Un calendario per le Giornate Mondiali e le ricorrenze nazionali

Molte sono le occasioni per fare Educazione Civica in classe e da lì partire per affrontare argomenti diversissimi che coinvolgono le varie discipline e anche la vita quotidiana dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze.

Alcune di queste occasioni ci vengono fornite dalle Giornate che, a livello nazionale o internazionale, sono state decise per ricordare importanti eventi storici o per puntare l’attenzione su fondamentali elementi sociali o ambientali.

Nell’arco dell’anno, infatti, quasi ogni giorno vi è una giornata dedicata: come le Giornate Mondiali istituite dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, dall’Unesco o da altre organizzazioni che operano a livello planetario, come la Croce Rossa, ecc. Poi ci sono le ricorrenze dello Stato italiano, dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa, oltre a quelle legate alla famiglia e ad altri ambiti sociali. In alcuni giorni può perciò verificarsi anche più di una giornata ‘speciale’.

Qui di seguito abbiamo compilato un elenco selezionato delle Giornate che possono essere di maggior interesse all’interno della nostra programmazione scolastica, offrendo validi spunti per una discussione in classe e per un lavoro di approfondimento.

In alcuni casi viene proposto il link a schede elaborate all’interno del blog: alcune sono dedicate in modo specifico alla Giornata, altre sono in relazione con gli argomenti trattati. Via via ne saranno aggiunte altre.

Gennaio

Febbraio

  • 7 Giornata contro il Bullismo e il Cyberbullismo
  • 11 Giornata internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza 
  • 13 Giornata mondiale della Radio

Marzo

  • 1° Giornata contro la Discriminazione
  • 3 Giornata internazionale della Natura
  • 8 Giornata internazionale della Donna
  • 21 Giornata internazionale della Felicità
  • 21 Giornata internazionale delle Foreste
  • 21 Giornata internazionale della Poesia
  • 22 Giornata internazionale dell’Acqua
  • 23 Giornata mondiale della Meteorologia
  • 25 Giornata internazionale di commemorazione delle Vittime della Schiavitù
  • 27 Giornata mondiale del Teatro

Aprile

Maggio

  • Festa dei Lavoratori
  • 3 Giornata mondiale della Libertà di Stampa
  • 8 Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
  • 15 Giornata internazionale della Famiglia
  • 16 Giornata mondiale del Vivere insieme in Pace
  • 16 Giornata internazionale della Luce
  • 17 Giornata internazionale contro l’Omofobia
  • 20 Giornata mondiale delle Api
  • 21 Giornata internazionale della Diversità culturale
  • 22 Giornata internazionale della Biodiversità
  • 23 Giornata nazionale della Legalità
  • 25 Giornata mondiale dell’Africa
  • 31 Giornata mondiale contro il Fumo

Giugno

Luglio

  • 11 Giornata mondiale della Popolazione
  • 30 Giornata mondiale dell’Amicizia

Agosto

  • 9 Giornata internazionale dei Popoli Indigeni
  • 12 Giornata internazionale della Gioventù

Settembre

Ottobre

Novembre

  • 10 Giornata mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo
  • 13 Giornata mondiale della Gentilezza
  • 17 Giornata internazionale degli Studenti
  • 20 Giornata mondiale dell’Infanzia
  • 21 Giornata mondiale della Televisione
  • 25 Giornata internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne

Dicembre

  • 3 Giornata internazionale per le Persone con Disabilità 
  • 5 Giornata mondiale del Volontariato
  • 5 Giornata mondiale del Suolo
  • 10 Giornata internazionale dei Diritti Umani
  • 10 Giornata mondiale dei Diritti degli Animali
  • 11 Giornata internazionale della Montagna
  • 18 Giornata internazionale dei Migranti
  • 20 Giornata internazionale della Solidarietà Umana

Rientro a scuola, oltre la mascherina.

Ci siamo! Si torna a scuola! Siamo alla fine dell’estate e come ogni anno noi insegnanti stiamo già pensando a come accogliere i bambini. Certo il rientro sarà diverso dal passato: nuove regole di convivenza, nuove procedure e tanta attenzione.

Ma una volta entrati in classe, come apriamo le porte ai nostri alunni?
Li abbiamo lasciati molto tempo fa, senza neanche un vero saluto e senza capire veramente cosa stesse succedendo. Inoltre lo stare a casa per tanto tempo e la didattica a distanza hanno dato vita, per un lungo periodo, a un rapporto del tutto virtuale con i compagni e con gli insegnanti.

L’attività che proponiamo non considera le procedure realtive alla sicurezza sanitaria, ma vuole solo essere uno spunto di riflessione su come riprendere il contatto con la scuola, partendo proprio dal lungo periodo di chiusura, per aiutare i ragazzi e le ragazze a comprendere gli aspetti positivi e negativi di una didattica diversa da quella frontale.

