Le regioni del Sud

Questa scheda propone alcune attività operative utili agli studenti per il ripasso dell’agomento, oppure agli insegnanti come verifica.

E’ divisa in due parti: la prima mette in pratica conoscenze e competenze che riguardano il territorio, attraverso la lettura della carta geografica e la rielaborazione delle informazioni.
La seconda parte serve a fare il punto sulle principali attività dell’uomo e le città.

IL TERRITORIO

Osserva la carta: ora traccia i confini delle regioni del Sud e scrivi al posto giusto i loro nomi.

regioni_sud

Rispondi:

Quali regioni sono bagnate dal Mar Tirreno?
………………………………………………………………………..
Quale regione è bagnata dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio?
……………………………………………………………………….
Quale regioni sono isole?
…………………………………………………………………………..
In quali regioni si trovano l’Etna e il Vesuvio?
…………………………………………………………………………
In quale regione si trova l’Aspromonte?
………………………………………………………………………..

Quali tra questi luoghi geografici appartengono alle regioni del Centro? Sottolinea per ogni gruppo quello corretto e scrivi in quale regione si trova. Puoi indicare anche più di una regione, se è necessario.

RILIEVI: Monte Rosa, Sila, Gran Sasso.
Si trova in ……………………………………………………………..
PIANURE: Campidano, Maremma, Pianura Padana.
Si trova in ……………………………………………………………..
FIUMI: Arno, Adda, Volturno.
Attraversa ………………………………………………………………
Laghi: Lago Maggiore, Lago Di Varano, Lago di Bolsena.
Si trova in ………………………………………………………………………

LE CITTA’ E LE ATTIVITA’ DELL’UOMO

Collega ogni regione all’elemento del Patrimonio dell’Umanità che le appartiene. Tra parentesi indica brevemente di che cosa si tratta, come nell’esempio.

Sicilia                                        Reggia di Caserta       (Palazzo Reale)

Campania                                 Bronzi di Riace     (…………………………..)

Basilicata                                  Valle dei Templi    (…………………………..)

Calabria                                    Sassi di Matera    (…………………………..)

Puglia                                         Complesso di Barumini  (…………………………..)

Sardegna                                    Castel del Monte (…………………………..)

Sottolinea le informazioni vere.

La Campania viene visitata da molti turisti per le bellezze naturali e i siti archeologici.
La Fiera del Levante, in Puglia, ha un’importanza soltanto regionale.
Potenza è la città più turistica della Basilicata.
In Calabria si coltivano agrumi come i cedri e i bergamotti.
Trapani, in Sicilia, è famosa per le sue saline.
In Sardegna una delle attività più importanti è l’allevamento ovino.

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda che può essere completata, salvata e inviata al docente.

Qui il link alla scheda di verifica sulle regioni del Nord.
Qui il link alla scheda di verifica sulle regioni del Centro.

Le regioni del Nord

Questa scheda propone alcune attività operative utili agli studenti per il ripasso dell’agomento, oppure agli insegnanti come verifica.

E’ divisa in due parti: la prima mette in pratica conoscenze e competenze che riguardano il territorio, attraverso la lettura della carta geografica e la rielaborazione delle informazioni.
La seconda parte serve a fare il punto sulle principali attività dell’uomo e le città.

IL TERRITORIO

Osserva la carta: ora traccia i confini delle regioni del Nord e scrivi al posto giusto i loro nomi.italienord15

Rispondi
Quali regioni hanno il territorio interamente montuoso?
…………………………………………………………………………
Quale regione è bagnata dal Mar Ligure?
…………………………………………………………………………
Quali regioni sono bagnate dal Mare Adriatico?
…………………………………………………………………………
Quale regione è situata più a Nord?
…………………………………………………………………………
Quali regioni confinano con la Svizzera?
…………………………………………………………………………

Quali tra questi luoghi geografici appartengono alle regioni del Nord, sottolinea quello corretto e scrivi in quale regione si trova. Puoi indicare dove è necessario anche più di una regione.

RILIEVI: Monte Cimone, Monte Bianco, Etna, Monte Amiata.
Si trova in ……………………………………………………………..
PIANURE: Metaponto, Maremma, Pianura Padana, Campidano.
Si trova in ……………………………………………………………..
FIUMI: Tevere, Volturno, Arno, Po.
Attraversa ………………………………………………………………
Laghi: Lago Maggiore, Lago Trasimeno, Lago di Bolsena.
Si trova in ……………………………………………………………..

