Alessandro Magno

La vita di Alessandro Magno è stata piena di avvenimenti e di grandi conquiste e non per tutti è facile ricordarne le tappe più significative.
La scheda che proponiamo aiuta i ragazzi e le ragazze non solo a ricordarle, ma anche a posizionarle in un contesto temporale corretto.
Può essere proposta in classe per una riflessione collettiva, o come lavoro individuale per focalizzare le informazioni e riorganizzarle in ordine cronologico.

Vita di Alessandro

  1. Leggi il testo.

Alessandro nacque a Pella, un’antica città della Grecia, nel 356 a. C.: era figlio del re Filippo di Macedonia. All’età di appena vent’anni, dopo la morte del padre, il potere passò nelle sue mani.
Alessandro aveva avuto come maestro Aristotele, uno dei più famosi filosofi greci. Fin dalle prime battaglie dimostrò di possedere uno straordinario genio militare e venne chiamato “Magno”, cioè “il grande”.
Il suo obiettivo era quello di estendere le sue conquiste e il suo dominio. Attaccò e sconfisse l’Impero Persiano, conquistò l’Egitto e arrivò fino in India, dando origine così al più vasto impero della storia.
Nel 332 a.C. fondò la città di Alessandria che divenne il più importante centro culturale del Mediterraneo.
Nel 323 a.C. a soli trentatrè anni Alessandro morì a causa di un’improvvisa malattia. Dopo la sua morte i generali si spartirono l’impero che egli aveva creato.

2. Completa i principali eventi della vita di Alessandro Magno, poi riordinali cronologicamente, numerandoli da 1 a 6.

3. Osserva la linea del tempo e collega le date. Attenzione a non confonderti.

La città di Alessandria è stata fondata nel 332 a.C. Alessandro è morto nel 323 a.C.
Quale delle due date viene prima e quale viene dopo?

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda.

Qui un esempio di attività sulla linea del tempo. La proposta è riferita alla casse quarta, ma può essere adattata anche alla classe quinta.

Un calendario per le Giornate Mondiali e le ricorrenze nazionali

Molte sono le occasioni per fare Educazione Civica in classe e da lì partire per affrontare argomenti diversissimi che coinvolgono le varie discipline e anche la vita quotidiana dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze.

Alcune di queste occasioni ci vengono fornite dalle Giornate che, a livello nazionale o internazionale, sono state decise per ricordare importanti eventi storici o per puntare l’attenzione su fondamentali elementi sociali o ambientali.

Nell’arco dell’anno, infatti, quasi ogni giorno vi è una giornata dedicata: come le Giornate Mondiali istituite dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, dall’Unesco o da altre organizzazioni che operano a livello planetario, come la Croce Rossa, ecc. Poi ci sono le ricorrenze dello Stato italiano, dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa, oltre a quelle legate alla famiglia e ad altri ambiti sociali. In alcuni giorni può perciò verificarsi anche più di una giornata ‘speciale’.

Qui di seguito abbiamo compilato un elenco selezionato delle Giornate che possono essere di maggior interesse all’interno della nostra programmazione scolastica, offrendo validi spunti per una discussione in classe e per un lavoro di approfondimento.

In alcuni casi viene proposto il link a schede elaborate all’interno del blog: alcune sono dedicate in modo specifico alla Giornata, altre sono in relazione con gli argomenti trattati. Via via ne saranno aggiunte altre.

Gennaio

Febbraio

Marzo

  • 1° Giornata contro la Discriminazione
  • 3 Giornata internazionale della Natura
  • 8 Giornata internazionale della Donna
  • 21 Giornata internazionale della Felicità
  • 21 Giornata internazionale delle Foreste
  • 21 Giornata internazionale della Poesia
  • 22 Giornata internazionale dell’Acqua
  • 23 Giornata mondiale della Meteorologia
  • 25 Giornata internazionale di commemorazione delle Vittime della Schiavitù
  • 27 Giornata mondiale del Teatro

