Il cibo degli Egizi spiegato ai bambini e alle bambine

Screenshot 2018-03-22 19.06.38

sapete che cosa e come mangiavano gli antichi Egizi?

Gli antichi Egizi consumavano pasti molto variati, in modo non diverso da quello che facciamo noi oggi. E il loro cibo era in genere buono e sano, perché le acque portate dal Nilo rendeva i campi molto fertili, permettendo anche diversi raccolti all’anno. Il grande fiume forniva anche acqua abbondante per l’allevamento.

Cibi fondamentali per tutti erano il pane e la birra. I più ricchi mangiavano anche carne e pollame, mentre il popolo consumava soprattutto vegetali, legumi e pesce.

Il pane si produceva ogni giorno e si utilizzavano farine di frumento e orzo. I grani di questi cereali venivano macinati soprattutto dalle donne: nelle macine veniva aggiunta sabbia per rendere più facile il processo di triturazione. Certo, si faceva più in fretta, ma la sabbia si mischiava spesso alla farina: questo è stato dimostrato quando sono stati esaminati i denti delle mummie, molto consumati per aver masticato per tutta la vita della sabbia insieme al cibo. La farina veniva impastata con acqua e lievito, formando una pagnotta di pasta cruda. La pagnotta era avvolta nell’argilla e poi cotta nel forno.

raccolta del grano Antico Egitto

Per fare la birra si partiva dall’orzo, che veniva fatto germogliare e a cui veniva aggiunta acqua e lo stesso lievito usato per il pane. Il risultato era una bevanda densa, spumosa e molto nutriente. Bere la birra non era solo un piacere, ma anche una necessità: grazie al processo di bollitura del mosto d’orzo, la birra era più sana e pulita dell’acqua del Nilo.

Tra i vegetali coltivati nelle terre irrigate i più comuni erano cipolle, porri e aglio, rape e rapanelli, lattuga, lenticchie. Si raccoglieva poi molta frutta: fichi, datteri, melograne, mele, che venivano consumati alla fine dei pasti. Con l’uva si faceva anche il vino.

Coltivazione della vite, produzione vino Antico Egitto

Il pesce di acqua dolce del Nilo e quello di acqua salmastra (un po’ dolce e un po’ salata) del delta erano un’importante fonte di proteine. Per permettere una lunga conservazione, il pesce veniva seccato oppure salato. Era importante anche il pollame, che, oltre ai polli, comprendeva oche, anatre, piccioni e quaglie. Ricchi e poveri cacciavano vari tipi di selvaggina.

Caccia selvaggina Antico Egitto

Altri tipi di carne, come quella bovina, suina e ovina, erano molto costosi ed erano consumati solo nelle famiglie più ricche, oppure in occasione di cerimonie religiose.

Ricette vere e proprie non ne sono arrivate fino a noi, ma dagli utensili che sono stati ritrovati negli scavi archeologici si sa che i metodi di preparare le vivande erano diversi. Infatti potevano essere grigliate, cotte in forno, bollite, stufate o fritte. Per insaporirle si usavano vari tipi di spezie, come cannella, coriandolo, cumino. Per fare dolci si usava molto il miele, oltre a sciroppi ricavati dalla frutta.

Api e miele Antico Egitto

Leggere una fonte

Osserva con attenzione questa immagine, leggi i suggerimenti e rispondi alle domande.

 

leggere_fonte

Quale attività dell’uomo rappresenta questa immagine?

………………………………………………………………………………………………….

Che cosa sta facendo l’uomo e quali oggetti sta utilizzando?

………………………………………………………………………………………………….

E la donna cosa sta facendo?

…………………………………………………………………………………………………

Quali animali riconosci?

…………………………………………………………………………………………………

Com’era, secondo te, il clima in antico Egitto?

………………………………………………………………………………………………..

Da che cosa lo puoi capire?

……………………………………………………………………………………………….

Quali prodotti facevano parte della dieta degli antichi Egizi?

………………………………………………………………………………………………..

Metti insieme le tue risposte e descrivi brevemente che cosa hai imparato sulla vita quotidiana degli antichi Egizi, dall’analisi di questa fonte visiva.

……………………………………………………………………………………………….

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda per poter adattare i contenuti al lavoro svolto  e agli argomenti presentati dal libro di testo utilizzato in classe.
Qui un’altra scheda operativa sull’analisi delle fonti storiche.

Flipped classroom – L’imbalsamazione nell’Antico Egitto

Da sempre il culto dei morti presso gli antichi Egizi riesce a catturare l’attenzione e l’interesse dei bambini.

Proprio per questo motivo l’argomento si presta facilmente come proposta di flipped classroom (o classe capovolta), fornendo così ai ragazzi la possibilità di essere protagonisti di una inversione delle modalità di insegnamento tradizionale.

