Il Primo Maggio spiegato ai bambini

La giornata del Primo Maggio è festeggiata in moltissimi Paesi del pianeta come la Festa del Lavoro. E’ nata infatti come momento di lotta dei lavoratori di tutto il mondo per affermare i propri diritti e per migliorare la propria situazione economica e sociale.

Nel XIX secolo le condizioni di vita della maggior parte dei lavoratori erano infatti molto difficili.

  • Si lavorava dall’alba al tramonto, per sfruttare tutte le ore di luce.
  • Non c’erano ferie, né periodi di sosta, se non le domeniche e le feste religiose.
  • Non c’erano protezioni per i lavori pericolosi.
  • Nessuno aveva diritto a un salario in caso di malattia, ma quasi sempre, se malati,  si veniva licenziati.
  • Non esisteva la pensione e si continuava a lavorare anche da anziani, finché si poteva.
  • Lavoravano anche i bambini.

Nel 1855, in Australia, si cominciò a proclamare:

Otto ore per lavorare, otto ore per vivere, otto ore per dormire.

Questa parola d’ordine girò tra tutti  lavoratori australiani, ma arrivò presto anche negli altri continenti. Voleva dire che, nella giornata di 24 ore, ogni persona aveva sì il dovere di lavorare, ma anche il diritto al riposo e al tempo per stare con la sua famiglia, per leggere, per studiare e anche per divertirsi.

Nel 1866, a Ginevra (Svizzera), nel congresso dell’Associazione internazionale dei lavoratori, chiamato Prima Internazionale, nacque una proposta:  tutti i governi avrebbero dovuto stabilire le otto ore come massimo per la giornata lavorativa.

Il primo che accolse questa proposta fu l’Illinois, uno dei 50 Stati degli  Stati Uniti d’America. La sua capitale, Chicago, era allora una delle più importanti città industriali del mondo. Lo Stato dell’Illinois creò così una legge su questo argomento. Il Primo Maggio del 1867 migliaia e migliaia di lavoratori scesero in strada a Chicago per imporre ai padroni delle fabbriche di applicare questa legge. Ma ci furono degli scontri, e nei giorni successivi alcune persone furono uccise.

Così, un po’ di anni dopo, nel 1889 a Parigi (Francia), quando i lavoratori si riunirono nella Seconda Internazionale decisero che proprio il Primo Maggio di ogni anno, in tutto il mondo, nessuno avrebbe lavorato. Ogni operaio, contadino e impiegato, donna o uomo, vecchio o giovane, tutti insomma, avrebbero invece manifestato per i propri diritti e la propria autonomia e indipendenza.

Da allora, il Primo Maggio è stato sempre considerata la Festa del Lavoro in tutti i Paesi, senza confini geografici e senza differenze tra vari tipi di occupazione. Si manifesta ancora per i propri diritti, insieme ai sindacati, ma si passa anche una bella giornata di primavera con la famiglia e con gli amici.

Rifletti

1. Secondo te perchè è importante la Festa del lavoro? Scegli la risposta corretta.

  • Perchè è un giorno di vacanza
  • Perchè ricorda che è importante che tutti abbiano un lavoro alle giuste condizioni

2. Tra qualche anno anche tu entrerai nel mondo del lavoro. Qual è il lavoro dei tuoi sogni? ……………………………………………………………………………………………..

3. Secondo te, potrà anche essere un lavoro che oggi non esiste? ………………. Perchè? …………………………………………………………………………………………………………

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L’immagine di copertina è il Quarto Stato, un famoso quadro del pittore italiano Giuseppe Pellizza da Volpedo, dipinto nel 1901. E’ un’opera di grandissime dimensioni  (misura quasi tre mesi in altezza per quasi sei in larghezza) ed è conservato al Museo del Novecento, a Milano.  Il quarto stato è una definizione storica che rappresenta l’insieme dei lavoratori.

In questo post potete leggere un post sul 2 giugno, Festa della Repubblica.

4 pensieri su “Il Primo Maggio spiegato ai bambini”

  1. Il 1 Maggio spiegato ai bambini… ma anche a molti adulti. Parole semplici, concetti diffiicili esplicati in modo chiaro, è un post che merita la lettura, oggi che alcuni di questi diritti vengono ancora calpestati.

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  2. Devo ammettere che alcune delle cose che hai scritto non le sapevo neanche io 🙂 Gran bel post, sei riuscita ad esprimere in maniera chiara ed esaustiva dei concetti che non sono proprio così facili da spiegare. Quando la mia nipotina sarà un po’ più grande glielo spiegherò così! ahahah! 🙂

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