Tipi di solidi

Questa scheda di Scienze aiuta a comprendere e a organizzare le informazioni.
Il linguaggio semplice, gli esempi e le immagini che si riferiscono alla vita di tutti giorni, rendono la scheda adatta a tutta la classe.

Leggi il testo.
Molti solidi sono duri: la loro caratteristica è quella di non essere deformabili con le mani. Sono duri il legno, un sasso, un pezzo di ferro.
I solidi però non sono tutti duri: ci sono anche i solidi deformabili con le mani, come la plastilina o una graffetta di metallo.
Oltre a questi c’è una categoria di solidi che dopo essere stati deformati ritornano alla forma originale: sono i solidi elastici, come la gomma.

Osserva le immagini e sistema in tabella gli oggetti a seconda della caratteristica. Usa una X come nell’esempio.

materiali

solidi

I materiali che compongono gli oggetti che hai osservato sono diversi. Quali riesci a riconoscere?
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Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.

Dal villaggio alla città

 

Ecco una scheda di Storia per mettere a fuoco gli elementi fondamentali che hanno determinato il passaggio dal villaggio alla città.

È una scheda di comprensione del testo, utile per focalizzare l’argomento e, allo stesso tempo, individuare la relazione causa-effetto. Può essere proposta sia come attività di introduzione all’argomento, sia per il ripasso finale.


Dal villaggio alla città

Leggi il testo e accanto a ogni paragrafo scrivi a quale argomento si riferisce. Scegli tra le seguenti parole:
organizzazione sociale – luogo – conoscenze – tempo.

Intorno al 4000 a.C. i villaggi iniziarono a trasformarsi in città.   …………………………………..

Questo avvenne vicino ai grandi fiumi, poiché le acque rendevano fertili i campi, facilitavano gli spostamenti e il trasporto delle merci.  …………………………………..

Le città erano molto diverse dagli antichi villaggi, sia per le dimensioni maggiori, sia per le numerose attività che vi si svolgevano. Nelle botteghe gli artigiani, che conoscevano l’arte della lavorazione dei metalli costruivano armi e strumenti agricoli, ma anche oggetti di uso quotidiano, come vasi, cesti, tappeti, tessuti.  …………………………………..

Dalla campagna i contadini portavano i loro prodotti da vendere, in cambio di utensili e stoffe. I soldati controllavano dalle alte mura della città chi entrava e chi usciva. Il re era a capo di tutta la città.
Nella parte più sicura della città era costruito il tempio, cioè il luogo di adorazione delle divinità. …………………………………..

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.

Schede uguali ma diverse

E’ difficile, direi quasi impossibile, incontrare un gruppo classe omogeneo in cui non siano presenti alunni con BES e/o alunni con scarsi strumenti linguistici sia per la provenienza da Paesi diversi, sia per problemi socio-familiari.

Al di là dei piani personalizzati da formulare quando richiesti in seguito a una certificazione precisa, è quindi sempre più opportuno che gli insegnanti trovino strategie di insegnamento che coprano tutto, o almeno in gran parte, l’arco degli stili cognitivi. Devono quindi essere predisposti materiali e modalità finalizzati al coinvolgimento degli alunni e anche alla verifica dell’apprendimento dei contenuti.

In questo post vogliamo porre l’accento su un aspetto delle schede di verifica che potrebbe sembrare marginale, ma che invece non è.

Quando si presentano le schede agli alunni con BES è importante conciliare due elementi: il primo è che effettivamente siano utili per valutare il grado di apprendimento, il secondo è che l’alunno o l’alunna con BES non si senta discriminato/a rispetto al resto della classe. A volte anche il percepire la presentazione di una scheda eccessivamente facilitata può portare a sensazioni di non coinvolgimento e di non completa integrazione all’interno del gruppo classe.

Per rispondere a questa doppia esigenza si consiglia la proposta  di due schede quasi uguali, il più simili possibile dal punto di vista grafico e di ingombro del testo e delle immagini.

La scheda Facile deve contenere attività operative semplificate: avviate, oppure con domande a doppia scelta o vero/falso. La consegna deve essere altamente comprensibile, con termini estremamente colloquiali e caratteri facilitati.

Qui potete vedere due schede sui fiumi italiani, tratte dalla Guida per l’insegnante del sussidiario Pista! A ruota libra tra le discipline della Cetem.

Qui invece, potete vedere due schede sui Fenici, tratte dalla Guida per insegnanti dello stesso sussidiario.

Un’esperienza “capovolta” sui dinosauri

Rimane indiscusso lo straordinario successo che i dinosauri incontrano da anni nell’immaginario dei bambini. I più grandi appassionati di questi rettili sono proprio loro, anche quelli molto piccoli.

