La storia dei Curdi spiegata ai bambini

Il popolo curdo

I Curdi sono un popolo senza Stato, perché il loro territorio è suddiviso tra diversi Paesi: in Turchia è la parte più grande, dove vivono 13 milioni di Curdi; poi Iran, Iraq e Siria, il Paese che in questi anni è vittima di una guerra terribile, da cui fuggono milioni di profughi.

Il territorio dei Curdi è chiamato Kurdistan, cioè Terra dei Curdi. E’ una regione vastissima, bagnata dai fiumi Tigri ed Eufrate. Nella carta è il territorio indicato con il colore giallo; le linee sottili sono i confini tra i quattro Paesi che  si spartiscono questo territorio.

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I Curdi sono una popolazione antichissima; hanno una loro lingua e le loro tradizioni. Sono anche un popolo molto unito, che soffre da sempre di essere separato e di non avere un proprio governo. Inoltre, sono stati spesso perseguitati e moltissimi di loro, milioni di persone, vivono all’estero, per esempio in diversi Paesi europei.

Una lunga storia

Nel 7° secolo d.C.  vennero conquistati dagli Arabi e si convertirono alla religione islamica. Nel 16° secolo la maggior parte del Kurdistan fu annessa all’Impero Ottomano, cioè turco, mentre una parte veniva conquistata dalla Persia (l’attuale Iran).

Nel 19° secolo, i Curdi cominciarono a lottare per la propria indipendenza, ma tutte le loro rivolte furono soffocate dagli Ottomani.

Quando, all’inizio del secolo scorso, finì la prima guerra mondiale, i Curdi sperarono di riuscire a ottenere un loro Stato. Uno dei principi delle potenze vincitrici (Gran Bretagna, Francia, Russia) era infatti l’autodeterminazione dei popoli: questo vuole dire che ogni popolo aveva il diritto di decidere per se stesso, per il proprio territorio, il proprio governo e il proprio futuro.

Ma la Turchia si oppose in ogni modo: non voleva certo perdere una così grossa fetta del suo territorio a favore dei Curdi. Così, le potenze vincitrici  tornarono indietro sulle loro decisioni e fecero un’eccezione per i Curdi, purtroppo: avrebbero diviso il loro territorio tra diversi Stati.

La speranza dei Curdi era così annullata: si trovavano ancora una volta dominati da qualcun altro. Ma il popolo curdo non accettò questa risoluzione e continuò a ribellarsi per tutto il secolo scorso.

Il Kurdistan oggi

La situazione è rimasta la stessa fino a oggi: i Curdi sono ancora discriminati e perseguitati in tutti i Paesi, anche se sono ovunque una minoranza molto numerosa. Non hanno diritto di usare ufficialmente la loro lingua nazionale; in Turchia, se partecipano a riunioni pubbliche nella loro lingua, rischiano di essere arrestati e la lingua curda non viene insegnata nelle scuole statali; non c’è nemmeno un giornale in lingua curda. Alcune minoranze curde in Siria non hanno diritto di voto e non possono uscire liberamente dal Paese, né possedere un’automobile o dei terreni.

Alcune zone del Kurdistan, poi, sono ricche di petrolio, per esempio nell’Iraq,  e questo è un altro ostacolo per la conquista dell’indipendenza: è una risorsa troppo preziosa a cui nessuno vuole rinunciare.

Ma nonostante questa lunga storia di oppressione, i Curdi sono ancora oggi un popolo fiero e coraggioso. Per esempio è stato tra i primi a combattere l’Isis, lo Stato terrorista islamico, ed è riuscito a fermarlo e a cacciarlo da molte zone.

Sono particolarmente coraggiose le donne curde. Mentre in molti Paesi islamici le donne sono costrette in una posizione di secondo piano, in Kurdistan combattono in prima fila per i propri diritti e anche in battaglia, quando devono difendersi dagli eserciti nemici.

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In questo post puoi leggere la spiegazione dell’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030, che indica ai paesi la strada per costruire società pacifiche e giuste.

