Alessandro Magno

La vita di Alessandro Magno è stata piena di avvenimenti e di grandi conquiste e non per tutti è facile ricordarne le tappe più significative.
La scheda che proponiamo aiuta i ragazzi e le ragazze non solo a ricordarle, ma anche a posizionarle in un contesto temporale corretto.
Può essere proposta in classe per una riflessione collettiva, o come lavoro individuale per focalizzare le informazioni e riorganizzarle in ordine cronologico.

Vita di Alessandro

  1. Leggi il testo.

Alessandro nacque a Pella, un’antica città della Grecia, nel 356 a. C.: era figlio del re Filippo di Macedonia. All’età di appena vent’anni, dopo la morte del padre, il potere passò nelle sue mani.
Alessandro aveva avuto come maestro Aristotele, uno dei più famosi filosofi greci. Fin dalle prime battaglie dimostrò di possedere uno straordinario genio militare e venne chiamato “Magno”, cioè “il grande”.
Il suo obiettivo era quello di estendere le sue conquiste e il suo dominio. Attaccò e sconfisse l’Impero Persiano, conquistò l’Egitto e arrivò fino in India, dando origine così al più vasto impero della storia.
Nel 332 a.C. fondò la città di Alessandria che divenne il più importante centro culturale del Mediterraneo.
Nel 323 a.C. a soli trentatrè anni Alessandro morì a causa di un’improvvisa malattia. Dopo la sua morte i generali si spartirono l’impero che egli aveva creato.

2. Completa i principali eventi della vita di Alessandro Magno, poi riordinali cronologicamente, numerandoli da 1 a 6.

3. Osserva la linea del tempo e collega le date. Attenzione a non confonderti.

La città di Alessandria è stata fondata nel 332 a.C. Alessandro è morto nel 323 a.C.
Quale delle due date viene prima e quale viene dopo?

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda.

Qui un esempio di attività sulla linea del tempo. La proposta è riferita alla casse quarta, ma può essere adattata anche alla classe quinta.

Ipazia

Screenshot 2018-02-12 21.06.58

Nel 2009 esce nelle sale spagnole (in Italia nel 2010) il film Agorà, del regista di origine cilena Alejandro Amenabar, interpretato da Rachel Weisz. La pellicola ha il merito di far conoscere al grande pubblico la personalità di Ipazia, una studiosa greca vissuta ad Alessandria d’Egitto nel IV secolo.

Ipazia è stata una straordinaria scienziata, filosofa e divulgatrice. Dei suoi scritti non è rimasto quasi nulla, ma la sua attività di ricerca e insegnamento è stata tramandata da diversi suoi contemporanei che, pur dovendo a volte ammetterlo a malincuore, hanno riconosciuto l’eccellenza e il carisma di questa grande donna.

Ipazia sacra, bellezza delle parole,
astro incontaminato della sapiente cultura.                                                                (Pallada d’Alessandria)

Adorata dai suoi studenti (come il suo allievo Sinesio), superò presto il padre Taone in vari campi della conoscenza: geometria, algebra, astronomia fisica e anche filosofia. Ipazia insegnava infatti le teorie degli antichi filosofi greci, ma proponeva anche una sua personale visione del mondo.

Considerava la filosofia uno stile di vita, una costante, religiosa e disciplinata ricerca della verità.                                                                                                                                      (Sinesio)

Nonostante la profondità e l’intelligenza di Ipazia nello studio delle discipline, la sua più autentica vocazione era l’insegnamento. I contemporanei narrano della sua disponibilità a gettarsi addosso un mantello in qualsiasi momento per scendere in strada a insegnare a chiunque fosse desideroso di apprendere.

La sapienza di Ipazia era sempre accompagnata da una completa apertura nei confronti di tutte le culture e tutte le religioni. La sua attività didattica, così globale ed ecumenica, era probabilmente vista come un gesto di sfida dalle autorità costituite che in quegli anni stavano demolendo le strutture ideali e fisiche (ad esempio molti templi) delle antiche religioni.

Ipazia non rifiutava il nascente Cristianesimo, ma era determinata a difendere e diffondere quanto di positivo esisteva nella cultura precedente.   Per questo la sua uccisione, avvenuta nel 415, è stata considerata testimonianza universale della libertà di pensiero.

Se volete conoscere meglio la storia di Ipazia potete leggere la pagina dell’Enciclopedia delle Donne, redatta dalla divulgatrice scientifica Sylvie Coyaud.

Ma di Ipazia e di altre donne di scienza e di cultura, state tranquilli, parleremo ancora.

Per esempio, ecco due post tratti da un libro dove la storia di Ipazia viene raccontata ai bambini, in italiano e in inglese.