A scuola nell’antica Roma

Questo compito di realtà vuole valutare le competenze storiche attraverso un collegamento tra il passato e il presente.

L’argomento è la scuola. Due alunni vissuti nell’antica Roma, Julia Lavinia Historica e Marcus Fabricius Scolarum, con il loro maestro Sotuttus, hanno il compito di accogliere un gruppo di bambini più piccoli che frequenteranno quella stessa scuola. Un po’ come succede oggi, quando gli alunni della scuola dell’infanzia fanno visita alla loro futura scuola primaria.

Questo compito mira a progettare una presentazione di una scuola del passato, come strumento per conseguire capacità e consapevolezza organizzativa di un evento della propria vita scolastica.
Coinvolge quindi, oltre alla Storia, diverse competenze trasversali, quali, ad esempio, le competenze comunicative, sociali e civiche, matematiche e una buona attitudine all’iniziativa.

Prima fase: come è organizzata la scuola di Lavinia e Fabricius

Il momento iniziale del compito prevede la presentazione del contesto e un primo confronto tra gli alunni.

Si chiede quindi agli alunni di riflettere su come era organizzata la scuola nell’antica Roma, partendo dalle loro conoscenze (derivate dal sussidiario o dalle lezioni dell’insegnante), ma anche raccogliendo informazioni su altri libri o in rete.

In base alle nuove conoscenze storiche acquisite, si propone alla classe di formulare alcune ipotesi su come potesse essere concretamente organizzata la giornata scolastica a Roma (spazi scolastici, orario delle lezioni, materiale…).

Seconda fase: nel cestino della merenda

Facciamo immaginare ai ragazzi che Lavinia e Fabricius abbiano il compito di dare buoni consigli ai loro futuri compagni su che cosa mettere nel cestino della merenda.
In questa fase  l’insegnante invita all’osservazione di alcune fonti iconografiche (immagini, carte tematiche…) sui prodotti alimentari nell’antica Roma. In questo modo a classe può formulare alcune ipotesi su quali cibi si potessero consumare a quel tempo durante l’intervallo.

Terza fase: che cosa studiano Lavinia e Fabricius

Questa fase rende ancora più evidente il legame tra le discipline presente nel compito di realtà. Qui viene proposto un problema di geometria ambientato nella Roma antica, ma si potrebbero pensare anche attività sull’alfabeto, oppure sulla lettura di brani tratti da autori del tempo.

Octavius ha acquistato un terreno agricolo a forma di triangolo rettangolo.

problema_storiaQuanti piedi misura il suo perimetro?
Quanti piedi quadrati misura la sua area?

Quarta fase: dal passato al presente

A questo punto Lavinia e Fabricius hanno tutti gli elementi per fare un’ottima presentazione della loro scuola.
Attraverso alcune domande-guida si può quindi stimolare un momento di conversazione tra gli alunni, che li porti a mettere in evidenza le differenze tra il passato e il presente.

  • Che idea vi siete fatti della scuola nell’antica Roma?
  • Confrontatela con la scuola di oggi: hanno qualcosa in comune?

Quinta fase: presentiamo la nostra scuola

Si passa infine al presente e si chiede agli alunni se nel loro istituto esiste un progetto di raccordo con la scuola dell’infanzia, cosa sanno di questo progetto e come lo organizzerebbero, trasferendo così le competenze acquisite durante il percorso di ricostruzione storica, nella progettazione di un’attività legata alla loro esperienza attuale.

Gli alunni possono prima consultarsi tra di loro e con i loro insegnanti,  poi dividersi i compiti e raccogliere tutte le informazioni che riguardano:

  • gli spazi,
  • il materiale,
  • l’organizzazione della giornata,
  • l’orario delle lezioni,
  • tutte le attività proposte (laboratori, corsi, giochi…).

Quindi, con carta, penna e colori, possono realizzare uno o più cartelloni  che descrivano la vita nella loro scuola.

Per concludere tutto il percorso si può porre ai ragazzi un altro spunto di riflessione che stimoli la consapevolezza del proprio vissuto. Possono, per esempio, essere poste queste domande alla classe nel suo complesso:

  • Che idea vi siete fatti della vostra scuola?
  • C’è qualcosa che cambiereste?
  • Quali consigli dareste ai futuri alunni per frequentarla al meglio?

 

Per avere un’idea sui materiali da utilizzare puoi anche scaricare la scheda da stampare (dal sussidiario Pista! A ruota libera tra le discipline, edizioni Cetem).

L’attività può essere svolta individualmente o, preferibilmente, mediante attività di gruppo.

Al termine del compito è presente una rubrica di autovalutazione finale, per far riflettere lo studente sul lavoro fatto. È un esempio di autobiografia cognitiva che potrà essere utilizzata per cogliere e valutare altri importanti aspetti: il senso attribuito dall’alunno al proprio lavoro; le intenzioni che lo hanno guidato nello svolgere le attività, le emozioni o gli stati affettivi provati.

