La Cina spiegata ai bambini

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cominciamo a conoscere insieme un grande Paese, il più popoloso del mondo: la Cina.

Il territorio

La Cina si estende in Asia orientale, su un immenso territorio, il ter­zo del mondo dopo quelli di Russia e Canada. A est si affaccia sull’Oceano Pacifico, che vicino alle coste si divide in diversi mari: il Mar Giallo, il Mar Cinese Orientale e il Mar Cinese Meridionale.

Ecco dove si trova la Cina all’interno del planisfero:

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Il suo territorio può essere diviso in due grandi parti.

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Nella vasta regione a ovest ci sono altopiani circondati da alte catene montuose, con le cime più elevate della Terra. Queste catene sono l’Himalaya (con il Monte Everest) e il Karakoram (con il K2).

La regione a est è invece formata da pianure attraversate da lunghissimi fiumi: il Fiume Giallo (chiamato in cinese Huang He) e il Fiume Azzurro (Chang Jiang), il più lungo dell’Asia.

Per la grandezza del territorio i climi della Cina sono tanti e diversi. Sulle coste l’umidità del mare provoca un clima umido, più caldo nelle regioni del sud. Nell’interno invece il clima è più secco, con inverni molto freddi ed estati calde: ci sono deserti e steppe aride. Sulle montagne il clima e la vegetazione sono simili a quelli delle Alpi.

La storia

La Cina ha una storia antichissima che risale al terzo millennio avanti Cristo. Una dopo l’altra, hanno governato diverse dinastie, cioè famiglie di regnanti.

Tra gli antichi imperatori il più famoso è Qin Shi Huangdi: visse nel III secolo avanti Cristo e unificò i vari regni in cui era divisa allora la Cina. La sua fama è però legata a due grandi opere che sono arrivate fino a noi.

La Grande Muraglia è un bastione gigantesco, lungo 8 800 km, che l’imperatore fece costruire per difendere la Cina dalle invasioni dei popoli che la minacciavano da nord. E’ percorsa in tutta la sua lunghezza da un camminamento con parapetti da cui i soldati potevano controllare il territorio circostante. Ci sono poi diverse torrette che i soldati usavano per mandarsi segnali in caso di arrivo dei nemici.

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L’imperatore Qin fece costruire anche un incredibile esercito di terracotta, formato da migliaia di bellissime statue a grandezza naturale, accompagnate da carri e cavalli. Questo esercito doveva essere una specie di monumento funerario: l’imperatore voleva infatti essere sepolto insieme alle statue dei soldati, in modo che potessero servirlo dopo la sua morte.

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Molte sono le invenzioni cinesi che hanno cambiato non solo la storia della Cina, ma quella di tutta l’umanità. Quella più famosa è senza dubbio la carta, che fu inventata nel II secolo a.C. Ma sono invenzioni cinesi anche la polvere da sparo (e di conseguenza anche i fuochi artificiali), i caratteri da stampa (400 anni prima di Gutemberg), la bussola (III secolo a.C.), la porcellana.

La fine dell’impero cinese avvenne nel 1912, quando nacque la Repubblica di Cina. Nel 1949, dopo due guerre civili, il capo del Partito Comunista Mao Zedong  fondò la Repubblica Po­polare Cinese. Il governo della Repubblica di Cina dovette ritirarsi sull’isola di Taiwan, la più grande isola cinese, che è ancora oggi è uno Stato autonomo.

Per molti anni la Cina Popolare restò isolata dal resto del mondo. Ma negli Settanta del secolo scorso cominciò una nuova politica di commercio con l’estero che fu l’inizio di un rapidissimo sviluppo economico. Dal punto di vista economico, quindi, la Cina si è avvicinata sempre di più ai Paesi occidentali, ma nella sua società non sono ancora pienamente rispettati i diritti umani e molti cittadini richiedono maggiore libertà.

