L’economia spiegata ai bambini – Capitolo 4: la moneta

Screenshot 2018-03-22 19.06.38oggi parliamo della nascita della moneta.

Il baratto

Negli antichi villaggi si scambiava un  bene con un altro, ad esempio un secchio di grano con una forma di formaggio. Lo scambio di beni con altri beni si chiama baratto. E’ semplice da pensare, ma in pratica complicatissimo.

Per avere un po’ di latte l’artigiano tessitore deve convincere il contadino ad accettare in cambio un pezzetto di stoffa; per avere una zappa il contadino deve convincere l’artigiano a prendere in cambio un secchio di grano. E quando maturano i mirtilli l’agricoltore deve venderli in fretta perché non durano e deve quindi accettare in cambio un sacco di cose che forse non gli servono; e invece quel che gli serve non lo può comperare perché il venditore non ha voglia di mirtilli.

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Il baratto è molto difficile da mettere in pratica e crea molti sprechi e fatiche inutili.

La moneta

La soluzione del problema è stata trovata in tempi molto antichi. Gli abitanti dell’antica Mesopotamia cominciarono cinquemila anni fa a fabbricare tavolette di terracotta molto speciali. Per un secchio di grano, una tavoletta; per la lana di una pecora, cinque tavolette; e così via.

L’esempio l’abbiamo inventato, ma sappiamo che usavano le tavolette per facilitare gli scambi. Così uno poteva vendere il frutto del suo lavoro senza bisogno di comperare qualcosa nello stesso momento; prendeva le tavolette e poteva comperare più tardi quello di cui avrebbe avuto bisogno. Le tavolette sono un esempio antico di moneta.

Tutti i popoli hanno cominciato presto a usare la moneta. E’ così comoda e pratica! Ciascun popolo si è inventato un tipo di moneta: tavolette, tondini d’oro o di altro metallo, persino conchiglie.

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L’importante è che la moneta sia accettata da tutti e che non si possa riprodurre facilmente, altrimenti qualcuno si mette a fabbricare moneta e porta via tutti i beni agli altri senza produrre nulla di utile alla gente. Si capisce che questo sarebbe un grosso guaio: ci sono stati molti delinquenti che hanno fatto proprio questo (si chiamano falsari) e qualcuno c’è anche riuscito per un po’, prima di essere arrestato.

Quindi ci vuole qualcuno che decida che cosa si usa per moneta e che fabbrichi questa moneta, cioè ad esempio fabbrichi i tondini di metallo. Il mestiere di fabbricare le monete si chiama coniare le monete. E’ difficile e delicato perché bisogna coniarle così bene che nessuno poi riesca ad imitarle e farne tante per proprio vantaggio.

Chi può decidere per tutti? Ecco un’altra questione che vedremo più avanti, quando parleremo di Stato.

Ciascun popolo si è scelto una moneta. Ad esempio noi che viviamo in Europa usiamo come moneta l’euro. Abbiamo tondi di metallo (monete) e pezzi di carta stampata che valgono un certo numero di euro. Sono stampati in modo molto complicato così da rendere difficile l’imitazione: si chiamano banconote.

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Ogni popolo ha una sua moneta, ma non si è trovata una moneta che vada bene per scambiare beni tra un popolo e un altro. Negli Stati Uniti si usa una moneta che si chiama dollaro. Se un americano viene in Italia e va al ristorante a mangiarsi un piatto di spaghetti troverà difficile far accettare i suoi dollari, e anche noi se andiamo a New York, ordiniamo una bistecca e diciamo che pagheremo in euro, forse resteremo a digiuno. Ma ormai sappiamo che cosa succede quando c’è un problema da risolvere: qualcuno trova la soluzione e si fa pagare in cambio del servizio che fornisce.

Così l’americano in Italia e l’italiano negli Stati Uniti vanno a cambiare la loro moneta in un negozio speciale che si chiama banca. La banca cambia la moneta, prendendosi un compenso  per il servizio reso: questa è una delle sue numerose funzioni.


