8 aprile: Giornata Internazionale dei Rom

Ogni anno, in tutto il mondo, l’8 aprile si celebra il Romano Dives, e cioè la Giornata Internazionale dei Rom istituita per celebrare la cultura di questo popolo e per far conoscere a sempre più persone i problemi che incontra nei vari Paesi. La data dell’8 aprile è stata scelta per ricordare il primo congresso mondiale del popolo rom, che si tenne a Londra nel 1971.

In realtà i popoli nomadi sono tanti: un gruppo numeroso è quello dei Sinti (chiamati Manouches in Francia); poi ci sono i Camminanti, i Kalè, i Lautari e molti altri. I nomi cambiano a seconda dell’etnia (cioè del popolo) ma anche del Paese dove vivono.

Per celebrare la giornata internazionale hanno però scelto di raccogliersi tutti sotto il termine Rom, che significa ‘uomo’ nella lingua romanì (la lingua dei Rom, appunto).

La bandiera del popolo Rom è una ruota rossa in campo azzurro (che rappresenta il cielo) e verde (che rappresenta la terra). La ruota invece vuol significare il continuo migrare dei nomadi.

Una lunga storia

Quello dei Rom è un popolo molto antico. Fino all’anno Mille i loro antenati vivevano nel nord dell’India. Erano nomadi e si procuravano da vivere facendo i musicisti, i giocolieri, gli ammaestratori di animali oppure lavorando i metalli. In seguito, si spostarono verso l’Europa, dove si dispersero nei vari Paesi.

carta tratta da Focus

Nei primi secoli del Medioevo furono ben accolti, ma diventarono presto il capro espiatorio di ogni evento negativo: a loro si dava la colpa se arrivava un’epidemia, se c’era mancanza di pioggia per un lungo periodo, se arrivavano degli invasori, ecc. Così iniziarono le persecuzioni: i rom furono cacciati da molte città e villaggi e spesso i loro campi venivano bruciati.

Il popolo rom ha percorso il suo cammino nella storia senza lasciare tracce visibili di sé, se non per quanto raccontano di loro le cronache dei Paesi che hanno attraversato. La loro è quindi una storia ricostruita dai gagé, la parola in lingua romanì che definisce chi non è Rom.

Una carovana vicino ad Arles, nel sud della Francia, nel dipinto del pittore olandese Vincent Van Gogh

L’episodio più terribile della loro storia avvenne durante la seconda guerra mondiale, quando i rom che abitavano nei Paesi invasi dalla Germania furono internati nei campi di concentramento, dove 500 000 di loro, uomini, donne e bambini, furono uccisi. Il loro sterminio è chiamato Porrajmos, che in lingua romanì significa ‘devastazione’.

Nonostante questi tragici eventi, la comunità rom è riuscita a conservare la propria unità e la propria cultura attraverso il tempo e i confini geografici.

Il musicista Jovica Jovic con i suoi nipoti.

Oggi il popolo Rom è una delle tante minoranze del nostro continente, protetta da regole dell’Unione europea, ma a volte ancora vittima di episodi di intolleranza.

Qualche domanda per te

  • Che cosa conosci della cultura rom? Discutine con i tuoi compagni e le tue compagne.
  • Che cosa significa ‘persecuzione’?
  • Conosci altre storie di popoli (nel presente o nel passato) a cui sono stati negati i diritti umani?

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Per gli insegnanti:

Qui potete leggere un calendario delle Giornate speciali.

Le foto di Jovica Jovic sono di Paolo Sacchi.

Lavorare in classe per la Giornata Mondiale delle Foreste (21 marzo)

Leggi il post sulla Giornata Mondiale delle Foreste, poi mettiti alla prova per vedere se hai capito il testo e, in particolare, i rischi che corrono questi importantissimi ambienti del pianeta.

1- Utilizza il vocabolario

Trova il significato di queste parole-chiave legate alle foreste:
combustibile ……………….
ecosistema …………………
inquinamento ………………..
desertificazione ……………..

2- Rifletti
Per capire se hai capito l’argomento, prima rifletti sulle domande e poi rispondi.

Quali sono le importanti funzioni delle foreste?

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Che cosa mette in pericolo la biodiversità?

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3- Approfondisci le tue conoscenze
Il testo parla anche di un grande progetto dell’associazione Plant-for-the-Planet.

Leggi il brano “L’idea di Felix” tratto dal libro “Possiamo cambiare il mondo”, Mondadori, poi rispondi alle domande.

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Sicuramente quella di Felix è stata una bella idea, ma pensi che sia stato facile realizzarla?………………………………………………………………..

Prova, confrontandoti con i tuoi compagni e le tue compagne, a ipotizzare quali difficoltà potrebbe avere incontrato.
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Pensi che potresti proporla anche alla tua scuola? Se sì, dove pianteresti il primo albero?