La popolazione

La Cina è il Paese più popoloso del mondo: i cinesi sono quasi 1 miliardo e mezzo. Oltre il 90% dei cinesi appartiene all’etnia han. Gli Han vivono soprattutto nelle ricche pianure orientali, dove si trovano le principali metropoli. Circa 55 minoranze etniche vivono invece nelle zone più interne, montuose o di frontiera con altri Paesi.

Moltissimi sono anche i cinesi all’estero: l’emigrazione cominciò già nel XIX secolo e continua ancora oggi. In tante città del mondo (in Asia, in America, in Europa) ci sono interi quartieri, chiamati spesso Chinatown, abitati da cittadini di origine cinese.

Chinatown

La lingua ufficiale è il cinese mandarino, ma si parlano anche otto dialetti principali, molto diversi fra loro, tutti però scritti in caratteri ideografici.

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Molti cinesi seguono il Confucianesimo: non è una religione, ma un insieme di insegnamenti per comportarsi bene in famiglia e nella società. Questi insegnamenti vennero dati da Confucio,  un filosofo, cioè un pensatore, nato nel V secolo avanti Cristo.

La cultura cinese è antica e ricchissima. Molte sono anche le tradizioni che vengono tenute vive sia nel Paese sia dagli emigrati all’estero. La festa popolare più famosa è la  Festa di Primavera, conosciuta soprattutto come Capodanno cinese, è la ricorrenza più importante e celebra l’inizio del nuovo anno. Secondo il calendario cinese, ogni anno corrisponde a un animale: per esempio, il 2020 è l’anno del topo, il 2021 quello del bue, il 2022 quello della tigre, il 2023 quello del coniglio…

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Per questa festa le famiglie si riuniscono, si scambiano buste rosse contenenti piccoli doni e ricordano gli antenati. In ogni città e quartiere ci sono parate, spettacoli e mercati, con addobbi rossi dappertutto, considerati di buon augurio. Il Capodanno cinese dura quindici giorni e si conclude di solito con una grande festa con fuochi d’artificio, danze popolari e l’accensione delle tradizionali lanterne.

Fanno parte della cultura cinese anche le arti marziali, un vero simbolo del Paese.
Tra questi una delle più diffuse è il Kung Fu, uno stile di combattimento acrobatico, famoso in tutto il mondo anche perché è stato rappresentato in una lunga serie di film.
Le arti marziali sono nate molti secoli fa per autodifesa, ma oggi sono sempre più apprezzate per gli aspetti legati alla salute e al benessere: alla mattina presto, nei giardini delle città cinesi si possono vedere gruppi di persone che praticano il Tai Chi, uno stile lento ed elegante, che mette insieme le indicazioni della medicina tradizionale cinese con l’esercizio fisico e mentale.
Un altro famoso stile di combattimento è lo Shaolin, che si basa su diverse pratiche di meditazione. E’ talmente importante che è stato iscritto nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

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Le città

La maggioranza degli abitanti vive lungo i grandi fiumi e nelle zone costiere; le zone montuose o molto aride sono invece quasi disabitate.

Le metropoli stanno diventando sempre più grandi e popolose. Ogni anno, infatti, milioni di cinesi si spostano dalle campagne alle città, ma le loro condizioni di vita sono spesso difficili: la maggior parte non riesce a ottenere il permesso di residenza e quindi a garantirsi i ser­vizi pubblici come scuole e ospedali.  Oggi in Cina si trovano alcune delle più popolose città del mondo; sono ormai molte quelle che hanno più di 10 milioni di abitanti.

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La più popolosa area metropolitana si sviluppa intorno alla città di Chongqin, proprio al centro del Paese. Supera ormai i 36 milioni di abitanti ed è perciò l’agglomerato urbano più grande del mondo. Ma sempre nuova gente continua ad arrivare, perché questa zona ha un velocissimo sviluppo economico.

Chongking

Tra le città storiche, Shanghai è la più popolosa. Sorge vicino all’estuario del Fiume Azzurro ed è il principale porto del mondo, oltre che uno dei più gran­di centri industriali del Paese.

