Giornata Mondiale delle balene: lavoriamo in classe

Come rendere operativa da un punto di vista didattico questa giornata?

  1. Come inizio, si può introdurre l’argomento attraverso alcune semplici domande, in modalità brainstorming, per iniziare a capire cosa i ragazzi e le ragazze conoscono su questi cetacei. Ad esempio:
  • Dove vive una balena?
  • Che cosa mangia?
  • In che modo si occupa dell’allevamento dei cuccioli?
  • Quanti chilometri percorre nella sua vita?

Se nessuno fosse a conoscenza di queste informazioni si potrebbe proporre una ricerca da fare in classe o come compito a casa.

Nel caso ci siano già delle risposte, si può fissarle in sintesi in un quadro sinottico per avviare un confronto. 

2. Al termine di questo lavoro di presentazione si può proporre la lettura del post, che permette di mettere a fuoco le problematiche che riguardano la vita delle balene nel passato e nel presente. Per verificare la comprensione del testo si possono porre delle domande come le seguenti:

  • Quali sono le cause che minacciano la sopravvivenza delle balene?

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

  • Che cos’è il fitoplancton? …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
  • Qual è il Paese che ha il maggior numero di Santuari dei Cetacei del mondo? ………………………………………………………………………………………………………………………………….
  • Perché il Giappone si oppone alla creazione di Santuari dei Cetacei? ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

3. Al termine di questo lavoro di conoscenza si possono proporre delle attività più “ludiche” che i ragazzi e le ragazze possono svolgere da soli oppure in gruppo.


A. In passato, alcune parti del corpo della balena si usavano per la vita di tutti i giorni.

Disegna le parti le parti del corpo e mettile in relazione con gli oggetti che si ricavavano.

B. Rispondi alle domande.

Ti piacerebbe essere un eco-pirata? …………………………………..

Quale motto adotteresti? ………………………………………………

Come sarebbe la tua bandiera? Prova a disegnarla

C. Se pensi agli obiettivi dell’Agenda 2030, La Giornata Mondiale delle Balene fa riferimento a questi obiettivi:

Secondo te questi tre obiettivi, cosa hanno a che fare con la caccia alle balene?

……………………………………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………………………………….

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Terza domenica di febbraio: la Giornata Mondiale delle Balene

Che meraviglia le balene! Sono i più grandi animali della Terra, della famiglia dei cetacei, e sono creature dall’intelligenza straordinaria. Sono mammiferi, vivono in acqua, ma respirano l’aria come noi. Sono anche fondamentali nella lotta contro il riscaldamento globale.

Messico

La più grande è la balenottera azzurra: può arrivare a 33 metri di lunghezza e oltre 160 tonnellate di peso, come trenta elefanti messi insieme. Le balene artiche sono un po’ più piccole, ma possono vivere molto più di un secolo. La balenottera comune, dalla forma lunga e affusolata, vive anche nel Mediterraneo, in un’area tra Liguria, Corsica e costa della Francia.

Canarie

La caccia alla balena

Fin dall’antichità gli uomini hanno cacciato le balene. Di questo mammifero si usava tutto: la carne, il grasso come olio per le lampade, i denti (chiamati fanoni) per creare strumenti e anche per i busti delle signore. Con l’avanzare della tecnologia e con baleniere sempre più grandi e adatte a spingersi al largo, la caccia è diventata spietata: il numero di esemplari uccisi è diventato così alto da mettere a rischio la sopravvivenza della specie.  Una commissione internazionale ha vietato la caccia alle balene già dagli anni Ottanta del secolo scorso, se non per scopi scientifici o per l’alimentazione degli inuit che vivono in Alaska, in Canada, e in Groenlandia. Nonostante questo divieto, il Giappone, la Norvegia e l’Islanda continuano a permettere questa caccia.

Groenlandia

Altri pericoli

Le balene non sono minacciate solo dalla caccia, ma anche dall’inquinamento (soprattutto della plastica che arriva al mare) e dal riscaldamento globale, che ha fatto aumentare la temperatura delle acque marine. Inoltre, poiché sono abituate a comunicare tra loro attraverso dei segnali sonori, sono molto disturbate dai rumori prodotti da diverse attività umane. Il traffico delle navi, l’attività di ricerca e di estrazione del petrolio sui fondali marini, le esercitazioni militari impediscono infatti alle balene di trasmettere tra loro informazioni importanti per la sopravvivenza: per esempio, con i loro suoni si avvisano quando c’è disponibilità di cibo oppure quando si avvicinano dei pericoli.

L’installazione a Roma dell’associazione ambientalista Greenpeace per denunciare il pericolo della plastica oceanica per la sopravvivenza delle balene.

