La civiltà greca delle Poleis

Nella scheda che presentiamo si possono trovare alcuni spunti per predisporre una verifica sulla civiltà della Grecia antica. Le attività proposte sono di diverso tipo e possono essere adattate alle esigenze della classe e ai materiali disponibili sul libro di testo in adozione.

Accanto a ogni consegna è indicata in verde la competenza messa in atto nella risoluzione dell’esercizio.

1. Leggi e completa il testo inserendo al posto giusto le seguenti parole:
Operare su carte geo-storiche

Grecia • Spagna • Fenici • Mediterraneo • Africa • Italia

La civiltà greca si sviluppò nei territori dell’attuale …………………………………….., ma si diffuse in tutta l’area del Mar ………………………………..: sulle coste e nelle isole della Turchia, della Francia, dell’………………………………………. meridionale, in ……………………………………………… e in ……………………………………….. . Entrò in contatto, per scopi commerciali, con molti popoli, per esempio con i ……………………………………………………………..

2. Rileggi il testo e completa la carta scrivendo nei cartellini le seguenti località.
Operare su carte geo-storiche

Grecia • Spagna • Turchia • Africa • Italia

carta_greci

3. Indica sulla linea del tempo il periodo di sviluppo della civiltà della Grecia antica.
(L’insegnante può completare le consegna inserendo le date di inizio-fine della civiltà riportate nel libro di testo).
Lavorare sulla linea del tempo

tempo_greci

4. Segna con una X il completamento corretto.
Conoscere gli aspetti delle civiltà del passato.

Le Poleis erano…

  • città-stato indipendenti,
  • centri che facevano capo a una città più grande.

Le Poleis avevano…

  • governi differenti.
  • tutte lo stesso governo.

Nelle Poleis

  • si parlava la stessa lingua.
  • si parlavano lingue differenti.

Le Poleis della Magna Grecia erano…

  • colonie indipendenti dalla madrepatria.
  • città assoggettate alla madrepatria.

5. Collega ciascun nome alla sua definizione.
Conoscere gli aspetti delle civiltà del passato.

greci_cultura

6. Leggi le informazioni sull’educazione dei bambini di Sparta e di Atene.
Leggere una fonte scritta.

vasoI fanciulli di Sparta erano educati fin da piccoli molto severamente. Dal settimo anno i maschi lasciavano la famiglia per essere formati nelle caserme. Ogni giorno si allenavano all’aperto per rendere il loro corpo più forte. Si abituavano dunque a sopportare il caldo e il freddo. Nelle battaglie combattevano valorosamente e non lasciavano mai l’esercito, si mostravano così co¬raggiosi da essere invincibili e costringere quasi sempre i nemici alla fuga. (Plutarco)

Già da piccoli i bambini di Atene sono educati dai maestri che insegnano la scrittura, la lettura, la musica e le attività fisiche. Inoltre rendono delicati i loro piedi coprendoli con le scarpe e indeboliscono i corpi facendo loro indossare delle vesti. (Senofonte)

7. Quali differenze noti confrontando il modo di vivere dei bambini di Sparta con quello dei bambini di Atene?
Conoscere gli aspetti delle civiltà del passato.

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Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.
Qui è possibile leggere una riflessione sulla lettura delle carte geo-storiche e scaricare altri spunti per la verifica di questa competenza.

Costruire la linea del tempo: un esempio di learning by doing

Saper collocare nel tempo i principali avvenimenti storici, rappresenta uno dei passaggi fondamentali per lo studio della storia.
Lo strumento più comunemente utilizzato a scuola per comprendere che la storia è fatta di vicende che avvengono prima, dopo o contemporaneamente ad altre è la linea del tempo.
Ma la sua lettura e il suo corretto utilizzo non sono operazioni che gli alunni padroneggiano da subito con disinvoltura: necessitano infatti di un lavoro strutturato dall’insegnante in classe e di un continuo esercizio.

Gli obiettivi

Di seguito riportiamo un’eperienza proposta in una classe quarta. L’obiettivo era aiutarli a collocare nel tempo le vicende dei popoli e a raccontare come si sono svolti i fatti in modo ordinato, cioè in ordine cronologico. Ma parte fondamentale del lavoro è stato il coinvolgimento attivo degli alunni nella costruzione  di una linea del tempo personale.