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4- Divertiti un po’

Prova a risolvere il cruciverba: ricorda che puoi sempre trovare le parole giuste rileggendo il post sulla Giornata delle Foreste.

Scarica qui la scheda in formato Word, con i testi da modificare in base alle esigenze della classe.

21 marzo: Giornata Mondiale delle Foreste

Quando beviamo un bicchiere d’acqua o scriviamo su un foglio di carta è ovvio che non pensiamo subito a una foresta: ma in realtà sono moltissime le attività degli esseri umani che, in un modo o nell’altro, hanno uno stretto collegamento con boschi e foreste.

L’importanza delle foreste per le comunità

Innanzitutto, circa 2000 popoli indigeni vivono proprio nelle zone di foresta e da questo ambiente traggono ogni tipo di sostentamento. Ma in realtà oltre un miliardo e mezzo di persone nel mondo dipende direttamente dalle foreste per la sua sopravvivenza, ricavandone cibo, riparo, energia, medicinali.

In ogni parte del mondo, infatti, il legname è sempre stato una importantissima materia prima per la produzione di carta e di oggetti di uso quotidiano, oltre che per la costruzione di abitazioni e mezzi di trasporto.

Il legname è anche una fonte di energia, perché viene utilizzato come combustibile. Inoltre, le foreste forniscono selvaggina, frutti, bacche, miele, funghi e molte piante curative, usate nella medicina tradizionale, ma studiate anche dalla moderna ricerca scientifica.

L’importanza delle foreste per l’ecosistema terrestre

Le foreste non rispondono solo ai bisogni dell’uomo, ma sono ambienti indispensabili per la vita e la buona salute della Terra. Per esempio, sono uno strumento fondamentale per la lotta all’inquinamento e per la regolazione del clima, contro il riscaldamento globale e la desertificazione.

Le foreste assorbono infatti anidride carbonica e producono l’ossigeno che respiriamo: nella foresta equatoriale ogni albero adulto può produrre dai 20 ai 30 litri di ossigeno al giorno.  Le foreste, inoltre, creano vapore acqueo: aumentano così l’umidità presente nell’atmosfera e favoriscono le precipitazioni e l’accumulo di acqua nel sottosuolo.

Le radici degli alberi mantengono compatto il terreno e le chiome proteggono il suolo dalle aggressioni del vento e delle piogge, evitando erosione e frane.  

Le foreste ospitano poi la più grande biodiversità del pianeta. La foresta equatoriale, in particolare, possiede un immenso patrimonio vegetale e animale che comprende oltre due terzi delle specie terrestri di alberi, fiori, insetti, uccelli, rettili, mammiferi. Molti di questi non sono ancora stati catalogati dagli scienziati, ma la deforestazione può portare alla loro estinzione prima ancora che noi possiamo conoscerli: si è calcolato che scompaiano più di 50 specie vegetali o animali ogni giorno. 

Attacco alla foresta

In molte parti del mondo, purtroppo, la maggior parte delle antiche foreste non esiste più.  Nel corso dei millenni, gli esseri umani hanno diboscato grandi parti di territorio per far posto a città, strade e campi coltivabili oppure per ricavarne legname. Il problema si è aggravato soprattutto dalla metà del secolo scorso. In passato sono state distrutte le foreste delle zone temperate (per esempio, in Europa), oggi vengono invece abbattuti soprattutto gli alberi delle foreste equatoriali, in Asia, Africa e America meridionale: si è calcolato che ogni anno si perde una superficie verde grande circa 100 000 chilometri quadrati, l’equivalente di quattro grandi regioni italiane. Difficilmente poi altri alberi ricrescono in queste zone: il terreno, non più protetto dalle fronde degli alberi, viene colpito continuamente sia dalla pioggia sia dai raggi del sole, perdendo così la sua fertilità.

L’esempio di Wangari

Wangari Maathai è stata una biologa africana. Dopo aver studiato all’estero, è tornata nel suo Paese, il Kenya: qui ha trovato un territorio molto più spoglio e diboscato di quando l’aveva lasciato. Così, insieme ad altre donne, ha creato il Green Belt Movement (Movimento della Cintura Verde) per fermare il taglio degli alberi e cominciare a riforestare, piantando milioni di giovani alberelli. A Wangari e al suo movimento è stato assegnato nel 2004 il Premio Nobel per la Pace, perché la protezione dell’ambiente è fondamentale per portare la pace in tutto il pianeta.  

