Giuseppina Pizzigoni

Giuseppina Pizzigoni

La scuola primaria Rinnovata, nella zona nord di Milano, si ispira ancora oggi ai principi didattici della sua fondatrice, Giuseppina Pizzigoni. Ma anche in altre parti d’Italia si trovano scuole che seguono il metodo Pizzigoni.

Contemporanea (anzi nata proprio nello stesso anno, il 1870) di Maria Montessori, Giuseppina Pizzigoni, pur meno conosciuta a livello mondiale della collega, è stata una grandissima innovatrice della scuola. Sostenitrice dell’esperienza diretta e interattiva nel processo di apprendimento, portò avanti l’idea di una scuola con al centro il bambino e la bambina, una scuola aperta al mondo e a stretto contatto con la natura, la terra e l’ambiente in generale.

Nel 1889 Giuseppina è una maestra neoassunta dal Comune di Milano. Anche se giovanissima, ha il sacro fuoco dell’educazione e non si rassegna a una scuola italiana rigida, dogmatica e manualistica. Comincia allora a studiare i metodi didattici nell’attivismo americano e nordeuropeo, quei rivoluzionari sistemi scolastici basati sulla centralità delle esigenze dei bambini e sulle loro attività in un forte legame con la natura.

Nel 1909 un gruppo di imprenditori illuminati le finanzia un viaggio in Svizzera e in Alsazia, che ha come primo scopo la visita delle scuole del bosco. (Hanno oltre un secolo, quindi, le scuole nel bosco, e oggi sono ancora di grande avanguardia…)

Giuseppina ritorna entusiasta, decisa ad avviare un rinnovamento profondo nella scuola italiana. Si procura programmi e piani scolastici di scuole alternative negli Stati Uniti, ma studia anche le Case di Campagna dei Lietz in Germania, la Scuola di Abbotsholme in Inghilterra, l’École des Roches in Francia, le varie écoles libres e nouvelles in Svizzera.

Parte allora una raccolta di fondi che coinvolge vari esponenti della cultura, della scienza e dell’imprenditoria lombarda e il prefetto concede un terreno in periferia, alla Ghisolfa, dove viene costruito un padiglione prefabbricato. E’ l’anno scolastico 1911-1912 e inizia la sperimentazione Pizzigoni: nasce la “scuola aperta al mondo e all’esperienza”. Luogo dell’apprendimento per eccellenza sono la natura e l’attività agricola, che permettono di coinvolgere il bambino globalmente, dal punto di vista mentale, sensoriale e affettivo. Si creano un pollaio, un apiario, varie infrastrutture per il gioco all’aria aperta, si piantano moltissimi alberi di ogni specie, si organizzano gli spazi per le coltivazioni agricole, si accolgono i primi scolari in due classi miste. Negli anni seguenti cresce l’interesse della pedagogia ufficiale in Italia ed in Europa e, d’altra parte, aumentano anche le iscrizioni e diventa necessario creare altri edifici, moderni e funzionali ai nuovi metodi di apprendimento. La nuova struttura, che è ancora oggi esistente, è una bella costruzione in mattoni rossi a un piano, che richiama lo stile delle cascine lombarde. Oltre alle aule e allle strutture di agraria, ha una piscina, una palestra, sala da musica e da proiezioni, ambulatori medici, laboratori, addirittura una cucina per i bambini. La nuova scuola si inaugura nell’ottobre del 1927.

(da un post del blog Fantastic Nonna)

 

Il metodo Pizzigoni si basava sull’esperienza concreta e personale degli alunni: attraverso l’attività di ricerca, essi sarebbero arrivati, per induzione, a scoprire i principi generali,  in un itinerario educativo che coinvolgeva tutte le discipline, seguendo i processi naturali della mente umana.

Oltre a questo, altri importanti elementi  del metodo Pizzigoni erano:

  • combattere il verbalismo scolastico;
  • mantenere uno stretto legame con la terra e il lavoro agricolo;
  • valorizzare la personalità dei singoli alunni, senza tralasciare il valore della collettività;
  • educare i bambini e le bambine nella loro globalità, senza dimenticare le loro esigenze psicofisiche.

Scopo il vero, tempio la natura, metodo l’esperienza. L’applicazione del metodo sperimentale non si circoscrive a una lezione, ma tutte le penetra e le collega per l’infinita rete di riferimenti coi quali un fatto è allacciato a molti altri, cosicché i veri poteri mentali sono esercitati simultaneamente in una ginnastica tanto piacevole quanto fruttuosa» (G.Pizzigoni, 1921).

Negli ultimi due decenni della sua vita Giuseppina intensificò la sua attività di formatrice e fondò l’Opera Pizzigoni, tuttora attivissima (qui il loro sito), per la diffusione del suo metodo nelle scuole e tra gli insegnanti.

Malgrado una fama sempre più ampia e il riconoscimento delle idee innovative per cui aveva speso la vita, Giuseppina Pizzigoni morì povera e sola all’ospizio Sant’Anna di Saronno nel 1947.

 

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