ……………………………………………………………………..
Uva: ……………………………………………………………………..

Zucchine: ……………………………………………………………………..
Piselli: ……………………………………………………………………..
Anguria: ……………………………………………………………………..
Kiwi: ……………………………………………………………………..

4 Abitudini alimentari

Una buona conservazione del cibo aiuta a ridurre lo spreco alimentare.
Indica con una crocetta le azioni più giuste nell’elenco.

  • Fai la spesa tutte le settimane senza controllare che cosa c’è nel frigorifero.
  • Utilizza gli avanzi per la preparazione di altre ricette.
  • Conserva la frutta e la verdura nel frigorifero su un qualunque ripiano.
  • Tieni controllato frigorifero e dispensa per consumare prima i cibi vicini alla scadenza.
  • Surgela il pane avanzato.
  • Non conservare nel frigorifero il latte aperto.
  • Cerca e raccogli tante ricette: ne avrai sempre una pronta per utilizzare meglio i tuoi cibi e scoprire nuovi sapori.

5 Il problema del cibo sprecato

Prendete 23 milioni di camion, caricateli di 40 tonnellate di cibo e metteteli intorno all’Equatore. La fila è talmente lunga da riuscire a fare il giro del mondo 7 volte.
È lo sforzo d’immaginazione richiesto dagli esperti dell’UNEnvironment Programme (UNEP) per visualizzare la quantità di cibo che viene sprecato ogni anno nel mondo.
Sapresti calcolare quanti milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate?

Osserva i dati e prova a rispondere alla domanda. Ricorda: 1 tonnellata = 1 000 chili

Scrivi le tue osservazioni, poi rifletti.

……………………………………………………………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………………………………………………………………….

Quanto contribuite a questo spreco? ………………………………………………………………………..
Provate a osservare quanto cibo avanza ogni giorno in mensa.
Oltre alla raccolta differenziata si potrebbe pensare a un altro modo per non buttarlo via? …………………………………………………………………………………………………………………

6 L’importanza delle mense scolastiche

Nel mondo ci sono bambini che, ogni giorno, vanno a scuola a stomaco vuoto; in queste condizioni, è difficile concentrarsi sulle lezioni. Quindi, per loro ricevere un pasto scuola fa una grande differenza:  non soltanto per la loro salute, ma anche per ottenere migliori risultati scolastici.

Regno Unito

Nel Regno Unito non mancano mai il pesce con le patatine fritte (fish and chips), poi carote e fagiolini, frutta, wafer con il cioccolato.

Turchia

Il cibo di solito viene portato da casa: pane di segale, noci, uva, mele, melograno e il kefir, una bevanda a base di latte. Un tipo di alimentazione che aiuta a mantenere la concentrazione a scuola.

Francia

Il pranzo inizia con le verdure crude, poi c’è il piatto principale composto da carne o pesce oppure uova con verdure, accompagnati da riso o pasta. Alla fine un pezzetto di formaggio.

Paesi Bassi

Come in tutto il nord Europa, il pranzo olandese è a base di panini, con salumi, formaggio e qualche verdura. In questi Paesi sono più importanti la colazione e la cena.

Corea del Sud

Nelle mense c’è sempre una grande varietà. I piatti più popolari sono: foglie di sesamo ripiene di riso e ricoperte di salsa al miele, zuppa di patate e zucca, polpo, e insalata di carote e cetrioli,  kimchi, che sono delle verdure fermentate.

Cina

Ci sono sempre riso, zuppe calde e una pietanza che abbia come ingrediente un uovo, considerato importantissimo per la crescita. Anche a mensa si abituano i bambini ad apprezzare i cinque sapori: salato, amaro, dolce, piccante e acido.

Iran

Il pasto portato da casa è riso, pomodori e kebab di agnello, a cui la scuola aggiunge una tazza di latte, pistacchi, frutta fresca e biscotti.

Quale di questi pasti ti sembra più adatto a una giornata scolastica?
………………………………………………………………………………………………………………………………………….
………………………………………………………………………………………………………………………………………….

7 I nostri gusti alimentari

Pensa alle tue abitudini alimentari e scrivi un elenco degli alimenti che non gradisci molto. Confrontati con i compagni e le compagne e create una classifica dei cibi
che non mangiate volentieri. Quali altri alimenti “sani” potreste consumare in alternativa? ………………………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………………………………………..

Per gli e le insegnanti:

Scarica qui la scheda in formato Word, con i testi da modificare in base alle esigenze della classe.

Scarica qui la scheda in formato PDF, pronta per la stampa.

I disegni del post sono tratti da Calendario per l’Educazione Civica, Cetem, allegato al sussidiario Mondo 2030.

La foto di copertina di Paolo Sacchi.

Nuvole di amicizia

E anche per quest’anno le vacanze sono finite!