I dinosauri sono enormi e spaventosi: hanno quindi caratteristiche perfette per interessare e colpire la fantasia. Sono animali terribili, reali, ma ormai resi innocui dall’estinzione. Molti bambini si destreggiano abilmente tra una ricca quantità di informazioni sulle caratteristiche, sulle abitudini alimentari e di vita di diverse specie di dinosauri.

Il progetto che presentiamo è stato proposto in una classe terza di scuola primaria. Ha avuto il duplice scopo di approfondire le conoscenze dei bambini sui dinosauri e di suscitare in loro l’interesse per la ricerca come modalità privilegiata di apprendimento. Ha previsto un intreccio di attività di ricerca in modalità flipped con attività più pratiche (pittorico-manipolative) che hanno permesso il coinvolgimento diretto dei bambini durante tutto il percorso.

L’esperienza è stata divisa in due fasi di lavoro: la prima è stata centrata sulla ricerca e l’organizzazione delle informazioni, la seconda ha avuto inizio da un’uscita al Museo di Storia Naturale di Milano per passare poi, in classe, alla costruzione di alcuni diorami,  cioè plastici che ricreano in scala ridotta gli ambienti di vita dei dinosauri.

Fase 1
Approfondiamo le conoscenze sui dinosauri (modalità flipped).

Si è partiti dalla visione dei video presenti sul sito Rai scuola – dinosauri, come approccio all’argomento, finalizzato alla condivisione delle informazioni già acquisite dai bambini. È stato dato ampio spazio alle conversazioni, alle osservazioni, allo scambio di conoscenze.

Poi gli alunni sono stati invitati a ricercare informazioni aggiuntive sui dinosauri. In particolare si è chiesto di consultare Wikijunior. Il sito è stato presentato in classe dall’insegnante per facilitare l’orientamento durante la navigazione. Poi, a piccoli gruppi, i bambini hanno avuto la possibilità di esplorarlo e raccogliere le informazioni necessarie. Una volta raccolto tutto il materiale, è stato rielaborato da ogni gruppo in modo da costruire una scheda descrittiva del dinosauro scelto.

Tutte le schede preparate dai ragazzi sono state quindi raccolte e rilegate per formare “Il grande libro dei dinosauri”. Ciascun gruppo ha infine presentato alla classe il proprio lavoro, favorendo così l’apprendimento peer-to-peer.

Fase 2
Osserviamo e costruiamo un diorama

Al Museo di Storia Naturale i bambini hanno avuto la possibilità di osservare diversi diorami su diverse ere e ambienti della Terra.

A scuola i ragazzi hanno costruito un loro diorama attraverso varie attività grafico-pittoriche e utilizzando materiale di recupero. Ecco alcune fasi della preparazione.

Da alcuni scatoloni i bambini hanno ricavato la base su cui creare lo sfondo del diorama realizzato con tempere, pennarelli, carta crespa. Sono stati disegnati e colorati i dinosauri e inseriti nell’ambiente grazie a una semplice base d’appoggio.

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Qui il link a un post del blog con un articolo sulla flipped classroom del professor Erasmo Modica pubblicato sul sito di Orizzonte Scuola.

Qui il link a un post del blog con una proposta per una flipped classroom sull’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030.

Qui il link a un post del blog con la proposta per una flipped classroom di Storia per la classe quarta.

Conoscere i Romani

Nella scheda che proponiamo si possono trovare alcuni spunti per predisporre una verifica sui Romani. Le attività proposte sono di diverso tipo e possono essere adattate alle esigenze della classe e ai materiali disponibili sul libro di testo in adozione.

In questi lavori sono messe in atto diverse competenze, indicate in verde accanto a ogni consegna (traguardi di competenza), come, ad esempio, l’utilizzo della linea del tempo, la lettura della carta geo-storica, l’organizzazione delle informazioni e delle conoscenze, la comprensione di avvenimenti, fatti e fenomeni delle società e civiltà che hanno caratterizzato la storia dell’umanità…

Conosco i Romani

Colora la carta e la legenda con i colori delle cartine fisiche.
Usa carte geo-storiche – Individua le relazioni tra gruppi umani e contesti spaziali

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Rispondi:
Perché era importante l’isola Tiberina?

  • Perché era un’isola fortificata
  • Perché permetteva di attraversare il Tevere da una sponda all’altra
  • Perché ospitava molte locande dove i mercanti potevano riposare

Qual era il prodotto più importante dell’economia di quella zona?