Shanghai

La capitale Pechino (Beijing in cinese, che significa ‘capitale del nord’) è il principale centro politico e cul­turale cinese. Insieme al porto di Tianjin forma un grande megalopoli chiamata Jing-Jin-Ji. Cuore della città è Piazza Tien’anmen (piazza della Pace Celeste), la piazza più vasta del mondo, che separa l’antica città imperiale dal centro moderno.  Il luogo più visitato di Beijing da turisti cinesi e stranieri è la Città Proibita, un insieme di palazzi separati da giardini, cortili e laghi artificiali, che è stato per secoli residenza degli imperatori e perciò proibita al popolo.

Beijing Città Proibita

Hong Kong è stata per molto tempo una colonia della Gran Bretagna, ma dal 1997 è un territorio autonomo dello stato cinese. E’ un importantissimo centro economico e molta parte della popolazione non accetta le rigide leggi cinesi su diversi aspetti della vita civile: questo ha portato a proteste e manifestazioni.

Hong Kong

Le città sono collegate dalla rete dei trasporti. Negli ultimi anni sono stati creati nuovi canali naviga­bili, che collegano i grandi fiumi, e linee ferroviarie ad alta velocità: per collegare Beijing a Shanghai è stato già realizzato un treno superveloce a levitazione magnetica (si percorrono 1300 km. in 5 ore). Data la vastità del territorio è molto importante anche il trasporto aereo.

L’economia

Per secoli l’economia della Cina si è basata sull’agricoltura e sulle risorse minerarie, di cui il sottosuolo è ricchissimo. Le coltivazioni più importanti sono: cereali (riso, soprattutto, poi frumen­to e mais), soia, patate, frutta, ortaggi, tè, canna da zucchero, arachidi, cotone. La Cina, inoltre, è al primo posto nel mondo nell’allevamento e nella pesca.

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Ma da qualche decennio ha avuto un rapido sviluppo il settore industriale e ora il Paese è la seconda potenza economica mondiale dopo gli Stati Uniti. Oggi la Cina è considerata la “fabbrica del mondo” e la più grande esportatrice di merci in tutti i continenti. Molto ilportanti sono il settore tessile e dei mezzi di trasporto (biciclette, automobili, navi, treni). Negli ultimi tempi ha avuto una grandissima crescita la produzione di oggetti ad alta tecnologia dei settori elettronico e informatico. Anche la ricerca scientifica cinese è tra le più avanzate del mondo.

Nel 2013 la Cina ha lanciato il progetto delle Nuove Vie della Seta, degli itinerari terrestri e marittimi che vogliono collegare Asia ed Europa. Tappe importanti sono i porti dell’ Africa, grande produttrice di materie prime agricole e minerarie.

 

 

La Via della Seta spiegata ai bambini

L’antica Via della Seta

Già in epoca romana questo lunghissimo itinerario attraversava tutta l’Asia, dalla sua estremità più orientale, fino ai confini con il continente europeo.

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I mercanti cinesi

Per centinaia e centinaia di anni, i mercanti cinesi che commerciavano con l’Occidente, cioè con l’Europa, dovevano percorrere l’antica Via della Seta.

Erano 8 000 chilometri di pianure senza fine, alte montagne, passi pericolosi da attraversare, su cammelli e con carri trainati da cavalli, dall’Oceano Pacifico al Mar Mediterraneo. Le difficoltà erano molte: mesi o anche anni lontano da casa, fatica, cattivo tempo e banditi sempre in agguato. Ma i mercanti che si affrontavano questi rischi riuscivano poi a ottenere grandi guadagni.

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Tappe importanti erano Samarcanda (oggi in Uzbekistan) e Bisanzio (poi Costantinopoli, l’attuale Istanbul, in Turchia).