LE CITTA’ E LE ATTIVITA’ DELL’UOMO

Per ogni regione scrivi il nome del suo capoluogo e quella che è, secondo te, la caratteristica principale della città.

Valle d’ Aosta ……………..E’ famosa per ………………………….
Piemonte ……………………E’ famosa per ………………………….
Liguria ……………………….E’ famosa per ………………………….
Lombardia …………………E’ famosa per ………………………….
Veneto ………………………..E’ famosa per ………………………….
Trentino Alto Adige …………E’ famosa per ………………………….
Friuli Venezia Giulia ………..E’ famosa per ………………………….
Emilia Romagna……………….E’ famosa per ………………………….

Sottolinea le informazioni vere.

  • Il turismo è molto importante per la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige.
  • In Piemonte e Lombardia l’industria è poco sviluppata.
  • Il porto di Genova è un porto minore.
  • A Venezia il traffico automobilistico è la maggiore causa dell’inquinamento dell’aria.
  • In Friuli Venezia Giulia si parla solo sloveno.
  • Sulle coste dell’ Emilia Romagna è molto sviluppato il turismo balneare.

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Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda che può essere completata, salvata e inviata al docente.

Qui il link alla scheda di verifica sulle regioni del Centro.
Qui il link alla scheda di verifica sulle regioni del Sud.

 

Le epidemie spiegate ai bambini

Le epidemie, cioè le malattie che si diffondono per contagio da una persona all’altra, esistono da millenni, da quando gli uomini hanno iniziato a organizzarsi in comunità.

Possiamo anche dire che fanno parte della Storia perché spesso hanno modificato, per breve o lungo tempo, il modo di vivere delle società.

Nel periodo che stiamo vivendo, il Covid-19, portato dal coronavirus, si è concentrato all’inizio in alcune zone della Terra, ma si è poi via via diffuso in tutti i continenti. Per questo viene definito pandemia, cioè una malattia infettiva che coinvolge tutto il pianeta.

Le epidemie del passato

La prima epidemia di cui si ha una conoscenza storica è la peste bizantina, che ebbe inizio dopo la fine dell’Impero Romano. E’ definita così perché cominciò nell’attuale Turchia, nella città di Istanbul, che allora si chiamava Bisanzio.

Una vera e propria pandemia fu quella della peste nera, che dall’Asia arrivò in Europa nel XIV secolo. Allora le cause erano sconosciute, ma molto dopo si scoprì che la peste veniva diffusa dalle pulci dei topi. Sui mezzi di trasporto (carri e navi) i roditori si spostavano attraverso terre e mari, raggiungendo anche località lontane. Si è calcolato che in sei anni, a causa di questa malattia di cui allora non si conoscevano cure, l’Europa perse quasi metà della popolazione.

Il vaiolo è stato una malattia presente tra la popolazione mondiale per millenni. Era molto contagioso e spesso anche mortale. Ma il vaiolo fu anche la prima malattia per cui si trovò un vaccino, grazie al medico inglese Edward Jenner; dopo averlo sperimentato, dimostrò che le persone vaccinate non potevano più ammalarsi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il vaiolo ufficialmente scomparso.

Un’altra grande pandemia fu quella dell’influenza spagnola, che in realtà ebbe origine negli Stati Uniti un secolo fa. Questa influenza molto pericolosa e contagiosa si diffuse velocemente in tutto il mondo.

Le epidemie dei tempi recenti

Come sappiamo, anche in questi ultimi decenni ci sono state varie epidemie. Questa è una cosa normale, perché noi viviamo tutti in comunità piccole o grandi: abbiamo contatti in famiglia, a scuola o al lavoro e questo favorisce la diffusione di malattie. Molte di queste epidemie sono di tipo influenzale: alcune più difficili da trasmettere, altre più contagiose; alcune con sintomi molto lievi, altre più lunghe e difficili da guarire.

Il lavoro degli scienziati è perciò molto importante, perché cercano di capire le cause e trovare le cure efficaci. Nei loro laboratori ricercano, sperimentano, fanno ipotesi e verificano le loro idee. Alcuni di loro si occupano di trovare i vaccini che permettono di rendere immuni a determinate malattie.