Competenze e abilità

Partiamo dalla tabella delle competenze messe in atto e dalle abilità coinvolte.

tabella

Il lavoro in classe è stato diviso in alcune fasi :

  1. Presentare dello strumento;
  2. costruire la linea del tempo generale;
  3. costruire la linea del tempo dei singoli popoli;
  4. confrontare le linee del tempo.

Fase 1: Presentare la linea del tempo (1 ora)

Osservate in classe tutti insieme una linea del tempo. Può essere quella proposta dal libro di testo, oppure un’immagine proiettata alla LIM. Analizzatela partendo da alcune domande rivolte alla classe.

Ecco una linea del tempo.

linea

  • Che cos’è? a cosa serve?

E’ una freccia che indica la direzione del tempo, da sinistra verso destra: i fatti storici più antichi sono a sinistra, quelli più recenti sono a destra.

  • Come può aiutarci nello studio della storia?

Indica la successione e la contemporaneità dei fatti storici.
Indica la durata, cioè il tempo che trascorre dall’inizio alla fine di un evento storico.

  • Come misura il tempo?

È divisa in anni e la distanza tra gli anni è sempre uguale.
Gli anni prima della nascita di Cristo si collocano a sinistra e si identificano sempre con la scritta avanti Cristo (a.C.): il numero degli anni è più grande se andiamo indietro verso il tempo più antico, cioè a sinistra.
Gli anni dopo la nascita di Cristo si collocano a destra e si identificano a volte con la scritta dopo Cristo (d.C.): il numero degli anni è più grande se andiamo avanti verso il tempo più recente, cioè a destra.

Fase 2: Costruire una la linea del tempo generale (1 ora)

Questa fase è abbastanza complessa: si consiglia perciò  un’attività di classe guidata dall’insegnante.

Per costruire la linea del tempo generale, si chiede ai bambini di portare a scuola della fettuccia bianca. Si acquistare in una merceria, al mercato, oppure al supermercato.

  • Ma quanto dovrà essere lunga? In quante parti equidistanti dovrà essere divisa?

Per rispondere a queste domande occorre seguire alcune operazioni matematiche:

  1. Si stabilisce insieme ai ragazzi il punto di partenza (in genere si sceglie il 3 500 che corrisponde all’inizio della civiltà dei Sumeri). Poi si tiene conto della nascita di Cristo e si stabilisce il riferimento finale (in genere l’anno in corso);
  2. A questo punto si contano gli anni che intercorrono tra la data di inizio e la data finale del periodo storico da considerare;
  3. Si stabilisce l’unità di misura per la suddivisione della linea tempo (es: 10 cm= 500 anni, oppure 15 cm= 500 anni…) e si procede con il calcolo:
    – Anni tra la data di inizio e quella finale : 500= n. spazi equidistanti.
    – Numero spazi equidistanti x … cm = lunghezza totale della fettucccia.
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In questa immagine l’unità di misura scelta è: 15 cm = 500 anni

Si passa così alla parte più pratica: si divide la linea del tempo negli spazi calcolati insieme nella fase precedente, si segnano delle piccole tacche in corrispondenza degli anni di riferimento. Per scrivere sulla fettuccia si consiglia di utlizzare un pennarello a punta sottile e di “puntinare”.

Fase 3: Costruire la linea del tempo dei singoli popoli (1 ora)

Terminata la linea del tempo generale, con lo stesso metodo si passa alla predisposizione di quelle dei singoli popoli che dovranno essere di colori diversi.

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Linea del tempo del popolo dei Sumeri

Fase 4: Confrontare le linee del tempo

Ogni volta che si affronta lo studio di un popolo si può quindi creare la sua linea del tempo. In genere i ragazzi diventano esperti nella costruzione molto in fretta e così in aseguito l’operazione non richiede più molto tempo, nè il supporto dell’insegnante.

Per comprendere più chiaramente concetti come contemporaneità, successione dei popoli… basta quindi mettere a confronto le varie linee.

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Confronto tra la linea del tempo generale, quella dei Sumeri e degli Egizi

 

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Sovrapposizione della linea del tempo dei Sumeri con qeulla degli Egizi

Dal confronto e dalla sovrapposizione sarà facile per i ragazzi capire, quale popolo è vissuto prima, quale  il popolo è più vicino a noi in senso temporale, quali popoli sono stati contemporanei e per quali periodi, quale popolo ha avuto la “vita” più breve e quale la più lunga
Il lavoro diventa così molto concreto e facilita la dimestichezza nel calcolo degli anni prima e dopo Cristo.