Oggi, sempre più persone pensano che piantare nuovi alberi sia uno strumento efficace ed economico per ripulire l’aria e fermare il riscaldamento globale. In molte parti del mondo nascono perciò progetti per la riforestazione sull’esempio dell’impresa di Wangari Maathai. Per esempio:

Plant-for-the-Planet è un’associazione creata da un bambino tedesco, Felix, che raccoglie oltre settantamila ragazzi e ragazze e sta piantando miliardi di alberi in tutto il mondo. Il loro motto è “Stop Talking. Start Planting”, cioè “Basta parlare, cominciate a piantare”.
Due Grandi Muraglie Verde stanno sorgendo nel Sahel, a sud del deserto del Sahara, e in Cina, ai margini del deserto del Gobi.
Con il progetto ForestaMi, la città di Milano ha in programma di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030.

In difesa delle foreste

Nel 2012 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso di proclamare il 21 marzo Giornata Internazionale delle Foreste proprio per far conoscere l’importanza degli alberi e dei vari tipi di foreste nell’equilibrio del nostro pianeta.

Dato che una delle maggiori responsabili della deforestazione è l’industria del legno, è stato creato il marchio FSC che permette ai consumatori di riconoscere i prodotti realizzati con legname certificato e sostenibile, cioè ottenuto facendo attenzione alla conservazione della biodiversità e portando ricchezza alle comunità locali. Oggi sono certificati FSC 2 milioni di chilometri quadrati di foreste in 81 Paesi del mondo. Quindi, ora che lo sappiamo, quando acquistiamo un prodotto di legno facciamo attenzione che sia contrassegnato con il marchio FSC.

Di foreste si occupa l’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030 (conservare la biodiversità terrestre): qui puoi leggere il post sull’obiettivo nel nostro blog.

Della Giornata Mondiale delle Foreste, come di molte altre giornate speciali, si parla nel volume “Un calendario per l’educazione civica“, allegato al sussidiario delle discipine Mondo 2030, della Cetem.

8 marzo: Giornata Internazionale della Donna

Studiando la grammatica, avrai sentito spesso parlare di genere maschile e femminile in relazione ai nomi. Ma hai mai sentito parlare di disuguaglianza di genere?

Certamente non si tratta di un problema grammaticale, bensì di una questione di vita quotidiana. Infatti, tra le tante disuguaglianze che esistono sul nostro pianeta, la più diffusa nel mondo è quella tra uomini e donne.

In tutti i campi della vita sociale la popolazione femminile è, dappertutto e quasi sempre, svantaggiata:

  • sul lavoro, perché molte donne sono costrette a non lavorare per accudire la famiglia e, comunque, per lo stesso lavoro guadagnano in genere meno di un uomo.
  • nelle amministrazioni, perché sia nel settore pubblico sia in quello privato le donne in posizioni di governo o a capo di un’azienda sono una piccola minoranza.
  • in famiglia, perché in molti Paesi una donna è sottomessa all’uomo (al padre, al marito e talvolta anche al figlio) e non può prendere decisioni autonome.
  • a scuola, perché alle ragazze in molte parti del mondo vengono date meno possibilità di studiare (anche se spesso sono le più brave).
  • nella società, perché le donne sono le prime vittime di violenza in ogni Paese.

Una giornata per tutte le donne

Proprio per porre l’attenzione su questa disparità tra uomini e donne, già dall’inizio del secolo scorso in diversi Paesi del mondo si è deciso di celebrare la Giornata Internazionale della Donna. Una giornata di festa, ma soprattutto una giornata in cui affermare i propri diritti: una delle prime richieste delle donne, nella prima metà del secolo scorso, per esempio, è stata quella di estendere alle donne la possibilità di votare. Eh sì, perché a quel tempo in moltissimi Paesi le donne non potevano eleggere i propri rappresentanti nel Parlamento e nel proprio comune.

In Italia, la Giornata della Donna viene celebrata ufficialmente dal 1946, l’anno seguente alla fine della Seconda guerra mondiale. Quell’anno è ricordato nella Storia italiana anche perchè le donne votarono per la prima volta. Si decise allora di creare un simbolo per l’8 marzo: l’UDI (Unione Donne Italiane) propose la mimosa, il fiore giallo e profumato che in tutta Italia fiorisce tra febbraio e marzo.

Parità di genere nell’Agenda 2030…

L’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 ha stabilito che entro il 2030 questa situazione deve cambiare e la situazione delle donne in tutti i Paesi del mondo deve migliorare: alcuni dovranno fare solo piccoli passi, altri dovranno cambiare le regole delle loro società. Traguardi da raggiungere non solo per garantire i diritti delle donne, ma perché una reale uguaglianza tra uomini e donne porta a un miglioramento e a un progresso di tutta la società.

e nella Costituzione

Anche la nostra Costituzione parla di uguaglianza tra uomini e donne e lo dice proprio in uno dei primi articoli, l’Articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Per arrivare a una vera uguaglianza bisogna però che cambi non solo la società, ma anche il pensiero delle persone.

Qui il link a una proposta di attività da svolgere in classe.

