Imparare ad ascoltare

Uno degli aspetti fondamentali per il successo del lavoro di gruppo è sicuramente rappresentato dall’ascolto delle opinioni e delle idee dei suoi componenti.

Capita spesso infatti che, quando si chiede ai bambini di lavorare insieme, non tutti vengano ascoltati, oppure alcuni, per timidezza o insicurezza, assumano un ruolo meno attivo nel gruppo, proprio perché non riescono a comunicare il loro pensiero.

È importante quindi far capire ai ragazzi che ascoltare le opinioni degli altri e  scambiarsi reciprocamente impressioni, esperienze, intuizioni aiuta a raggiungere più facilmente il risultato che viene loro richiesto, favorendo anche lo sviluppo di un clima di lavoro sereno, connotato dalla fiducia in se stessi e negli altri.

Qui di seguito riportiamo un’esperienza nata da uno spunto del professor Graziano Cecchinato (docente di Psicopedagogia dei nuovi media e Tecnologie dell’e-learning, Università di Padova), durante un incontro di formazione. L’esperienza è stata proposta in una classe quinta: è partita da un ambito storico, ma si è poi ricollegata a un discorso sociale più ampio.

Il tempo dedicato all’esperienza condivisa è stato di circa 30 minuti.

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Compito di realtà: il compleanno di Vetrino Silhycio

Il compito di realtà presentato è rivolto a una classe quarta.
Il tema trattato coinvolge conoscenze e abilità  sviluppate nel corso dell’anno scolastico, per questo motivo può essere proposto a fine anno, anche come modalità di sintesi del lavoro svolto in classe. La scansione delle fasi aiuta il docente a strutturare l’attività in base alle caratteristiche e alle esigenze della propria classe.

Indicazioni metodologiche

Il compito di realtà proposto intende valutare le competenze storiche attraverso un collegamento tra il passato e il presente. È finalizzato alla progettazione di una festa di compleanno di un mercante fenicio, come strumento per conseguire capacità e consapevolezza organizzativa di un evento della propria vita quotidiana. Il compito coinvolge diverse competenze trasversali, quali, ad esempio, le competenze sociali e civiche, matematiche, scientifiche, geografiche e una buona attitudine all’iniziativa e all’imprenditorialità.

La strutturazione del compito prevede un momento iniziale per la presentazione del contesto, della problematica e per un primo confronto tra gli alunni.

Nella prima fase si chiede di preparare un biglietto di invito alla festa: gli alunni dovranno progettarne uno tenendo conto delle caratteristiche dell’oggetto e riflettendo sulle conoscenze storiche legate al luogo e al tempo.

La seconda fase prevede la scelta dei prodotti da acquistare per realizzare il pranzo della festa. Dal menù già predisposto gli alunni dovranno stabilire quali cibi comprare e prevederne la quantità.

La terza fase pone l’attenzione sulla provenienza dei prodotti attraverso un’attività da svolgere su una carta geo-storica, per arrivare a fare un confronto con il presente osservando i comportamenti del consumatore intelligente.

La quarta fase richiede la predisposizione di un preventivo di spesa. Anche in questo caso l’interdisciplinarità è evidente: gli alunni, attraverso delle semplici domande-guida, dovranno riflettere sulle loro conoscenze storiche per ipotizzare il costo unitario dei prodotti, il costo relativo alla quantità necessaria, la spesa totale, le modalità di pagamento. In base a questo dovranno eseguire facili esercizi di matematica.

La quinta fase mette in atto delle abilità artistiche, richiede infatti la preparazione di un oggetto da lasciare agli ospiti come ricordo della giornata.

L’attività può essere svolta individualmente o, meglio, mediante attività di gruppo. Nella fase di formazione dei gruppi ci si dovrà preoccupare di una composizione equilibrata degli stessi, tenendo conto delle esigenze degli alunni BES, per i quali si dovranno attuare le strategie più adatte a favorire il loro coinvolgimento nelle attività. L’insegnante dovrà illustrare ogni fase del compito, prima che i gruppi si accingano ad affrontarle in modo autonomo.

Al termine del compito è presente una rubrica di autovalutazione finale, per far riflettere lo studente sul lavoro fatto. Si tratta di un esempio di autobiografia cognitiva che potrà essere utilizzata per cogliere e valutare altri importanti aspetti: il senso attribuito dall’alunno al proprio lavoro; le intenzioni che lo hanno guidato nello svolgere le attività; le emozioni o gli stati affettivi provati.

Scarica la scheda da stampare (dal sussidiario Pista! A ruota libera tra le discipline,  edizioni Cetem).

Potete trovare altri compiti di realtà qui, qui, qui e qui.