Lavorare in classe per la Giornata Mondiale delle Foreste (21 marzo)

Leggi il post sulla Giornata Mondiale delle Foreste, poi mettiti alla prova per vedere se hai capito il testo e, in particolare, i rischi che corrono questi importantissimi ambienti del pianeta.

1- Utilizza il vocabolario

Trova il significato di queste parole-chiave legate alle foreste:
combustibile ……………….
ecosistema …………………
inquinamento ………………..
desertificazione ……………..

2- Rifletti
Per capire se hai capito l’argomento, prima rifletti sulle domande e poi rispondi.

Quali sono le importanti funzioni delle foreste?

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Che cosa mette in pericolo la biodiversità?

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3- Approfondisci le tue conoscenze
Il testo parla anche di un grande progetto dell’associazione Plant-for-the-Planet.

Leggi il brano “L’idea di Felix” tratto dal libro “Possiamo cambiare il mondo”, Mondadori, poi rispondi alle domande.

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Sicuramente quella di Felix è stata una bella idea, ma pensi che sia stato facile realizzarla?………………………………………………………………..

Prova, confrontandoti con i tuoi compagni e le tue compagne, a ipotizzare quali difficoltà potrebbe avere incontrato.
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Pensi che potresti proporla anche alla tua scuola? Se sì, dove pianteresti il primo albero?

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4- Divertiti un po’

Prova a risolvere il cruciverba: ricorda che puoi sempre trovare le parole giuste rileggendo il post sulla Giornata delle Foreste.

Scarica qui la scheda in formato Word, con i testi da modificare in base alle esigenze della classe.

21 marzo: Giornata Mondiale delle Foreste

Quando beviamo un bicchiere d’acqua o scriviamo su un foglio di carta è ovvio che non pensiamo subito a una foresta: ma in realtà sono moltissime le attività degli esseri umani che, in un modo o nell’altro, hanno uno stretto collegamento con boschi e foreste.

L’importanza delle foreste per le comunità

Innanzitutto, circa 2000 popoli indigeni vivono proprio nelle zone di foresta e da questo ambiente traggono ogni tipo di sostentamento. Ma in realtà oltre un miliardo e mezzo di persone nel mondo dipende direttamente dalle foreste per la sua sopravvivenza, ricavandone cibo, riparo, energia, medicinali.

In ogni parte del mondo, infatti, il legname è sempre stato una importantissima materia prima per la produzione di carta e di oggetti di uso quotidiano, oltre che per la costruzione di abitazioni e mezzi di trasporto.

Il legname è anche una fonte di energia, perché viene utilizzato come combustibile. Inoltre, le foreste forniscono selvaggina, frutti, bacche, miele, funghi e molte piante curative, usate nella medicina tradizionale, ma studiate anche dalla moderna ricerca scientifica.

L’importanza delle foreste per l’ecosistema terrestre

Le foreste non rispondono solo ai bisogni dell’uomo, ma sono ambienti indispensabili per la vita e la buona salute della Terra. Per esempio, sono uno strumento fondamentale per la lotta all’inquinamento e per la regolazione del clima, contro il riscaldamento globale e la desertificazione.

Le foreste assorbono infatti anidride carbonica e producono l’ossigeno che respiriamo: nella foresta equatoriale ogni albero adulto può produrre dai 20 ai 30 litri di ossigeno al giorno.  Le foreste, inoltre, creano vapore acqueo: aumentano così l’umidità presente nell’atmosfera e favoriscono le precipitazioni e l’accumulo di acqua nel sottosuolo.

Le radici degli alberi mantengono compatto il terreno e le chiome proteggono il suolo dalle aggressioni del vento e delle piogge, evitando erosione e frane.  