Qui il link a un calendario delle Giornate Mondiali e Ricorrenze Nazionali.

8 marzo, Giornata della Donna: come lavorare in classe

L’otto marzo è una ricorrenza importante, celebrata in molti Paesi del mondo. Leggi il post su questa giornata, poi confrontati con i tuoi compagni e compagne.

Rifletti

1 – Avevi mai sentito parlare della differenza di genere?

  • No

Ti ricordi in quale situazione?

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2 – Rileggi con attenzione il post e cerca le informazioni che si riferiscono alle differenze tra uomini e donne, nella scuola, nel mondo del lavoro e nella salute.

3 – Hai mai sentito frasi come queste?

“Non comportarti come un maschiaccio!”, “Non piangere come una femminuccia!”

Forse, fortunatamente oggi non si usano più. Ma prova a chiedere a persone più grandi di te se le hanno mai sentite quando erano piccole: chiedi loro come si sono sentite.

4 – Esistono giochi da maschio e giochi da femmina?

Ti è mai capitato di non voler partecipare oppure di essere escluso/a da un gioco perché considerato da maschio o da femmina?
Esistono secondo te giochi a cui possono prendere parte solo maschi o solo femmine? Rispondi con una frase.

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5 – Mettiti alla prova

Insieme ai tuoi compagni scegli un gioco ‘da maschi’ e uno ‘da femmine’, poi prova a giocare invertendo i ruoli. Sei riuscito a divertirti lo stesso? Quali difficoltà hai incontrato? Racconta.

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6 – I colori

Spesso il rosa viene considerato un colore da femmina e l’azzurro un colore da maschio. Ma, mentre capita spesso che le femmine usino l’azzurro, è piuttosto difficile vedere dei maschi che usano il rosa: perché, secondo te? Scrivi la tua risposta.

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7 – Chi fa cosa?

Quanti lavori si fanno a casa, in genere ogni componente di una  famiglia ha un suo compito.

Leggi con attenzione: secondo te a chi toccano questi lavori?

Lavare i pavimenti ……………………………..

Stirare ……………………………….

Lavare l’auto …………………………

Cucinare ……………………………

Cambiare le lampadine fulminate………………..

Rifletti: possono essere svolti tutti sia dai maschi, sia dalle femmine? ………………………

Motiva la tua risposta. ……………………………………………………………………………………………..

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Quale compito principale hai tu in casa? ……………………………………………………………………….

Confrontati con i tuoi compagni, avete compiti simili? ………………………………………………..

Potreste svolgerli tutti indipendentemente se siete maschi o femmine? ………………

8 – Caratteristiche personali

Leggi le seguenti parole che si riferiscono a caratteristiche o comportamenti delle persone; indica poi con una freccia se pensi che siano collegate ai maschi, alle femmine, oppure si adattino a tutti. Discutine in classe con l’insegnante e i tuoi compagni e compagne.

9 – Per concludere l’attività puoi leggere questo racconto. Al termine, quale finale sceglieresti?

Tutti uguali

Una leggenda africana ci racconta che tanti anni fa, nella tribù dei Kikujo, la regina Wangu aveva emanato una legge: gli uomini dovevano andare a piedi a prendere l’acqua al fiume, coltivare la terra e portare a casa il cibo, cucinare e stare con i bambini.

Passò del tempo e gli uomini cominciarono a lamentarsi:
“Perché – dicevano – solo noi dobbiamo lavorare così tanto? Perché dobbiamo far crescere i figli? Non siamo stati noi a farli nascere!”

Così, decisero di non obbedire più alla legge della regina Wangu e scapparono nel bosco portando via anche le mucche e le pecore che davano il latte ai bambini.

Dopo un po’ le donne non riuscirono più a sopportare il peso di tutti i lavori che una volta svolgevano gli uomini. Era una situazione ingiusta!
Si riunirono all’Albero degli Incontri e chiamarono la regina. Una donna prese la parola a nome di tutte le altre.
“Regina Wangu – disse – siamo rimaste sole, i nostri mariti sono scappati con le nostre ricchezze. Non è giusto che solo a noi tocchino tutti i lavori e anche la cura dei bambini!”

Wangu le ascoltò e discusse con tutte loro. Alla fine le donne capirono che nessuno ha il diritto di comandare sugli altri, che dividere i compiti con gli uomini e governare insieme era la cosa migliore e che prendersi cura dei figli era un compito molto importante perché i bambini sono le donne e gli uomini di domani.

Allora la regina richiamò gli uomini dal bosco e disse a tutti di ricordare sempre che uomini e donne dovevano rispettarsi a vicenda e, soprattutto, che la strada da percorrere nella vita è sempre quella del dialogo e della collaborazione.

finale 1

Poi, tutti insieme, decisero di lasciare agli uomini la costruzione delle case, la coltivazione dei campi e gli animali da accudire; le donne si sarebbero invece prese cura dei figli e della casa.

finale 2

Poi, tutti insieme, decisero che ognuno avrebbe lavorato, ma scegliendo il lavoro che preferiva, a casa o nei campi, e anche governando; e che dei bambini si sarebbero occupati entrambi i genitori, senza distinzione tra uomini e donne.