Giunti al Mediterraneo i mercanti percorrevano, a volte via mare a volte via terra, gli ultimi chilometri per arrivare a Roma e in altre città importanti dell’impero romano. Potevano così finalmente vendere i propri preziosi prodotti, primo fra tutti la seta. Infatti, mentre la produzione di seta dai bozzoli dei bachi era già conosciuta in Cina dal 3000 a.C., in Europa l’origine di questo bellissimo tessuto era ancora sconosciuta. Ma i patrizi romani erano innamorati di questa stoffa tanto morbida e luminosa…

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I mercanti europei

Durante il Medioevo alcuni mercanti europei percorsero la Via della Seta al contrario, ma solo una spedizione veneziana, che comprendeva il giovanissimo Marco Polo (quando partì aveva 17 anni, ma quando tornò ne aveva più di 40), riuscì ad arrivare fino in Cina. Il racconto della sua lunga visita in questo Paese, descritta nel libro Il Milione, restò a lungo per gli europei la base della conoscenza della civiltà cinese.

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Commercio e scambio di idee

L’importanza della Via della Seta non era infatti solo commerciale, perché permise soprattutto l’incontro di uomini e di culture. Popoli diversissimi tra loro entrarono in contatto e cominciarono a conoscersi. Si scambiarono così anche usi, costumi, scoperte e invenzioni. Si comunicarono idee legate alla matematica, all’astronomia, alla tecnica, alla religione.

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Le nuove Vie della Seta

Oggi il governo cinese sta dando una nuova vita a questa antica via di comunicazione.

Vie della Seta

La Cina è diventata la seconda potenza economica del pianeta, dopo gli Stati Uniti, e commercia ormai con tutti i Paesi del mondo. Così, ha lanciato la “Nuova Via della Seta” che ha l’obiettivo di creare collegamenti tra Cina ed Europa, ma anche con l’Africa e il resto dell’Asia. Questo grande progetto di investimenti e cooperazione economica coinvolge decine di Paesi, due oceani e diversi mari, oltre 3 miliardi di persone e un terzo della ricchezza mondiale.

Per far viaggiare le merci e la tecnologia attraverso questa moderna Via della Seta si costruiscono nuovi porti, nuove strade, nuove ferrovie, utilizzando le più avanzate conoscenze della tecnica.

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Via terra e via mare

Dovremmo in realtà parlare di Vie della Seta al plurale, perché c’è un itinerario terrestre e uno marittimo. Quest’ultimo parte dall’Oceano Pacifico per raggiungere la città di Venezia, attraversando l’Oceano Indiano, il Mar Rosso e il Mar Mediterraneo. Da Venezia, una via terrestre porta poi fino ai porti del Mare del Nord.

Come in passato, questa nuove vie dei commerci hanno all’inizio una motivazione economica, ma permettono poi anche di unire maggiormente i popoli, mettendo in contatto diverse conoscenze, modi di vivere e di pensare. Se sono fatti nel rispetto reciproco, i traffici mercantili sono un importante elemento di pace per i territori che attraversano.

Anche il commercio internazionale è uno strumento importante per raggiungere i traguardi di collaborazione tra i diversi Paesi che si è posto l’Obiettivo 17 dell’Agenda 2030.

E ora, al lavoro!

  1. Secondo te, è vero che i rapporti commerciali possono aiutare i popoli a incontrarsi e rispettarsi? Perché?
  2. Quale altro tipo di viaggio pensi possa aiutare la conoscenza reciproca?
  3. Sai che c’è anche chi ha percorso la via della seta in bicicletta, dall’Italia alla Cina? Immagina di programmare questo viaggio e, guardando sull’atlante o su Google Maps, indica quali Paesi dovresti attraversare.

L’Agenda 2030 spiegata ai bambini: Obiettivo 10 – ridurre le disuguaglianze

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in tutti i Paesi del mondo ci sono persone ricche e persone povere.

Ma negli Stati meglio governati le differenze tra i modi di vivere di queste due gruppi di persone non sono molto grandi, grazie al sistema delle tasse e alla presenza di servizi sociali e sanitari disponibili per tutti.