14 pensieri su “La storia dei Curdi spiegata ai bambini”

  1. Grazie perchè parlarne, soprattutto in termini semplici è importante e sempre utile.
    Non solo per i bambini, ma per tutti perchè più la gente sa, meglio potrà cercare di capire le dinamiche, specialmente quelle degli ultimi giorni.

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  2. Buongiorno, le informazioni dare nel testo sono inesatte e tendenziose. ICurdi in Siria hanno diritto di voto e sono equiparati ai cittadini siriani, in diritti e doveri. Attenzione, che per favorire la chiarezza non si sacrifichi la correttezza delle info!

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    1. Buongiorno Vanessa, hai ragione: a volte tendendo alla semplificazione di certi argomenti complessi si rischia una loro banalizzazione e addirittura una distorsione. Lo so bene perché nel mio lavoro è un pericolo sempre in agguato. Comunque è mia abitudine non affidarmi a fonti inattendibili. La frase a cui ti riferisci parla però di alcune minoranze ulteriormente discriminate e non dei curdi in generale in Siria. La fonte da cui ho tratto questa e qualche altra informazione è l’Enciclopedia Treccani (versione per ragazzi) alla voce Curdi. Ho cercato, ma non ho trovato altre fonti su questo, ti sarei grata se me ne volessi segnalare qualcuna. Grazie e buona giornata.

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  3. Sono spiacente di leggere alcune informazioni completamente sbagliate. Vivo in Turchia da molti anni. Conosco bene la situazione. Il fatto che “ i curdi non parlano la loro lingua altrimenti vengono arrestati” non è giusto. Non è vietata la loro lingua in tv, hanno addirittura un canale televisivo statale in curdo. Vi consiglierei di fare un’indagine efficace prima di scrivere un articolo.

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    1. Buongiorno Martina, ti ringrazio per questa tua nota. Non era mia intenzione fare una propaganda antiturca infondata, tra l’altro ho molti amici turchi e altri italiani che, come te, vivono in Turchia da tempo. Mi sono rifatta a fonti che riportavano quello che hai letto. Non ho però scritto che vengono arrestati se parlano la loro lingua, ma che rischiano di venire arrestati se la utilizzano all’interno di una riunione pubblica. Ho approfondito altre questioni e ho trovato la presenza di una canale satellitare in curdo, nella tv statale mi risultano solo alcuni programmi, a quanto mi risulta abbastanza controllati; comunque ho tolto la frase. Su altre affermazioni non ho trovato fonti discordanti. Ti sarei molto grata se me ne volessi segnalare qualcuna, in italiano o in inglese o in francese, preferibilmente. Grazie mille per il tuo eventuale contributo e buona giornata.

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  4. Bene le rettifiche e le precisazioni,ma la sostanza non cambia. Sono grata a chi si impegna nella ricerca e nella diffusione della verità . Sono anziana ma non rinuncio alla speranza di Giustizia . Soprattutto credo alla forza delle donne. Un abbraccio

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  5. Ringrazio le autrici di questo articolo perché, pur essendo anche io insegnante di scuola superiore e seguendo quotidianamente la cronaca sui media, riesce con semplicità a chiarire origini e antefatti della guerra cHe sta insanguinato la terra curda. Mi ripropongo di presentarla ai miei ragazzi di Relazioni Internazionali. Grazie

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    1. Grazie a te Caterina, sono contenta che tu abbia trovato utile questo articoli. Io sono anche un’autrice di testi per le superiori e so che anche per i ragazzi più grandi bisogna utilizzare un linguaggio semplice e chiaro. Buon lavoro e restiamo in contatto. Rossella.

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  6. Non una parola sul terrorismo curdo in Turchia. Il PKK ( che è considerato una organizzazione terroristica da tutti, UE compresa) ha ucciso migliaia di persone. Basta una ricerca su Wikipedia. Tutto vero sull’oppressione subita dai Curdi ma tralasciare questo punto inficia la validità di tutto l’articolo.

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    1. La ringrazio per il suo punto di vista, ma sono del parere che le cause siano la cosa più importante su cui indagare. Nessuno sottovaluta la gravità di azioni violente operate da alcune frange, ma, come in altre situazioni storiche, sono l’effetto dell’oppressione subita.

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