Leggenda africana Kenya

Quale finale della leggenda ti piace di più? Perché?

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Giornata Mondiale delle balene: lavoriamo in classe

Come rendere operativa da un punto di vista didattico questa giornata?

  1. Come inizio, si può introdurre l’argomento attraverso alcune semplici domande, in modalità brainstorming, per iniziare a capire cosa i ragazzi e le ragazze conoscono su questi cetacei. Ad esempio:
  • Dove vive una balena?
  • Che cosa mangia?
  • In che modo si occupa dell’allevamento dei cuccioli?
  • Quanti chilometri percorre nella sua vita?

Se nessuno fosse a conoscenza di queste informazioni si potrebbe proporre una ricerca da fare in classe o come compito a casa.

Nel caso ci siano già delle risposte, si può fissarle in sintesi in un quadro sinottico per avviare un confronto. 

2. Al termine di questo lavoro di presentazione si può proporre la lettura del post, che permette di mettere a fuoco le problematiche che riguardano la vita delle balene nel passato e nel presente. Per verificare la comprensione del testo si possono porre delle domande come le seguenti:

  • Quali sono le cause che minacciano la sopravvivenza delle balene?

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  • Che cos’è il fitoplancton? …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
  • Qual è il Paese che ha il maggior numero di Santuari dei Cetacei del mondo? ………………………………………………………………………………………………………………………………….
  • Perché il Giappone si oppone alla creazione di Santuari dei Cetacei? ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

3. Al termine di questo lavoro di conoscenza si possono proporre delle attività più “ludiche” che i ragazzi e le ragazze possono svolgere da soli oppure in gruppo.


A. In passato, alcune parti del corpo della balena si usavano per la vita di tutti i giorni.

Disegna le parti le parti del corpo e mettile in relazione con gli oggetti che si ricavavano.

B. Rispondi alle domande.

Ti piacerebbe essere un eco-pirata? …………………………………..

Quale motto adotteresti? ………………………………………………

Come sarebbe la tua bandiera? Prova a disegnarla

C. Se pensi agli obiettivi dell’Agenda 2030, La Giornata Mondiale delle Balene fa riferimento a questi obiettivi:

Secondo te questi tre obiettivi, cosa hanno a che fare con la caccia alle balene?

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Terza domenica di febbraio: la Giornata Mondiale delle Balene

Che meraviglia le balene! Sono i più grandi animali della Terra, della famiglia dei cetacei, e sono creature dall’intelligenza straordinaria. Sono mammiferi, vivono in acqua, ma respirano l’aria come noi. Sono anche fondamentali nella lotta contro il riscaldamento globale.

Messico

La più grande è la balenottera azzurra: può arrivare a 33 metri di lunghezza e oltre 160 tonnellate di peso, come trenta elefanti messi insieme. Le balene artiche sono un po’ più piccole, ma possono vivere molto più di un secolo. La balenottera comune, dalla forma lunga e affusolata, vive anche nel Mediterraneo, in un’area tra Liguria, Corsica e costa della Francia.

Canarie

La caccia alla balena

Fin dall’antichità gli uomini hanno cacciato le balene. Di questo mammifero si usava tutto: la carne, il grasso come olio per le lampade, i denti (chiamati fanoni) per creare strumenti e anche per i busti delle signore. Con l’avanzare della tecnologia e con baleniere sempre più grandi e adatte a spingersi al largo, la caccia è diventata spietata: il numero di esemplari uccisi è diventato così alto da mettere a rischio la sopravvivenza della specie.  Una commissione internazionale ha vietato la caccia alle balene già dagli anni Ottanta del secolo scorso, se non per scopi scientifici o per l’alimentazione degli inuit che vivono in Alaska, in Canada, e in Groenlandia. Nonostante questo divieto, il Giappone, la Norvegia e l’Islanda continuano a permettere questa caccia.

Groenlandia

Altri pericoli

Le balene non sono minacciate solo dalla caccia, ma anche dall’inquinamento (soprattutto della plastica che arriva al mare) e dal riscaldamento globale, che ha fatto aumentare la temperatura delle acque marine. Inoltre, poiché sono abituate a comunicare tra loro attraverso dei segnali sonori, sono molto disturbate dai rumori prodotti da diverse attività umane. Il traffico delle navi, l’attività di ricerca e di estrazione del petrolio sui fondali marini, le esercitazioni militari impediscono infatti alle balene di trasmettere tra loro informazioni importanti per la sopravvivenza: per esempio, con i loro suoni si avvisano quando c’è disponibilità di cibo oppure quando si avvicinano dei pericoli.