Si tratta di un’attività di dialogo con gli alunni per cui consigliamo di dedicare non più di h.1,30.

Partiamo da una foto di classe, scattata anche qualche anno prima, tanto per rivederci in gruppo e per far rivivere nella mente di ciascuno un ricordo personale.
Possiamo lasciare che siano gli alunni a commentare molto liberamente, oppure possiamo stimolare la conversazione attraverso qualche domanda:
In quale anno è stata scattata?
Ci siamo tutti? Si è aggiunto qualcuno?
Qual è il ricordo più bello legato a quell’anno?

Perchè non abbiamo una foto di classe dello scorso anno?
(Si può mostrare l’immagine che ha sostituito la foto, se l’avete preparata alla fine dello scorso anno, come questo esempio).


Gli ultimi giorni di scuola, eravamo a casa per il lockdown.

Proviamo a chiedere ai ragazzi e alle ragazze qual è secondo loro il significato del termine (si può chiedere anche aiuto all’insegnante di inglese).
Cosa significa lockdown?
Ascoltiamo e raccogliamo come un brainstorming le risposte degli alunni.
Ricaviamo una definizione che sia comune e condivisa.

Ora lavoriamo sul significato che il lockdown ha avuto per noi. Utilizziamo delle domande guida, come ad esempio, come abbiamo trascorso le giornate, quali delle attività che svolgevamo regolarmente ci sono mancate, se abbiamo iniziato a casa delle altre attività mai fatte prima, se abbiamo scoperto una nuova passione


Focalizziamo l’attenzione sulla scuola, dando prima spazio alla didattica a distanza poichè ognuno di noi vorrà dire la sua in merito, ma non indugiamo troppo. Poi guidiamo la conversazione verso la riflessione sui rapporti con i compagni.
Se ne abbiamo sentito la mancanza, quali mezzi di comunicazione utilizzavamo per ridurre le distanze, quali difficoltà abbiamo incontrato nei rapporti a distanza, ci è mancata la scuola, e soprattutto perché.
Registriamo le risposte a quest’ultima domanda, perchè sono quelle che ci daranno la spinta a ripartire tutti insieme, magari focalizzando l’attenzione su cosa non sarà più semplice fare.

Ad esempio possiamo riflettere sul lavoro di gruppo.

  1. Ritenete che sia importante?
  2. Perchè?
  3. Come possiamo impostarlo tenendo presente le regole del distanziamento?

In questo modo i cambiamenti nella quotidianità saranno da vivere non come una privazione, ma come uno stimolo a ricercare nuove modalità di vita comune a scuola.

Qui una lettura di approfondimento





“Sussidiario per immagini”, esempio di Comunicazione Aumentativa e Alternativa

L’importanza di comunicare

Nella scuola di oggi il “problema” della comunicazione è presente nella quotidianità della vita di una classe. Alunni stranieri che arrivano in corso d’anno, oppure bambini con grosse difficoltà a comunicare attraverso il linguaggio spingono gli insegnanti verso la ricerca di risorse e strategie per entrare in contatto con tutta la classe senza escludere nessuno.

Il progetto che presentiamo propone una modalità di lavoro che si fonda sulla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (detta anche CAA) che indica un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte a semplificare e incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà a usare i più comuni canali comunicativi, con particolare riguardo al linguaggio orale e alla scrittura.

Nuove strategie per più competenze

Viene definita aumentativa in quanto non si limita a sostituire o a proporre nuove modalità comunicative ma, analizzando le competenze del soggetto, indica strategie per incrementarle. Viene definita alternativa in quanto si avvale di strategie e tecniche diverse dal linguaggio parlato.

Tale approccio ha come obiettivo la creazione di opportunità di reale comunicazione e di effettivo coinvolgimento; pertanto dev’essere flessibile e su misura dello studente.

Il Sussidiario per immagini

Il  “Sussidiario per immagini” è un progetto in fase di implementazione che nasce come azione per l’inclusione e si compone di schede didattiche realizzate attraverso la CAA con  l’utilizzo di pittogrammi liberi da copyright, con applicazioni  di libero utilizzo.

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Le schede possono essere scaricate e utilizzate, oppure possono essere considerate uno spunto per creare un lavoro personalizzato.

Sono realizzate  con il programa ARAWORD, un software liberamente utilizzabile che “traduce” in immagini parole e frasi.

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Sperimentare e personalizzare

Non dobbiamo dimenticare però, che nella CAA non esistono soluzioni universali adatte a ogni soggetto. Al contrario, per ogni soggetto è necessario creare un intervento ad hoc: ogni strumento va scelto in base alle caratteristiche della persona e al momento particolare della vita in cui si trova. Di conseguenza, va migliorato, adattato o aggiustato secondo le necessità e anche personalizzato dagli stessi studenti.