 

 

Scambiamoci le idee leggendo una fonte iconografica

In questo periodo in cui non è più possibile che in classe i ragazzi e le ragazze si scambino gli oggetti, ci viene naturale proporre un’attività per invitare tutti a scambiare qualcosa di importante: le idee.

Avevamo già pubblicato qualche tempo fa la scheda che presentiamo come esercizio prettamente didattico, per avviare alla lettura delle fonti iconografiche, strumento fondamentale per lo studio della storia. Si trattava, quindi, di un lavoro da svolgere individualmente.

Oggi, invece, vogliamo porre l’accento su come utilizzare questa scheda in classe tutti insieme, scambiandoci le intuizioni, le informazioni, le sensazioni che un’immagine ci può trasmettere.

Che cosa impareranno? Chiedetelo ai vostri alunni alla fine del lavoro.

Proiettate alla LIM questa immagine, o una qualunque immagine storica, e chiedete di osservarla con attenzione. Invitate a riflettere in silenzio, individualmente. Capiterà sicuramente che qualche bambino o bambina riconosca già il popolo su cui stiamo indagando, ma dovrete fare in modo che l’attenzione sia rivolta a ciò che stanno facendo i personaggi rappresentati.

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Successivamente chiedete a ogni bambino di scrivere su un foglietto qual è il nome dell’oggetto che sono stati invitati a osservare e la sua funzione.

Al termine leggete insieme ai ragazzi le risposte. Quanti lo hanno individuato? Quanti sanno a cosa serve?

Con lo stesso metodo chiedete che cosa sta facendo la donna e confrontate le risposte.

Fate quindi scrivere qual è il mestiere di queste due persone e poi aprite il dibattito.

Chiedete poi quali animali e quali piante riconoscono e confrontate ancora una volta le risposte.

Ora è il momento di scoprire le informazioni nascoste. Questa fase è da seguire tutti insieme con la guida del docente, che apre un altro scambio di idee partendo dalle informazioni che i bambini avevano potuto trovare osservando l’immagine.

Domandate:

  • Come poteva essere il clima in Egitto?
  • Da che cosa lo si può capire?
  • Quali cibi facevano parte della dieta degli antichi Egizi?

Scrivete le risposte alla lavagna o alla LIM, poi fatele riordinare sotto forma di breve testo.

Al termine dell’attività chiedete ai vostri alunni che cosa hanno imparato secondo loro, e soprattutto se è stato importante ascoltare gli interventi e le risposte dei compagni e perché.

Qui è possibile scaricare la scheda con l’attività individuale da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.
Qui un’altra scheda operativa sull’analisi delle fonti storiche.

Lavoro di gruppo: conoscere la vita quotidiana a Roma

Come si viveva a Roma durante l’Impero?
È un quesito che in genere riscuote un grande successo tra i bambini. Essi possiedono sull’argomento un bagaglio di informazioni già acquisito, che deriva da filmanimazioni, libri specifici sull’argomento, visite a monumenti di epoca romana.

Approfondire in classe queste preconoscenze non è mai molto semplice e richiede spesso molto tempo, proprio perchè ogni bambino ha voglia di raccontare ai compagni e all’insegnante ciò che già sa e come lo ha imparato, confondendo a volte realtà storica e fantasia.

L’esperienza che descriviamo è stata proposta a una classe quinta. Si tratta di un’attività di gruppo che prevede, oltre al lavoro di ricerca e approfondimento, anche un momento di esposizione ai compagni degli elaborati. Di seguito riportiamo lo schema di progettazione.

Indicazioni metodologiche

Tabella delle competenze e delle abilità coinvolte

tabella

Suggerimenti operativi

1a fase: organizzare il lavoro – tempo 2 ore

Si tratta della fase forse più impegnativa perchè è il momento in cui si devono scegliere gli argomenti su cui lavorare, formare i gruppi, fornire le indicazioni su come dovrà procedere tutto il percorso.

L’attività parte da una precisa domanda ai bambini su quali aspetti della vita a Roma durante l’impero vorrebbero approfondire. I ragazzi, guidati dall’insegnante, fanno un elenco degli argomenti controllando eventualmente sul libro di testo di non aver tralasciato aspetti interessanti. Quindi si mettono a fuoco gli aspetti che più piacciono alla classe, effettuando una scelta condivisa degli argomenti.