L’installazione a Roma dell’associazione ambientalista Greenpeace per denunciare il pericolo della plastica oceanica per la sopravvivenza delle balene.

Un’importante funzione ecologica

Le feci delle balene alimentano il fitoplancton, cioè l’insieme di piccolissimi organismi vegetali acquatici che galleggiano in superficie. Il fitoplancton ha la funzione, esattamente come gli alberi, di assorbire l’anidride carbonica dall’atmosfera.  Quindi, la diminuzione del numero di balene (nel XX secolo ne sono state uccise 3 milioni) ha conseguenze dirette anche sul riscaldamento globale.

fitoplancton

I Santuari dei Cetacei

Nei diversi mari e oceani sono stati create delle zone protette dove le balene, i delfini e gli altri cetacei possono vivere e riprodursi in tranquillità. In queste aree gli uomini devono limitarsi a osservare, studiare e ammirare i grandi mammiferi, riducendo al minimo il loro impatto sulla vita degli animali.

Nel sud del pianeta è stato creato il Southern Ocean Whale Sanctuary (Santuario delle Balene dell’Oceano Meridionale), un’area di 50 milioni di km² che circonda l’Antartide. Molti Paesi dell’emisfero australe sono interessati, ma l’Australia è quello con la più vasta rete al mondo di Santuari dei Cetacei. Al contrario, il Giappone si è sempre opposto, proprio perché ritiene suo diritto continuare la caccia alla balena.

Antartide

Pirati amici delle balene

Ci sono anche equipaggi che attraversano gli oceani per salvare questi meravigliosi animali. Il capitano Paul Watson ha fondato la Sea Shepherd (significa ‘Pastore del mare’), un’organizzazione che si occupa della salvaguardia delle balene e degli ambienti marini. La Sea Shepherd ha una flotta con dieci navi che solcano tutti gli oceani. I suoi membri si definiscono eco-pirati perché intervengono concretamente, con azioni di disturbo e danneggiamento, per fermare le baleniere.

Una giornata per le balene

Per ricordare sempre la necessità di proteggere le balene, ma anche per agire in loro difesa, ogni anno la terza domenica di febbraio si è deciso di celebrare la Giornata Mondiale delle Balene.

Qui il link a una proposta di attività da svolgere in classe

Qui il link per approfondire l’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030.

Qui il link a un calendario delle Giornate Mondiali e Ricorrenze Nazionali.

8 febbraio: Safer Internet Day

In occasione della giornata della sicurezza in rete, condividiamo un’attività da svolgere in classe.
Tutto il lavoro è rivolto direttamente ai ragazzi e alle ragazze. Può essere svolto singolarmente, ma un lavoro di gruppo dà sicuramente origine a un dibattito e a un confronto molto più ampi e completi.
Invitiamo quindi i nostri alunni e le nostre alunne a leggere, commentare insieme e completare le varie attività. Al termine, ognuno di loro dovrebbe avere raggiunto un quadro di maggiore consapevolezza su cosa significhi essere un esperto utente del Web.

In questo post potete trovare un calendario con molte giornate speciali interessanti da celebrare a scuola.

Viaggiare in rete per conoscere la realtà

Fare una ricerca in biblioteca, visitare un museo, conoscere una nuova città sono tutte esperienze interessanti. Se però ci sono motivi per cui è meglio non uscire o se le vacanze sono ancora lontane e non puoi partire, trovi tutte le informazioni che ti servono anche utilizzando Internet. Puoi addirittura fare un tour virtuale senza spostarti da casa!

È proprio così: il web (una parola inglese che si traduce in italiano con ‘ragnatela’) ha cambiato la nostra vita. Prima della sua esistenza, non era così facile trovare informazioni restando comodamente seduti!

Navigare in rete, però, non è sempre così semplice: bisogna innanzitutto fare attenzione a non restare intrappolati in situazioni poco piacevoli.
Proprio con l’obiettivo di favorire un uso consapevole della rete, l’Unione Europea nel 2004 ha istituito la Giornata della Sicurezza su Internet, che viene celebrata in 140 Paesi del mondo.
In questa giornata i governi, le organizzazioni internazionali e le associazioni presentano iniziative e progetti per sensibilizzare le persone sulle potenzialità e sui rischi di Internet.

E tu? Quanto tempo passi davanti al pc o allo smartphone per giocare, chattare, fare ricerche, guardare video? Navigando in questo spazio infinito che è il web sei in collegamento con il mondo e con un numero incredibile di persone.

Questo è sicuramente bellissimo, ma conosci veramente i pericoli che si nascondo nel Web?