  • L’oro
  • Il sale
  • Il ferro

Quale popolo viveva a nord del Tevere

  • I Veneti
  • I Sardi
  • Gli Etruschi

Completa la linea del tempo, poi inserisci quando è iniziata la monarchia e quando è terminata (753 a.C – 509 a.C). Colora il periodo della monarchia.
Sai dire quanti anni è durata la monarchia? …………………………………
Usa la linea del tempo per organizzare informazioni, conoscenze, periodi e individuare successioni, contemporaneità, durate, periodizzazioni.

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Scegli la risposta corretta
Organizza le informazioni e le conoscenze

  1. I Romani discendevano
  • dai Latini
  • dagli Etruschi
  1. La prima forma di governo della città di Roma fu
  • la repubblica
  • la monarchia
  1. Veniva eletto
  • dal popolo
  • dai patrizi
  1. Il primo re di Roma fu
  • Romolo
  • Numa Pompilio
  1. Per monarchia si intende
  • il governo di una famiglia
  • il governo di una sola persona
  1. Il re era
  • il capo dello Stato
  • il capo del Senato
  1. Tarquino il Superbo fu
  • un re tiranno
  • un re buono /giusto
  1. I plebei erano
  • i discendenti delle famiglie che fondarono Roma
  • operai, artigiani, commercianti

Colora il territorio romano alla fine delle guerre puniche, poi rispondi alle domande.
Usa carte geo-storiche – Individua le relazioni tra gruppi umani e contesti spaziali

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1. Quali popoli furono conquistati a nord di Roma?

  • Etruschi
  • Latini

2. Quali territori a sud?

  • Magna Grecia
  • Isole Eolie

3. Quale città del Mediterraneo fu conquistata dopo tre guerre?

  • Cartagine
  • Il Cairo

4. Alla fine della monarchia quale forma di governo venne istituita?

  • Una repubblica
  • Una tirannia
  • Un impero

5. A chi era affidato il governo?

  • Ai generali
  • Ai consoli e a senatori
  • Agli agricoltori

Collega le parole-chiave della società romana alle definizioni corrette.
Organizza le informazioni e le conoscenze

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Sottolinea le conquiste dei plebei nella lotta contro i patrizi.
Comprende avvenimenti, fatti e fenomeni delle società e civiltà che hanno caratterizzato la storia dell’umanità dal paleolitico alla fine del mondo antico con possibilità di apertura e di confronto con la contemporaneità.

  • Non partecipare alle guerre per non abbandonare i campi.
  • Eleggere i tribuni della plebe.
  • Istituire leggi scritte affinché fossero rispettate anche dai patrizi.
  • Liberare tutti gli schiavi.
  • Non pagare i tributi.
  • Sospendere ogni attività con un comportamento simile allo sciopero.
  • Eleggere 75 senatori.
  • Esporre le leggi nel foro su 12 tavole.

Leggi il testo di una legge contenuta nelle XII Tavole, poi rispondi.
Ricava informazioni da una fonte storica

“…Se un padre ha venduto un figlio per tre volte, il figlio sia libero dal padre…”

Che cosa ti fa capire questa legge? Segna con una X le informazioni che ti sembrano corrette.

  • I padri avevano un potere assoluto sui figli.
  • I padri rispettavano i figli.
  • I figli erano considerati una proprietà del padre.
  • I figli potevano crescere liberi.
  • Il padre poteva vendere i figli.
  • I padri potevano vendere i figli solo una volta.

Colora in ogni coppia di riquadri l’episodio della vita di Cesare che è accaduto prima.
Organizza le informazioni e le conoscenze, tematizzando e usando le concettualizzazioni pertinenti.

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Completa la linea del tempo, poi indica la data di inizio dell’impero romano (27 a.C) e la data della caduta dell’Impero romano d’Occidente (476 d.C). Quindi colora il periodo dell’impero.
Quanti anni durò l’impero romano?………………………………
Fu più breve o più lungo della repubblica?…………………………….
e della monarchia?……………………………………………………………
Usa la linea del tempo per organizzare informazioni, conoscenze, periodi e individuare successioni, contemporaneità, durate, periodizzazioni.

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Colora solo le caselle che si riferiscono agli imperatori romani
Organizza le informazioni e le conoscenze

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Colora la carta seguendo la legenda.
Usa carte geo-storiche – Individua le relazioni tra gruppi umani e contesti spaziali.

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Oltre a Roma è segnata anche un’altra città, perchè?
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Metti in ordine cronologico i seguenti fatti, numerandoli da 1 a 6.
Comprende avvenimenti, fatti e fenomeni delle società e civiltà che hanno caratterizzato la storia dell’umanità dal paleolitico alla fine del mondo antico con possibilità di apertura e di confronto con la contemporaneità.