Invece, in alcuni Paesi le differenze sono davvero enormi. Pochi ricchi possiedono immense fortune e moltissime famiglie povere fanno fatica a sopravvivere e non sono garantite nemmeno dai servizi di base.

Si è calcolato che l’1% della popolazione mondiale possiede circa la metà della ricchezza totale del pianeta, mentre 3 miliardi e ottocentomila persone (quasi metà della popolazione attuale) ne possiedono solo lo 0,4%.

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Quali sono le differenze geografiche?

A volte ci sono grandi disuguaglianze anche tra le diverse zone di uno stesso Paese, dove ci sono regioni più ricche e con una buona rete di servizi sociali, e regioni più povere, quasi abbandonate dal governo centrale.

Differenze ci sono spesso anche tra città e campagna. In alcuni Paesi infatti, le zone rurali, cioè di campagna, hanno difficoltà a comunicare con la città più vicina, perché mancano le strade oppure sono impraticabili per alcuni periodi dell’anno. Quindi sono più rari i commerci, scuole e ospedali sono difficili da raggiungere e anche gli aiuti arrivano con difficoltà.

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Purtroppo, i dati raccolti dalle organizzazioni internazionali mostrano che queste disuguaglianze, invece di diminuire, in molte parti del mondo stanno aumentando.

Perché è importante diminuire le disuguaglianze?

 Ridurre le disuguaglianze non è importante solo per creare società più giuste. Molti studi dimostrano che è una necessità: troppo grandi differenze sociali tra i cittadini sono un ostacolo per l’economia. Per esempio, i Paesi del nord Europa hanno governi che combattono le disuguaglianze e anche per questo sono diventati tra i Paesi più ricchi del mondo.

Per creare sviluppo, infatti, è necessario che la produzione riguardi ogni tipo di bene, e non solo quelli di lusso che si possono permettere in pochi. Inoltre, in una società ingiusta chi nasce povero non avrà la possibilità di migliorare la sua vita e probabilmente resterà povero per sempre.

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Quali sono i traguardi dell’Obiettivo 10?

  • ottenere che in ogni Paese il reddito dei più poveri cresca più velocemente di quello medio.
  • fare in modo che tutti partecipino alla vita del Paese, senza distinzione di reddito, età, sesso, religione, origine geografica.
  • abolire tutte le leggi che mantengono differenze tra i cittadini.
  • assicurare che tutti abbiano le stesse possibilità di studio e di lavoro.
  • creare norme fiscali che facciano pagare le tasse soprattutto ai più ricchi.

 

Se vuoi saperne di più sull’Agenda 2030 vai a questo post. Se vuoi saperne di più sugli altri Obiettivi leggi questi post:

 

L’Agenda 2030 spiegata ai bambini: Obiettivo 9 – nuove tecnologie per l’industria

sapete che cosa sono le infrastrutture? Sono le reti che forniscono quei servizi indispensabili per ogni tipo di produzione. Una fabbrica infatti, non può lavorare e produrre se non dispone di energia elettrica, se non può accedere a Internet per informarsi e comunicare, se non ha dei trasporti ben organizzati che portano le sue merci nei punti vendita.

Quindi oggi, se un Paese vuole raggiungere un buon livello di sviluppo per tutti i suoi abitanti, deve investire, cioè deve spendere, per creare le infrastrutture più moderne ed efficienti in ogni campo.

Purtroppo in molte parti del mondo questo è ancora solo un sogno. Per esempio, circa 2 miliardi e mezzo di persone sul pianeta non dispongono di energia elettrica in modo continuativo, e 1 miliardo e mezzo non ce l’hanno per niente. Questo è un grave problema per la popolazione, ma anche la produzione industriale ne risente moltissimo.

bambini e bambine con le bottiglie di luce, un metodo che utilizza l’energia del sole per creare delle lampade dalle bottiglie di plastica

L’Obiettivo 9 dell’Agenda 2030 si occupa proprio di questo. Per raggiungere uno sviluppo sostenibile bisogna infatti fare in modo che le nuove scoperte della tecnologia siano diffuse il più possibile.