Le foreste ospitano poi la più grande biodiversità del pianeta. La foresta equatoriale, in particolare, possiede un immenso patrimonio vegetale e animale che comprende oltre due terzi delle specie terrestri di alberi, fiori, insetti, uccelli, rettili, mammiferi. Molti di questi non sono ancora stati catalogati dagli scienziati, ma la deforestazione può portare alla loro estinzione prima ancora che noi possiamo conoscerli: si è calcolato che scompaiano più di 50 specie vegetali o animali ogni giorno. 

Attacco alla foresta

In molte parti del mondo, purtroppo, la maggior parte delle antiche foreste non esiste più.  Nel corso dei millenni, gli esseri umani hanno diboscato grandi parti di territorio per far posto a città, strade e campi coltivabili oppure per ricavarne legname. Il problema si è aggravato soprattutto dalla metà del secolo scorso. In passato sono state distrutte le foreste delle zone temperate (per esempio, in Europa), oggi vengono invece abbattuti soprattutto gli alberi delle foreste equatoriali, in Asia, Africa e America meridionale: si è calcolato che ogni anno si perde una superficie verde grande circa 100 000 chilometri quadrati, l’equivalente di quattro grandi regioni italiane. Difficilmente poi altri alberi ricrescono in queste zone: il terreno, non più protetto dalle fronde degli alberi, viene colpito continuamente sia dalla pioggia sia dai raggi del sole, perdendo così la sua fertilità.

L’esempio di Wangari

Wangari Maathai è stata una biologa africana. Dopo aver studiato all’estero, è tornata nel suo Paese, il Kenya: qui ha trovato un territorio molto più spoglio e diboscato di quando l’aveva lasciato. Così, insieme ad altre donne, ha creato il Green Belt Movement (Movimento della Cintura Verde) per fermare il taglio degli alberi e cominciare a riforestare, piantando milioni di giovani alberelli. A Wangari e al suo movimento è stato assegnato nel 2004 il Premio Nobel per la Pace, perché la protezione dell’ambiente è fondamentale per portare la pace in tutto il pianeta.  

Oggi, sempre più persone pensano che piantare nuovi alberi sia uno strumento efficace ed economico per ripulire l’aria e fermare il riscaldamento globale. In molte parti del mondo nascono perciò progetti per la riforestazione sull’esempio dell’impresa di Wangari Maathai. Per esempio:

Plant-for-the-Planet è un’associazione creata da un bambino tedesco, Felix, che raccoglie oltre settantamila ragazzi e ragazze e sta piantando miliardi di alberi in tutto il mondo. Il loro motto è “Stop Talking. Start Planting”, cioè “Basta parlare, cominciate a piantare”.
Due Grandi Muraglie Verde stanno sorgendo nel Sahel, a sud del deserto del Sahara, e in Cina, ai margini del deserto del Gobi.
Con il progetto ForestaMi, la città di Milano ha in programma di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030.

In difesa delle foreste

Nel 2012 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso di proclamare il 21 marzo Giornata Internazionale delle Foreste proprio per far conoscere l’importanza degli alberi e dei vari tipi di foreste nell’equilibrio del nostro pianeta.

Dato che una delle maggiori responsabili della deforestazione è l’industria del legno, è stato creato il marchio FSC che permette ai consumatori di riconoscere i prodotti realizzati con legname certificato e sostenibile, cioè ottenuto facendo attenzione alla conservazione della biodiversità e portando ricchezza alle comunità locali. Oggi sono certificati FSC 2 milioni di chilometri quadrati di foreste in 81 Paesi del mondo. Quindi, ora che lo sappiamo, quando acquistiamo un prodotto di legno facciamo attenzione che sia contrassegnato con il marchio FSC.

Di foreste si occupa l’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030 (conservare la biodiversità terrestre): qui puoi leggere il post sull’obiettivo nel nostro blog.

Della Giornata Mondiale delle Foreste, come di molte altre giornate speciali, si parla nel volume “Un calendario per l’educazione civica“, allegato al sussidiario delle discipine Mondo 2030, della Cetem.