  • Divisione dell’Impero
  • Pax augustea
  • Diffusione del Cristianesimo
  • Morte di Giulio Cesare
  • Crisi dell’Impero
  • Fine dell’Impero romano d’Occidente

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.
Qui è possibile leggere una riflessione sulla lettura delle carte geo-storiche e scaricare altri spunti per la verifica di questa competenza.

I Mesopotamici, una visione alternativa

Lo studio della storia di quarta in genere si apre con un ripasso del passaggio dalla Preistoria alla Storia, per riprendere i punti salienti del programma già svolto e raccordarlicon i temi caratterizzanti di quello nuovo. Si incomincia a parlare poi di grandi civiltà, prime fra tutte quelle della Mesopotamia. I bambini sono affascinati dalla loro evoluzione: studiano la loro storia, le loro scoperte, le loro conquiste, la loro cultura, un popolo dopo l’altro.

La Mesopotamia, a differenza di tutte le aree geografiche che i bambini studieranno successivamente, è la sola caratterizzata dalla presenza di una pluralità di popoli. Questo tratto peculiare permette da un lato di cogliere alcune caratteristiche generali comuni, dall’altro di concentrarsi sulle loro differenze.

Partire da questa riflessione, potrebbe indirizzare i bambini verso una forma embrionale di studio comparativo che renderebbe più semplice comprendere sovrapposizioni e intrecci che connotano la storia di questo grande territorio.

Le civiltà mesopotamiche sono infatti caratterizzate da:

  • intenso sfruttamento e sviluppo agricolo → economia idraulica;
  • civiltà urbanizzata → subordinazione delle campagne alla città;
  • solida organizzazione sociale → potere centrale forte – società gerarchizzata;
  • grande sviluppo tecnologico;
  • grande sviluppo culturale.

Il vantaggio più evidente di tale proposta è che essa stimolerà i bambini a sviluppare una prospettiva globale verso la regione.

Diventerà quindi più facile per loro costruire un quadro sintetico delle civiltà analizzate per una lettura organica del tema. (Fig.1)

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L’utilizzo di questo modello consentirà anche la possibilità di effettuare confronti con altri popoli vissuti in territori più o meno vicini, in un periodo più o meno contemporaneo avvicinando gli alunni ad uno studio più competente della Storia.

Un esempio di questo nuovo approccio può essere visualizzato qui.

Leggere le carte geo-storiche

Le carte geo-storiche e la loro lettura rappresentano uno dei traguardi di competenza previsti dalle Indicazioni Nazionali.

Nello studio delle civiltà antiche, lo spazio e le caratteristiche del territorio diventano fondanti per comprendere la storia degli uomini che lo hanno abitato e trasformato, oltre che le relazioni con altre civiltà contemporanee, in spazi contigui o lontani.

Leggendo una carta si risponde generalmente alla domanda “dove”, ma un’analisi attenta può far emergere considerazioni anche sul “come” e sul “perchè”. Le relazioni più immediate sono quelle mettono in relazione le peculiarità di un territorio (latitudine, clima, morfologia) con le attività, le tecniche di produzione, le modalità di vita umana, al fine di costruire la conoscenza di un contesto in un certo periodo.

Le carte che si presentano corredate da forme grafiche quali frecce, simboli ideografici o colori, che indicano periodi o date, raccontano un fatto nel suo svolgimento in tempi diversi.

Per impadronirsi delle tecniche di lettura e di utilizzo consapevole delle carte, è utile un esercizio continuo che metta in atto alcune operazioni indispensabili alla formazione della competenza alla lettura di una carta:

• osservare la carta e gli elementi grafici che la compongono;
• riconoscere il significato dei simboli riportati in legenda;
• descrivere la carta con la decodifica della legenda;
• leggere la carta per ricavare informazioni relative all’argomento tematizzato;
• riconoscere e utilizzare gli operatori spaziali (distanza, distribuzione, localizzazione, ecc.);
• tradurre il codice grafico in un testo verbale (orale o scritto);
• rielaborare le informazioni per completare la ricostruzione del fatto storico, per problematizzarne alcuni aspetti, per formulare ipotesi.

Ecco due esempi di attività di lettura di una carta geo-storica.
Entrambi possono essere  proposti come esercitazione individuale o collettiva,  come verifica intermedia o finale, oppure come strumento per il ripasso.

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Giuseppina Pizzigoni

La scuola primaria Rinnovata, nella zona nord di Milano, si ispira ancora oggi ai principi didattici della sua fondatrice, Giuseppina Pizzigoni. Ma anche in altre parti d’Italia si trovano scuole che seguono il metodo Pizzigoni.