In particolare, si vuole

  • che anche le piccole imprese possano ottenere dei finanziamenti per rinnovare i propri macchinari e i propri strumenti,
  • che tutti abbiano accesso a Internet e alle nuove tecnologie, e soprattutto coloro che vivono nei Paesi più poveri,
  • che la ricerca abbia abbastanza risorse per creare nuovi prodotti tecnologici che rispondano ai bisogni di ogni Paese,
  • che nelle fabbriche si producano oggetti resistenti e durevoli,
  • e anche che le aziende si prendano cura dell’ambiente e creino prodotti sani che non danneggino né le persone né il pianeta.

 

Se vuoi saperne di più sull’Agenda 2030 vai a questo post. Se vuoi saperne di più sugli altri Obiettivi leggi questi post:

 

 

L’economia spiegata ai bambini – Capitolo 6: il ruolo dello Stato

l’economia è solo un aspetto della società umana. Gli uomini e le donne non vivono da soli, ma in società (si può anche dire “in comunità”).

Ci sono molti tipi di società: ad esempio la famiglia è un tipo di società, il villaggio è un altro tipo di società, ogni gruppo di persone che hanno rapporti tra di loro costituisce una società umana. Si dice “la società italiana” per indicare che gli italiani hanno molti rapporti tra loro, anche perché vivono nello stesso Paese e parlano la stessa lingua.

Quando si parla di una società si parla anche del reddito e della produzione, cioè di aspetti che riguardano l’economia: l’economia è un aspetto della società.

La società del nostro Paese è basata sulla libertà: ognuno può scegliere dove vivere, che lavoro fare, come spendere il suo reddito, quali prodotti comperare, ecc. Ciascuno è libero, ma non di fare male agli altri o di togliere agli altri la loro libertà. Quindi una autorità ci vuole, per assicurare che la società possa vivere in modo ordinato e armonioso.

Questa autorità si chiama Stato. Lo Stato in cui viviamo è la Repubblica Italiana.

Lo Stato fissa le regole per la vita comune e anche per l’economia. Provvede a far costruire gli acquedotti e le ferrovie, le scuole e gli ospedali, e li fa funzionare in modo che tutti i cittadini possano avere l’acqua, muoversi, studiare, curarsi, anche se sono poveri. Fa in modo che ci siano le cose necessarie alla vita di tutti, anche quelle che vengono usate liberamente e gratuitamente, come le strade con la loro illuminazione.

Lo Stato si cura di chi non ha i mezzi necessari per vivere, e lo fa organizzando la previdenza sociale (per esempio per chi perde il lavoro) e l’assistenza sociale (per esempio per chi è ammalato e solo).

Per fare tutto questo e per pagare chi lavora per la comunità, come gli insegnanti, i giudici, i vigili, ecc. lo Stato impone ai cittadini di pagare le tasse.

Lo Stato cerca di imporre le tasse soprattutto ai cittadini che guadagnano molto e fanno meno fatica a pagarle; cerca di tassare di più i beni di lusso e di meno i beni necessari, come il cibo.

Per non mettere troppe tasse, lo Stato non fornisce tutti servizi gratuitamente, ma impone ai cittadini di pagare un prezzo: ad esempio, la bolletta dell’acqua, il ticket delle medicine, le tasse scolastiche, il biglietto dell’autobus, la tassa per la raccolta dei rifiuti.

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Tiene però bassi questi prezzi in modo che non sia pesante per chi ha poco reddito; a chi ha un reddito molto basso può anche dare i servizi gratis o quasi. Far pagare qualcosa per i servizi serve anche a evitare che i cittadini sprechino: se l’elettricità non costasse niente, molti sbadati lascerebbero accese le luci di casa giorno e notte.