Per fare questo lavoro non è sufficiente l’intelligenza dei ricercatori (anche se è indispensabile), ma ci vogliono tempo e molti investimenti in denaro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli Stati, le università e anche aziende private in campo farmaceutico devono perciò collaborare per finanziare e favorire la ricerca. 

Anche i cittadini hanno i loro compiti per facilitare l’impegno degli scienziati. Prima di tutto devono informarsi e aiutare come possono il lavoro della ricerca, con contributi o anche solo sostenendo la sua importanza. Inoltre, possono combattere il diffondersi delle epidemie seguendo le regole che vengono via via indicate.

Le cause ambientali delle epidemie

Gli scienziati ci dicono anche che le epidemie sono strettamente collegate agli interventi dell’uomo sull’ambiente.

L’aumento della popolazione, la distruzione di molti habitat e la perdita di biodiversità (cioè della varietà di piante e animali sul pianeta) sono tutti elementi che, modificando l’ambiente, facilitano la diffusione di alcune malattie.

  • Nelle zone più densamente abitate si crea un maggior rischio di contagio per ogni epidemia.
  • I trasporti sempre più frequenti e veloci favoriscono la diffusione delle malattie a livello internazionale.
  • Gli scienziati hanno trovato collegamenti tra la diffusione dei virus e l’inquinamento atmosferico.
  • La diminuzione in molte parti del pianeta delle aree forestali ha portato a una forte perdita di biodiversità, che riguarda sia le specie animali, sia quelle vegetali. La  riduzione di predatori ha fatto aumentare il numero degli ‘animali serbatoio’, cioè di quegli animali che trasportano virus e batteri.
  • L’abbattimento delle foreste avviene anche per creare spazio per gli allevamenti  (suini, bovini, polli), distruggendo invece gli habitat della fauna selvatica. Questo ha favorito la trasmissione dei virus da una specie all’altra, da animali selvatici a quelli domestici e poi, in alcuni casi, anche all’uomo. 
  • Dove non arriva l’elettricità, ed è perciò difficile conservare la carne nei frigoriferi, in molti mercati si vendono animali vivi; questo è considerato molto pericoloso per la trasmissione di malattie. Un rischio viene anche dalla caccia di animali selvatici a scopo alimentare.
  • Il riscaldamento climatico, cioè l’aumento globale di temperatura, favorisce la riproduzione di zanzare anche di tipo pericoloso, per esempio quella che trasmette la malaria.

L’attenzione all’ambiente e all’equilibrio degli ecosistemi è quindi molto importante anche per la questione sanitaria.

 

Ecco alcuni Obiettivi dell’Agenda 2030 collegati alla questione delle epidemie:

Obiettivo 2 – fame e produzione agricola

Obiettivo 3 – sanità e igiene pubblica

Obiettivo 11 – centri urbani

Obiettivo 13 – cambiamenti climatici

Obiettivo 15 – vita sulla Terra e biodiversità

 

L’antica cartografia e la scoperta dell’America

Le carte geografiche sono oggetti affascinanti, che attirano spesso la curiosità di adulti e ragazzi. Su una carta geografica si può immaginare un viaggio, costruire un itinerario, scoprire una piccola regione o tutto il mondo, conoscere paesi lontani, confini, fiumi, montagne e capitali.

Anche se sempre più spesso si utilizzano vari tipi di navigatori (e anche i bambini è giusto che imparino a usarli), questi non sostituiscono del tutto le carte geografiche, che forniscono altri tipi di informazioni e permettono di comprendere tutta la complessità di un territorio.

Per avviare la conoscenza delle carte geografiche può essere senz’altro interessante parlare ai bambini e alle bambine delle loro origini e anche del loro importantissimo ruolo in alcuni grandi eventi che hanno cambiato la storia dell’umanità.

Ecco allora queste due pagine, tratte dal volume di quarta del nuovo sussidiario Cambiamondo della casa editrice CETEM.

