Il Patrimonio dell’Umanità spiegato ai bambini: la Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta è uno splendido palazzo reale.  Nel XVIII secolo, il re di Napoli volle costruire una reggia che potesse gareggiare in bellezza e magnificenza con la reggia di Versailles, situata vicino a Parigi, e con quelle di altre capitali europee. Chiamò quindi un famoso architetto, Vanvitelli, e gli chiese di realizzare un progetto. Nel giro di pochi anni la costruzione fu avviata con l’aiuto di ingegneri, costruttori, giardinieri tra i più bravi d’Europa. In seguito, i lavori rallentarono e si dovette arrivare al secolo successivo per vederne il completamento.

Oggi la Reggia di Caserta è iscritta nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco ed è uno dei monumenti più visitati d’Italia.

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L’immenso palazzo ha 1200 stanze decorate e arredate, intorno a quattro vasti cortili, un teatro, un imponente, scalone centrale, molto scenografico: infatti è stato usato come set per molti film.

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Una quadreria suddivisa in nove stanze comprende numerosi dipinti di diverse epoche. Una grande sala (chiamata Sala Ellittica per la sua forma geometrica di ellissi) è interamente occupata dal Presepe Reale con figure in terracotta della tradizione napoletana. Anche il presepe napoletano, per la sua lunghissima storia, che risale addirittura all’anno Mille, e per l’abilità dei suoi artigiani,  è candidato a entrare nel Patrimonio dell’Umanità.

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La Reggia è famosa anche per il suo parco, che si estende per tre chilometri e comprende una lunga serie di fontane con grandi statue e una cascata. Le vasche sono popolate da numerosi pesci d’acqua dolce. Per far arrivare l’acqua alla reggia fu realizzato un acquedotto di 41 chilometri.

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Particolarmente bello è il Giardino all’inglese, dove sono raccolte centinaia di specie di piante, sia della zona mediterranea sia di zone più esotiche, di ogni parte del mondo. L’aspetto è volutamente ‘disordinato’, con corsi d’acqua, laghetti, statue ed edifici progettati per assomigliare alle rovine di epoca greca e romana.

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Il Patrimonio dell’Umanità spiegato ai bambini: l’Orto Botanico di Padova

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l’Orto Botanico di Padova è il più antico giardino botanico del mondo.

Venne infatti creato nel 1545 e da allora, anche se con modifiche e ampliamenti, è sempre rimasto attivo nello stesso luogo. Dal 1997 fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, perché ha rappresentato un modello per tutti i giardini botanici d’Italia e del mondo.

In origine era chiamato ‘Giardino dei Semplici’, perché era nato come luogo dove coltivare le erbe curative, un tempo definite semplici, alla base dell’antica medicina.

Allora l’Orto Botanico racchiudeva un vero tesoro perché le piante e i medicinali che se ne ricavavano erano beni davvero preziosi, di alto valore. Perciò i furti erano molto frequenti, nonostante i ladri fossero soggetti a pene severe, come il carcere per lunghi periodi o addirittura l’esilio.

Per proteggere le piante fu quindi progettato e costruito un alto muro di recinzione, più facile da difendere e controllare, dalla forma circolare che si è mantenuta fino a oggi. Nel corso dei secoli, grazie a questo orto, vennero introdotte piante prima sconosciute in Italia, come il girasole, la magnolia, il gelsomino e anche la patata.

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Oggi ospita 3500 specie differenti di piante suddivise in grandi aiuole intorno a una  vasca di acqua tiepida, proveniente dal sottosuolo, dove crescono le piante acquatiche.

Nell’orto botanico sono presenti anche alcuni alberi storici, molto importanti per età e dimensioni. Tra questi, il più antico (1585) è la Palma di Goethe, protetta da una serra alta a forma di ottagono. E’ chiamata così perché il poeta tedesco Goethe, vissuto nel XVIII secolo, la prese come spunto per le sue riflessioni sull’evoluzione delle piante.

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E’ invece del 1828 il bellissimo Cedro dell’Himalaya, una pianta delicata che ha bisogno di continua attenzione: ha infatti sofferto per i cambiamenti della rete idrica nel sottosuolo a causa delle nuove costruzioni nella zona.

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La parte più recente dell’Orto Botanico di Padova è costituita dal Giardino della Biodiversità. Si tratta di un’enorme serra costruita con le più moderne tecnologie, che ospita 1300 piante dei diversi ambienti della Terra, dai più umidi ai più aridi, ricostruiti in sezioni separate.

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Il Giardino è alimentato a energia solare con pannelli fotovoltaici e tutta la struttura è regolata da un sofisticato sistema computerizzato. L’acqua utilizzata proviene dalle precipitazioni, raccolte in una grande vasca che ha anche funzioni di depurazione e controllo, e da un pozzo artesiano profondo centinaia di metri. Le vetrate, che si aprono e chiudono autonomamente per regolare il calore e l’umidità all’interno della serra, sono ricoperte da una pellicola in grado anche di assorbire l’inquinamento atmosferico.

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Per l’insegnante:

qui un post su fare l’orto a scuola.