In una flipped classroom la “responsabilità” del processo di insegnamento passa agli studenti, i quali possono accedere ai contenuti in modo diretto e avere a disposizione i tempi necessari per l’apprendimento, mentre l’insegnante diventa  un supporto alla comprensione di quanto appreso a mano a mano dagli allievi.
Le attività avvengono in modalità blended e, di conseguenza, è fondamentale l’uso delle nuove tecnologie per fornire le adeguate risorse agli studenti anche al di fuori del contesto classe. Infatti, gli allievi hanno a disposizione materiali didattici, che possono condividere, annotare, modificare o addirittura creare in maniera collaborativa.

La nostra proposta didattica parte infatti  dalla visione di alcuni siti di approfondimento che suggeriamo di proiettare in classe, in modo da non lasciare i bambini da soli davanti a un video, evitando così la navigazione in siti non verificati. Gli studenti possono così approcciarsi a una metodologia didattica innovativa senza i rischi di una navigazione in rete.
A questa età è infatti importante anche educare alla visione di un filmato, per poter poi essere in grado di comprendere in modo consapevole le immagini che scorrono e i relativi commenti. Durante la proiezione il docente può, ad esempio, scegliere se interrompere la visione e focalizzare l’attenzione sui punti chiave dell’argomento, oppure se proseguire senza interruzioni per poi tornare indietro e rivedere, riascoltare e capire tutti insieme i passaggi fondamentali che il video presenta.

1a fase: proporre un video a tutta la classe

Il primo video proposto è un documentario che spiega ai bambini l’importanza che gli Egizi attribuivano al culto dei morti (durata 8 minuti circa).

2a fase: organizzare il lavoro dei gruppi

Al termine della proiezione l’insegnante può dare il via al lavoro di gruppo e quindi alla messa in pratica del metodo cooperativo. Quest’ultimo, che prevede uno scambio tra pari e una messa in comune di diverse abilità e competenze individuali, dà generalmente buoni risultati anche dal punto di vista dello sviluppo della personalità e del rispetto reciproco.

Ma lo scambio e l’utilizzo di abilità differenti va insegnato e sempre seguito nei suoi passaggi fondamentali. Sarà utile quindi, prima di iniziare il lavoro, presentare agli alunni il contesto e il compito da svolgere, poi aiutarli a discutere e concordare ruoli e consegne precise: chi legge, chi prende appunti, chi coordina, quando ci si confronta, in che modo si arriva a conclusioni comuni.

L’insegnante divide allora la classe in tre gruppi, ponendo attenzione a che la composizione sia abbastanza disomogenea.

Una volta pronti, il docente può chiedere ai gruppi di sintetizzare il contenuto del video, indicando:

• da chi è stato realizzato

• in quali luoghi

• l’argomento trattato

• quali informazioni ricordano

e infine, stimolare la conversazione e il confronto reciproco.

Il tempo necessario per lo sviluppo delle fasi 1 e 2 è di due ore circa, che però potrebbe aumentare a seconda della durata degli interventi degli alunni.

3a fase: approfondire l’argomento di partenza

Successivamente ciascun gruppo deve approfondire alcuni aspetti che riguardano il culto dei defunti, sviluppando tre argomenti, ognuno assegnato a un gruppo:

  1. le fasi del processo di imbalsamazione
  2. la pesatura del cuore
  3. il mito di Osiride

Per questo lavoro di approfondimento si possono utilizzare le fonti seguenti:

  1. Un sito dove le fasi dell’imbalsamazione sono presentate in forma ludica. Le didascalie sono in inglese, ma l’attività è facilmente comprensibile.
  2. Una pagina del sito del Museo Archeologico di Bologna.
  3. Una pagina di unascuola.it, sito gestito dal Maestro Girgenti e indirizzato alla primaria e alla secondaria di I grado.

I gruppi realizzano una breve ricerca sull’argomento assegnato.  I materiali raccolti possono essere elaborati su supporto cartaceo (cartellone, lapbook…) o multimediale, a seconda di ciò che la classe ha a disposizione e delle competenze degli alunni. I ragazzi possono integrare le informazioni raccolte dalla navigazione in rete con quelle di loro conoscenza (ad esempio quelle presenti sul libro di testo).

Anche lo sviluppo di questa fase prevede un tempo di circa due ore.

4a fase: condividere le conoscenze

L’attività termina con la condivisione e la presentazione  da parte di ciascun gruppo del proprio elaborato al resto della classe.

Uno alla volta, i gruppi spiegano ai compagni i propri contenuti favorendo così l’apprendimento fra pari. Anche questa fase di esposizione deve essere organizzata in modo che tutti i membri del gruppo trovino il loro spazio.

Il tempo da dedicare a questa fase può variare da una a due ore a seconda della ricchezza degli elaborati dei ragazzi.

Qui il link a un post del blog con una proposta per una flipped classroom sull’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030.