L’Agenda 2030 spiegata ai bambini: Obiettivo 6 – garantire a tutti acqua per bere e per lavarsi

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vi sembra certamente una cosa naturale aprire un rubinetto da cui scende l’acqua potabile per bere e cucinare, avere a disposizione tutta l’acqua che si vuole per lavarsi e utilizzare i servizi igienici,  magari andare a lezione di nuoto in una bella piscina comunale…

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Ma forse non sapete che questi diritti per moltissime persone nel mondo sono un obiettivo ancora lontano da raggiungere.

I dati

Proviamo a leggere alcuni dati:

• oltre il 40% della popolazione mondiale ha problemi di scarsità d’acqua;

• oltre 1,7 miliardi di persone vivono vicino a fiumi dove si preleva più acqua di quanta se ne riformi naturalmente;

• almeno 2,4 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienici;

• ogni anno milioni di persone, in gran parte bambini, muoiono per malattie causate dalla mancanza di acqua potabile o di igiene e pulizia.

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Quali sono le cause?

La Terra possiede sufficiente acqua potabile per dissetare tutti i suoi abitanti, ma la disponibilità media continua a diminuire in modo preoccupante. Questo è legato a cause diverse:

• il continuo aumento della popolazione mondiale: ci sono circa 80 milioni di persone in più ogni anno;

• il sempre maggiore prelievo di acqua per la crescita di molte attività economiche: per esempio agricoltura, allevamento,  produzione di energia; può sembrare strano, ma il 70% dell’acqua dolce consumata nel mondo viene utilizzata per irrigare i campi coltivati;

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• in molti Paesi gli acquedotti e gli impianti di depurazione sono antiquati e poco efficienti;

• la temperatura del pianeta diventa sempre più alta e questo sta peggiorando la situazione delle zone che hanno un clima arido (che sono anche le zone più povere del mondo). Se vuoi saperne di più sul riscaldamento globale causato dall’effetto serra, qui è spiegato bene.

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Soluzioni che non funzionano

Per assicurarsi acqua a sufficenza, molti Paesi hanno deviato fiumi, costruito canali e dighe immense. Queste azioni sono magari riuscite a portare acqua alle piantagioni e a produrre elettricità, ma spesso con gravi danni per l’ambiente e togliendo acqua alle popolazioni locali. Senza contare che a volte sono nate delle vere e proprie guerre per l’acqua tra Paesi confinanti.

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Un’altra soluzione è la desalinizzazione dell’acqua del mare: sono però necessari impianti che costano molto e richiedono un grande consumo di energia. Se lo possono perciò permettere solo Paesi molto ricchi, come i Paesi produttori di petrolio.

Che cosa propone l’Obiettivo 6?

Sulla questione dell’acqua l’Obiettivo 6 propone diversi  traguardi da raggiungere entro il 2030:

  • è necessario migliorare la qualità dell’acqua diminuendo l’inquinamento(discariche di rifiuti non controllate, sostanze chimiche pericolose nelle acque dei fiumi, gli scarichi urbani non depurati, ecc.);
  • è importante proteggere tutti gli ecosistemi legati all’acqua, come le montagne, le foreste, le paludi, i fiumi, i laghi, le acque sotterranee;
  • per aumentare la quantità d’acqua disponibile bisogna evitare gli sprechi, riciclarla quando è possibile, rendere più efficiente la distribuzione negli acquedotti;
  • è fondamentale insegnare alle comunità a gestire bene la propria acqua e ad adottare sane abitudini igieniche.

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Ecco le altre schede relative agli Obiettivi dell’Agenda 2030:

Questo invece il post che presenta ai ragazzi e alle ragazze il progetto dell’Agenda 2030.

L’Agenda 2030 spiegata ai bambini: Obiettivo 14 – proteggere le acque marine

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come sapete, le acque del mare coprono la maggior parte (circa il 70%) della superficie terrestre.

Sono come un grande sistema respiratorio per tutto il pianeta: producono ossigeno per l’atmosfera, assorbono anidride carbonica e riciclano i rifiuti organici (piante, animali) nella catena alimentare. Inoltre, mari e oceani regolano il clima, assorbendo calore d’estate e restituendolo d’inverno: in questo modo fanno sì che il pianeta sia luogo ideale per la vita della specie umana e degli altri esseri viventi. La salute delle acque marine è perciò indispensabile per un futuro sostenibile della Terra.

Le enormi masse d’acqua degli oceani sono state considerate fino a pochi anni fa una risorsa infinita e inesauribile. Alle varie profondità vivono circa 250 000 specie animali che gli scienziati conoscono, ma ce ne sono ancora alcuni milioni completamente sconosciute.

Ma le attività degli uomini stanno creando sempre più problemi. Vediamone alcuni.

Riscaldamento

Molti studi scientifici hanno scoperto che il riscaldamento dell’atmosfera, provocato dall’inquinamento, è stato assorbito soprattutto dagli oceani. Questo ha provocato un forte aumento della temperatura delle acque marine con gravi conseguenze per gli ecosistemi e la fauna acquatica: per esempio, nel nostro emisfero alcune specie si sono estinte e altre hanno dovuto migrare verso nord, dove ci sono acque più fresche.

Ma non solo: l’aumento della temperatura dell’acqua provoca più uragani. Un uragano si alimenta infatti con il calore che incontra sulla superficie del mare, raccogliendo maggiore umidità e rinforzando così i propri effetti distruttivi.

All’interno dei cambiamenti climatici, atmosfera e acque oceaniche fanno perciò parte di un unico indivisibile sistema.

Pesca eccessiva

Un altro grosso pericolo è dato dalla pesca eccessiva (conosciuta con il termine inglese di overfishing). Quando si pesca troppo in acque poco profonde si rischia di esaurire la fauna marina, soprattutto perché si pescano anche i pesci piccoli e non si lascia il tempo necessario per la riproduzione.

Plastica

Un problema ancora maggiore è dato dai miliardi di oggetti di plastica dispersi nel mare. Particolarmente pericolose sono le microplastiche: sono i frammenti di plastica più piccoli di 2 millimetri che vengono ingerite dalle diverse specie marine, entrando direttamente nella catena alimentare fino a noi.

Immensi accumuli di plastica sono poi concentrati nelle diverse ‘isole’ di spazzatura presenti in tutti gli oceani: la più grande isola di spazzatura, estesa per chilometri e chilometri quadrati, si trova nell’Oceano Pacifico, a nord dell’arcipelago delle Hawaii.

I traguardi dell’Obiettivo 14

L’Agenda 2030 ha perciò stabilito diversi traguardi da raggiungere:

  • ridurre l’inquinamento marino, anche proveniente dalla terraferma;
  • regolare la pesca, dicendo STOP a quella eccessiva e anche a quella illegale, in modo da ricostituire le riserve di pesce;
  • aiutare invece i piccoli pescatori locali;
  • aumentare la ricerca scientifica sui problemi del mare;
  • creare aree marine protette su almeno il 10% delle zone costiere.

Per gli insegnanti

Potete avere altre informazioni sull’Agenda 2030 qui.

Qui invece potete trovare la proposta di una classe capovolta sull’Obiettivo 14.

Potete invece leggere gli altri Obiettivi ai link seguenti