Bugie, ladri e altro ancora

Quando contattiamo persone online possiamo incappare in qualche rischio come il grooming, un termine inglese che indica il tentativo di persone sconosciute di stringere amicizia e ingannarti; possiamo incontrare cyberbulli, persone che si comportano in modo aggressivo, offendendo o minacciando… Alcuni siti poi contengono fake news, cioè informazioni false, che inducono a opinioni e convincimenti sbagliati.

Ci sono però situazioni in cui sono i nostri comportamenti a creare il pericolo, per esempio postando foto private o scrivendo dati personali, come l’indirizzo di casa, le nostre password, il numero di cellulare… In questi casi, si corrono molti rischi, tra i quali anche il furto d’identità.

Per non cadere nella rete è molto importante conoscere i giusti comportamenti e le regole che ti possono mettere al sicuro. Sei sicuro di conoscerle? Mettiti alla prova eseguendo queste attività. Leggi e rispondi con attenzione, puoi farlo insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne e se hai bisogno di aiuto chiedi ai tuoi insegnanti.

E ora, al lavoro!

  1. Conosci il significato di alcune parole che si usano in rete? Completa la tabella e verificalo.

2. Ecco alcune regole per navigare in sicurezza. Leggile con attenzione e cerca di ricordarle tutte le volte che sei on-line.

3. Conosci altre regole di navigazione sicura? Quali?

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Prova a confrontarti con i tuoi compagni e compagne, alla fine potreste scrivere un vostro regolamento.

4. Chi dei due rischia il furto d’identità? Indicalo con una crocetta. Quali sono i motivi della tua scelta? Confrontati con la classe.

5. Indica con una crocetta i comportamenti che ti aiuteranno a diventare un cittadino o una cittadina digitale professionista!

  • Non apro e-mail arrivate da indirizzi sconosciuti.
  • Seguo le regole della netiquette quando sono online.
  • Chatto con tutte le persone che mi contattano.
  • Navigo su Internet solo in compagnia dei miei genitori o dell’insegnante.
  • Non carico fotografie personali su nessun sito.
  • Clicco ogni immagine che vedo sul mio schermo.
  • Condivido la mia password solo con i miei genitori.

6. Il rispetto della privacy, cioè della riservatezza delle informazioni personali di chiunque, è importantissimo anche quando navighiamo in Internet. Indica i fumetti che esprimono un comportamento rispettoso della privacy.

7. Completa il testo con le seguenti parole: impronta • programma • social • parco • e-mail • chat

Tutte le attività fatte nel web, sui social o nelle app lasciano un’ ……………………………che resta per sempre. Anche per questo motivo è opportuno comportarsi in modo corretto.
Bisogna pensare attentamente a cosa scrivere sui ………………………………………………. .
Durante i giochi di ruolo e nelle ………………………………………………. non bisogna dare dati personali.
Non si devono aprire ………………………………………………. da indirizzi sconosciuti, per evitare che i virus non entrino nel pc!
Bisogna navigare su siti sicuri e attendibili: si deve installare un ……………………………………… che possa aiutare a riconoscerli.
Navigare è interessante ma correre al ………………………………………………. e incontrare amiche e amici è più bello: si deve dare il giusto tempo a tutto!

8. Conosci il linguaggio delle chat? Collega ogni emoji al significato corrispondente.

Scarica qui la scheda in formato Word, per modificare in base alle esigenze della classe.
Scarica qui la scheda in formato .PDF pronta per la stampa.

7 febbraio: la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo

Conosci l’origine della parola bullo? Pensa che deriva da un termine di un’antica lingua germanica e significava ‘amico intimo, fratello’. Quindi era una parola positiva, di pace e solidarietà. Nel tempo, però, come càpita spesso nell’evoluzione delle lingue, questo termine ha cambiato significato, arrivando addirittura al suo opposto.

Oggi parliamo di bullismo traducendo in italiano la parola inglese bullying che indica “il comportarsi con prepotenza, maltrattare, intimidire”.

Di più: il bullismo è un comportamento aggressivo che si ripete nel tempo nei confronti sempre di una stessa persona che non è in grado di difendersi.

Chi fa il bullo o la bulla (sì, ci sono anche ragazze che si comportano da bulle!) può essere violento fisicamente oppure con le parole. Sceglie la sua vittima tra le persone più miti e timide, perché pensa che non si ribellerà.  

Il suo, però, non è un comportamento solitario: ha infatti bisogno di un pubblico che, dopo aver riso e applaudito, racconti in giro la scenetta a cui ha assistito, amplificandone così l’effetto.

A volte c’è chi fa finta di non vedere o magari minimizza: “Ma dai, è uno scherzo! Era solo una piccola spinta! Non è il caso di offendersi per una parola!” Ma non è certo così: la vittima di bullismo vive una sofferenza che può avere gravi conseguenze nei suoi rapporti sociali e per la sua vita futura.