Chi paga le tasse quasi sempre pensa di pagarne troppe, ma se un governo riducesse le tasse per guadagnarsi l’approvazione dei cittadini, poi non riuscirebbe a trovare il denaro per pagare i servizi che sono necessari alla società.

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Per l’insegnante.

ecco gli altri capitoli sull’argomento, liberamente tratti da Pippo Franci, L’economia e i ragazzi, Francesco Brioschi editore:

L’economia spiegata ai bambini – Capitolo 5: la banca

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oltre al cambio della moneta, una banca ha molte altre funzioni.

Il risparmio

Le entrate di una famiglia costituiscono il suo reddito. E’ meglio non spendere tutto il reddito e tenerne una parte per le necessità che potranno esserci in futuro. Questa parte si chiama risparmio.

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Era risparmio anche il grano che un tempo l’agricoltore non consumava subito e metteva da parte per seminare, per acquistare attrezzi nuovi, e anche per poterlo consumare l’anno dopo se il maltempo avesse rovinato il raccolto.

Nell’economia sviluppata il risparmio si tiene sotto forma non di grano, ma di moneta (anche se sono banconote, come sai, si parla di moneta), che si può accumulare, oppure si può portare alla banca.

Il deposito

La banca custodisce la moneta, al sicuro dai furti. Tu porti le tue banconote alla banca e apri il tuo conto corrente. Nelle tue mani non resta niente, ma tu sai che puoi avere lo stesso numero di denaro quando vuoi, ad esempio quando decidi di comperarti una casa o un terreno o di avviare un’attività. Le tue banconote si sono trasformate in deposito bancario. Ecco una seconda funzione di una banca: custodire i risparmi.

Così, i risparmi di ogni anno si accumulano e costituiscono il capitale della famiglia, che può essere in forma di moneta o anche di case, terreni, negozi, ecc.

Il prestito

La banca custodisce quindi i risparmi di molte famiglie. Parte di essi vengono utilizzati per concedere prestiti (si dice anche: fare credito) a una persona che ne ha bisogno per comprare una casa o per avviare un’attività. Questa è una terza funzione della banca.

Questa persona ha perciò un debito con la banca. Naturalmente dovrà restituire il prestito. Anzi, restituirà un po’ più di quello che ha avuto: ad esempio, per ogni 100 euro che ha ricevuto, dopo un anno restituirà 105 euro, in modo da ricompensare la banca e le persone che vi hanno depositato i propri risparmi. Quei cinque euro in più sono l’interesse sul prestito, il cinque per cento.

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Altre funzioni della banca

Naturalmente la banca ha molte altre funzioni. Per esempio può custodire non solo soldi ma anche oggetti o documenti preziosi nelle cassette di sicurezza personali. Oppure può aiutare a comprare azioni, cioè delle quote di un’azienda (una fabbrica, ad esempio). La banca può anche pagare le bollette dell’elettricità e del gas, oppure garantire altri pagamenti fissi come l’affitto, sempre prendendo i soldi dal conto corrente del cliente.

Con la tessera del bancomat si può prelevare denaro dal proprio conto corrente oppure pagare direttamente nei negozi. Anche con la carta di credito si può prelevare e pagare, ma la banca preleva dai conti correnti a fine mese. Ci sono poi le carte prepagate (cioè pagate prima), che contengono già tutti i soldi che si possono spendere.

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Naturalmente, per tutti questi servizi che offre la banca si fa pagare in vario modo: con una percentuale sul traffico di denaro, oppure con un canone (cioè una spesa fissa e ripetuta) mensile o annuale.


Per l’insegnante.

ecco gli altri capitoli sull’argomento, liberamente tratti da Pippo Franci, L’economia e i ragazzi, Francesco Brioschi editore:

L’economia spiegata ai bambini – Capitolo 4: la moneta

Screenshot 2018-03-22 19.06.38oggi parliamo della nascita della moneta.