Aprile

Maggio

  • Festa dei Lavoratori
  • 3 Giornata mondiale della Libertà di Stampa
  • 8 Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
  • 9 Giornata dell’Unione Europea
  • 15 Giornata internazionale della Famiglia
  • 16 Giornata mondiale del Vivere insieme in Pace
  • 16 Giornata internazionale della Luce
  • 17 Giornata internazionale contro l’Omofobia
  • 20 Giornata mondiale delle Api
  • 21 Giornata internazionale della Diversità culturale
  • 22 Giornata internazionale della Biodiversità
  • 23 Giornata nazionale della Legalità
  • 25 Giornata mondiale dell’Africa
  • 31 Giornata mondiale contro il Fumo

Giugno

Luglio

  • 11 Giornata mondiale della Popolazione
  • 30 Giornata mondiale dell’Amicizia

Agosto

  • 9 Giornata internazionale dei Popoli Indigeni
  • 12 Giornata internazionale della Gioventù

Settembre

Ottobre

Novembre

  • 10 Giornata mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo
  • 13 Giornata mondiale della Gentilezza
  • 17 Giornata internazionale degli Studenti
  • 20 Giornata mondiale dell’Infanzia
  • 21 Giornata mondiale della Televisione
  • 25 Giornata internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne

Dicembre

  • 3 Giornata internazionale per le Persone con Disabilità 
  • 5 Giornata mondiale del Volontariato
  • 5 Giornata mondiale del Suolo
  • 10 Giornata internazionale dei Diritti Umani
  • 10 Giornata mondiale dei Diritti degli Animali
  • 11 Giornata internazionale della Montagna
  • 18 Giornata internazionale dei Migranti
  • 20 Giornata internazionale della Solidarietà Umana

10 dicembre: la Giornata Mondiale dei Diritti Umani spiegata ai bambini e alle bambine

Che cosa sono i Diritti Umani?

Sono i diritti fondamentali che ciascuna persona (donna, uomo, bambina o bambino) possiede già dalla nascita, soltanto perché è un essere umano. Sono definiti diritti inalienabili: questo significa che nessuno al mondo può togliere questi diritti a un’altra persona. Sono molti: per fare qualche esempio, il diritto alla vita, il diritto all’istruzione, oppure quello di poter esprimere il proprio pensiero.

Perché sono stati decisi questi Diritti?

Anche se l’idea dei diritti umani è stata presente in diverse epoche storiche, soltanto nel secolo scorso, dopo la Seconda Guerra Mondiale,  si è arrivati a definire i Diritti Umani come li conosciamo oggi.

La guerra infatti, aveva portato distruzione in molti Paesi e la morte di oltre 50 milioni di persone in tutto il mondo. Ma soprattutto aveva visto il regime nazista discriminare gli esseri umani: da un lato quelli considerati superiori, che avevano tutti i diritti, dall’altro le persone considerate inferiori, che non avevano nessun diritto di decidere della propria vita. Partendo da questo terribile concetto erano stati progettati i campi di concentramento, dove erano state recluse e uccise milioni di persone (ebrei, rom, disabili, ecc.).

Si pensò quindi che fosse necessario creare uno strumento per proteggere i diritti fondamentali di ciascun individuo, in ogni parte del mondo e senza distinzione di nessun tipo (etnia, sesso, lingua, religione, opinioni politiche, ecc.).

La Dichiarazione Universale

Così, il 10 dicembre 1948, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite (cioè dell’ONU) approvò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: avete perciò capito perché la Giornata Internazionale dei Diritti Umani si festeggia proprio il 10 dicembre di ogni anno.

Nella Dichiarazione i vari punti (definiti ‘articoli’) sono suddivisi secondo alcuni grandi argomenti:

  • la libertà e l’uguaglianza tra tutte le persone
  • i diritti degli individui rispetto alla comunità (come quello di essere trattati in modo uguale davanti alla legge)
  • le libertà fondamentali (di pensiero, di religione, di parola, di associazione)
  • i diritti economici (per es. il diritto al lavoro), sociali (per es. il diritto all’assistenza) e culturali (per es. il diritto all’educazione)

I Diritti di solidarietà

Successivamente l’ONU ha aggiunto altri diritti all’elenco: sono i diritti necessari per uno sviluppo positivo delle comunità, definiti Diritti di solidarietà sociale. Questi importanti diritti riguardano soprattutto quelle parti della società che hanno bisogno di essere più difese e protette: ad esempio le donne, i bambini, i disabili, le persone omosessuali, le popolazioni indigene, i rifugiati.