Obiettivo 13: fermare il riscaldamento globale – L’Agenda 2030 spiegata ai bambini

Screenshot 2018-03-16 11.38.43 come ci accorgiamo del cambiamento climatico?  L’atmosfera che circonda la Terra sta aumentando la sua temperatura. Questo provoca nelle varie parti del pianeta fenomeni meteorologici che, pur essendo opposti, fanno parte di un unico grande cambiamento climatico. Per esempio, in molte zone stanno aumentando la desertificazione, cioè l’avanzata del deserto, e i lunghi periodi di siccità; allo stesso tempo, in altre zone stanno verificandosi sempre più spesso piogge violentissime, alluvioni, uragani. E’ proprio l’eccessivo riscaldamento dell’acqua superficiale degli oceani a dare forza agli uragani, chiamati anche cicloni tropicali perché fino ad ora si sono formati quasi soltanto nella zona tra i due Tropici. Ma oggi, per il riscaldamento del clima, stanno avvenendo anche in mari della zona temperata, come il Mar Mediterraneo. Screenshot 2019-09-17 17.24.20

Quali sono i pericoli dell’aumento di temperatura?

L’aumento della temperatura, aggravato dal diboscamento e dallo sfruttamento eccessivo dei terreni e delle riserve d’acqua, rappresenta una grave minaccia per l’agricoltura. Oggi circa mezzo miliardo di persone vive in zone che si stanno desertificando; in altre zone sono le inondazioni a rendere i terreni non più coltivabili.  Tutto ciò ha gravi conseguenze sulla quantità di risorse alimentari del pianeta, soprattutto nei Paesi che sono tra i più poveri del mondo; anche i prezzi dei cibi aumenteranno. Un’altra conseguenza della diminuzione di prodotti agricoli è l’aumento del numero di migranti, che si spostano verso zone più ricche: dal centro e sud America verso il nord America e dall’Africa verso l’Europa. Un grave pericolo è anche l’innalzamento del livello dei mari a causa dello scioglimento dei ghiacciai al Polo Nord e al Polo Sud. Screenshot 2019-09-17 17.27.29.png

Cosa fare per fermare l’aumento della temperatura?

Non c’è una sola soluzione: ci sono molte cose che si possono fare, ma vanno fatte presto e tutte insieme. Piantare nuove foreste è una di queste, ma è importante anche agire sui nostri comportamenti alimentari. Nei paesi ricchi il consumo di carne è altissimo e in continua crescita. Sappiamo però che i grandi allevamenti producono emissioni di metano, uno dei principali gas che va a creare l’effetto serra* sul nostro pianeta. Inoltre, l’abbattimento delle foreste per lasciare spazio a terreni dove coltivare il cibo per i bovini produce un aumento della quantità di anidride carbonica nell’atmosfera.  Se quei terreni venissero coltivati a cereali e verdure si potrebbero nutrire più persone sul pianeta. Quindi, una strategia consigliata è quella di mangiare meno carne e diventare un po’ più vegetariani. Screenshot 2019-09-17 17.34.23

I traguardi dell’Obiettivo 13

Per combattere il cambiamento climatico e limitarne le conseguenze l’Obiettivo 13 propone ai governi e alla comunità internazionale di
  • mettere in atto tutte le misure possibili per fermare l’aumento delle temperature, nel campo dell’alimentazione, dei trasporti, del consumo di energia, della conservazione degli spazi verdi.
  • rafforzare la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali.
  • migliorare l’istruzione, le conoscenze e la capacità di persone e istituzioni sull’argomento del cambiamento climatico.
  • aiutare finanziariamente i Paesi più poveri a trovare soluzioni e affrontare le conseguenze del cambiamento climatico.
Se vuoi saperne di più sull’Agenda 2030 vai a questo post. Se vuoi saperne di più sugli altri Obiettivi leggi questi post: In questo post si parla invece di Possiamo cambiare il mondo, Mondadori, un libro che racconta ai bambini e alle bambine, in modo semplice e coinvolgente i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.