Nella classe coinvolta i ragazzi hanno lavorato sui seguenti temi:

  • I soldati e l’esercito romano
  • Gli spettacoli
  • Le terme
  • Le abitazioni
  • Il cibo

Si passa poi alla suddivione in gruppi di lavoro. Si lascia ai docenti la libertà di organizzare la classe in base alle singole esigenze.
Nel caso preso in esame è stato scelto il principio della casualità. L’insegnante distribuisce a ciascun bambino un foglietto chiuso, estratto a sorte, su cui è scritto il titolo di un argomento. In questo modo si raggruppano gli alunni che hanno ricevuto il biglietto con lo stesso tema su cui lavorare.

Successivamente l’insegnante spiega la consegna di questo compito. Ogni gruppo deve:

  • raccogliere informazioni sul proprio argomento, sintetizzarle e rielaborarle in forma scritta;
  • esporle ai compagni con il supporto di disegni realizzati da loro e di video forniti dall’insegnante;
  • preparare un questionario finale  da sottoporre ai compagni per verificare  la chiarezza della loro esposizione e l’attenzione dei compagni.

La fase preparatoria termina con la ricerca a casa e a scuola di materiali da cui ricavare informazioni per i vari approfondimenti. Si lascia una settimana di tempo.
L’insegnante  si impegna nella ricerca di video adatti.

2a fase: suddividere i compiti e organizzare i materiali – tempo 1 ora

In questa fase l’insegnante stimola la classe a mettere a fuoco i vari compiti dei componenti del gruppo. Un confronto collettivo porta i ragazzi a mettere in evidenza alcuni punti; per esempio:

  • tutti collaborano alla stesura dei testi e alla trasposizione in formato multimediale
  • un componente del gruppo realizza i disegni e li fotografa
  • due componenti a turno spiegano ai compagni il contenuto del loro lavoro
  • un componente si occupa della proiezione alla LIM del video e dei disegni fotografati
  • un componente formula le domande finali.

A questo punto si dà il via al lavoro vero e proprio. L’insegnante assegna a ogni gruppo un video e invita i ragazzi a prenderne visione, mentre passa tra i gruppi per organizzare insieme ai bambini i materiali che hanno ottenuto dalla ricerca a casa.

3a fase: organizzare e rielaborare le informazioni – tempo 4 ore, suddivise in due giornate

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Immagine della bozza di lavoro sull’argomento Terme

In questa fase i gruppi lavorano in autonomia. Ricercano le informazioni, le sintetizzazano, le organizzano per il loro elaborato. Intanto i disegnatori si occupano delle illustrazioni e chi deve supportare i compagni con i file multimediali si esercita a turno alla LIM.

 

4a fase: presentare il lavoro ai compagni – tempo 1 ora

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Disegno inserito nel lavoro di gruppo

Quando il lavoro di ogni gruppo è completo si passa alla presentazione alla classe. Tutti si sono esercitati a narrare, spiegare, lavorare alla LIM e il risultato è una lezione fatta dai ragazzi stimolando così l’apprendimento collaborativo.
Qui potete scaricare come esempio la presentazione  preparata dai ragazzi sulle terme.

 

Qui, sempre come esempio, il video usato in classe dal gruppo di lavoro sulle terme.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Patrimonio dell’Umanità spiegato ai bambini: Castel del Monte

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Castel del Monte è uno dei tanti, bellissimi castelli che furono costruiti in Puglia durante il Medioevo. Ma certamente, per la sua architettura e per l’imponente presenza nel paesaggio, questo castello del XIII secolo è davvero particolare e spesso viene definito ‘il più bel castello d’Europa’.

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Fu Federico II di Svevia, che governò per lungo tempo tutta l’Italia meridionale, a volere la sua costruzione, su una collina delle Murge vicino all’attuale città di Andria. Ben visibile anche da lontano, la forma di Castel del Monte sembra quella di una corona, che ricorda quella che utilizzò Federico per la sua incoronazione.

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Come la corona, infatti, il castello è a forma di ottagono perfetto. Negli otto spigoli sono state costruite otto torri, alte 24 metri, a loro volta ottagonali. L’edificio si sviluppa intorno al cortile centrale e ciascuno dei due piani ha otto stanze a forma di trapezio che hanno le stesse dimensioni. Nel cortile c’era un tempo una grande vasca, anch’essa ottagonale, che nei secoli è andata distrutta.