È arrivato il momento di pianificare le nostre attività da svolgere in classe. Il primo pensiero è certamente rivolto all’accoglienza: come organizzare il primo giorno di scuola? Parliamo delle vacanze? In che modo? Un consiglio iniziale è quello di evitare di focalizzare l’attenzione sulle esperienze o sui viaggi, perché non è detto che tutti abbiano avuto la possibilità di spostarsi da casa.

Introduzione

Invitiamo la classe a riflettere sul perché tutti, in un certo periodo dell’anno, abbiano bisogno di una pausa dal lavoro.
Lasciamo che siano i bambini e le bambine a rispondere a questa semplice domanda, magari prendendo nota delle loro osservazioni. Emergerà che il riposo è importante per tutti, soprattutto per rigenerare la mente e il corpo e tornare un po’ più carichi di energie ai propri impegni.

Il rientro a scuola

A questo punto domandiamo ai nostri ragazzi e ragazze se sono carichi, cioè pronti a ricominciare la scuola. La risposta credo sia già nota a tutti noi… e cioè: “Si stava molto meglio in vacanza!”

Continuiamo a stimolare la classe con un altro quesito: Come state oggi? Perchè il primo giorno di scuola è sempre un po’ emozionante?

Gli amici e le amiche

In genere ritrovare i compagni e le compagne è la motivazione che rende questo giorno un po’ speciale. Chiediamo allora quanto e perché sia importante ritrovare i propri amici e amiche di classe.
Come? Facciamo scrivere a ciascuno su un foglietto anonimo alcune parole che esprimano il significato di amicizia. Raccogliamo i biglietti e leggiamo insieme inserendo in una “nuvola” tutte le parole scritte. Possono andare bene anche definizioni di più parole, come “andare d’accordo”. Ma possiamo anche aiutare i ragazzi a trasformare espressioni complesse in un singolo termine, introducendo una prima attività di vocabolario. Un esempio può essere “scambiare o prestare le cose” che significa “condividere”.

Possiamo anche riflettere su comportamenti che tra amici non dovrebbero nascere ad esempio l’invidia, oppure come altri apparentemente negativi, possano invece essere utili per la costruzione di una solida amicizia come un litigio, se conduce a un confronto leale e sincero.

Per questo lavoro di sintesi può essere utile Wordart, un’applicazione gratuita che consente di realizzare nuvole di parole, utile per visualizzare attività di brainstorming. Il suo utilizzo è semplice e permette di scegliere la forma, il carattere e i colori del nostro”cluod”. Una volta inserite le parole, potete mettere al primo posto la definizione più condivisa, in modo che sia il termine in evidenza. Tutta l’operazione può essere svolta in modo collettivo, alla LIM.

Esempio di “nuvola di amicizia”

Il poster

Una volta creata la nuvola potrebbe essere utilizzata come poster da appendere fuori dalla classe. In questo caso potete utilizzare Blockposter, un’applicazione che permette di stampare disegni in grande formato utilizzando una stampante domestica. Scompone infatti l’immagine che avete caricato in tanti fogli in formato A4, che andranno poi messi insieme per formare l’immagine di partenza.

Coinvolgete la classe in questa operazione: distribuite i vari fogli in modo che i bambini e le bambine possono utilizzarli come tessere di un puzzle per ricostruire il poster. Appendetelo fuori dalla porta o su una parete dell’aula e trattatelo con cura, perchè tornerà utile alla fine dell’anno.

Primo Maggio. Come lavorare in classe.

Leggi il post sulla Festa dei Lavoratori. Poi, insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne, approfondisci la tua conoscenza sull’argomento attraverso varie attività.

  1. Debate
    Secondo voi, è giusta la proposta delle otto ore, oppure cambiereste qualcosa?  Provate ad aprire un dibattito sull’argomento.
    Dividetevi in due gruppi: il primo pensa che  potrebbe essere giusto lavorare di meno e avere più tempo libero, anche guadagnando un po’ di meno. Il secondo, invece, crede sia giusto  lavorare di più per avere degli stipendi più alti e potersi permettere più esperienze.
    Avete individuato quale gruppo ha ragione?

2. Lavorare in sicurezza
Come avrete capito leggendo il post, in passato non si faceva molta attenzione alla sicurezza del lavoratore.
Trovate una relazione tra le condizioni dei lavoratori del passato con le possibili conseguenze sulla loro salute.

Oggi la situazione è diversa, soprattutto nei Paesi più avanzati: in ogni ambiente di lavoro devono essere rispettate delle precise norme di sicurezza.
a. Osservate con attenzione i dispositivi di sicurezza sul lavoro: sapete spiegare a che cosa serve ognuno di loro?

b. Purtroppo però, ancora oggi, sono molti i casi in cui le norme non vengono seguite. Trovate in rete degli esempi di incidenti sul lavoro avvenuti nell’ultimo periodo e parlatene in classe.