Il baratto

Negli antichi villaggi si scambiava un  bene con un altro, ad esempio un secchio di grano con una forma di formaggio. Lo scambio di beni con altri beni si chiama baratto. E’ semplice da pensare, ma in pratica complicatissimo.

Per avere un po’ di latte l’artigiano tessitore deve convincere il contadino ad accettare in cambio un pezzetto di stoffa; per avere una zappa il contadino deve convincere l’artigiano a prendere in cambio un secchio di grano. E quando maturano i mirtilli l’agricoltore deve venderli in fretta perché non durano e deve quindi accettare in cambio un sacco di cose che forse non gli servono; e invece quel che gli serve non lo può comperare perché il venditore non ha voglia di mirtilli.

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Il baratto è molto difficile da mettere in pratica e crea molti sprechi e fatiche inutili.

La moneta

La soluzione del problema è stata trovata in tempi molto antichi. Gli abitanti dell’antica Mesopotamia cominciarono cinquemila anni fa a fabbricare tavolette di terracotta molto speciali. Per un secchio di grano, una tavoletta; per la lana di una pecora, cinque tavolette; e così via.

L’esempio l’abbiamo inventato, ma sappiamo che usavano le tavolette per facilitare gli scambi. Così uno poteva vendere il frutto del suo lavoro senza bisogno di comperare qualcosa nello stesso momento; prendeva le tavolette e poteva comperare più tardi quello di cui avrebbe avuto bisogno. Le tavolette sono un esempio antico di moneta.

Tutti i popoli hanno cominciato presto a usare la moneta. E’ così comoda e pratica! Ciascun popolo si è inventato un tipo di moneta: tavolette, tondini d’oro o di altro metallo, persino conchiglie.

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L’importante è che la moneta sia accettata da tutti e che non si possa riprodurre facilmente, altrimenti qualcuno si mette a fabbricare moneta e porta via tutti i beni agli altri senza produrre nulla di utile alla gente. Si capisce che questo sarebbe un grosso guaio: ci sono stati molti delinquenti che hanno fatto proprio questo (si chiamano falsari) e qualcuno c’è anche riuscito per un po’, prima di essere arrestato.

Quindi ci vuole qualcuno che decida che cosa si usa per moneta e che fabbrichi questa moneta, cioè ad esempio fabbrichi i tondini di metallo. Il mestiere di fabbricare le monete si chiama coniare le monete. E’ difficile e delicato perché bisogna coniarle così bene che nessuno poi riesca ad imitarle e farne tante per proprio vantaggio.

Chi può decidere per tutti? Ecco un’altra questione che vedremo più avanti, quando parleremo di Stato.

Ciascun popolo si è scelto una moneta. Ad esempio noi che viviamo in Europa usiamo come moneta l’euro. Abbiamo tondi di metallo (monete) e pezzi di carta stampata che valgono un certo numero di euro. Sono stampati in modo molto complicato così da rendere difficile l’imitazione: si chiamano banconote.

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Ogni popolo ha una sua moneta, ma non si è trovata una moneta che vada bene per scambiare beni tra un popolo e un altro. Negli Stati Uniti si usa una moneta che si chiama dollaro. Se un americano viene in Italia e va al ristorante a mangiarsi un piatto di spaghetti troverà difficile far accettare i suoi dollari, e anche noi se andiamo a New York, ordiniamo una bistecca e diciamo che pagheremo in euro, forse resteremo a digiuno. Ma ormai sappiamo che cosa succede quando c’è un problema da risolvere: qualcuno trova la soluzione e si fa pagare in cambio del servizio che fornisce.

Così l’americano in Italia e l’italiano negli Stati Uniti vanno a cambiare la loro moneta in un negozio speciale che si chiama banca. La banca cambia la moneta, prendendosi un compenso  per il servizio reso: questa è una delle sue numerose funzioni.


Per l’insegnante.

ecco gli altri capitoli sull’argomento, liberamente tratti da Pippo Franci, L’economia e i ragazzi, Francesco Brioschi editore: