Dalla parte dei bambini e delle bambine

Questo compito di realtà ha come obiettivo la valutazione delle competenze matematiche nel contesto di temi legati al lavoro minorile nel mondo ed è finalizzato all’adozione di un progetto Unicef.

E’ evidente che il compito coinvolge diverse competenze trasversali, quali, ad esempio, le competenze di Cittadinanza Globale e di Geografia. La strutturazione del compito di realtà prevede un momento iniziale per la presentazione del contesto. A questo proposito è possibile leggere direttamente un brano di un’organizzazione internazionale o un’ONG e anche collegarsi ad altri materiali, come quelli dei post relativi all’Agenda 2030 (ad es. qui,  qui e qui).

Indicazioni metodologiche

La prima fase del compito riguarda il progetto grafico di un calendario da realizzare per una raccolta fondi. In questa fase gli alunni devono rispondere alle domande, risolvendo facili problemi aritmetici e geometrici.

La seconda fase riguarda il calcolo delle spese e dei ricavi derivanti dalla vendita del calendario. Anche in questo caso gli allievi devono risolvere semplici problemi matematici utilizzando le capacità di calcolo, le conoscenze geometriche e delle frazioni.

La terza fase richiede la compilazione di un bollettino postale per versare all’Unicef la somma raccolta.

Il compito di realtà può essere svolto a due livelli. In un primo livello gli alunni leggono il testo del compito ed eseguono quanto richiesto. In un secondo livello si passa all’effettiva realizzazione di quanto proposto.

L’attività può essere svolta individualmente o, meglio, con attività di gruppo. Nella fase di formazione dei gruppi l’insegnante fa in modo che gli stessi risultino il più equilibrati possibile, tenendo conto delle esigenze degli alunni BES, DSA e stranieri, per i quali si devono attuare le strategie più adatte a favorire il loro coinvolgimento.

E’ fondamentale che l’insegnante illustri ogni fase del compito prima che i gruppi si accingano ad affrontarle in modo autonomo.

Al termine del compito è presente una rubrica di autovalutazione finale, per far riflettere lo studente sul lavoro fatto. Si tratta di un esempio di autobiografia cognitiva che può essere utilizzata per cogliere e valutare importanti aspetti della vita scolastica: il senso attribuito dall’alunno al proprio lavoro; le intenzioni che lo hanno guidato nello svolgere le attività; le emozioni o gli stati affettivi provati.


Scarica la scheda da stampare (dal sussidiario Pista! A ruota libera tra le discipline,  edizioni Cetem, autore di matematica Giampaolo Rubado, qui il suo blog).

Qui, qui, qui e qui puoi trovare altri compiti di realtà da realizzare in classe.

 

L’Agenda 2030 spiegata ai bambini: Obiettivo 1 – eliminare la povertà

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che cosa vuol dire povertà?

Povertà non significa solo avere poco denaro, ma è anche la mancanza totale (o quasi) di servizi che permettono una vita serena agli individui e alle famiglie.

E’ considerata povera una persona che non può soddisfare bene i propri bisogni primari, come l’acqua pulita, il cibo, la casa, gli abiti. Si è stabilito che la soglia minima di povertà è di 1,90 dollari al giorno: cioè, è considerata povera una famiglia dove si vive con meno di 1 dollaro e 90 centesimi (circa 1 euro e mezzo) per persona.

Ma è povero anche chi non può frequentare in modo adeguato la scuola, chi mangia cibo di scarsa qualità, chi vive in una casa senza toilette o elettricità, chi non può curarsi,  chi non viene assistito se ha problemi di salute o disabilità, chi è costretto a mandare a lavorare i propri bambini.

Non si tratta quindi solo di risolvere un problema economico, ma anche di migliorare tutta la società, in modo che i servizi di base vengano garantiti a tutti. In questo modo anche chi dispone di poco denaro può vivere in modo adeguato.

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Circa un miliardo di persone nel mondo vive in povertà.  Il numero di poveri aumenta quando molte persone vengono colpite da situazioni di emergenza: la guerra, prima di tutto, le catastrofi naturali, come i terremoti, i cambiamenti climatici, che possono causare siccità o inondazioni, le gravi crisi economiche.

Chi sono i più poveri?

I bambini e le bambine sono le prime vittime: sono quasi 400 milioni i bambini nel mondo che vivono in povertà estrema. Per esempio, un bambino su sette al di sotto dei cinque anni è meno alto di quello che dovrebbe essere alla sua età: questo spesso significa che non mangia adeguatamente.

Ma se un bambino mangia poco e male, non viene curato se si ammala e non va a scuola,  quasi certamente avrà dei problemi fisici e psicologici anche da adulto. Anche per questo, le associazioni che si occupano di bambini, come l’Unicef, raccomandano  ai governi dei vari Paesi di mettere i bambini e le bambine in primo piano nei programmi per la riduzione della povertà e per il miglioramento delle società del futuro.

Quindi, non è un caso se l’Obiettivo di sconfiggere la povertà sul pianeta è stato indicato come numero 1, quindi il più importante e il primo da raggiungere.

Per conoscere qualcosa di più sull’Agenda 2030 vai qui.

In questi post trovi invece la spiegazione di altri Obiettivi dell’Agenda 2030:

 

Per l’insegnante:

A questo link un compito di realtà per combattere la povertà di bambini e bambine.