3. I mestieri del passato

Osserva questa illustrazione e indica quali mestieri conoscevi già, quali hai potuto osservare di persona e di quali invece hai scoperto solo adesso l’esistenza.

4. Lavorare in rete
Quando sarete grandi, è possibile che per svolgere il vostro lavoro  non abbiate bisogno di muoverti da casa perché ci sono nuovi modi di lavorare. Avete sentito parlare di smart working, telelavoro, lavoro da remoto?
Sicuramente sì, perché è probabile che qualcuno che conoscete (per esempio in famiglia) abbia lavorato in questo modo a causa della pandemia da Covid 19. In queste forme di lavoro, infatti, si può lavorare a distanza grazie a computer o tablet e ai loro accessori, come stampante, mouse o webcam.
Anche se utilizzano strumenti simili, però, tra i tre modi di lavorare ci sono delle differenze. Osservate la tabella:

5. Tanti mestieri
Conoscete chi fa questi mestieri? Mettetevi alla prova risolvendo il cruciverba.

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Per le/gli insegnanti:

Scarica qui la scheda in formato Word, con i testi da modificare in base alle esigenze della classe.

Scarica qui la scheda in formato PDF, pronta per la stampa.

I disegni del post sono tratti da Calendario per l’Educazione Civica, Cetem, allegato al sussidiario Mondo 2030, e da Questo è un giorno speciale, Mondadori, che parla anche della giornata del 1° Maggio.

Lavorare in classe per la Giornata Mondiale della Terra (22 Aprile)

Leggi il post sulla Giornata Mondiale delle Terra, poi mettiti alla prova per vedere se hai capito il testo e, in particolare, i rischi che corre il nostro meraviglioso pianeta.

1 . Facciamo il punto

Quali sono i problemi del nostro pianeta? Elencali insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne sotto forma di brainstorming.

2. I movimenti ambientalisti

Che cos’è un movimento ambientalista? Scegli la risposta giusta.

  • Un insieme di persone che cammina nei boschi.
  • Un insieme di persone attente alla conservazione della Terra.
  • Un insieme di persone che sfrutta le risorse del pianeta.

Quali sono i temi principali di cui si occupano i movimenti ambientalisti?
Elencali.
………………………………………………………………………………

………………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………..

Qual è stato l’avvenimento che nel 1969 ha dato luogo alle prime proteste ambientaliste?
………………………………………………………………………………………………………………………….

………………………………………………………………………………………………………………………….

3. Cosa possiamo fare noi

Rileggi nel post l’elenco delle azioni che ognuno di noi potrebbe fare per aiutare la Terra, poi rifletti e rispondi.

Quali tra le azioni elencate compi quotidianamente?

………………………………………………………….

…………………………………………………………

Quali una volta alla settimana?

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Quali non hai mai messo in pratica, ma ti impegnerai a farlo prossimamente?

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4. Difendiamo il Pianeta

a. Osserva questa fotografia.

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Che cosa rappresenta?

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Pensi che le conseguenze dell’azione dell’uomo su flora e fauna riguardino solo una determinata zona o coinvolgano tutto il mondo? Discutine in classe con i tuoi compagni e le tue compagne.

b. Uno scienziato americano, Boris Worm, ha detto:

Leggi il brano con attenzione e individua la frase che spiega che cosa significa.

  • La natura ha sempre qualcosa da insegnarci
  • Molte specie si estingueranno prima che noi possiamo conoscerle
  • Ormai sappiamo tutto sul mondo naturale

c. Completa la catena di parole scrivendo al posto giusto, negli spazi vuoti, le seguenti parole:
tutela – 22 aprile, – salvaguardare

d. Questi sono alcuni versi di una famosa canzone scritta tanti anni fa.

Prova ad ascoltarla
https://video.link/w/ABPmd

Poi prova a leggere e a tradurre il testo con l’aiuto dei tuoi insegnanti. I disegni accanto ad alcune parole potranno facilitare il compito.

Ora rifletti.

Pensi che questa sia una canzone ancora attuale?

No
Potrebbe andare bene per celebrare la Giornata della Terra?

No
Perché? ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
Pensi anche tu che per creare un mondo meraviglioso sia importante che le persone
vadano d’accordo? ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

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Per gli insegnanti:

  • Scarica qui la scheda in formato Word, per modificare in base alle esigenze della classe.
  • Scarica qui la scheda in formato .PDF pronta per la stampa.

Queste operative sono tratte da “Un calendario per l’Educazione civica“, volumi allegati al sussidiario delle discipline Mondo 2030, della Cetem.

In questo post si parla del libro “Questo è un giorno speciale”, che racconta 20 giornate importanti da ricordare, tra le quali la Giornata Mondiale della Terra.