Inoltre, parlano di diritto alla pace, allo sviluppo economico, all’aiuto umanitario in caso di emergenze come guerre o calamità naturali. Importantissima è anche la dichiarazione del diritto alla protezione dell’ambiente, che riguarda tutti gli esseri umani e tutto il pianeta.

Per sostenere questi diritti aggiuntivi, l’ONU ha creato negli anni varie Convenzioni che riguardano i singoli argomenti. Una di queste è la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che è stata approvata nel 1989. E’ formata da 54 articoli, che riguardano tutte le possibili situazioni in cui un bambino o un ragazzo minore di diciotto anni deve essere protetto, come nel suo diritto a frequentare la scuola, a crescere sano e sicuro o anche nel suo diritto a essere ascoltato in famiglia, a scuola e anche in tribunale.

In copertina Eleanor Roosevelt, attivista per i diritti civili e moglie di Franklin Delano Roosevelt, che era allora presidente degli Stati Uniti, mostra la Dichiarazione in una famosa fotografia.

Qui potete trovare altri argomenti di Educazione Civica raccontati nel blog, come l’Agenda 2030 oppure la Giornata Mondiale della Terra.

Qui invece un calendario sulle Giornate Mondiali e ricorrenze nazionali che potete utilizzare per un lavoro in classe.

“Flippiamo” l’Obiettivo 12 dell’Agenda 2030 (consumo e produzione responsabili)

In questo periodo in cui la didattica a distanza si alterna alla didattica in classe, abbiamo pensato a un’attività che si presta a entrambe modalità. Potrebbe iniziare a scuola e completarsi a casa o viceversa, e prevede l’utilizzo di risorse dal web.

Fase 1: conoscere il problema (1 ora)

In classe (anche virtuale) si presenta il contenuto dell’Obiettivo 12.
La scheda presente sul nostro blog fornisce molte informazioni necessarie ad analizzare il problema. Proprio perchè pensata per i ragazzi e le ragazze e scritta con un linguaggio accessibile a tutti, la scheda può essere letta in totale autonomia, a casa o a scuola, da soli, senza il bisogno della mediazione dell’insegnante.

Successivamente si chiede agli alunni quale sia il focus dell’Obiettivo. Otterremo quasi certamente come risposta ‘lo spreco’. Chiediamo quindi perchè è importante non sprecare cibo.

Fase 2: sprecare cibo (2 ore)

Si propone la visione di questo video. Poi con l’aiuto dell’insegnante si chiede ai ragazzi di completare una semplice mappa che indica altre risorse, oltre al cibo, che vengono sprecate.

Si sottolinea quindi che le nostre cattive abitudini contribuiscono allo spreco alimentare e si propone il gioco dei perchè.

Perchè è importante fare attenzione a questi comportamenti?

Fare la lista della spesa, perché…
Leggere bene l’etichetta, perché…
Pensare al valore del cibo, perché…
Controllare la data di scadenza, perché…
Non esagerare con le quantità, perché…
Tenere il frigorifero in ordine, perché…
Riutilizzare gli avanzi di cibo, perché…
Congelare il pane e gli alimenti avanzati, perché…
Separare i rifiuti organici, perché…
Comprare frutta e verdura di stagione, perché…
Comprare frutta e verdura coltivata vicino a dove si vive, perché…

Fase 3: l’importanza di riciclare (1 ora)