Ad esempio, la raccolta di immagini presente nel software Araword può essere arricchita con nuovi disegni, immagini, fotografie: infatti i  bambini devono avvicinarsi ai simboli attraverso l’esplorazione e l’esperienza. In questo modo possono creare un linguaggio personalizzato, fatto di simboli scelti da loro e con loro, e che possono riconoscere e memorizzare facilmente.

Il “parlare la stessa lingua” (condividendo il codice) è una delle strategie di CAA che se, da un lato, garantisce l’inclusione all’interno della classe, dall’altro stimola tutti a padroneggiare sistemi comunicativi diversi.

Qui il link al progetto Sodilinux da cui è possibile scaricare ARAWORD.
Qui un video-tutorial su come funziona ARAWORD.

Lo scavo stratigrafico

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come già sapete, lo scavo stratigrafico è il principale metodo di ricerca archeologica. Si chiama così perchè l’archeologo scava il terreno seguendo gli strati di terra che si sono depositati l’uno sull’altro nel corso dei millenni e individua le tracce lasciate dagli antichi abitanti per ricostruire la storia del sito. Ogni strato si data in base ai reperti che racchiude.

I quadrati di Sir Wheeler nella Valle dell’Indo

Negli anni Quaranta del Novecento l’archeologoMortimer_wheeler inglese Sir Mortimer Wheeler scavò in Pakistan e in India i siti dell’antica civiltà dell’Indo, tra cui le città di Harappa e Mohenjo Daro. Diventò molto famoso per le sue scoperte sulla storia dei Vallindi. Le foto dei suoi scavi sono un documento importante per la storia dell’archeologia. Wheeler, infatti, inventò un metodo di scavo nuovo, basato sullo studio attento della stratigrafia.

Wheeler divideva tutto il sito archeologico in aree di forma quadrata, separate da tratti di terreno. Scavava solo all’interno dei quadrati e lasciava interi i tratti di terreno. Le pareti che si formavano erano chiamate “testimoni”, perché mostravano chiaramente tutta la stratigrafia delle diverse aree del sito. All’interno di ogni quadrato Wheeler procedeva col metodo di scavo stratigrafico e i “testimoni” venivano rimossi solo al termine dello scavo, senza essere indagati.
Solo da pochi decenni il cosiddetto “metodo Wheeler” non è più usato perché si è capito che i tratti di terreno non scavati potevano nascondere reperti e informazioni importanti, che in questo modo sono andati persi.

 

Qui il link alla scheda di presentazione del progetto.
Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.

Lo stendardo di Ur

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La straordinaria scoperta di sir Leonard Woolley

archeologo01Ur fu una città più antiche della Mesopotamia, situata alla foce originale dei fiumi Tigri ed Eufrate, nel territorio che oggi corrisponde all’Iraq.
Tra il 1927 e il 1928 l’archeologo inglese sir Leonard Woolley scoprì, negli scavi di Ur, una necropoli reale ricca di tesori eccezionali (oggetti, gioielli, armi, strumenti musicali). Tra questi tesori, uno dei più importanti era il cosiddetto stendardo di Ur, formato da due tavole rettangolari chiuse ai lati.
Sir Woolley, in un primo momento, pensò che questo oggetto servisse per essere portato in processione, infilato su dei pali proprio come uno stendardo. Da allora è conosciuto come “stendardo” anche se più tardi si è accertato che questa, in realtà, non fosse la sua funzione.
È formato da due tavole rettangolari chiuse ai lati.
Questo reperto trovato in perfette condizioni è una straordinaria fonte di informazioni sulla civiltà dei Sumeri. Sullo stendardo di Ur sono infatti raffigurate alcune scene di vita di questo popolo:
• Sul “lato della pace” è rappresentato un banchetto di nobili alla presenza del re con i sudditi che portano diversi doni.
• Sul “lato della guerra” ci sono soldati armati e carri trainati da animali.
Sullo stendardo c’è anche la prima rappresentazione della ruota giunta fino a noi.

Lo stendardo di Ur si trova oggi al British Museum, il più importante museo di Londra.

Adesso mettiti al lavoro come un vero archeologo. Osserva, rifletti, rispondi.

Osserva con attenzione i due lati dello stendardo e indica nei cartellini:
• qual è il lato della pace e quelle della guerra
• chi è il personaggio più grande che compare in entrambi i lati e perché è disegnato così.
• Chi sono gli altri personaggi raffigurati.