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Il Mar Mediterraneo, ieri e oggi

Il percorso che proponiamo ha come argomento il Mar Mediterraneo. L’ importanza di questo mare da un punto di vista storico viene affrontata in classe quarta, ma poiché offre uno spunto per aprire l’analisi dell’argomento anche al presente, può essere proposta in classe quinta come ripasso della storia passata come punto di partenza per la sua conoscenza in epoca contemporanea.

Il percorso è diviso in tre parti:

  1. L’introduzione per i docenti, con riferimenti agli Indicatori Nazionali;
  2. La programmazione in cui si mettono in evidenza competenze, traguardi, abilità sia da un punto di vista storico, sia da un punto di vista geografico;
  3. Il lavoro da svolgere in classe.

Introduzione per i docenti

Terminato lo studio delle civiltà dei fiumi arriva il momento di scoprire le civiltà del Mediterraneo, ossia di concentrarsi sulla nascita e lo sviluppo di fiorenti popolazioni che hanno fatto della navigazione il loro punto di forza.

Sapere come nell’antichità il Mediterraneo ha condizionato il rapporto tra l’uomo e il territorio può essere un ottimo spunto per aprire l’analisi dell’argomento anche al presente, dato che oggi il Mediterraneo è un mare tra i più vivibili del mondo, dal clima piacevole, su cui si affacciano tante culture, ma è anche un mare sovraffollato, inquinato e con un’infinità di problemi.

Si dà così la possibilità agli alunni di effettuare collegamenti geo-storici poiché “Le conoscenze del passato offrono metodi e saperi utili per comprendere e interpretare il presente” e la geografia È disciplina di cerniera per eccellenza poiché consente di mettere in relazione temi economici, giuridici, antropologici, scientifici e ambientali di rilevante importanza per ciascuno di noi”. (Indicazioni Nazionali)

La programmazione

STORIA

tabella

GEOGRAFIA

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Il lavoro in classe

Il Mar Mediterraneo tanto tempo fa

Leggi il brano con attenzione.

Le più antiche civiltà del mare si svilupparono lungo le coste del Mediterraneo, un mare ampio e racchiuso tra terre (il nome stesso significa “in mezzo alle terre”): le sue acque bagnano l’Africa a sud, l’Asia a est e l’Europa a nord.

I popoli che si smed02tabilirono sulle coste del Mar Mediterraneo si dedicarono al commercio: costruivano imbarcazioni grandi e resistenti e navigavano in cerca delle migliori materie prime.
Dai porti partivano e arrivavano le grandi navi dei mercanti che barattavano i prodotti artigianali con le materie prime. Non venivano scambiate solo le merci, ma anche racconti, conoscenze e idee. Il Mediterraneo era un’importante via di comunicazione.

Il clima mite delle terre affacciate sul Mar Mediterraneo favoriva l’agricoltura e lo sviluppo delle foreste. Il legno era una materia prima preziosa, con cui costruire abitazioni, oggetti d’arredo, strumenti e mezzi di trasporto per med01viaggiare su strada e acqua. Alcuni popoli navigavano verso ovest in cerca di metalli: rame, stagno, oro, argento. Nei punti di sbarco e di scambio con le popolazioni locali, fondarono dei veri e propri centri commerciali, gli empori, per raccogliere e distribuire le merci. Le coste ricche di promontori, golfi e insenature offrivano dei punti di sbarco naturali e protetti dalla corrente marina. Qui i popoli costruirono i porti per il commercio marittimo, chiamati perciò anche scali commerciali. Con il trascorrere del tempo diventarono colonie, cioè nuove città.

  1. Segna con una X le parole che riguardano il mare.

esercizio

     2. Prova a scrivere con le tue parole il significato dei seguenti termini

Commercio: …………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………
Materie prime:…………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………
Via di comunicazione: …………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………
Punti di sbarco: …………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………

     3. Scegli i motivi per cui il Mar Mediterraneo fu importante per lo sviluppo delle civiltà.

  • Il Mediterraneo era una comoda via di comunicazione, mentre i territori costieri erano aridi e montuosi.
  • Con l’acqua del mare riuscivano a bagnare i campi
  • Le sue coste, ricche di insenature, offrivano porti naturali per le navi.
  • I popoli antichi amavano vivere sulle spiagge e fare il bagno nell’acqua fresca.
  • Il mare rendeva bello il paesaggio.
  • Nei punti di sbarco si trovavano molti empori
  • Il fiume era la principale fonte di cibo per la popolazione.