Lavorare in classe per la Giornata Mondiale delle Foreste (21 marzo)

Leggi il post sulla Giornata Mondiale delle Foreste, poi mettiti alla prova per vedere se hai capito il testo e, in particolare, i rischi che corrono questi importantissimi ambienti del pianeta.

1- Utilizza il vocabolario

Trova il significato di queste parole-chiave legate alle foreste:
combustibile ……………….
ecosistema …………………
inquinamento ………………..
desertificazione ……………..

2- Rifletti
Per capire se hai capito l’argomento, prima rifletti sulle domande e poi rispondi.

Quali sono le importanti funzioni delle foreste?

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Che cosa mette in pericolo la biodiversità?

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3- Approfondisci le tue conoscenze
Il testo parla anche di un grande progetto dell’associazione Plant-for-the-Planet.

Leggi il brano “L’idea di Felix” tratto dal libro “Possiamo cambiare il mondo”, Mondadori, poi rispondi alle domande.

Clicca sull’immagine per ingrandirla
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Sicuramente quella di Felix è stata una bella idea, ma pensi che sia stato facile realizzarla?………………………………………………………………..

Prova, confrontandoti con i tuoi compagni e le tue compagne, a ipotizzare quali difficoltà potrebbe avere incontrato.
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Pensi che potresti proporla anche alla tua scuola? Se sì, dove pianteresti il primo albero?

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4- Divertiti un po’

Prova a risolvere il cruciverba: ricorda che puoi sempre trovare le parole giuste rileggendo il post sulla Giornata delle Foreste.

Scarica qui la scheda in formato Word, con i testi da modificare in base alle esigenze della classe.

8 marzo: Giornata Internazionale della Donna

Studiando la grammatica, avrai sentito spesso parlare di genere maschile e femminile in relazione ai nomi. Ma hai mai sentito parlare di disuguaglianza di genere?

Certamente non si tratta di un problema grammaticale, bensì di una questione di vita quotidiana. Infatti, tra le tante disuguaglianze che esistono sul nostro pianeta, la più diffusa nel mondo è quella tra uomini e donne.

In tutti i campi della vita sociale la popolazione femminile è, dappertutto e quasi sempre, svantaggiata:

  • sul lavoro, perché molte donne sono costrette a non lavorare per accudire la famiglia e, comunque, per lo stesso lavoro guadagnano in genere meno di un uomo.
  • nelle amministrazioni, perché sia nel settore pubblico sia in quello privato le donne in posizioni di governo o a capo di un’azienda sono una piccola minoranza.
  • in famiglia, perché in molti Paesi una donna è sottomessa all’uomo (al padre, al marito e talvolta anche al figlio) e non può prendere decisioni autonome.
  • a scuola, perché alle ragazze in molte parti del mondo vengono date meno possibilità di studiare (anche se spesso sono le più brave).
  • nella società, perché le donne sono le prime vittime di violenza in ogni Paese.

Una giornata per tutte le donne

Proprio per porre l’attenzione su questa disparità tra uomini e donne, già dall’inizio del secolo scorso in diversi Paesi del mondo si è deciso di celebrare la Giornata Internazionale della Donna. Una giornata di festa, ma soprattutto una giornata in cui affermare i propri diritti: una delle prime richieste delle donne, nella prima metà del secolo scorso, per esempio, è stata quella di estendere alle donne la possibilità di votare. Eh sì, perché a quel tempo in moltissimi Paesi le donne non potevano eleggere i propri rappresentanti nel Parlamento e nel proprio comune.

In Italia, la Giornata della Donna viene celebrata ufficialmente dal 1946, l’anno seguente alla fine della Seconda guerra mondiale. Quell’anno è ricordato nella Storia italiana anche perchè le donne votarono per la prima volta. Si decise allora di creare un simbolo per l’8 marzo: l’UDI (Unione Donne Italiane) propose la mimosa, il fiore giallo e profumato che in tutta Italia fiorisce tra febbraio e marzo.

Parità di genere nell’Agenda 2030…

L’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 ha stabilito che entro il 2030 questa situazione deve cambiare e la situazione delle donne in tutti i Paesi del mondo deve migliorare: alcuni dovranno fare solo piccoli passi, altri dovranno cambiare le regole delle loro società. Traguardi da raggiungere non solo per garantire i diritti delle donne, ma perché una reale uguaglianza tra uomini e donne porta a un miglioramento e a un progresso di tutta la società.

e nella Costituzione

Anche la nostra Costituzione parla di uguaglianza tra uomini e donne e lo dice proprio in uno dei primi articoli, l’Articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Per arrivare a una vera uguaglianza bisogna però che cambi non solo la società, ma anche il pensiero delle persone.

Qui il link a una proposta di attività da svolgere in classe.

Qui il link a un calendario delle Giornate Mondiali e Ricorrenze Nazionali.