Il cyberbullismo

Attraverso Internet, gli smartphone e i social media il bullismo si è trasformato anche in cyberbullismo.

I cyberbulli agiscono online: usano le mail, le chat, i social per diffondere pettegolezzi e offese, per postare video, insultare, deridere e rivolgere anche minacce. Attraverso Internet la vittima è sempre raggiungibile e i messaggi o video offensivi restano in rete per molto tempo, visibili da chiunque, in ogni orario e in ogni luogo.

Mentre i bulli sono riconoscibili, i cyberbulli si nascondono dietro a un nickname e può essere molto difficile dare loro un’identità reale. Purtroppo chi è vittima dei cyberbulli non si sente mai al sicuro, neppure a casa propria!

Una Giornata per combattere ogni forma di bullismo

Dal 2017 ogni 7 febbraio si celebra la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo per dire “NO” a ogni forma di prepotenza.

Non è un caso che l’iniziativa sia partita dal Ministero che si occupa di scuola e di educazione. La scuola è, infatti, il luogo dove impariamo a convivere con le persone apprezzandone le diversità, rispettandone i punti di vista e le opinioni. Eppure proprio a scuola si verificano molti fenomeni di bullismo che colpiscono bambini e bambine, ragazzi e ragazze.

Il simbolo della giornata è un nodo blu, che ci aiuta a ricordare che dobbiamo essere tutte e tutti uniti a occuparci di questo fenomeno, per impedire gli atti che possono ferire le persone che ci stanno vicino.

Che cosa possiamo fare noi?

I nostri comportamenti sono molto importanti: noi possiamo fare davvero la differenza. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Nel tuo gruppo non partecipare ad atti di bullismo, nemmeno come semplice spettatore.
  • Anzi: se in qualche modo vieni a conoscenza di un atto di bullismo o di cyberbullismo parlane subito ai tuoi familiari o agli insegnanti.
  • Se sei tu la vittima non pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato. Confidati invece subito con un adulto.
  • Chiedi ai tuoi insegnanti di invitare a scuola un esperto a parlare di questo problema, anche per capire come affrontare le varie situazioni.
  • Rifletti e confrontati con i tuoi prima di scrivere o pubblicare qualsiasi cosa sui social o nelle chat.
  • In rete non condividere mai le tue password e i tuoi dati personali.
  • Se ricevi un video o un messaggio che ti turba, parlane subito con la tua famiglia o con un insegnante. 
  • Se vedi un messaggio minaccioso spegni subito il computer, il tablet o lo smartphone, ma non cancellare eventuali tracce: possono servire a un adulto per rintracciare e fermare il bullo.

In questo post puoi trovare il calendario con alcune giornate speciali, molto interessanti da celebrare.

Come utilizzare il nostro blog

Sono finite le vacanze e anche quest’anno ci troviamo di fronte a una situtazione di grande incertezza: DAD, DDI, attività in presenza… Quali modalità dovremo mettere in atto nei prossimi mesi?

La finalità del nostro blog è quella di “dare una mano” ai docenti proprio in questo momento in cui la programmazione delle giornate sta diventando sempre più complessa.

Con questo post vogliamo quindi dare qualche indicazione pratica su come sono organizzati i nostri materiali, in modo da facilitare il loro utilizzo nella nostra pratica didattica, in presenza o a distanza.

Prima di tutti il nostro blog parla di storia, geografia ed educazione civica, con un ampio spazio dedicato all’Agenda 2030. Si rivolge principalmente alle classi quarte e quinte della primaria, ma diversi materiali possono essere utilizzati anche in terza o all’inizio della secondaria.

Nel menù laterale a sinistra trovate gli argomenti organizzati per disciplina. Se aprite il menù di storia e geografia trovate dei sottomenù:

  • Le proposte didattiche: raccolgono attività di lettura, dialogo, discussione sui vari argomenti, da sviluppare con con la classe. Tutte le nostre proposte sono pensate per essere svolte anche in autonomia dai ragazzi e dalle ragazze, quindi scritte con un linguaggio semplice.
  • Le letture di approfondimento: toccano temi sensibili soprattutto in relazione all’educazione civica, anche in questo caso possono essere spunto di dialogo, di approfondimento, di riflessione e sono scritte sempre con un linguaggio adatto per esere fruito direttamente dagli alunni e dalle alunne.
  • I materiali operativi: sono schede di lavoro su vari argomenti di storia e geografia. Sono presenti nella versione PDF, per la stampa, oppure in word per un eventuale adattamento da parte del docente, oppure per essere completate tramite l’uso del pc dalla classe.

Si trovano infine anche proposte di classe capovolta o compiti di realtà per rendere più partecipi i nostri alunni e le nostre alunne nella costruzione degli apprendimenti.

Buon rientro e buon lavoro a tutte e a tutti.