Qui  puoi scaricare e stampare una tabella delle competenze e delle abilità coinvolte durante questo lavoro e qui invece, una scheda per le osservazioni sistematiche durante lo svolgimento del compito.

Puoi trovare altri compiti di realtà di Progetto Ipazia qui, qui, qui, qui e qui.

Costruire un lapbook – Vi presento il mio luogo del cuore

Questo compito di realtà vuole mettere in campo le competenze acquisite dai ragazzi e dalle ragazze nel corso dell’anno attraverso un percorso di conoscenza del proprio territorio finalizzato alla progettazione di un lapbook.

Il compito coinvolge non solo competenze di geografia, ma anche diverse competenze trasversali, per esempio sociali, civiche, digitali, oltre che di conoscenze culturali e di espressione artistica.

Prima fase

Se non sono stati mai realizzati prima dei lapbook, nella prima fase del lavoro è importante presentare a tutta la classe questo valido strumento di approfondimento e di comunicazione.

Si spiega che un lapbook è un libro-oggetto fatto a mano, che permette di presentare all’esterno le informazioni raccolte su un argomento: può riguardare un popolo, un periodo storico, un luogo, un soggetto di qualsiasi tipo, basta che sia interessante e ricco di elementi che lo caratterizzano. Le informazioni possono essere veicolate da testi, disegni, immagini fotografiche, carte, dati, anche piccoli oggetti da allegare.

Per costruirlo si possono usare diversi materiali, come cartoncino colorato, carte da ritagliare in varie forme, fili, stickers e tutto quello che può servire per creare una grafica bella, tridimensionale e anche divertente. Per assemblare i materiali sono necessari vari strumenti, come colle, nastri adesivi, forbici, righelli, matite e pennarelli, ecc.

Seconda fase

Il passo successivo prevede un momento iniziale per la presentazione del contesto e per un primo confronto tra gli alunni e le alunne. Il compito di realtà proposto qui riguarda infatti la costruzione di alcuni lapbook che abbiano come argomento centrale i luoghi particolari (i luoghi del cuore, appunto) scelti dagli alunni.

Nel corso della chiacchierata introduttiva, l’insegnante aiuta a individuare questi luoghi, cercando di indirizzare i ragazzi e le ragazze verso località (o spazi, o monumenti, ecc.) vicine alla loro sede di residenza, più facili per il reperimento delle informazioni.

Chiede quindi loro di mettere a fuoco tutti gli elementi che caratterizzano il luogo scelto. Può essere utile invitarli a costruire una mappa concettuale essenziale, di cui può mostrare un esempio alla lavagna.

In questa fase, inoltre, si decidono collettivamente i criteri di analisi validi per tutti i luoghi scelti e quali elementi deve contenere il lapbook per offrirne una presentazione sufficientemente completa.

Terza fase

La terza fase prevede la ricerca delle informazioni relative agli elementi individuati. La ricerca può avvenire direttamente (passeggiata, visita guidata, ufficio del Comune, parrocchia, intervista a un abitante informato, ecc.) o indirettamente (biblioteca, depliant di agenzia turistica, rete Internet, ecc.).

I ragazzi devono quindi scegliere e organizzare le informazioni raccolte, suddividendole in base ai criteri condivisi in precedenza, e predisporre tutti i materiali utili alla costruzione del lapbook.

Quarta fase

Si procede quindi alla costruzione del lapbook vero e proprio.
L’insegnante deve quindi illustrare ogni fase del compito, prima che i ragazzi si accingano ad affrontarle in modo autonomo.

L’attività può essere svolta individualmente o, meglio ancora, attraverso un’attività di gruppo. Nella fase di formazione dei gruppi l’insegnante deve preoccuparsi di comporli con un criterio di equilibrio, tenendo conto delle esigenze degli alunni BES, per i quali si dovranno attuare le strategie più adatte a favorire il loro massimo coinvolgimento.


Per proporre il lavoro sui lapbook puoi anche scaricare la scheda da stampare (dal sussidiario Pista! A ruota libera tra le discipline,  edizioni Cetem).
Al termine di questo compito di realtà è presente una rubrica di autovalutazione finale, che aiuta lo studente a riflettere sul lavoro fatto. Si tratta di un esempio di autobiografia cognitiva che può essere utilizzato per cogliere e valutare diversi aspetti importanti: il senso attribuito dall’alunno al proprio lavoro, le intenzioni che lo hanno guidato nello svolgere le attività, le emozioni o gli stati affettivi provati.

Qui invece puoi scaricare e stampare una scheda di valutazione dell’insegnante per il lavoro di ogni singolo alunno.

Potete trovare altri compiti di realtà di Progetto Ipazia qui, qui, qui e qui.