     4. Sfoglia le pagine del tuo Sussidiario e osserva le carte geo-storiche delle civiltà che si svilupparono sul Mediterraneo, poi prova a colorare il loro territorio sulla carta.

carta_muta

Il Mar Mediterraneo oggi

     5. Osserva la carta

Oltre all’Italia, conosci altri Stati bagnati dal Mediterraneo?……

Quali? ……………………………………………………………………………………………

Confronta le due carte del Mediterraneo, sai riconoscere a quali territori odierni corrispondono quelli in cui vivevano le antiche civiltà?

carta_politica

Carta d’identità del Mar Mediterraneo:

identita

        6. Leggi questo testo e poi rispondi alle domande.

Un mare in pericolo

Il Mar Mediterraneo è un mare quasi chiuso e poco profondo quindi le sue acque hanno poco ricambio. Per questa ragione ogni tipo di inquinamento fa fatica a disperdersi.

I danni maggiori provengono dai fiumi, che portano con sé gli scarichi delle fabbriche, i concimi e i rifiuti organici sia delle città sia degli allevamenti. Ci sono poi tonnellate di petrolio che ogni anno vengono persi dalle navi-cisterna durante i lavori di trasbordo e di lavaggio. Un altro grosso problema è costituito anche dai rifiuti galleggianti (soprattutto oggetti di plastica) portati dai fiumi, lasciati sulle spiagge o abbandonati direttamente in mare dalle navi.

Per tutti questi motivi è importante che i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, accordandosi tra loro, propongano leggi severe contro i vari tipi di inquinamento.

Un altro grosso pericolo è il riscaldamento del clima della Terra. L’inquinamento dell’atmosfera, infatti trattiene il calore del Sole vicino alla superficie del pianeta, facendo salire la temperatura terrestre e quella del mare.
Negli ultimi anni, nel Mediterraneo ci sono stati cambiamenti nella flora e nella fauna marine. Molte specie che un tempo abitavano lungo le calde coste africane, si sono spostate nelle zone settentrionali. Dall’Atlantico e dal Mar Rosso sono anche arrivati molti pesci tropicali, che in alcune zone del Mediterraneo hanno completamente sostituito la fauna originaria. Queste specie, abituate a mari più caldi, sopravvivono bene, perchè negli ultimi anni la temperatura del Mediterraneo è aumentata.

  • Quali sono i principali problemi che ha l’ambiente del Mediterraneo? ………………………………………………………………………………………………………..
  • Pensi che il riscaldamento delle acque sia un fenomeno che esisteva già in tempi lontani?………………………………………………………………………………………….
  • Quali differenze noti tra il Mediterraneo di oggi e quello di tanto tempo fa? ………………………………………………………………………………………………………..
    ……………………………………………………………………………………………
  • Che cosa possiamo fare noi, popoli e governi dei Paesi bagnati dal Mediterraneo?……………………………………………………………………………….
    ……………………………………………………………………………………………………….

Qui è possibile scaricare la scheda di lavoro per i ragazzi

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.

L’Agenda 2030 spiegata ai bambini: Obiettivo 11 – città belle e vivibili per tutti

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oggi un po’ più della metà dell’umanità, cioè circa 4 miliardi di persone, vive in una città. Ma nel 2050, sul pianeta, ben 7 persone ogni 10 vivranno in città.

Questi numeri, da soli, fanno capire quanto sia importante che le città possano crescere in modo ordinato e facile da vivere per tutti.

Dove e perché ci saranno più cittadini

Gli esperti pensano che cresceranno soprattutto le grandi metropoli dei Paesi più poveri, dove è maggiore anche l’aumento della popolazione.

Guardate questo grafico che spiega perché in futuro ci saranno sempre più abitanti nelle città.

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I problemi della crescita urbana

Nella storia, e ancora oggi, le città sono sempre state luoghi di progresso e di cultura. Sono però anche i luoghi dove sono più evidenti i contrasti della società: ricchezza e povertà, servizi efficienti e abbandono sono rappresentati dalla divisione tra i quartieri ricchi del centro e le periferie più disastrate. Queste zone della città sono vicine tra loro nello spazio, ma lontanissime come modo di vivere.

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  • la crescita delle città, se non è regolata, può portare all’allargamento delle baraccopoli, le enormi periferie senza quei servizi (acqua potabile, elettricità, fognature, ecc.) che sono indispensabili per tutti. In queste zone ai margini delle città già oggi, nel mondo, vivono circa 850 milioni di persone; e il numero è in continuo aumento;
  • le città occupano soltanto il 3% della superficie terrestre, ma consumano l’80% dell’energia e producono il 75% dell’anidride carbonica;
  • in una città, l’aumento della popolazione richiede la fornitura di più acqua potabile ed energia elettrica, una maggior raccolta di rifiuti, più scuole e ospedali. Inoltre crea più traffico e inquinamento.

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L’Agenda 2030 si occupa della crescita delle città

L’Obiettivo 11 riguarda proprio questo argomento e indica quali sono i traguardi da raggiungere entro il 2030 perché la crescita avvenga in modo sostenibile: questo significa che, anche se si ingrandiscono, le città devono continuare a ospitare la popolazione senza peggiorare l’ambiente e i servizi che offrono; anzi, magari migliorarli.

L’attenzione di tutti (lo Stato, l’amministrazione comunale, le associazioni, tutti i cittadini) deve essere puntata su:

  • case sicure, comode e ben attrezzate per tutti,
  • un sistema 
di trasporti conveniente e ben diffuso,
  • grandi spazi verdi,
  • spazi sociali, cioè luoghi per far stare insieme le persone (piazze, giardini, luoghi pubblici al coperto),
  • le reti: acqua, elettricità, gas, raccolta dei rifiuti, telefoni, anche wi-fi per tutti,
  • servizi per chi ha più esigenze o problemi: per esempio,  anziani, disabili. bambini.

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E ora una domanda

  • Che tipo di città immaginate per rispondere all’Agenda 2030?

che può anche voler dire

  • Che città volete per il vostro futuro?

Provate a fare un elenco di cose (spazi, servizi, reti, miglioramenti, ecc.) che vi piacerebbe avere nella vostra città.

In questi post gli altri Obiettivi

Questo post presenta invece l’Agenda 2030 in generale.

Da dove proviene il vento?

Che cos’è il vento? Il vento è aria in movimento.
Quando ti accorgi del vento, riesci a capire da quale direzione proviene? Un metodo semplice e sicuro è quello di bagnare il dito (magari mettendolo in bocca, se è pulito però…). Il tuo dito inumidito sentirà subito da dove arriva il fresco del vento.

In tutte le parti del mondo i venti sono tanti, infatti, e sono stati chiamati con un nome diverso a seconda della loro provenienza. I primi a dare i nomi ai venti sono stati i marinai, perché a seconda del tipo di vento che incontravano potevano sapere se avrebbero avuto un viaggio lento, veloce o anche troppo pericoloso.

Anche i venti che soffiano sul territorio italiano sono numerosi e ognuno ha il suo nome particolare che dipende dal punto cardinale da cui arriva.

Leggi il testo e scrivi sulla carta i punti cardinali e i punti intermedi rispetto alla penisola italiana. Segui l’esempio.

carta

  • Il maestrale è un vento freddo che arriva da nord-ovest, cioè dalla Francia.
  • La tramontana proviene dal nord Europa. Di solito porta tempo asciutto, cielo sereno e una buona visibilità.
  • Anche la bora è un vento freddo; soffia da nord-est, cioè dalla Slovenia, sull’alto Adriatico e la sua velocità può raggiungere anche i 140 chilometri all’ora. Spesso si associa al grecale, che soffia sulle regioni meridionali.
  • Il levante è un vento che, come dice il suo nome, soffia da est.
  • Dall’Africa arrivano due venti: il libeccio (da sud-ovest) e lo scirocco (da sud-est); il primo è caldo umido e con le sue raffiche violente può provocare burrasche e piogge intense, mentre il secondo è caldo secco.
  • Da sud soffia un vento molto debole, il mezzogiorno, mentre da ovest arriva il ponente, tipicamente estivo.

La rosa dei venti è una rappresentazione schematica che raffigura i nomi dei venti associandoli alla direzione di provenienza.

Sulla base del testo che hai appena letto, sistema al posto giusto i  nomi dei venti.

rosa

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.