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Cosa contengono secondo te i sacchi portati sulle spalle dai personaggi che trovi sul lato della pace…………………………………………………………………………………………………………….

ruota

Sullo stendardo di Ur si trova per la prima volta la rappresentazione della ruota.
Secondo te questo indizio è sufficiente a farci dire che i Sumeri hanno inventato la ruota?
Che cosa faresti per cercare di confermare questa ipotesi? Indica il metodo che ti sembra più corretto.

  • Provi a ricordare se hai sentito parlare della ruota studiando la storia più antica.
  • Cerchi altre fonti sulla civiltà dei Sumeri in cui viene rappresentata la ruota.
  • Ti fidi solo di questa fonte perché la ruota è presente sia nel lato della guerra sia nel lato della pace.
  • Ti fidi del tuo istinto.Alla fine del lavoro rileggi le tue risposte: che cosa hai capito sulla vita dei Sumeri? Racconta.
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Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.

Qui il link alla scheda di presentazione del progetto.
Qui il link alla scheda di sviluppo del progetto.
Qui il link alla scheda n. 1: le fonti di informazione del passato.
Qui il link alla scheda n. 2: la storia come ricerca.

La storia come ricerca

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la parola “storia” proviene dal greco ἱστορία (istoría), che significa “ricerca”.
La storia, infatti, ricerca e studia le tracce che permettono di ricostruire gli avvenimenti del passato.

Si ricostruisce grazie al contributo di più studiosi: come veri esploratori percorrono luoghi e terre a volte sconosciute, alla ricerca delle tracce del passato.

  • Lo storico studia le fonti scritte;
  • il paleontologo ricostruisce la storia della vita sulla Terra ricercando e studiando i fossili, di animali e vegetali;
  • il geologo studia la struttura della terra, la sua età e le sue trasformazioni nei millenni.
    Per ricostruire la storia più remota e per confermare le notizie lette negli antichi documenti è fondamentale il lavoro dell’archeologo, uno scienziato che indaga la scena del passato, ne raccoglie e studia i reperti.

Il suo lavoro avviene in due momenti: nella prima fase recupera gli indizi, nella seconda fase li studia in laboratorio.

La ricerca dei reperti

I reperti sono gli indizi che l’archeologo scopre, documenta, raccoglie e studia: strumenti in pietra, ceramica, vetro o metallo, ornamenti personali, armi, ossa umane, monete, resti di edifici.

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La gran parte dei reperti archeologici vengono recuperati nel corso dello scavo stratigrafico.
La stratigrafia di un terreno è formata da tantissimi strati diversi tra loro, che si sono depositati uno sopra l’altro nel corso dei millenni per cause naturali (vento, pioggia, fiumi, ecc.) o artificiali, cioè per le azioni dell’uomo.

L’archeologo cerca di ricostruire la storia procedendo al contrario rispetto alla sua formazione, sfogliando cioè strato per strato il terreno da quelli più recenti a quelli più antichi.
I reperti vengono raccolti con estrema attenzione, riposti in sacchetti e scatole su cui l’archeologo scrive il luogo, la data e il numero di strato del rinvenimento. A fine giornata, li porta nel suo laboratorio per poterli studiare.

La ricerca delle informazioni

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In laboratorio, l’archeologo pulisce i reperti dalla terra, li sigla, cioè vi scrive con l’inchiostro dei numeri e delle lettere per riconoscerli, e li raggruppa in base a caratteristiche comuni: per esempio, gli strumenti di selce, i vasi di ceramica o le armi in metallo.
Quando i reperti sono molto rovinati o in frammenti, devono essere restaurati. Infine, li disegna per poterli confrontare facilmente con altri reperti già studiati; in questo modo può capire meglio quale popolo li ha utilizzati e quando.
Dopo che l’archeologo li ha studiati, i reperti ci raccontano come e cosa mangiavano le popolazioni antiche, le case in cui abitavano, i modi e i luoghi in cui seppellivano i loro morti e possono darci informazioni sulle loro abitudini e le loro attività artigianali, commerciali e agricole.

Gli strumenti

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L’archeologo usa moltissimi strumenti:
casco, guanti e scarpe antinfortunistiche per proteggersi;
rete arancione, e picchetti per delimitare l’area di scavo,
cazzuola, scopino, pennello, pinzette, bisturi, scatole, sacchetti, cassette, etichette, pennarelli indelebili per raccogliere e conservare i reperti;
picconcino, pala, secchio, carriola per pulire e asportare lo strato appena studiato;
spazzole, spazzolini, colla, nastro adesivo di carta, per pulire, restaurare i reperti;

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.

Qui il link alla scheda di presentazione del progetto.
Qui il link alla scheda di sviluppo del progetto.
Qui il link alla scheda n. 1: le fonti di informazione del passato.
Qui il link alla scheda n. 3: lo stendardo di Ur.