Si propone di rileggere insieme la scheda del nostro blog, per riprendere con maggior chiarezza questo argomento. Si riflette poi insieme ai ragazzi e alle ragazze sull’importanza di riciclare.
Dopo una breve conversazione, si assegna ai ragazzi e alle ragazze, in base alle loro preferenze, la visione di un video sul riciclo di alcuni materiali. I filmati proposti sono pubblicati da CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, nato, senza fini di lucro, per rispondere all’importante istanza di salvaguardia dell’ambiente, garantendo l’avvio a recupero e riciclo dei rifiuti di imballaggio a livello nazionale.
I filmati hanno una breve durata ( 1 minuto circa), e per mettere a fuoco le informazioni trattate, si richede agli launni di completare la relativa scheda di sintesi.
Si ricorda ai ragazzi e alle ragazze, che possono stoppare e rivedere il video tutte le volte che lo ritengono necessario, per completare la scheda descrittiva.
Vista la breve durata del filmato e il supporto della scheda di sintesi, l’attività può essere svolta in autonomia anche a casa.

MATERIALESCHEDA
legnoscheda di sintesi
alluminioscheda di sintesi
cartascheda di sintesi
vetroscheda di sintesi
plasticascheda di sintesi

Fase 4: in sintesi, che cosa possiamo fare noi

Si leggono le schede preparate dagli alunni e si confrontano. Al termine di tutto il percorso si può preparare un cartellone, una presentazione o un altro materiale riassuntivo, che possa mettere in evidenza cosa può fare ognuno di noi nella vita di tutti giorni, contro qualunque forma di spreco.

Qui le schede di sintesi in formato editabile, da adattare in base alle esigenze della classe:
Il legno,
l’alluminio,
la carta,
il vetro,
la plastica.

Qui il link a un post del blog con un articolo sulla flipped classroom del professor Erasmo Modica pubblicato sul sito di Orizzonte Scuola.

Qui il link a un post del blog con una proposta per una flipped classroom sull’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030.

Qui il link a un post del blog con la proposta per una flipped classroom di Storia per la classe quarta.

Qui il link a un post del blog con la proposta per una flipped classroom di Storia per la classe terza.




La gentilezza è “circolare”?

In occasione della Giornata della Gentilezza proponiamo una semplice attività che possa far riflettere i ragazzi e le ragazze sul valore di questa qualità/atteggiamento.
Il percorso inizia con la visione di una filmato e si sviluppa con un lavoro collettivo.
Il percorso non richiede più di un’ora di tempo e può essere inserito nell’ambito dell’Educazione Civica, mantenendo un carattere di interdisciplinarietà. Può essere proposto anche in una modalità “a distanza”

Gentilezza = …

Prima di tutto, chiedete ai ragazzi e alle ragazze di definire il significato della parola gentilezza, riportando le osservazioni su una mappa tipo brainstorming. Provate a vietare l’uso dell’aggettivo “gentile”, stimolando così una ricerca lessicale.

Poi proponete la visione del seguente video
https://video.link/w/zZxyb

Al termine aprite un breve dibattito partendo da due semplici domande:

La gentilezza può essere circolare?

Sulla base del filmato visto è corretto pensare alla gentilezza come un qualcosa di “circolare” e cosa significa. Potrebbe accadere veramente?

Richiesta o gentilezza?

Invitate gli alunni a riflettere su quante richieste vengono fatte loro ogni giorno (non si risparmieranno), stabilite insieme su quale focalizzarsi. (es. riordinare la stanza, aiutare la mamma, giocare tranquilli…).
Sono solo richieste? Stimoliamo i ragazzi e le ragazze a riflettere sul perchè vengono fatte loro e proviamo a chiedere se possono essere viste anche come piccole gentilezze che potrebbero rivolgere ai loro cari o ai loro amici.

Come attività finale, per fissare i contenuti più importanti di tutto il confronto, chiedete di scrivere una loro riflessione.

Carte e tabelle

Una delle competenze principali per lo studio della geografia riguarda il saper utilizzare tabelle per organizzare le informazioni. La scheda che proponiamo è un facile esercizio per mettersi alla prova con questo strumento della geografia.
In fondo alla pagina è possibile scaricare la scheda in formato .PDF o la versione in Word. che potrete modificare, stampare, oppure utilizzare on-line.