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Sembra che Federico abbia scelto l’ottagono per il suo valore simbolico: si tratta infatti di una figura geometrica a metà strada tra il quadrato, allora considerato simbolo della Terra, e il cerchio, simbolo dell’infinità del cielo. Il castello doveva quindi rappresentare l’unione tra la Terra e il cielo.

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L’Unesco ha inserito Castel del Monte nel Patrimonio dell’Umanità. E’ infatti un’importantissima opera d’arte, sia per la bellezza delle sue architetture, perfettamente inserite nel paesaggio,  sia perché unisce la cultura del Nord Europa, da cui proveniva Federico II di Svevia, con quella del mondo classico (greco e romano) e del mondo islamico, tutti e due parte della storia della Puglia.

Queste le foto di alcuni particolari tratte dal sito Unesco:

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Questo il link per visitarlo con Google maps.

Qui potete leggere altre schede su siti Patrimonio dell’Umanità:

Il Patrimonio dell’Umanità spiegato ai bambini: il villaggio operaio di Crespi d’Adda

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la Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Uno di questi è il villaggio operaio di Crespi d’Adda.

Crespi è il nome della famiglia di industriali tessili che, a fine Ottocento, decise di far sorgere vicino alla propria fabbrica un intero villaggio, dove gli operai potevano vivere con le loro famiglie.

villaggio operaio crespi d'adda
Casette per le famiglie degli operai

Dal nulla, in pochi anni, sorse una cittadina formata da villette per gli impiegati e i dirigenti e piccole case con orto e giardino per gli operai. Solo chi lavorava nella fabbrica poteva vivere a Crespi e la vita di tutta la comunità seguiva i ritmi del lavoro.

Casette con giardino Crespi d'Adda
Casette con giardino

Casette bifamiliari Crespi d'Adda
Casa per due famiglie

Villa per dirigenti Crespi d'Adda
Villa per dirigenti

Ai lavoratori e alle loro famiglie venivano forniti tutti i servizi necessari, compresi uno spaccio dove fare acquisti, una scuola che arrivava al termine della primaria e un ospedale.

Lo spaccio, foto d'epoca, Crespi d'Adda
Lo spaccio, foto d’epoca

scuola crespi d'adda
La scuola

L'ospedale, foto d'epoca, Crespi d'Adda
L’ospedale, foto d’epoca

La famiglia Crespi era molto attenta alle innovazioni tecnologiche: Crespi d’Adda è stato infatti il primo centro italiano ad avere un’illuminazione elettrica pubblica.

Venne inoltre creata una linea telefonica privata tra lo stabilimento e la casa milanese dei Crespi, in modo da tenere i padroni sempre aggiornati sull’andamento e gli eventi della fabbrica. La cosa curiosa è che ancora oggi il prefisso telefonico per i residenti a Crespi d’Adda è 02, come a Milano, nonostante si trovi in provincia di Bergamo.

Veniva data molta importanza anche all’attività fisica: c’era una piscina coperta, con spogliatoi e acqua calda per le docce e un grande campo sportivo, formato da un anello per le gare ciclistiche e al centro un campo da calcio.

Bambini che fanno ginnastica, foto d'epoca, Crespi d'Adda
Bambini che fanno ginnastica, foto d’epoca

piscina crespi d'adda
La piscina, foto d’epoca

Gara ciclistica a Crespi d'Adda, foto d'epoca
Gara ciclistica, foto d’epoca

La residenza dei padroni era un grande edificio costruito, in una posizione rialzata, in stile medievale in una posizione, tanto che da tutti è sempre stato definito come il Castello.

Il castello, Crespi d'Adda
Il Castello

In questo piccolo mondo perfetto, il padrone controllava non solo il lavoro, ma anche la vita dei propri dipendenti. Questo tipo di rapporto viene definito ‘paternalismo industriale’, perché il proprietario della fabbrica si comportava come il padre di una grande famiglia di un tempo, rispondendo ai bisogni di ognuno, ma anche esigendo un rigido rispetto delle regole stabilite.

L'esterno della fabbrica, Crespi d'Adda
L’esterno della fabbrica

Da diversi anni la fabbrica è chiusa, ma Crespi d’Adda è rimasto lo stesso, anche grazie a una continua opera di restauro. E’ considerato perciò il villaggio operaio meglio conservato dell’Europa meridionale.

La pianta di Crespi d'Adda
La pianta di Crespi d’Adda


Le immagini sono tratte dai siti crespidadda.it e villaggiocrespi.it