Contemporanea (anzi nata proprio nello stesso anno, il 1870) di Maria Montessori, Giuseppina Pizzigoni, pur meno conosciuta a livello mondiale della collega, è stata una grandissima innovatrice della scuola. Sostenitrice dell’esperienza diretta e interattiva nel processo di apprendimento, portò avanti l’idea di una scuola con al centro il bambino e la bambina, una scuola aperta al mondo e a stretto contatto con la natura, la terra e l’ambiente in generale.

Nel 1889 Giuseppina è una maestra neoassunta dal Comune di Milano. Anche se giovanissima, ha il sacro fuoco dell’educazione e non si rassegna a una scuola italiana rigida, dogmatica e manualistica. Comincia allora a studiare i metodi didattici nell’attivismo americano e nordeuropeo, quei rivoluzionari sistemi scolastici basati sulla centralità delle esigenze dei bambini e sulle loro attività in un forte legame con la natura.

Nel 1909 un gruppo di imprenditori illuminati le finanzia un viaggio in Svizzera e in Alsazia, che ha come primo scopo la visita delle scuole del bosco. (Hanno oltre un secolo, quindi, le scuole nel bosco, e oggi sono ancora di grande avanguardia…)

Giuseppina ritorna entusiasta, decisa ad avviare un rinnovamento profondo nella scuola italiana. Si procura programmi e piani scolastici di scuole alternative negli Stati Uniti, ma studia anche le Case di Campagna dei Lietz in Germania, la Scuola di Abbotsholme in Inghilterra, l’École des Roches in Francia, le varie écoles libres e nouvelles in Svizzera.

Parte allora una raccolta di fondi che coinvolge vari esponenti della cultura, della scienza e dell’imprenditoria lombarda e il prefetto concede un terreno in periferia, alla Ghisolfa, dove viene costruito un padiglione prefabbricato. E’ l’anno scolastico 1911-1912 e inizia la sperimentazione Pizzigoni: nasce la “scuola aperta al mondo e all’esperienza”. Luogo dell’apprendimento per eccellenza sono la natura e l’attività agricola, che permettono di coinvolgere il bambino globalmente, dal punto di vista mentale, sensoriale e affettivo. Si creano un pollaio, un apiario, varie infrastrutture per il gioco all’aria aperta, si piantano moltissimi alberi di ogni specie, si organizzano gli spazi per le coltivazioni agricole, si accolgono i primi scolari in due classi miste. Negli anni seguenti cresce l’interesse della pedagogia ufficiale in Italia ed in Europa e, d’altra parte, aumentano anche le iscrizioni e diventa necessario creare altri edifici, moderni e funzionali ai nuovi metodi di apprendimento. La nuova struttura, che è ancora oggi esistente, è una bella costruzione in mattoni rossi a un piano, che richiama lo stile delle cascine lombarde. Oltre alle aule e allle strutture di agraria, ha una piscina, una palestra, sala da musica e da proiezioni, ambulatori medici, laboratori, addirittura una cucina per i bambini. La nuova scuola si inaugura nell’ottobre del 1927.

(da un post del blog Fantastic Nonna)

 

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Una flipped classroom sull’Obiettivo 14 – Agenda 2030

La scheda sull’obiettivo 14 dell’Agenda 2030, da presentare direttamente alla classe, rappresenta un ottimo punto di partenza per approfondire l’argomento in modalità “flipped”, cioè di classe capovolta.

L’attività che proponiamo è rivolta a una classe quinta. Prevede alcune fasi di lavoro e richiede circa 5 ore di tempo per essere svolta interamente.

1a fase: leggere e analizzare la scheda (1 ora)

Proprio perchè pensata per i ragazzi e le ragazze e scritta con un linguaggio accessibile a tutti, la scheda può essere letta in totale autonomia, a casa o a scuola, in gruppo o da soli, senza il bisogno della mediazione dell’insegnante.

Successivamente, in classe, si propone un confronto tra gli alunni per fissare in uno schema le informazioni più importanti della problematica proposta. Lo schema va  sviluppato insieme alla lavagna, alla LIM o con qualunque altra modalità scelta dal docente in base alle carattistiche della sua classe e delle risorse che ha a disposizione.

2a fase: il lavoro di gruppo (2 ore)

Dopo aver suddiviso la classe in gruppi, ogni gruppo riporta su un cartellone lo schema costruito collettivamente.

Si propone quindi a tutta la classe la visione di questo breve video. Alla fine, ogni gruppo deve sintetizzare le informazioni fornite dal filmato aggiungendole sul cartellone.

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