Hai imparato a leggere le tabelle? In questa puoi leggere la popolazione di alcune città di mare italiane.

1. Inserisci nella terza colonna il numero corrispondente alla posizione in graduatoria delle varie città, rispetto al numero dei suoi abitanti (dal maggiore al minore). Osserva l’esempio.

2. Rispondi alle domande

Qual è la città con il maggior numero di abitanti?………………….

Qual è la città con il minor numero di abitanti? ……………………

Quale città ha circa un decimo degli abitanti di quella più popolosa? …………………

3. Osserva la carta e indica su quale mare si affaccia ogni città

Qui la scheda in formato .PDF
Qui la scheda in formato Word



Il Patrimonio dell’Umanità spiegato ai bambini e alle bambine

Sapete che cosa significa UNESCO?

Sono le iniziali di una serie di parole inglesi: United Nations (cioè l’ONU) Educational, Scientific and Cultural Organization. Quindi è l’organizzazione che si occupa, su incarico dell’ONU, di educazione (e quindi scuola), di scienza e di cultura.

Come potete immaginare, gli argomenti di cui si interessa sono tantissimi. Ma ce ne è uno che impegna grandi finanze e molto lavoro da tanto tempo e in tutto il mondo: la maggior parte delle persone, addirittura, se si nomina l’Unesco pensa subito a questo.

Si tratta della tutela, cioè la protezione, del Patrimonio dell’Umanità, in inglese World Heritage. Viene infatti definito in questo modo l’insieme dei luoghi del mondo che sono importanti per la storia e la cultura di tutti gli uomini e tutte le donne del nostro pianeta, non soltanto per i cittadini che vi abitano vicino. Si può anche dire che hanno un valore universale.

Le enormi statue dell’antica civiltà dell’Isola di Pasqua (Cile), nell’Oceano Pacifico.

Una splendida idea

L’idea di proteggere questi siti preziosi era nata già nei primi anni del secolo scorso, ma c’è voluto molto tempo perché diventasse realtà.

Un primo passo ci fu quando nel 1960 l’Unesco iniziò una campagna internazionale per salvare la Valle dei Templi in Egitto: la costruzione di una grande diga sul Nilo, importante per la produzione di energia e per l’agricoltura del Paese, avrebbe infatti provocato la sommersione di incredibili tesori archeologici dell’antica civiltà egizia.

Le statue monumentali di Abu Simbel, in Egitto

Più di cento Paesi di tutto il mondo risposero all’appello e si impegnarono a donare il denaro e la tecnologia necessaria per smontare, spostare e ricostruire in un luogo più rialzato i due grandi templi di Abu Simbel.

L’iniziativa ebbe un grande successo soprattutto perché questi Paesi continuarono nel loro impegno: insieme a molte associazioni, definirono un progetto per proteggere sia i principali siti, cioè luoghi, storico-artistici del mondo, sia zone con importanti ambienti naturali.

La lista dei siti

Così, nel 1972 l’Unesco compilò una prima lista dei siti del Patrimonio dell’Umanità. Si impegnò quindi a farli conoscere in tutto il mondo, a finanziare i lavori di restauro, a controllare che continuassero a essere rispettati e ben protetti.

I primi luoghi a essere inseriti furono quelli che correvano il rischio di essere distrutti: alcuni erano stati abbandonati e quasi dimenticati, altri erano in zone dove c’erano stati terremoti o simili disastri naturali, altri ancora erano in aree molto inquinate oppure quasi sepolti da nuove costruzioni. Si volevano poi aiutare i Paesi più poveri, che non sarebbero stati in grado di sostenere le spese altissime del restauro e della conservazione.

Il tipo di luoghi è molto vario: ci sono antichi centri storici e archeologici, monumenti, architetture geniali, paesaggi agricoli tradizionali, testimonianze delle prime attività industriali, paesaggi naturali unici, riserve di biodiversità (cioè ambienti dove è rappresentata una preziosa varietà di specie vegetali e animali), ecc. ecc.

Il sito archeologico di Machu Picchu, in Peru, dell’antica civiltà Inca

Questa lista è stata via via ampliata: ogni anno nuovi siti si aggiungono al Patrimonio dell’Umanità. Oggi i siti della lista sono 1121: 869 siti storico-culturali, 213 aree naturali e 39 misti (cioè sia culturali sia naturali), presenti in 167 Paesi del mondo. L’ultimo aggiornamento della lista è stato nel 2019: nel 2020, infatti, a causa della pandemia covid-19, per la prima volta da quasi cinquant’anni l’Unesco non ha nominato nuovi siti tra i tanti che erano in attesa.

Il Patrimonio di saperi e di memoria

Nel 1992 la lista degli elementi da proteggere è stata allargata alla Memoria del mondo, un grande patrimonio di documenti, registrazioni, filmati storici la cui conservazione ha una grande importanza per la storia di tutta l’Umanità. In Italia sono iscritti nell’elenco importanti biblioteche e archivi, come quello dell’Istituto Luce, dedicato al cinema.

Nel 2001 si è invece voluto dare valore al Patrimonio orale e immateriale dell’Umanità. Si tratta di manifestazioni culturali (spettacoli, riti e feste, saperi, cucina, artigianato) che sono parte importante della tradizione dei vari popoli e rischiano di non essere trasmessi alle future generazioni. Esempi di Patrimonio immateriale (anche questi ogni anno più numerosi) sono il Teatro Kabuki in Giappone o danze come il tango, la rumba e il flamenco.

Spettacolo di flamenco a Siviglia

Il Patrimonio dell’Italia

L’Italia è, insieme alla Cina, il Paese che ha il maggior numero di siti protetti. Questo grazie soprattutto all’enorme ricchezza del suo patrimonio storico e artistico e anche alla presenza di particolari ambienti mediterranei. Ci sono poi molti siti misti (culturali e ambientali) perché il territorio italiano, da secoli intensamente abitato, presenta capolavori dell’opera dell’uomo situati all’interno di meravigliosi ambienti naturali.

In questi post potete approfondire alcuni dei 55 siti protetti dall’Unesco nel nostro Paese.

Per quanto riguarda il Patrimonio immateriale, anche in Italia sono numerosi gli antichi saperi dell’uomo protetti dall’Unesco. Sono:

  • il Canto a Tenore in Sardegna
  • l’Opera dei Pupi in Sicilia
  • la dieta mediterranea
  • l’artigianato del violino a Cremona
  • alcune caratteristiche processioni religiose (Nola, Palmi, Sassari, Viterbo)
  • la coltivazione della vite a Pantelleria
  • l’arte della pizza a Napoli
  • la transumanza, cioè lo spostamento delle greggi dai monti al mare e viceversa
  • i muretti a secco dei terrazzamenti

Di tutte queste cose molto interessanti parleremo però un’altra volta.

Rientro a scuola, oltre la mascherina.

Ci siamo! Si torna a scuola! Siamo alla fine dell’estate e come ogni anno noi insegnanti stiamo già pensando a come accogliere i bambini. Certo il rientro sarà diverso dal passato: nuove regole di convivenza, nuove procedure e tanta attenzione.

Ma una volta entrati in classe, come apriamo le porte ai nostri alunni?
Li abbiamo lasciati molto tempo fa, senza neanche un vero saluto e senza capire veramente cosa stesse succedendo. Inoltre lo stare a casa per tanto tempo e la didattica a distanza hanno dato vita, per un lungo periodo, a un rapporto del tutto virtuale con i compagni e con gli insegnanti.

L’attività che proponiamo non considera le procedure realtive alla sicurezza sanitaria, ma vuole solo essere uno spunto di riflessione su come riprendere il contatto con la scuola, partendo proprio dal lungo periodo di chiusura, per aiutare i ragazzi e le ragazze a comprendere gli aspetti positivi e negativi di una didattica diversa da quella frontale.

Si tratta di un’attività di dialogo con gli alunni per cui consigliamo di dedicare non più di h.1,30.