Un’importante funzione ecologica

Le feci delle balene alimentano il fitoplancton, cioè l’insieme di piccolissimi organismi vegetali acquatici che galleggiano in superficie. Il fitoplancton ha la funzione, esattamente come gli alberi, di assorbire l’anidride carbonica dall’atmosfera.  Quindi, la diminuzione del numero di balene (nel XX secolo ne sono state uccise 3 milioni) ha conseguenze dirette anche sul riscaldamento globale.

fitoplancton

I Santuari dei Cetacei

Nei diversi mari e oceani sono stati create delle zone protette dove le balene, i delfini e gli altri cetacei possono vivere e riprodursi in tranquillità. In queste aree gli uomini devono limitarsi a osservare, studiare e ammirare i grandi mammiferi, riducendo al minimo il loro impatto sulla vita degli animali.

Nel sud del pianeta è stato creato il Southern Ocean Whale Sanctuary (Santuario delle Balene dell’Oceano Meridionale), un’area di 50 milioni di km² che circonda l’Antartide. Molti Paesi dell’emisfero australe sono interessati, ma l’Australia è quello con la più vasta rete al mondo di Santuari dei Cetacei. Al contrario, il Giappone si è sempre opposto, proprio perché ritiene suo diritto continuare la caccia alla balena.

Antartide

Pirati amici delle balene

Ci sono anche equipaggi che attraversano gli oceani per salvare questi meravigliosi animali. Il capitano Paul Watson ha fondato la Sea Shepherd (significa ‘Pastore del mare’), un’organizzazione che si occupa della salvaguardia delle balene e degli ambienti marini. La Sea Shepherd ha una flotta con dieci navi che solcano tutti gli oceani. I suoi membri si definiscono eco-pirati perché intervengono concretamente, con azioni di disturbo e danneggiamento, per fermare le baleniere.

Una giornata per le balene

Per ricordare sempre la necessità di proteggere le balene, ma anche per agire in loro difesa, ogni anno la terza domenica di febbraio si è deciso di celebrare la Giornata Mondiale delle Balene.

Qui il link a una proposta di attività da svolgere in classe

Qui il link per approfondire l’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030.

Qui il link a un calendario delle Giornate Mondiali e Ricorrenze Nazionali.

8 febbraio: Safer Internet Day

In occasione della giornata della sicurezza in rete, condividiamo un’attività da svolgere in classe.
Tutto il lavoro è rivolto direttamente ai ragazzi e alle ragazze. Può essere svolto singolarmente, ma un lavoro di gruppo dà sicuramente origine a un dibattito e a un confronto molto più ampi e completi.
Invitiamo quindi i nostri alunni e le nostre alunne a leggere, commentare insieme e completare le varie attività. Al termine, ognuno di loro dovrebbe avere raggiunto un quadro di maggiore consapevolezza su cosa significhi essere un esperto utente del Web.

In questo post potete trovare un calendario con molte giornate speciali interessanti da celebrare a scuola.

Viaggiare in rete per conoscere la realtà

Fare una ricerca in biblioteca, visitare un museo, conoscere una nuova città sono tutte esperienze interessanti. Se però ci sono motivi per cui è meglio non uscire o se le vacanze sono ancora lontane e non puoi partire, trovi tutte le informazioni che ti servono anche utilizzando Internet. Puoi addirittura fare un tour virtuale senza spostarti da casa!

È proprio così: il web (una parola inglese che si traduce in italiano con ‘ragnatela’) ha cambiato la nostra vita. Prima della sua esistenza, non era così facile trovare informazioni restando comodamente seduti!

Navigare in rete, però, non è sempre così semplice: bisogna innanzitutto fare attenzione a non restare intrappolati in situazioni poco piacevoli.
Proprio con l’obiettivo di favorire un uso consapevole della rete, l’Unione Europea nel 2004 ha istituito la Giornata della Sicurezza su Internet, che viene celebrata in 140 Paesi del mondo.
In questa giornata i governi, le organizzazioni internazionali e le associazioni presentano iniziative e progetti per sensibilizzare le persone sulle potenzialità e sui rischi di Internet.

E tu? Quanto tempo passi davanti al pc o allo smartphone per giocare, chattare, fare ricerche, guardare video? Navigando in questo spazio infinito che è il web sei in collegamento con il mondo e con un numero incredibile di persone.

Questo è sicuramente bellissimo, ma conosci veramente i pericoli che si nascondo nel Web?

Bugie, ladri e altro ancora

Quando contattiamo persone online possiamo incappare in qualche rischio come il grooming, un termine inglese che indica il tentativo di persone sconosciute di stringere amicizia e ingannarti; possiamo incontrare cyberbulli, persone che si comportano in modo aggressivo, offendendo o minacciando… Alcuni siti poi contengono fake news, cioè informazioni false, che inducono a opinioni e convincimenti sbagliati.

Ci sono però situazioni in cui sono i nostri comportamenti a creare il pericolo, per esempio postando foto private o scrivendo dati personali, come l’indirizzo di casa, le nostre password, il numero di cellulare… In questi casi, si corrono molti rischi, tra i quali anche il furto d’identità.

Per non cadere nella rete è molto importante conoscere i giusti comportamenti e le regole che ti possono mettere al sicuro. Sei sicuro di conoscerle? Mettiti alla prova eseguendo queste attività. Leggi e rispondi con attenzione, puoi farlo insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne e se hai bisogno di aiuto chiedi ai tuoi insegnanti.

E ora, al lavoro!

  1. Conosci il significato di alcune parole che si usano in rete? Completa la tabella e verificalo.

2. Ecco alcune regole per navigare in sicurezza. Leggile con attenzione e cerca di ricordarle tutte le volte che sei on-line.

3. Conosci altre regole di navigazione sicura? Quali?

…………………………………………………………………………………………………

Prova a confrontarti con i tuoi compagni e compagne, alla fine potreste scrivere un vostro regolamento.

4. Chi dei due rischia il furto d’identità? Indicalo con una crocetta. Quali sono i motivi della tua scelta? Confrontati con la classe.

5. Indica con una crocetta i comportamenti che ti aiuteranno a diventare un cittadino o una cittadina digitale professionista!

  • Non apro e-mail arrivate da indirizzi sconosciuti.
  • Seguo le regole della netiquette quando sono online.
  • Chatto con tutte le persone che mi contattano.
  • Navigo su Internet solo in compagnia dei miei genitori o dell’insegnante.
  • Non carico fotografie personali su nessun sito.
  • Clicco ogni immagine che vedo sul mio schermo.
  • Condivido la mia password solo con i miei genitori.

6. Il rispetto della privacy, cioè della riservatezza delle informazioni personali di chiunque, è importantissimo anche quando navighiamo in Internet. Indica i fumetti che esprimono un comportamento rispettoso della privacy.

7. Completa il testo con le seguenti parole: impronta • programma • social • parco • e-mail • chat

Tutte le attività fatte nel web, sui social o nelle app lasciano un’ ……………………………che resta per sempre. Anche per questo motivo è opportuno comportarsi in modo corretto.
Bisogna pensare attentamente a cosa scrivere sui ………………………………………………. .
Durante i giochi di ruolo e nelle ………………………………………………. non bisogna dare dati personali.
Non si devono aprire ………………………………………………. da indirizzi sconosciuti, per evitare che i virus non entrino nel pc!
Bisogna navigare su siti sicuri e attendibili: si deve installare un ……………………………………… che possa aiutare a riconoscerli.
Navigare è interessante ma correre al ………………………………………………. e incontrare amiche e amici è più bello: si deve dare il giusto tempo a tutto!

8. Conosci il linguaggio delle chat? Collega ogni emoji al significato corrispondente.

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7 febbraio: la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo

Conosci l’origine della parola bullo? Pensa che deriva da un termine di un’antica lingua germanica e significava ‘amico intimo, fratello’. Quindi era una parola positiva, di pace e solidarietà. Nel tempo, però, come càpita spesso nell’evoluzione delle lingue, questo termine ha cambiato significato, arrivando addirittura al suo opposto.

Oggi parliamo di bullismo traducendo in italiano la parola inglese bullying che indica “il comportarsi con prepotenza, maltrattare, intimidire”.

Di più: il bullismo è un comportamento aggressivo che si ripete nel tempo nei confronti sempre di una stessa persona che non è in grado di difendersi.

Chi fa il bullo o la bulla (sì, ci sono anche ragazze che si comportano da bulle!) può essere violento fisicamente oppure con le parole. Sceglie la sua vittima tra le persone più miti e timide, perché pensa che non si ribellerà.  

Il suo, però, non è un comportamento solitario: ha infatti bisogno di un pubblico che, dopo aver riso e applaudito, racconti in giro la scenetta a cui ha assistito, amplificandone così l’effetto.

A volte c’è chi fa finta di non vedere o magari minimizza: “Ma dai, è uno scherzo! Era solo una piccola spinta! Non è il caso di offendersi per una parola!” Ma non è certo così: la vittima di bullismo vive una sofferenza che può avere gravi conseguenze nei suoi rapporti sociali e per la sua vita futura.

Il cyberbullismo

Attraverso Internet, gli smartphone e i social media il bullismo si è trasformato anche in cyberbullismo.

I cyberbulli agiscono online: usano le mail, le chat, i social per diffondere pettegolezzi e offese, per postare video, insultare, deridere e rivolgere anche minacce. Attraverso Internet la vittima è sempre raggiungibile e i messaggi o video offensivi restano in rete per molto tempo, visibili da chiunque, in ogni orario e in ogni luogo.

Mentre i bulli sono riconoscibili, i cyberbulli si nascondono dietro a un nickname e può essere molto difficile dare loro un’identità reale. Purtroppo chi è vittima dei cyberbulli non si sente mai al sicuro, neppure a casa propria!

Una Giornata per combattere ogni forma di bullismo

Dal 2017 ogni 7 febbraio si celebra la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo per dire “NO” a ogni forma di prepotenza.

Non è un caso che l’iniziativa sia partita dal Ministero che si occupa di scuola e di educazione. La scuola è, infatti, il luogo dove impariamo a convivere con le persone apprezzandone le diversità, rispettandone i punti di vista e le opinioni. Eppure proprio a scuola si verificano molti fenomeni di bullismo che colpiscono bambini e bambine, ragazzi e ragazze.

Il simbolo della giornata è un nodo blu, che ci aiuta a ricordare che dobbiamo essere tutte e tutti uniti a occuparci di questo fenomeno, per impedire gli atti che possono ferire le persone che ci stanno vicino.

Che cosa possiamo fare noi?

I nostri comportamenti sono molto importanti: noi possiamo fare davvero la differenza. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Nel tuo gruppo non partecipare ad atti di bullismo, nemmeno come semplice spettatore.
  • Anzi: se in qualche modo vieni a conoscenza di un atto di bullismo o di cyberbullismo parlane subito ai tuoi familiari o agli insegnanti.
  • Se sei tu la vittima non pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato. Confidati invece subito con un adulto.
  • Chiedi ai tuoi insegnanti di invitare a scuola un esperto a parlare di questo problema, anche per capire come affrontare le varie situazioni.
  • Rifletti e confrontati con i tuoi prima di scrivere o pubblicare qualsiasi cosa sui social o nelle chat.
  • In rete non condividere mai le tue password e i tuoi dati personali.
  • Se ricevi un video o un messaggio che ti turba, parlane subito con la tua famiglia o con un insegnante. 
  • Se vedi un messaggio minaccioso spegni subito il computer, il tablet o lo smartphone, ma non cancellare eventuali tracce: possono servire a un adulto per rintracciare e fermare il bullo.

In questo post puoi trovare il calendario con alcune giornate speciali, molto interessanti da celebrare.

Come utilizzare il nostro blog

Sono finite le vacanze e anche quest’anno ci troviamo di fronte a una situtazione di grande incertezza: DAD, DDI, attività in presenza… Quali modalità dovremo mettere in atto nei prossimi mesi?

La finalità del nostro blog è quella di “dare una mano” ai docenti proprio in questo momento in cui la programmazione delle giornate sta diventando sempre più complessa.

Con questo post vogliamo quindi dare qualche indicazione pratica su come sono organizzati i nostri materiali, in modo da facilitare il loro utilizzo nella nostra pratica didattica, in presenza o a distanza.

Prima di tutti il nostro blog parla di storia, geografia ed educazione civica, con un ampio spazio dedicato all’Agenda 2030. Si rivolge principalmente alle classi quarte e quinte della primaria, ma diversi materiali possono essere utilizzati anche in terza o all’inizio della secondaria.

Nel menù laterale a sinistra trovate gli argomenti organizzati per disciplina. Se aprite il menù di storia e geografia trovate dei sottomenù:

  • Le proposte didattiche: raccolgono attività di lettura, dialogo, discussione sui vari argomenti, da sviluppare con con la classe. Tutte le nostre proposte sono pensate per essere svolte anche in autonomia dai ragazzi e dalle ragazze, quindi scritte con un linguaggio semplice.
  • Le letture di approfondimento: toccano temi sensibili soprattutto in relazione all’educazione civica, anche in questo caso possono essere spunto di dialogo, di approfondimento, di riflessione e sono scritte sempre con un linguaggio adatto per esere fruito direttamente dagli alunni e dalle alunne.
  • I materiali operativi: sono schede di lavoro su vari argomenti di storia e geografia. Sono presenti nella versione PDF, per la stampa, oppure in word per un eventuale adattamento da parte del docente, oppure per essere completate tramite l’uso del pc dalla classe.

Si trovano infine anche proposte di classe capovolta o compiti di realtà per rendere più partecipi i nostri alunni e le nostre alunne nella costruzione degli apprendimenti.

Buon rientro e buon lavoro a tutte e a tutti.

10 Dicembre: la Giornata Mondiale dei Diritti degli Animali spiegata ai bambini e alle bambine

Lo stesso giorno della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Uomo si celebra anche quella dei Diritti degli Animali.

Nel 1998 l’associazione animalista britannica Uncaged Campaigns (che significa ‘Campagne per la messa in libertà’) decise di istituire la Giornata per i Diritti dell’Animale proprio il 10 dicembre, per sensibilizzare la popolazione del pianeta sul fatto che i diritti dovessero essere estesi a tutti gli esseri viventi.

Il percorso che proponiamo è rivolto ad alunni di classe terza, proprio per avviare una prima riflessione su questo concetto, lasciando la possibilità di proseguire l’approfondimento in classe quarta e quinta, quando la maturità degli alunni permetterà loro di comprendere con maggiore partecipazione, anche emotiva, l’importanza dei Diritti Umani.

Caratteristica didattica della nostra proposta è il coinvolgimento di più discipline (storia, scienze, tecnologia, lingua italiana) e può prevedere l’intervento di più docenti, come suggerito per l’insegnamento dell’Educazione Civica.

Partiamo dalla storia. Siamo in classe terza e anche se non si sta ancora affrontando l’argomento, può essere utile anticipare come il rapporto tra gli esseri umani e gli animali sia antichissimo e quanto abbia “influenzato” l’evoluzione umana.
Mettiamo in evidenza la centralità degli animali nella vita dell’uomo:
erano il suo cibo (caccia, allevamento);
il suo mezzo di trasporto;
la sua fonte di energia;
dei compagni fidati.

Nelle comunità di cacciatori e raccoglitori il rapporto tra uomo e animali sembrava equilibrato. Gli animali venivano cacciati, ma venivano colpiti in numero ridotto e solo quelli necessari alla sopravvivenza.
Quando l’uomo diventò sedentario cominciò ad allevare gli animali, che, inoltre, divennero i loro compagni di lavoro: erano le loro “macchine”.
Erano quindi considerati preziosi: possedere un animale era una garanzia per una vita più facile.

Dopo questo breve racconto invitiamo gli alunni e le alunne a riflettere sul presente.
Parliamo di caccia e chiediamo se secondo loro è ancora così.
Invitiamo la classe a riflettere sulle motivazioni della caccia oggi, e sulle ripercussioni che una caccia senza regole potrebbe generare sul mondo animale.

Portiamo l’attenzione anche sull’allevamento. Osserviamo due immagini simili a queste e chiediamo alla classe di spiegare di cosa si tratta. Quali riflessioni si possono fare, anche sollecitando un confronto con il passato?

Allevamento brado di polli
Allevamento brado
Allevamento intensivo di polli
Allevamento intensivo

Anche il rispetto degli habitat è un tema collegato, molto interessante da affrontare in classe. Come l’inquinamento e il riscaldamento globale stanno modificando il pianeta e quali saranno le conseguenze per gli animali? In passato esisteva questo pericolo?
A questo proposito suggeriamo la lettura dell’obiettivo 15 dell’Agenda 2030.

Il tema della tutela della vita degli animali ha catturato via via una maggiore attenzione nella società mondiale. Si è infatti capito che sono importanti abitanti del pianeta: devono quindi essere garantiti il loro benessere e la loro salute e anche quando sono utilizzati per attività di lavoro o per la nostra alimentazione non devono essere maltrattati o fatti soffrire inutilmente.

Per affrontare questi temi e porli all’attenzione della popolazione mondiale, nel 1978, a Parigi, l’Unesco ha stilato la Dichiarazione dei Diritti dell’Animale.
Possiamo leggerne alcuni articoli insieme:

Articolo 1
Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.
Articolo 2
Ogni animale ha diritto al rispetto, alle cure e alla protezione dell’uomo.
Articolo 3
Nessun animale può essere sottoposto a maltrattamenti.
Articolo 4
Ogni animale ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico.
Articolo 5
Ogni animale che vive con l’uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie.
Articolo 6
L’abbandono di un animale è un atto crudele.
Articolo 7
Ogni animale che lavora ha diritto a un’alimentazione adeguata e al riposo.

Quali potremmo aggiungere? Facciamo proporre alla classe alcuni articoli: probabilmente vedremo che alcuni coincideranno con quelli compresi nella Dichiarazione completa (che potete leggere qui); altri potranno essere originali, frutto della creatività di bambini e bambine.

Concludiamo l’attività riportando l’attenzione dei bambini e delle bambine sulla loro quotidianità. Noi non siamo cacciatori, né allevatori, stiamo attenti a rispettare il pianeta, ma cos’altro possiamo fare per rispettare gli animali?

Possiamo rispettare gli animali selvatici: se capita di trovare un riccio nel bosco, un nido di uccellini appena nati o un cavalluccio marino è importante osservarliammirarli senza recare loro disturbi o danni.

Prendiamoci cura dei nostri animali domestici: possiamo giocare con lui, ma senza fargli dei dispetti, controllare che abbia la ciotola dell’acqua sempre piena e fresca. Fare attenzione alla sua alimentazione, non è vero che possono mangiare i nostri scarti. Non abbandonare mai un animale e se si incontra un animale randagio, chiedere a un adulto di contattare un’associazione che se ne possa prendere cura.

Alla fine di tutto questo discorso possiamo presentare alcune belle foto di animali, anche di quelli più strani. Chiediamo la collaborazione dei bambini e delle bambine, in genere ne conoscono un mondo.

In questo post potete trovare un calendario di giornate speciali, molto interessanti da celebrare a scuola.

31 ottobre – La Giornata delle Città spiegata ai bambini e alle bambine

Oggi circa metà della popolazione mondiale vive nelle città. Come in passato, esse rappresentano luoghi di cultura, di progresso e di incontri sociali. Se da un lato la vita in città è ricca di possibilità, dall’altro la presenza di molte persone in uno spazio ristretto rende necessario affrontare problemi sociali, ambientali e di organizzazione dei servizi.

Il fenomeno dello spostamento dalla campagna alla città è definito inurbamento e ha avuto inizio tanto tempo fa, quando ci si spostava nei grandi centri urbani alla ricerca di un lavoro e di migliori condizioni di vita. Questo numero è in continua crescita: probabilmente nel 2050 sette persone su dieci nel mondo vivranno in un centro urbano; già oggi in Italia è così.

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Un futuro di città, ma migliori

Questo dato fa capire quanto sia importante che le città possano crescere in modo ordinato e facile da vivere per tutti. Ecco perché il 31 ottobre si celebra la Giornata internazionale dedicata alle città. L’evento è stato istituito dalle Nazioni Unite nel 2014. Il suo slogan “Better City, Better Life” ovvero “Una città migliore, una vita migliore”, fa capire che lo sviluppo delle città deve essere rispettoso dell’ambiente e della salute delle persone.

Oggi si stanno progettando diverse soluzioni affinché le città non siano soffocate dallo smog, dal traffico, dalla scarsità di aree verdi, dai rifiuti, da servizi insufficienti.

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Per esempio, ci sono architetti che si occupano di progettare edifici che siano in armonia con l’ambiente.

Un edificio famoso è il Bosco Verticale, un grattacielo progettato dall’architetto Stefano Boeri a Milano, che ha vinto premi per la sua bellezza e per l’idea innovativa. Ogni balcone, infatti, ha tante piante di specie differenti e sembra proprio un bosco che cresce, un piano dopo l’altro. Gli alberi producono molto ossigeno, fondamentale per far respirare la città; inoltre si preserva la biodiversità grazie alla presenza di tante specie vegetali diverse.

Bosco Verticale – Milano – ph. Paolo Sacchi

Sempre in auto?

Quante automobili attraversano le strade delle città! Soprattutto nelle ore di punta, quando ci muoviamo tutti nello stesso momento per andare al lavoro e a scuola, si incontrano spesso auto in colonna, quasi ferme ma ugualmente inquinanti.

Come ridurre il traffico? Sicuramente la scelta di utilizzare i mezzi pubblici è ottima, ma se si vuole essere ancora più “green”, possiamo raggiungere la nostra destinazione pedalando in bicicletta, o anche usando un monopattino.

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Attenti alle regole
In questi ultimi anni, molte città italiane si stanno attrezzando e creano nuovi percorsi per le biciclette: le piste ciclabili. È fondamentale, infatti, se si usa una bici, circolare su tracciati senza pericoli.

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Non dobbiamo dimenticare però che anche su tracciati sicuri è necessario rispettare le regole e conoscere i segnali stradali più diffusi.
Ad esempio, sai che è pericolosissimo andare in bicicletta o in monopattino contromano, magari quando la via è a senso unico? Chi guida non si aspetta di vedere comparire all’improvviso un ciclista davanti al suo veicolo, ci avevi mai pensato?

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Anche se sei su una pista ciclabile, agli incroci guarda sempre verso entrambi i lati e parti solo se non sta arrivando nessuno.

Infine, indossa sempre il caschetto protettivo: non sembrerai ridicolo, ma attento alla tua salute.

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Per approfondire il tema delle città vai all’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030.

Il filo della storia

Per i nostri ragazzi e le nostre ragazze comprendere il significato di durata, di successione e di contemporaneità vuol dire avvicinarsi ai concetti temporali su cui si fonda lo studio della storia.
In classe si lavora su questi obiettivi già dalla prima e si approfondiscono in seconda. In entrambe le classi, però, le attività proposte si riferiscono necessariamente all’esperienza concreta.

A partire dalla terza, invece, il focus si sposta indietro nel tempo, e di molto.

Il Big Bang è un fenomeno che cattura l’interesse di tutti e di tutte. Ma di quanto dobbiamo andare indietro nel tempo? Milioni di anni…

In terza si inzia quindi a parlare di preistoria e della sua durata, poi del periodo successivo, ossia la storia. Ma quale di questi due spazi temporali è il più lungo?

E’ importante che non ci si confonda, misurando il tempo in base al numero delle pagine dedicate agli argomenti, o in base agli anni in cui si studiano questi due periodi: preistoria solo in classe terza, storia dalla quarta in avanti. Spesso, infatti, ragazzi e ragazze tendono a misurare la durata, la successione e la contemporaneità proprio in base alla presentazione degli argomenti sui testi di studio.

L’attività che proponiamo serve a dare una prima idea più corretta dei concetti temporali. Può essere organizzata all’inizio della classe terza, come presentazione e osservazione del problema, e ripresa verso la fine dell’anno, per fare il punto sugli eventi che si sono succeduti in questo lunghissimo arco temporale.

Prendete un rocchetto di spago lungo 100 metri, mettetelo sulla cattedra e sistemate vicino un filo di spago (o di lana) di un altro colore, lungo 50 centimetri. E’ molto importante che tra i due esita una notevole differenza in lunghezza.
Si prende il rocchetto di spago e, srotolandolo, ci si fa un’idea di quanto è durata la preistoria: si esce dalla classe, si attraversa il corridoio, a volte si può arrivare fino in giardino.

Srotolato tutto, lo si lascia per terra. Si ritorna quindi in classe e si pone attenzione allo spago più corto. Si invitano i ragazzi e le ragazze a osservare quanta differenza di lunghezza esiste tra i due.
Tutti noteranno, senza dubbi, che è notevole.
Per concludere si possono unire i due fili, dando così l’idea di quanto sia lunga la storia del nostro pianeta e dei suoi abitanti, inserendo il concetto di successione.

In classe quarta, quando si affronterà lo studio delle prime civiltà, la misura del tempo potrà cominciare a essere più precisa.


Qui è possibile leggere un’altra attività sui concetti di contemporaneità e successione.




21 settembre: la Giornata della Pace spiegata ai bambini e alle bambine

Una delle prime Giornate Mondiali che si incontrano nell’anno scolastico è la Giornata della Pace, che si celebra il 21 settembre.

Di questa e di altre giornate da celebrare all’interno del programma di Educazione Civica parla il libro “Questo è un giorno speciale”, ed. Mondadori.

La nostra proposta si rivolge ai ragazzi e alle ragazze di quarta e quinta ma, vista l’importanza del tema, riportiamo anche una versione semplificata per una classe terza.

Possiamo introdurre l’argomento con alcune riflessioni.
Ecco alcuni spunti che permettono ai docenti di focalizzare l’attenzione su varie problematiche legate alle situazioni di guerra. Diamo spazio ai ragazzi e alle ragazze, che possono inserirsi nel dialogo riportando le loro impressioni e le eventuali conoscenze su situazioni di conflitto passate e presenti.

Presentazione del tema (classe quarta e quinta)

Tutte le organizzazioni internazionali sono d’accordo nell’affermare che la pace è indispensabile per costruire non solo delle società giuste e serene, ma anche per raggiungere uno sviluppo economico e diminuire le disuguaglianze.

Nella Storia, l’umanità non ha probabilmente mai conosciuto un periodo di pace contemporaneamente in ogni parte del pianeta. Anche in questo momento nel mondo ci sono oltre settanta situazioni di forte tensione o anche di vera e propria guerra tra Paesi. Capita anche che il conflitto si svolga all’interno di uno stesso paese: in questo caso si parla di guerra civile.

L’obiettivo 16 dell’Agenda 2030 affronta questo argomento e invita tutti i paesi del mondo a combattere ogni forma di violenza. Di questo Obiettivo e degli altri dell’Agenda 2030 parla il libro “Possiamo cambiare il mondo”, ed. Mondadori.

Possiamo leggerlo insieme in classe e dopo una breve attività di analisi, possiamo riflettere su:

Quali sono i danni più evidenti di una guerra?

Lasciamo spazio alle risposte dei ragazzi e delle ragazze, che possono essere sintetizzate in una mappa

Presentazione del tema (classe terza)

Per i ragazzi e le ragazze di classe terza, possiamo proporre il tema in modo più semplice.

Nella storia non c’è mai stato un periodo di pace contemporaneamente sul nostro pianeta.
Perchè la guerra è brutta?
Apriamo il dibattito e trascriviamo le osservazioni e le risposte dei bambini. Possiamo successivamente organizzarle in una mappa.
Le riflessioni e le attività che seguono possono andare bene per bambini e bambine di classe terza, quarta e quinta. Chiaramente le risposte saranno più o meno profonde a seconda dell’età.

Come si “combattono le guerre?” I movimenti pacifisti: una risposta sempre più condivisa

In molte parti del mondo sono nati movimenti pacifisti che rifiutano la guerra come risoluzione dei problemi tra gli Stati o dei contrasti tra diverse posizioni politiche e di pensiero.

La città di Assisi, in Umbria, la città di san Francesco, è riconosciuta come capitale mondiale della pace; ogni due anni, da più di 40 anni, lungo il tratto di 24 km che separa Assisi da Perugia si svolge una Marcia per la Pace che vuole testimoniare l’opposizione a tutte le guerre.

Un famoso pacifista

Nel secolo scorso la personalità che ha rappresentato un simbolo di pace per tutto il mondo è stato il politico e filosofo indiano Gandhi.
Qui una breve presentazione in Power Point con informazioni e immagini su Gandhi.

Ma il mantenimento della pace, è solo una questione da adulti?
Qui la scheda di riflessione in formato PDF.

Rifletti
Ti capita di litigare con un tuo compagno o una tua compagna?

Come ti senti subito dopo?………………………………………………………………………

Come ti comporti?

  • Cerco di capire le sue ragioni e provo subito a fare pace.
  • So di avere ragione quindi non cedo.
  • Anche se ho torto aspetto che siano gli altri a voler fare la pace.
  • Se litigo con qualcuno non do più nessuna possibilità di essere ancora amici.
  • altro ……………………………..….

È importante secondo te, “allenarsi” ai comportamenti pacifici fin da piccoli?

perché? …………………………..

Al termine del percorso di riflessione e dibattito, possiamo proporre attività di diverso tipo da eseguire da soli o meglio ancora in gruppo.
Ecco alcuni esempi.

a. Cerchiamo insieme le parole che si riferiscono alla pace e costruiamo il VOCABOLARIO DELLA PACE. ( Le parole possono essere scritte su cartellini e incollate su un grande cartellone).

b. La parola pace nel mondo.
Collega la parola pace alla sua lingua.
Qui la scheda in formato PDF.

c. Hai mai visto questa bandiera?
Sai di cosa è simbolo?

Osserva i suoi colori e riproducila.
Qui la scheda in formato PDF.

Qui una proposta di calendario per le Giornate mondiali

Ricomponiamoci

Sta per iniziare un altro anno. Domanda banale che ci staremo facendo in molti: come sarà? Risposta altrettanto banale: speriamo non sia frammentato. Ma andiamo oltre… Non vogliamo pensare troppo al passato, ma vivere il presente e prepararci al futuro.

Partiamo, quindi dal presente. Come accogliamo i nostri alunni il primo giorno di scuola?
Proprio perchè gli ultimi due anni sono stati un po’ frammentati, potrebbe essere utile ricomporci.

Vi proponiamo un’attività decisamente simbolica, ma efficace, per focalizzare la nostra attenzione e quella dei nostri alunni su come possiamo, appunto, “ricomporci” come classe.

In genere, quando pensiamo all’accoglienza, ci diamo un gran da fare ad addobbare le nostre aule, per renderle allegre e invitanti. Partiamo dalla porta di ingresso: avete già in mente qualcosa? Per esempio, vi serve un poster?

Ecco la nostra idea.

Cercate in rete un’immagine che possa far pensare a una classe: può essere un gruppo di bambini e bambine, oppure anche un’aula vuota.

Collegatevi a blockposters, un sito che permette di stampare disegni in grande formato, utlizzando però una stampante domestica. Scompone infatti l’immagine che avete caricato in tanti fogli, che andranno poi messi insieme.

L’immagine inserita qui sotto dà l’idea di come funziona questo sito.

Immagine di esempio

Una volta stampati tutti i fogli, chiedete alla classe di unirli per formare l’immagine e poi di colorarla.

Chiedete a ciascun alunno o alunna di portare un suo fotoritratto stampato: raccomandate loro che si veda bene il viso.

Fate quindi incollare le loro foto dove preferiscono: sopra al viso di un/a bambino/a nel caso dell’immagine di gruppo, o sulle sedie dell’aula nel caso di un’ambiente senza persone. Con questo lavoro molto semplice avranno, come dicevamo all’inizio, simbolicamente ricomposto la classe.

Ma quali speranze hanno per il futuro?

Consegnate a ciascun alunno e alunna un foglietto, meglio se colorato. Chiedete quindi di rispondere con una breve frase scritta alla domanda: che cosa ti aspetti da quest’anno scolastico?

Incollate intorno al poster o su di esso, i desideri dei vostri ragazzi e delle vostre ragazze. Potete anche aprire un dibattito e…

Speriamo siamo tutti pensieri positivi e che, soprattutto, si possanno avverare.