Per l’insegnante.

ecco gli altri capitoli sull’argomento, liberamente tratti da Pippo Franci, L’economia e i ragazzi, Francesco Brioschi editore:

L’economia spiegata ai bambini – Capitolo 1: lo scambio e il risparmio

Screenshot 2018-03-22 19.06.38per capire il nostro mondo e la nostra società è importante cominciare a conoscere come funziona l’economia, cioè l’insieme di tutte le attività umane, che permettono la nostra sopravvivenza e il nostro benessere.

Ci aiuta in questo un professore che insegna all’università, Pippo Ranci, e che ha scritto un piccolo libro diretto proprio a voi ragazzi e ragazze. Questo libro si chiama infatti L’economia e i ragazzi e cerca di spiegare in modo semplice, e facendo degli esempi, anche questioni molto complicate.

In queste schede riporteremo delle parti di questo libro, come in un racconto a puntate che racconta come avviene lo sviluppo economico. Cominciamo con capire che cos’è lo scambio.

Lo scambio

L’umanità ha migliorato la propria condizione applicando l’intelligenza, sviluppando la propria capacità di agire insieme agli altri e di capire le intenzioni dell’altro. Così ha inventato molte cose di grande importanza.

La prima invenzione è lo scambio. Lo si vede subito appena si studia la storia, anzi la preistoria che è la storia dell’umanità prima ancora che imparasse a scrivere.

Prima ciascuna famiglia faceva tutto da sé. Poi gli uomini hanno imparato che ciascuno sa fare bene alcune cose ma non tutte; allora è meglio se ciascuno fa quello che sa fare bene.

I cacciatori sanno andare a caccia e gli agricoltori sanno coltivare: i cacciatori cederanno qualche preda agli agricoltori, e gli agricoltori cederanno ai cacciatori una parte del raccolto.

La famiglia di contadini coltiva la terra, non solo per quello che le serve ma anche per vendere un po’ di grano, di ortaggi, di latte, di legna. Un’altra famiglia fabbrica gli attrezzi per il lavoro, come le zappe e le accette, o gli attrezzi per la casa come i piatti e le ciotole, o i tessuti per fare i vestiti; è una famiglia di artigiani che offrono i prodotti del loro lavoro in cambio di cibo e di legna.

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Contadini e artigiani si incontrano nella piazza portando i loro prodotti e lì contrattano: quanta legna per una forma di formaggio? Quanto frumento per una pezza di tessuto? Nella piazza nasce un mercato.

Il mercato facilita lo scambio. Se ciascuno fa quello che sa fare meglio e acquista quello che gli serve, il villaggio produce molto più di prima, anche se è fatto dallo stesso numero di persone. Gli uomini si accorgono che scambiando possono avere più beni e vivere meglio. Lo scambio sta alla base dello sviluppo economico.

Il risparmio

Ma per lo sviluppo economico è fondamentale anche la seconda invenzione: il risparmio. I contadini non consumano subito tutto il raccolto e ne tengono una parte per l’inverno. Gli artigiani si fanno una scorta di attrezzi e di materiali per lavorare. Ciascuna famiglia rinuncia a consumare tutti i beni di cui dispone e accumula delle scorte.

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Le merci risparmiate serviranno più tardi, potranno essere scambiate con altre merci e la famiglia potrà sopravvivere nell’inverno e costruirsi una casa, una bottega, un granaio. Il risparmio diventa il capitale della famiglia.

L’anno dopo la famiglia starà meglio nella sua nuova casa e produrrà di più perché avrà più attrezzi. Se la produzione sarà maggiore sarà anche più facile risparmiarne una parte e aumentare ancora un po’ il capitale. La famiglia che risparmia accresce pian piano il suo capitale. Se viene una siccità che rovina il raccolto la famiglia potrà sopravvivere consumando un po’ del capitale accumulato. Il capitale dà sicurezza alla famiglia.


Per l’insegnante.

Ecco gli altri capitoli sull’argomento, liberamente tratti da Pippo Franci, L’economia e i ragazzi, Francesco Brioschi editore:

Qui un altro post con una scheda sull’Agenda 2030 per spiegare i meccanismi del mondo ai bambini.