Partiamo da una foto di classe, scattata anche qualche anno prima, tanto per rivederci in gruppo e per far rivivere nella mente di ciascuno un ricordo personale.
Possiamo lasciare che siano gli alunni a commentare molto liberamente, oppure possiamo stimolare la conversazione attraverso qualche domanda:
In quale anno è stata scattata?
Ci siamo tutti? Si è aggiunto qualcuno?
Qual è il ricordo più bello legato a quell’anno?

Perchè non abbiamo una foto di classe dello scorso anno?
(Si può mostrare l’immagine che ha sostituito la foto, se l’avete preparata alla fine dello scorso anno, come questo esempio).


Gli ultimi giorni di scuola, eravamo a casa per il lockdown.

Proviamo a chiedere ai ragazzi e alle ragazze qual è secondo loro il significato del termine (si può chiedere anche aiuto all’insegnante di inglese).
Cosa significa lockdown?
Ascoltiamo e raccogliamo come un brainstorming le risposte degli alunni.
Ricaviamo una definizione che sia comune e condivisa.

Ora lavoriamo sul significato che il lockdown ha avuto per noi. Utilizziamo delle domande guida, come ad esempio, come abbiamo trascorso le giornate, quali delle attività che svolgevamo regolarmente ci sono mancate, se abbiamo iniziato a casa delle altre attività mai fatte prima, se abbiamo scoperto una nuova passione


Focalizziamo l’attenzione sulla scuola, dando prima spazio alla didattica a distanza poichè ognuno di noi vorrà dire la sua in merito, ma non indugiamo troppo. Poi guidiamo la conversazione verso la riflessione sui rapporti con i compagni.
Se ne abbiamo sentito la mancanza, quali mezzi di comunicazione utilizzavamo per ridurre le distanze, quali difficoltà abbiamo incontrato nei rapporti a distanza, ci è mancata la scuola, e soprattutto perché.
Registriamo le risposte a quest’ultima domanda, perchè sono quelle che ci daranno la spinta a ripartire tutti insieme, magari focalizzando l’attenzione su cosa non sarà più semplice fare.

Ad esempio possiamo riflettere sul lavoro di gruppo.

  1. Ritenete che sia importante?
  2. Perchè?
  3. Come possiamo impostarlo tenendo presente le regole del distanziamento?

In questo modo i cambiamenti nella quotidianità saranno da vivere non come una privazione, ma come uno stimolo a ricercare nuove modalità di vita comune a scuola.

Qui una lettura di approfondimento





Le regioni del Sud

Questa scheda propone alcune attività operative utili agli studenti per il ripasso dell’agomento.

E’ divisa in due parti: la prima mette in pratica conoscenze e competenze che riguardano il territorio, attraverso la lettura della carta geografica e la rielaborazione delle informazioni.
La seconda parte serve a fare il punto sulle principali attività dell’uomo e le città.

IL TERRITORIO

Osserva la carta: ora traccia i confini delle regioni del Sud e scrivi al posto giusto i loro nomi.

regioni_sud

Rispondi:

Quali regioni sono bagnate dal Mar Tirreno?
………………………………………………………………………..
Quale regione è bagnata dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio?
……………………………………………………………………….
Quale regioni sono isole?
…………………………………………………………………………..
In quali regioni si trovano l’Etna e il Vesuvio?
…………………………………………………………………………
In quale regione si trova l’Aspromonte?
………………………………………………………………………..

Quali tra questi luoghi geografici appartengono alle regioni del Centro? Sottolinea per ogni gruppo quello corretto e scrivi in quale regione si trova. Puoi indicare anche più di una regione, se è necessario.

RILIEVI: Monte Rosa, Sila, Gran Sasso.
Si trova in ……………………………………………………………..
PIANURE: Campidano, Maremma, Pianura Padana.
Si trova in ……………………………………………………………..
FIUMI: Arno, Adda, Volturno.
Attraversa ………………………………………………………………
Laghi: Lago Maggiore, Lago Di Varano, Lago di Bolsena.
Si trova in ………………………………………………………………………

LE CITTA’ E LE ATTIVITA’ DELL’UOMO

Collega ogni regione all’elemento del Patrimonio dell’Umanità che le appartiene. Tra parentesi indica brevemente di che cosa si tratta, come nell’esempio.

Sicilia                                        Reggia di Caserta       (Palazzo Reale)

Campania                                 Bronzi di Riace     (…………………………..)

Basilicata                                  Valle dei Templi    (…………………………..)

Calabria                                    Sassi di Matera    (…………………………..)

Puglia                                         Complesso di Barumini  (…………………………..)

Sardegna                                    Castel del Monte (…………………………..)

Sottolinea le informazioni vere.

La Campania viene visitata da molti turisti per le bellezze naturali e i siti archeologici.
La Fiera del Levante, in Puglia, ha un’importanza soltanto regionale.
Potenza è la città più turistica della Basilicata.
In Calabria si coltivano agrumi come i cedri e i bergamotti.
Trapani, in Sicilia, è famosa per le sue saline.
In Sardegna una delle attività più importanti è l’allevamento ovino.

Per approfondire:
due post per collegare geografia ad arte  ed Educazione Civica, ma soprattutto per conoscere più a fondo le meraviglie del nostro Paese.

La Reggia di Caserta
Castel del Monte
Villa del casale a Piazza Armerina

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda che può essere completata, salvata e inviata al docente.

Qui il link alla scheda  sulle regioni del Nord.
Qui il link alla scheda  sulle regioni del Centro.

Le regioni del Centro

Questa scheda propone alcune attività operative utili agli studenti per il ripasso dell’agomento.

E’ divisa in due parti: la prima mette in pratica conoscenze e competenze che riguardano il territorio, attraverso la lettura della carta geografica e la rielaborazione delle informazioni.
La seconda parte serve a fare il punto sulle principali attività dell’uomo e le città.

IL TERRITORIO

Osserva la carta: ora traccia i confini delle regioni del Centro e scrivi al posto giusto i loro nomi.

regioni centro

Rispondi:

Quali regioni sono bagnate dal Mar Tirreno?
………………………………………………………………………..
Quali regioni sono bagnate dal Mar Adriatico?
……………………………………………………………………….
Quale regione non ha sbocco sul mare?
……………………………………………………………………….
Quale regione fronteggia l’arcipelago che comprende l’isola d’Elba?
…………………………………………………………………………..

Quali tra questi luoghi geografici appartengono alle regioni del Centro? Sottolinea per ogni gruppo quello corretto e scrivi in quale regione si trova. Puoi indicare anche più di una regione, se è necessario.

RILIEVI: Monte Bianco, Etna, Monte Amiata.
Si trova in ……………………………………………………………..
PIANURE: Metaponto, Maremma, Piana di Catania.
Si trova in ……………………………………………………………..
FIUMI: Tevere, Adige, Po.
Attraversa ………………………………………………………………
Laghi: Lago Maggiore, Lago Trasimeno, Lago d’Iseo.
Si trova in ………………………………………………………………………

LE CITTA’ E LE ATTIVITA’ DELL’UOMO

Metti in relazione regioni e relativi capoluoghi.

collega

Sottolinea le informazioni vere.

L’Umbria attira il turismo religioso.
San Benedetto del Tronto, nelle Marche, è uno dei principali porti pescherecci d’Italia.
In Abruzzo non esiste l’industria.
In Toscana ci sono famose cave di zolfo.
Roma è la capitale d’Italia.
In Molise l’agricoltura non è molto importante.

Per approfondire:
due post per collegare geografia ad arte  ed Educazione Civica, ma soprattutto per conoscere più a fondo le meraviglie del nostro Paese.

Siena città medievale
La città rinascimentale di Urbino

Qui è possibile scaricare la scheda da stampare.
Qui è possibile scaricare la versione modificabile della scheda che può essere completata, salvata e inviata al docente.

Qui il link alla scheda  sulle regioni del Nord.
Qui il link alla scheda  sulle regioni del Sud.